Autodeterminazione e (è) democrazia
Populismi contro forze liberali e democratiche? Una rappresentazione di comodo dei conflitti sociali e politici in corso, dentro i quali si inserisce anche la questione dell’autodeterminazione della Sardegna.
Populismi contro forze liberali e democratiche? Una rappresentazione di comodo dei conflitti sociali e politici in corso, dentro i quali si inserisce anche la questione dell’autodeterminazione della Sardegna.
La politica sarda a un bivio, tra conservazione brutale e innovazione necessaria.
Democrazia e analfabetismo si conciliano male. Ma forse il problema non è la post-verità, né le bufale di Internet, ma un deliberato disegno di indebolimento culturale.
La disciplina storica aspira alla massima correttezza scientifica, ma non può fare a meno di sconfinare nel territorio della politica. Bisogna vedere come lo fa.
Può un libro sulla Val si Susa (Piemonte) essere non solo interessante ma anche bello, e per giunta chiamare in causa la Sardegna? Direi proprio di sì. Leggere per credere.
Stefano Puddu Crespellani (grafico, artista, attivista politico a cavallo tra Sardegna e Catalogna) ragiona sulla situazione politica sarda e i suoi possibili sviluppi, con l’urgenza che il tema merita.
Ospito volentieri questo pezzo di Pier Franco Devias (Libe.r.u.) sul tema del rapporto tra democrazia, cultura e informazione, a partire dallo spunto offerto da una dichiarazione del leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo.
Identità, appartenenze, lotta di classe, destra e sinistra: concetti difficili ma necessari che scompaiono sotto la narrazione egemonica dei mass media.
Com’era da prevedere, il referendum costituzionale lascia sul campo vinti e vincitori ma soprattutto mette a nudo questioni politiche irrisolte.
La Sardegna è incomprensibile, oltre che incompatibile, nel contesto storico e politico italiano. Le due cose vanno a braccetto.