Falsi conflitti contro dialettica storica reale: un capolavoro egemonico
Identità, appartenenze, lotta di classe, destra e sinistra: concetti difficili ma necessari che scompaiono sotto la narrazione egemonica dei mass media.
Identità, appartenenze, lotta di classe, destra e sinistra: concetti difficili ma necessari che scompaiono sotto la narrazione egemonica dei mass media.
Com’era da prevedere, il referendum costituzionale lascia sul campo vinti e vincitori ma soprattutto mette a nudo questioni politiche irrisolte.
La Sardegna è incomprensibile, oltre che incompatibile, nel contesto storico e politico italiano. Le due cose vanno a braccetto.
La Sardegna è una terra miracolosa. Nessuno la conosce davvero, in tanti, persino tra i Sardi, non saprebbero nemmeno collocarla correttamente su una carta geografica. Quel che se ne sa è poco e spesso negativo. Ma questa verità va finalmente svelata.
La subalternità è una brutta bestia. Se domina incontrastata è mortale. Mettiamo insieme un po’ di fatti e vediamo di trarne qualche ragionamento.
Le elezioni USA si sono concluse con un esito diverso da quello auspicato dalle élite europee e nordamericane. Il ricco avventuriero Donald Trump è il 45esimo presidente degli Stati Uniti d’America.
È interessante analizzare come si sta declinando in Sardegna il dibattito sul referendum costituzionale.
Nascondere le connessioni. Un ottimo modo per manipolare le coscienze e le opinioni pubbliche. Abbiamo sotto il naso eventi e processi strettamente legati tra loro, se non altro per consonanza, per analogia, se non per un medesimo rapporto causa-effetto, che facciamo fatica a scorgere. E allora qualche “considerazione inattuale” sarà forse utile.
La storiografia sarda non ha mai brillato per coraggio. Una delle zavorre più gravose da cui dobbiamo alleggerirci è la scarsissima conoscenza del nostro passato, la sua collocazione approssimativa nelle vicende europee e mediterranee, le vaste lacune che ne costellano la narrazione.
Idee di Sardegna. Autonomisti, sovranisti, indipendentisti oggi è un saggio del politologo Carlo Pala, uscito quest’anno per Carocci.