La sinistra e l’autodeterminazione in Sardegna: un rapporto storicamente complicato
Uno degli effetti dell’ultima tornata elettorale è stato la certificazione della scomparsa della sinistra politica dallo scenario italiano. E sardo.
Uno degli effetti dell’ultima tornata elettorale è stato la certificazione della scomparsa della sinistra politica dallo scenario italiano. E sardo.
Le elezioni suscitano sempre reazioni emotive forti, ma quasi mai significative. Proprio perché basate solo sul fatto contingente e sull’immediatezza dell’evento specifico.
Uno stato fantoccio, nato grazie alla forza di potenze straniere e per garantirne gli interessi geopolitici, governato in modo sostanzialmente criminale.
Da qualche giorno è uscito in libreria, per Arkadia editore, La vincita, la mia ultima fatica libraria. Questa volta è un romanzo. “La morte di una persona importante. La vincita inaspettata a una lotteria istantanea. Una famiglia, i suoi conflitti, le sue relazioni, sullo sfondo di una campagna elettorale. Eventi drammatici che costringono diverse persone…
Spesso le occasioni di voto in Italia, lungi dall’essere un momento di riflessione su principi, obiettivi, posizioni teoriche, si riducono a una mera rappresentazione mediatica. Di solito del genere trash.
La socialdemocrazia europea se la passa piuttosto male. Parlo di socialdemocrazia e non di socialismo – come invece sento e leggo in giro – perché: 1) non sono precisamente la stessa cosa e 2) di socialismo in Europa non ce n’è rimasto molto, neanche a livello teorico.
Si avvicinano le elezioni (politiche e regionali) e come per magia ecco ricomparire sulla scena lo spettro della Zona franca.
L’ambito politico sardo è tutt’altro che statico. Una novità significativa di questi giorni – se non la più significativa – è la presentazione pubblica del progetto, condiviso da diverse organizzazioni, di un polo autonomo sardo orientato all’autodeterminazione, in rottura col sistema politico centrato sui partiti italiani. Una opzione a cui anche qui si era fatto…
Com’è noto, gli stereotipi sul conto sei Sardi si sprecano. La nostra mitologia identitaria è ricca di luoghi comuni e generalizzazioni quasi sempre degradanti, spesso reciprocamente contraddittori, ma oggetto di fede e di venerazione da parte di molti di noi.
Le vicende catalane catalizzano attenzioni e smuovono riflessioni, com’è giusto che sia. Non sempre, però, vedo in azione tutta la disponibilità e l’onestà intellettuale che questa faccenda meriterebbe.