Emigrazione sarda: dramma storico, problema rimosso, potenziale risorsa (seconda parte)
Seconda parte della riflessione sull’emigrazione sarda, il suo ruolo nel mondo attuale e la sua interrelazione con la Sardegna.
Seconda parte della riflessione sull’emigrazione sarda, il suo ruolo nel mondo attuale e la sua interrelazione con la Sardegna.
Prima parte di una riflessione sulla nostra diaspora, sia nei suoi sviluppi storici, sia nei suoi tratti costitutivi attuali, sia infine nelle prospettive che la riguardano, di per sé e in relazione con la Sardegna.
Spettabile Circolo Su Nuraghe di Biella, mi rivolgo a voi in quanto perfetti rappresentanti di un problema più generale che è necessario far emergere nel dibattito pubblico ed affrontare come merita.
Proseguono le presentazioni di La vincita. Segnalo la prossima con speciale sollecitudine, perché è una circostanza particolare. Giovedì 10 maggio 2018 presenterò il romanzo al Salone del Libro di Torino, insieme al libraio Rocco Pinto. L’appuntamento è alle 14.30, nella Sala Avorio.
Il sistema costituzionale dell’Italia, il suo ordinamento giuridico, è basato sulla democrazia parlamentare e sulla centralità della rappresentanza dei cittadini. Questo è un assunto che viene sempre rimosso dal dibattito istituzionale e dai commenti.
Scandire la vita collettiva con ricorrenze e rievocazioni del passato è un fatto connaturato nella nostra specie, sembrerebbe. Una specie che ha fatto del linguaggio e del livello simbolico della comunicazione un suo tratto evolutivo peculiare.
Questa recensione è uscita sull’Unione sarda di sabato 14 aprile 2018.
Il tema dell’indipendentismo e del processo di autodeterminazione in Sardegna è ormai centrale nel dibattito politico dell’isola.
Ricevo da Stefano Puddu Crespellani e volentieri ospito questa riflessione sulle vicende catalane e sulle loro interconnessioni con la sorte dell’Europa, Sardegna compresa.
Da poche settimane è uscito per le edizioni Catartica, di Sassari, una nuova edizione di Fior di Sardegna, primo romanzo pubblicato da Grazia Deledda col proprio nome.