Sulcis in fundo

Al peggio non c’è mai fine. Quando hai toccato il fondo, puoi sempre cominciare a scavare.

Devo continuare?

Dice, più squalificata di così, la classe politica sarda, non si può. E invece questi riescono sempre a stupirti.

Ora, dico io, almeno per spirito di autoconservazione, in un momento pessimo in generale e tremendo in particolare in Sardegna, vuoi almeno cercare di salvare le apparenze? Macché, questa gente vive nel suo limbo fatto di privilegi, di ricatti, di consorterie trasversali, di interessi rapaci trasformati in slogan mediatici per il popolo bue. Manco si rende conto di quello che fa.

Ma c’è un limite a tutto. Togliere dei finanziamenti a un’area economicamente depressa per dirottarli sull’allestimento di una regata di lusso è una vaccata di cui non sentivamo proprio la necessità. Eppure, l’hanno fatta.

Sono io strano, o questa è l’ennesima scelta scandalosa, che grida vendetta al cielo della politica?

Sardi, svegliatevi! Oltre al danno, qui c’è anche la beffa. E la beffa noi non possiamo accettarla. Il danno sì, magari. Ma la beffa proprio no. E dai…