Equivoci talenti

Riprendo volentieri un pezzo dell’amico Diablo (al secolo Alessandro Spedicati), dei Sikitikis, uscito anche sulle pagine del GdSardegna, ed. Sud, di oggi (22 febbraio).


PERCHE’ LA VITTORIA DI VALERIO SCANU E’ UNA SCONFITTA DELLA SARDEGNA?

[…]Dopo il Marco da Cagliari arriva il Valerio da La Maddalena (così c’è anche par condicio fra nord e sud) a “tenere alto” il valore medio assoluto della Sardegna nel panorama italiano e, nella fattispecie, competitiva nel campo della musica nazional-popolare.

Molti attribuiscono queste due vittorie ad un legame che i due ragazzi di belle speranze hanno con il famoso talent-show Amici. Ma sarebbe troppo riduttivo, nelle dinamiche complesse del festival – in cui la vittoria è solo una minima parte della torta da spartire – pensare che sia sufficiente fare Amici, per andare a vincere poi Sanremo.

E che dire, allora, di Marco Mengoni. Non ha avuto lui stesso, forse, anche più visibilità da un X-Factor, decisamente più seguito di Amici?

Attenzione, perchè la verità è dietro l’angolo, anzi…. dietro la tastiera di un telefono.
Qualche mese fa, un amico che lavora nel management discografico delle major, mi ha confessato che c’è un grosso interesse a produrre artisti sardi, ma – ahimè – non per una questione di talento.
Bensì per una questione di TELEVOTO.
Dai dati raccolti negli ultimi anni di talent-show, le major hanno potuto appurare che i sardi seguono, tifano e, soprattutto, televotano i sardi in tv più di chiunque altro in Italia.
Non è per caso un certo Giuliano da Sassari che stava per soffiare lo scettro di reginetto di X-Factor al pupillo di Morgan?
Pensateci.
La verità è che, a prescindere dal reale valore di ciò che c’è da (tele)votare, il must dell’isola è: Televotalo! Basta che sia sardo.

Sembrerebbe una cosa positiva, un supporto incondizionato da chi, come noi, arriva da una terra lontana (da cosa? dalla Cina?), da una condizione di handicap affine alla tua (per cosa? per il sole e il mare?).
In realtà il sapore è quello dell’ennesimo tentativo di “sembrare degni di essere italiani”.
Suona come l’ennesimo piagnisteo del bambino che ha bisogno dell’”attenzione dei grandi”.

Ancora una volta abbiamo fatto uno sforzo (in questo caso abbiamo composto un numero di telefono) per far vedere che siamo meglio anche di Pupo e del Savoiardo, malgrado il tenore stordito e la canzone di stucchevole patriottismo tricolore, ben più degna del terrorista latitante Cesare Battisti.

La cosa triste è che alcuni sardi, stamane, si sentiranno orgogliosi di essere “rappresentati” nel panorama musicale italiano da un cantante ventenne che ha vinto la Kermesse con una canzone da sessantenne che, al televoto (ripeto), ha sbaragliato un’ agguerrita concorrenza (magari senza investire nell’affitto di un call-center – cosa economicamente affrontabile e legale!) e sollevare lo scettro in nome di un’isola pronta all’ennesimo riscatto… Non me ne voglia Valerio Scanu, nulla di personale, ma non è così che vince Sardegna.

Non “campioni di canto”, quindi, ma di televoto.
Per un altro anno, con i nostri SMS a 0,75 l’uno, abbiamo ingrassato le casse delle compagnie telefoniche e riconfermato un prodotto Mediaset ai vertici della musica italiana… Mediaset, che trent’anni fa, con altro nome, costruiva palazzi fuori Milano.

[…]

Con amore

El Diablo


Lo consiglio come antidoto alla dose massiccia e virulenta di retorica che sul memorabile evento canzonettaro ci stanno già riversando addosso.