Problem solving

Non facciamo finta di niente. Lo sappiamo bene che ci attendono decenni problematici. Le magnifiche sorti e progressive cantate dagli stregoni neo-capitalisti si sono scontrate contro quella cosa spigolosa e ostinata che si chiama realtà, questo possiamo constatarlo tutti.

Certo, l’Egemonia imperante ha ben saldi in mano i mass media e può continuare a intortarci con i suoi trucchi. Che siano sempre meno sofisticati, è il segno di quanto basso sia il livello medio di consapevolezza: basta davvero poco ormai per costruire una falsa coscienza di ciò che ci circonda (quella che Marx chiamava appunto ideologia).

Se guardiamo al panorama culturale, mediatico e politico italiano, poi (tre manifestazioni della stessa poltiglia), lo sconforto fa presto a impadronirsi di noi.

Ma sconfortarsi non serve a nulla. Sono decenni che si ha un quadro relativamente preciso di come stanno andando e di come andranno le cose. Almeno dal Rapporto sui limiti della crescita del Club di Roma. Solo che, mentre da una parte il capitale ha reagito prontamente da par suo alla crisi (cominciata non nel 2008, ma nel 1973), costruendo il castello di carte neo-liberista della globalizzazione, dall’altra parte si è spenta qualsiasi alternativa credibile, o almeno politicamente forte.

Se ci aspettiamo che la malattia possa essere curata dagli untori stiamo freschi. Pretendere di risolvere la crisi con gli strumenti del capitale è persino ridicolo, oltre che pragmaticamente assurdo. Non possiamo rimanere imprigionati nella narrazione dominante, se vogliamo cominciare una narrazione nuova.

Il che ha vari approcci possibili. Intanto si dovrebbe guardare a quanto di più vicino e immediato abbiamo intorno a noi. La logica “glocale”, piuttosto che uno slogan accattivante, dovrebbe guidarci nelle nostre scelte concrete. In sintonia con i precetti dell’ecologia profonda: va bene preoccuparsi del surriscaldamento globale, ma se poi continui a produrre rifiuti domestici in quantità non smaltibile, o sprechi ogni giorno decine di litri di acqua potabile, il bilancio del tuo impatto sul pianeta è presto fatto. E non è certo positivo! Insomma, cominciamo a vivere noi in modo sostenibile e preoccupiamoci, nelle grandi e nelle piccole cose, di iniziare da noi stessi una narrazione diversa.

Tutto ciò può esser declinato anche in termini politici ed elettorali. E qui cominciano le dolenti note (quelle suonate fino a qui erano una melodia quasi piacevole, al confronto). Perché se diamo un’occhiata a quel che dicono e combinano i nostri rappresentanti nel teatro (o teatrino) della politica, difficilmente troviamo motivi di conforto. Di cosa parlano quelli che occupano posizioni da cui decidere sulla sorte di tutti noi? Vi sembrano così attenti a quel che succede realmente nel nostro mondo?

Facciamo una prova, osserviamo con attenzione critica, con distacco da entomologi, il panorama politico nostrano, in procinto di cimentarsi con la campagna elettorale per il rinnovo delle amministrazioni provinciali e comunali. Cosa vediamo? Una congrega di consorterie più o meno in conflitto tra di loro (trasversalmente agli schieramenti definiti mediaticamente “maggioranza” e “opposizione”) che litigano per la spartizione di cariche e posti di potere. Vi pare che qualcuno di questi abbia in mente una sola idea propositiva circa i problemi attuali e futuri cui dovremo far fronte?

Naturalmente, quella che si impone all’attenzione generale, anche qui, è una narrazione ben precisa: quella che gli stessi padroni dell’informazione mainstream ci propinano nel proprio interesse e nell’interesse dei loro mandanti.

Il che però – per fortuna – non esaurisce affatto l’ambito politico sardo. Dentro il quale è possibile trovare qualcuno che le cose le dice e le propone con un minimo di discernimento e di onestà intellettuale.

Sembra propaganda? Sto dando un giudizio interessato, in quanto parte in causa? Be’, la cosa può anche essere letta così. Lo dico onestamente. Tuttavia… Proviamo a farlo, questo sforzo di astrarci dalla narrazione impostaci dal sistema egemonico, e valutiamo le cose con serenità ed equidistanza. Le differenze emergeranno da sé.

Mentre ci riflettete su, intanto, prepariamo gli antiemetici per la campagna elettorale imminente.