Sarà, ma a occhio e croce non sembra che l’incombente, ciclica rinascita del sole – con i riti pagani che l’accompagnano – abbia prodotto ipso facto dei mutamenti sensibili. L’inerzia generale è quella pre-capodanno.
Il mondo va a rotoli, Dio è morto o ha cambiato numero di telefono e anche io non me la passo tanto bene. Ma si va avanti.
Propositi per l’anno nuovo? Boh…
Fare da bravo.
Non polemizzare troppo, specie con i festeggiatori dei 150 anni più mal vissuti della storia (quelli dello stato unitario italiano, per intenderci)… Va be’, con quelli un po’ sì: è il minimo sindacale.
Leggere di più e meglio.
Scrivere di meno e meglio (o anche di più, ma meglio di sicuro!).
Proteggere decisamente meglio la mia corrispondenza privata.
Varie ed eventuali.
L’auspicio è che la Sardegna e il mondo trovino se non altro almeno qualche ragione e qualche risorsa, non necessariamente materiale, per migliorarsi. Parlo sotto sineddoche, riferendomi alla parte umana della prima e del secondo. Cercherò di fare la mia piccola parte, nella vicenda.
Per il resto, tanti auguri a tutti, sia pure tardivi.