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	<title>governo Draghi Archivi - SardegnaMondo</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
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		<title>Riassuntone di due anni difficili e una sbirciata sul futuro. Seconda parte: la deriva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Dec 2021 14:17:27 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2021/12/29/riassuntone-di-due-anni-difficili-e-una-sbirciata-sul-futuro-seconda-parte-la-deriva/">Riassuntone di due anni difficili e una sbirciata sul futuro. Seconda parte: la deriva</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Riassuntone di due anni difficili e una sbirciata sul futuro. Seconda parte: la deriva' data-link='https://sardegnamondo.eu/2021/12/29/riassuntone-di-due-anni-difficili-e-una-sbirciata-sul-futuro-seconda-parte-la-deriva/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.bassairpinia.it/wp-content/uploads/2019/07/AAEQjVf.jpg" alt="https://www.bassairpinia.it/wp-content/uploads/2019/07/AAEQjVf.jpg" width="578" height="385"/></figure></div>



<h4 class="wp-block-heading">A due anni dall&#8217;inizio della pandemia, con tutte le altre questioni aperte, c&#8217;è da chiedersi a cosa diavolo abbiano pensato fin qui le classi dirigenti mondiali e in particolare quella italica.</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Mi pare chiaro, a questo punto, che la classe dominante italiana non stia pensando a risolvere la pandemia salvaguardando la maggior parte possibile di vite umane o la sfera dei diritti e la qualità della vita della popolazione. La pandemia è un fattore contingente da gestire a proprio vantaggio, scaricandone effetti negativi e responsabilità verso il basso. Chi guida il Paese prevede che, con quattro balle in croce e un nuovo capro espiatorio da additare alla pubblica opinione, potrà guadagnare altro tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra <a href="https://www.wumingfoundation.com/giap/2021/11/strange-days-no-green-pass-trieste-3/#comment-47298" target="_blank"  rel="nofollow" >sempre più difficile riuscirci a buon mercato</a>, va detto. Le contraddizioni sono troppe, a questo punto, e troppo palesi, e l&#8217;aumento dei contagi di queste settimane sta facendo crollare le principali mitologie imposte dal sistema politico/mediatico/padronale. Ora dovranno rimangiarsi un po&#8217; di cose e far finta di niente su altre. Magari all&#8217;occorrenza verrà fatta cadere qualche testa (come a suo tempo per il mega-commissario all&#8217;emergenza Arcuri, di cui il generalissimo Figliuolo è stato comunque un <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/12/27/caos-nelle-farmacie-per-il-tampone-la-risposta-di-figliuolo-gli-italiani-fanno-la-fila-per-il-capo-griffato-nel-black-friday-portino-pazienza/6438349/?fbclid=IwAR1WX_eDFhWPX-UyMs3xDveTs6861_tayXgvsMhFa1BWCsuNhWp3St_58YQ" target="_blank"  rel="nofollow" >degno successore</a>). E intanto sperare di riuscire ad occuparsi indisturbati di ciò sta davvero loro a cuore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione su cui si sta giocando la partita principale è la trasformazione &#8211; almeno di fatto, se non di diritto &#8211; di quel che resta della repubblica italiana in un&#8217;oligarchia piuttosto chiusa, che esprima, al riparo dalle oscillazioni del consenso elettorale, un governo di natura autoritaria sotto false sembianze. Una sorta di fascismo senza camice nere e olio di ricino. Per ora. Non è detto che prima o poi non risultino di nuovo utili anche loro.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Suona pazzesco? Solo se si rinuncia a guardare in faccia le cose. Vi risulta che, nonostante i grandi proclami e gli annunci roboanti seguiti all&#8217;assalto squadrista alla sede della CGIL romana, Forza Nuova e Casa£ siano state sciolte? <br />O vogliamo parlare della serenità con cui i vertici del PD, dando seguito a un andazzo consueto del loro partito a livello locale, simpatizzano con i neo-fasci di Giorgia Meloni, senza alcun imbarazzo e nemmeno la minima necessità di dare spiegazioni? <br /></p>



<p class="wp-block-paragraph">E, in uno scenario del genere, dovremmo meravigliarci che Berlusconi si candidi a presidente della repubblica (minuscole volute)? Perché non dovrebbe, in fondo? C&#8217;è della coerenza, in tutto questo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vero problema per questa gente &#8211; ognuno/a per la parte in commedia che gli o le è assegnata &#8211; è contribuire ad azzerare la democrazia senza darlo a vedere, anzi convincendo un congruo numero di persone, e possibilmente la maggioranza, che è per il loro bene e anzi che tutto avviene col loro stesso consenso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mantenimento e l&#8217;incremento del dominio politico non rappresentano un&#8217;ambizione fine a se stessa. La base di tutto questo &#8220;gioco del trono&#8221;, come sempre, è molto, molto materiale. Ci sono in ballo prima di tutto i miliardi di euro del PNRR, su cui robusti appetiti hanno messo gli occhi. L&#8217;intenzione, abbastanza evidente, è di fare in modo di incanalare le decine di miliardi di euro stanziati dall&#8217;UE (ossia, soldi di tuttə) verso una destinazione che non modifichi gli attuali rapporti di forza sociale ed economica e anzi li garantisca. I ricchi non devono perderci nulla e, se possibile, guadagnarci, come è avvenuto in questi due anni magici (per loro) di pandemia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;andazzo complessivo ha però una natura più strategica e a lungo termine di così. La pandemia è solo un episodio della drammatica transizione storica in cui siamo coinvolti. I diversivi e i capri espiatori servono, a vario livello, per deviare l&#8217;attenzione del volgo dalla cruda realtà delle diseguaglianze e del disastro ambientale, in modo da poter lucrare anche dalla crisi sistemica in corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Del resto, l&#8217;erosione di tutta la sfera pubblica, specie laddove costituisca la concreta risposta a diritti civili e bisogni diffusi, è una costante dell&#8217;ultimo trentennio. Benché i suoi effetti si stiano palesando oggi in tutta la loro drammaticità, i governi e i grandi gruppi privati a cui rispondono non hanno alcuna intenzione di cambiare rotta. Anzi, la pandemia fornisce un&#8217;ottima occasione per abituare la cittadinanza a rinunce e a forme di limitazione dei diritti e delle libertà fondamentali che altrimenti avrebbe ingoiato molto più a malincuore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il governo italiano avesse avuto interesse nel benessere della popolazione e nella salvaguardia di diritti e garanzie democratiche, avrebbe indirizzato i suoi sforzi al rafforzamento dei presidi sanitari pubblici, ai servizi sociali, al risanamento ambientale, a scuola, università e cultura, a una vera transizione energetica. E avrebbe messo in agenda, come priorità, la salvaguardia di livelli di vita dignitosi per le masse impoverite, l&#8217;attenuazione degli effetti dell&#8217;inflazione e del caro vita sui ceti deboli e indeboliti, la drastica riduzione della precarietà del lavoro, una risposta decisa alle conseguenze sociali e relazionali della pandemia. Invece si concentra &#8211; e con la legge di bilancio in approvazione diventa palese &#8211; sulle solite mega opere inutili e dannose (ma lucrose per pochi), sul mal dissimulato rilancio delle fonti fossili e del nucleare, sul finanziamento diretto o indiretto di corporazioni influenti, su <a href="https://www.lavoce.info/archives/91866/limpatto-sullequita-distributiva-della-revisione-irpef-e-del-superbonus/" target="_blank"  rel="nofollow" >nuovi sgravi fiscali per i ricchi</a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La visione è sempre quella neo-liberista, sia pure riformulata in termini apparentemente più interventisti (ma non è che con Thatcher o Reagan lo Stato non avesse un ruolo negli orientamenti economici di fondo): non far pagare i ricchi e mettere a profitto, in termini di puro lucro, ogni aspetto possibile della vita umana. Siamo sempre lì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è nemmeno una deriva tutta italiana. Fosse così, ci sarebbero forse vie di fuga, possibilità di opposizione efficace. Invece è una consistente inerzia storica che si sta muovendo verso un aggravarsi della crisi globale e verso esiti drammatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pensiero magico che ha sorretto la globalizzazione neoliberista e l&#8217;arricchimento smisurato di un&#8217;esigua minoranza di esseri umani ai danni di tutti gli altri è ormai entrato in crisi. Il potente dispositivo ideologico che ha consolidato il divario di classe, non solo tra paesi ricchi e paesi poveri, ma anche all&#8217;interno delle aree economicamente avvantaggiate del pianeta, mostra tutta la sua inadeguatezza di fronte a una realtà troppo critica e troppo conflittuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pandemia, se fin qui è stata un fattore favorevole all&#8217;erosione della democrazia rappresentativa (sempre meno utile al capitale globalizzato) e all&#8217;ulteriore consolidamento del capitalismo finanziario, &#8220;estrattivo&#8221; e delle piattaforme, potrebbe trasformarsi presto in un detonatore di lotte sociali e politiche. A questo le classi dominanti si stanno preparando. Il resto dell&#8217;umanità un po&#8217; meno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono stati segnali di insofferenza, è vero. Le mobilitazioni del 2011, per esempio. Per lo più finite male, ma non del tutto sterilizzate. I populismi, soprattutto di destra ma anche di sinistra, hanno provvisoriamente tenuto a bada il conflitto latente, incanalandolo su binari morti. Ma anche i populismi sembrano arrivati al capolinea. In Cile le masse popolari non hanno nemmeno aspettato l&#8217;esplodere della pandemia, per scatenare un sommovimento i cui esiti, oggi, sono l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_generali_in_Cile_del_2021" target="_blank"  rel="nofollow" >elezione</a> di un presidente giovane, socialista, femminista, anti-razzista e anti-colonialista come Gabriel Boric. Non è un fatto di poco conto. Bisognerà vedere se rappresenta una nuova tendenza più o meno generalizzata o solo un episodio circoscritto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contesto mondiale non è rassicurante. I giochi di guerra &#8211; per ora fredda &#8211; tra USA e Cina e tra USA e Russia (vedi dossier ucraino) al momento non sembrano il preludio a uno scontro epocale a livello planetario, ma infrangono l&#8217;illusione, anch&#8217;essa di matrice neo-liberista, sulla &#8220;fine della storia&#8221;. La stessa Unione Europea &#8211; entità tecnocratica e anti-popolare &#8211; risulta sempre meno in linea con la forte pressione storica di questo periodo; non si sa se e fino a quando potrà reggere ancora senza implodere o (esito meno probabile, ma su cui varrebbe la pena lavorare) senza riformarsi radicalmente in termini confederali e democratici. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non che i singoli stati se la passino meglio. Non è solo il pastrocchio italiano a mostrare segnali di sbandamento e di possibile riassetto autoritario, ma è tutto un corso degli eventi a livello complessivo che suggerisce una deriva tutt&#8217;altro che rassicurante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che fare, in tali circostanze? Far finta di niente? Cullarsi sulle baggianate rassicuranti del consumismo compulsivo (per chi può permetterselo) o nelle deresponsabilizzanti fantasie di complotto? Isolarsi e barricarsi in casa, magari armati? Affidarsi a qualche dio o a altre entità tra il trascendente e il mitologico? O arrendersi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dogmatismi servono a poco, a parte rassicurare chi vi si affida. Vale anche per le ideologia anti-capitaliste scaturite dal XIX secolo e sconfitte nel XX. Tuttavia, applicare in modo ragionevole la lezione del materialismo storico sarebbe probabilmente utile, a patto di non tradirne le premesse. Ossia che per capire e possibilmente modificare la realtà non bisogna partire dai modelli astratti e farne discendere prescrizioni normative, ma partire appunto dalla realtà e su di essa calibrare l&#8217;esperimento di nuove forme di convivenza, di produzione, di scambio. Tenendo conto che il nostro pianeta, l&#8217;unico a nostra disposizione, è ormai molto più antropizzato e molto più usurato di un secolo fa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per come la vedo io, una delle possibili risposte &#8211; non la più facile, ma forse la sola che può funzionare &#8211; è ostinarsi a costruire relazioni (tra persone, tra comunità, tra popoli) su basi più sane e pacifiche, alimentare la solidarietà e la cooperazione, coltivare il buono e il bello di cui siamo capaci, sconfiggendo sul campo, nelle pratiche, l&#8217;ideologia della competizione e dell&#8217;egoismo ossessivo. Al contempo, non rinunciare alla comprensione, al libero esercizio della ragione e dell&#8217;empatia, fuori da ogni strettoia scientista ma anche a debita distanza da qualsiasi forma di superstizione metafisica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se i ricchi e i potenti (che esistono, non sono entità astratte o di fantasia) ci vogliono deboli, disunitə, ignoranti, impauritə, facciamo in modo di deluderli. Se l&#8217;egemonia culturale e politica spinge verso forme di dispotismo (finto)illuminato, verso la fascinazione dell&#8217;uomo solo al comando, facciamo in modo di non cadere nelle sue trappole e al contempo di smascherarne le menzogne e i dispositivi di consenso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A un futuro prossimo di autoritarismo, classismo conclamato, neo-colonialismo e ulteriore devastazione degli ecosistemi ci si può e ci si deve opporre. A patto di essere coscienti di quel che succede e di mettere insieme le forze. Dal livello locale a quello internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">[continua]</span></strong></p>
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		<title>Riassuntone di due anni difficili e una sbirciata sul futuro. Prima parte: il grande complotto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Dec 2021 15:11:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Magari ci fosse davvero un Grande Complotto in atto! Sarebbe tutto più semplice e persino rassicurante. Invece la faccenda è più complicata e difficile da riassumere in un quadro comprensibile. Ci sono correnti profonde, nei fatti umani, processi complessi che hanno in sé una sorta di inerzia, come se si trattasse di una massa molto...</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img decoding="async" src="https://epmundo.com/wp-content/uploads/2020/03/Pandemia-1.jpg" alt="https://epmundo.com/wp-content/uploads/2020/03/Pandemia-1.jpg" width="566" height="318"/></figure></div>



<h4 class="wp-block-heading">Magari ci fosse davvero un Grande Complotto in atto! Sarebbe tutto più semplice e persino rassicurante. Invece la faccenda è più complicata e difficile da riassumere in un quadro comprensibile. </h4>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono correnti profonde, nei fatti umani, processi complessi che hanno in sé una sorta di inerzia, come se si trattasse di una massa molto grande sottoposta a potentissime forze traenti e respingenti. Di volta in volta, sembra che le cose stiano andando in una certa direzione, ma non è mai detto quale delle forze in gioco prevarrà. E noi siamo presi in mezzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nemmeno i potenti possono davvero determinare il futuro. Però ci provano. Raramente con una visione che oltrepassi il confine del proprio egoismo personale, di clan, di gruppo sociale. Infatti di solito ne conseguono enormi pasticci. Di cui paga il prezzo un sacco di gente, che magari non c&#8217;entra nulla o addirittura avrebbe fatto tutt&#8217;altro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra percezione delle cose si limita di norma alla semplice cronaca. E la cronaca, soprattutto nel contesto culturale italiano (dunque anche nella sua propaggine coloniale sarda), tende ormai a sovrapporsi alla mera propaganda. Non a caso l&#8217;Italia, nelle ultime rilevazioni note, risultava ancora piuttosto indietro nella <a href="https://greenreport.it/news/comunicazione/world-press-freedom-index-2021-la-liberta-di-stampa-a-rischio-anche-in-europa/" target="_blank"  rel="nofollow" >classifica della libertà di stampa</a> a livello mondiale. Naturalmente, l&#8217;indice della libertà di stampa è un sintomo di qualcosa di più ampio e strutturale, direi di costitutivo, dell&#8217;accrocchio storico chiamato Italia. Il problema è che questo accidente della storia fa parte di un contesto a sua volta critico, tendente al disastroso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dentro la tripla crisi socio-economica, climatica-ambientale e pandemica, in cui si dibatte l&#8217;intera umanità, la sua porzione (di cittadinanza) italiana ha parecchie cose di cui preoccuparsi. Qualcuno in meno, rispetto a luoghi più sfortunati, qualcuno in più rispetto a luoghi più vicini e direttamente comparabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione pandemica è emblematica della mediocrità da farabutti intrinseca dello stato italiano e della sua classe dirigente. La prima regola di qualsiasi governo è da sempre: mai dire la verità al popolo. Possono cambiare (relativamente) le maggioranze, ma questa regola aurea è sempre valida, da che esiste lo stato italiano unitario. Se fino al 1946 c&#8217;erano possibili giustificazioni storico-giuridico-culturali (era pur sempre una monarchia, con una costituzione assai debole, senza contare il ventennio fascista), è notevole che questo andazzo sia continuato pari pari anche con la tanto celebrata (a vanvera) costituzione repubblicana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra regola tassativa è: non fare mai alcuna scelta in nome e per conto della generalità dei cittadini, ma cerca sempre di intortarne il maggior numero possibile garantendo nel contempo i grumi di interessi di parte e/o corporativi più forti. Ossia, grosso modo, quelli di Confindustria, delle cricche detentrici di banche, del clan Agnelli, dei grandi speculatori nell&#8217;edilizia e nelle infrastrutture e di pochi altri; col loro codazzo di valvassori e manovalanza assortita, boiardi di stato, propagandisti, politici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi c&#8217;è la regola dell&#8217;omertà sistematica. Benché il razzismo tipico dell&#8217;establishment italiano centro-settentrionale abbia imposto egemonicamente lo stereotipo dell&#8217;omertà mafiosa, tipicamente meridionale, e di quella banditesca sarda, la vera omertà è quella della classe dominante italiana, con i suoi legami di interessi opachi, spesso segreti e dissimulati. Di questo apparato di potere e interessi la politica è strumento e campo di gioco, non certo contraltare. E l&#8217;informazione mainstream ne è diretta emanazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In una situazione del genere, possiamo ben capire che un evento così potente come una pandemia non poteva certo essere affrontato nei termini della serietà e della responsabilità, a cui nessuno, lassù, è abituato. Dal pasticcio del piano anti-pandemico (vecchio di 15 anni, mai rinnovato e però nemmeno applicato quando, alle brutte, poteva servire) alle scelte criminali di non stabilire la chiusura delle prime località colpite dal contagio di massa; dalla fantasiosa imposizione, per decreto, di misure demenziali (puoi andare a lavorare assembrandoti su mezzi pubblici strapieni, ma poi devi rinchiuderti a casa, e se esci per andare all&#8217;orto o nel bosco ti inseguo coi droni e con gli elicotteri) oppure banalmente rituali e apotropaiche (canta dal balcone, che ti passa, e mi raccomando la mascherina all&#8217;aperto anche se non c&#8217;è nessuno nel raggio di un chilometro).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tutto condito da una diffusione di dati per lo più senza senso, selezionati e manipolati all&#8217;occorrenza, scambiando o alternando valori assoluti e percentuali, commisurando grandezze diverse su scale uguali o viceversa, e via dicendo. E mai un&#8217;informazione onesta e veritiera che fosse una. Ci hanno provato, alcuni, ma sono sempre stati travolti dall&#8217;ondata di piena della propaganda di governo e delle notizie approssimative o banalmente false. Non tramite i famigerati social, ma per lo più sui mass media principali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partire con la manipolazione sistematica e le menzogne non aiuta a venir fuori dai guai migliori di come ci siamo entrati. In più, quando inizi con le misure demenziali e con le panzane, poi devi proseguire sulla stessa strada, se non vuoi incorrere in uno smascheramento traumatico, pericolosissimo per la stessa tenuta di tutto l&#8217;apparato di potere. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un anno fa, proprio in questi giorni, ci sbomballavano h24 con la promessa dell'&#8221;immunità di gregge&#8221;, se ci fossimo tuttə vaccinatə. Chi faceva notare che, con questo tipo di virus, non è corretto promettere l&#8217;immunità di gregge, era immantinente tacciato/a di essere no-vax. No-vax: neologismo magico, da usare come un amuleto, come uno scongiuro. E anche come accusa di comodo per svicolare dalle proprie responsabilità, scaricandole verso il basso. Il sistema sanitario è allo sbando, i servizi di cura e di sostegno sociale sono depotenziati? Be&#8217;, la colpa è dei no-vax. Come prima era dei podisti o dei vecchietti di paese che andavano a curarsi l&#8217;orto durante il cosiddetto <em>lockdown</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivati all&#8217;estate 2021, dopo pasticci e ritardi, la campagna vaccinale sembrava finalmente svolgersi in modo efficace, spesso a dispetto della disorganizzazione istituzionale &#8211; centrale e periferica &#8211; e del disastro comunicativo (avete presente la faccenda del vaccino Astra Zeneca? ecco). Eppure, proprio in questa fase, era aumentato di intensità il mantra mediatico della renitenza al vaccino. L&#8217;insistenza su questo punto era talmente esagerata che, paradossalmente, finiva per trasformarsi in una campagna contro la vaccinazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;enfatizzazione e la svraesposizione delle posizioni no-vax più stupide e infondate, come fossero generalizzate e diffuse presso un numero consistente di persone, è un fatto meritevole di attenzione. Su questo terreno si è fatta della disinformazione sistematica e anche del terrorismo psicologico in dosi massicce, con lo scopo evidente di suscitare un vero <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Panico_morale" target="_blank"  rel="nofollow" ><em>moral panic</em></a>. L&#8217;operazione non è riuscita del tutto, se non presso il ceto medio istruito e presso i credenti nel governo Draghi. Tuttavia ha avuto un impatto. Farsi delle domande in merito è come minimo lecito. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà, una certa quantità di esitazione o di renitenza vaccinale è considerata fisiologica in tutti gli studi e in tutti i documenti degli enti di ricerca o di gestione sanitaria a livello internazionale; ma questa è appunto una delle cose che andavano tenute nascoste. Con l&#8217;effetto di suscitare ancora più sospetti e conseguente esitazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sostituzione del debole governo Conte II col governissimo a guida Mario Draghi è appunto uno dei fattori decisivi di questa intera fase. Governissimo sostenuto dall&#8217;intero arco parlamentare (anche dalla finta opposizione dei fascisti di Fratelli d&#8217;Italia) e da un larghissimo (dunque sospetto) consenso internazionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Draghi, da buon despota illuminato, non poteva limitarsi a dar seguito a cose decise dal suo troppo esitante predecessore: ne sarebbe andato della legittimità della sua chiamata al potere. Ecco dunque l&#8217;invenzione del magico dispositivo-fine-di-mondo: il green pass. Già il fatto di avergli dato un nome inglese era un chiaro segno della sua natura diversiva e ingannevole. Fateci caso: quando vogliono fregarci di solito lo fanno in pseudo-inglese, così li prendiamo più sul serio e ce la beviamo senza troppe storie. Anche sull&#8217;adozione del green pass sono state addotte motivazioni per lo più di fantasia e del tutto sprovviste di un minimo di verifica fattuale; ma quando mai questo è stato un problema, in Italia?</p>



<p class="wp-block-paragraph">A guardare le statistiche, l&#8217;introduzione del lasciapassare verde non ha mutato di molto, o non ha mutato affatto, l&#8217;andamento delle vaccinazioni. Un po&#8217; di più ha fatto l&#8217;imposizione dell&#8217;obbligo di lasciapassare (NON di vaccinazione) in alcuni ambiti lavorativi e/o pubblici. Intanto, veniva contestualmente avviata una campagna di demonizzazione dei tamponi, ossia del monitoraggio e del tracciamento del contagio, cioè lo strumento principale per avere un quadro il più possibile preciso e aggiornato della diffusione del virus.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono stati spesi molti euro pubblici in campagne pro-vaccini, anche quando la popolazione vaccinabile era stata coperta in percentuali altissime, prossime o superiori all&#8217;80% (a sentire i medesimi responsabili dell&#8217;operazione). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre sul piano comunicativo, ai gruppi no-vax è stato associato scorrettamente, facendone un tutt&#8217;uno, tanto chi manifestava critiche sulla gestione pandemica in generale o sul green pass in particolare, quanto i residuati tossici fascisti pronti a intestarsi qualsiasi protesta diversiva o a inscenarne una (a favore di telecamera). Un pasticcio mediatico incoerente e indigesto, ma sempre utile a confondere le idee e a sostenere il consenso al governo &#8220;dei migliori&#8221; (i mass media hanno fatto a gara, fin qui, nel dimostrarsi servili e ossequiosi verso colui che considerano il capo indiscusso, presente e futuro, della Nazione).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo è subentrata la prevedibilissima (e prevista) novità della nuova mutazione del virus (la variante &#8220;omicron&#8221;). Esito sostanzialmente inevitabile, stante la natura del SARS-Cov-2, che si è scelto di accettare, decidendo di non distribuire capillarmente i vaccini disponibili &#8211; magari gratis o a prezzo di costo &#8211; ai quattro angoli del globo. Le aziende farmaceutiche devono realizzare il business per cui esistono. Hanno sì ricevuto una montagna di soldi pubblici per fabbricare &#8216;sti benedetti vaccini, ma devono anche poterci guadagnare su. Quindi i vaccini li rivendono, a prezzo maggiorato (è stato calcolato, fino a 27 volte il costo di produzione), agli stessi paesi ricchi che le avevano già lautamente finanziate, e il resto del pianeta che si&#8230; arrangi. È il capitalismo, bellezza! Poi, se ci scappa una nuova variante del virus, si potrà sempre realizzare un vaccino apposta e venderlo sempre agli stessi paesi ricchi. E così via all&#8217;infinito. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In effetti, <a href="https://jacobinitalia.it/la-variante-pfizer/?fbclid=IwAR1gjene3DY56BAI9qQWMKSIKkubEuGQ-6t5DSyf_A_KfbHjZMmJ0OS7ynA" target="_blank"  rel="nofollow" >qualcuno ha argutamente proposto</a> di ribattezzare la variante &#8220;omicron&#8221; &#8220;variante Pfizer&#8221;: sottoscrivo. Come sottoscrivo <a href="https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2021/12/20/omicron-vaccini-africa/?utm_medium=FBSole24Ore&amp;utm_source=Facebook&amp;fbclid=IwAR3uQCxeYxHtSybMN7E2WGnG_a0d_j9AUsD7g9abEcKlOEl0w_2gNoiWC8w#Echobox=1640443678&amp;refresh_ce=1" target="_blank"  rel="nofollow" >le cautele che fortunatamente stanno emergendo</a> anche sul versante, comunque occidente-centrico e neo-coloniale, del &#8220;vaccinare il mondo e soprattutto l&#8217;Africa solo-perché-ci-conviene&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sia chiaro, i vaccini sono un&#8217;invenzione utile e su molti piani decisiva. Sarebbe stato preferibile non raccontare troppe balle fin dall&#8217;inizio e impostare la campagna vaccinale spiegandone bene tutti gli aspetti, senza negare l&#8217;evidenza. Prima di tutto ammettendo la fallibilità della scienza (quella vera, senza maiuscola reverenziale e senza pretese di adesioni fideistiche) e il suo normale e corretto procedere per ipotesi, prove, smentite, conferme, correzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per dire, perché negare che si tratta di vaccini sperimentali? Lo sono, ma andava chiarito in che senso. La paura sul vaccino a base di RNA messaggero è ingiustificata, se discende da sospetti circa il &#8220;che cosa c&#8217;è dentro?&#8221; o da ipotesi di inoculazioni di nano-chip o altre scemenze del genere, così come anche dai dubbi sulla natura improvvisata e inedita di questi farmaci. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà l&#8217;uso farmacologico di RNA messaggero è stato teorizzato già alcuni lustri fa e da alcuni anni è una risorsa preziosa nel contrasto dello HIV (per saperne di più consiglio la visione di <a href="https://www.raiplay.it/video/2021/10/Presa-diretta---La-fabbrica-dei-vaccini---Puntata-11102021-0cb7c81e-2091-48e7-9b2f-e47e5b95dc59.html" target="_blank"  rel="nofollow" >questa ottima puntata di Presa Diretta</a>). L&#8217;aspetto sperimentale dei vaccini basati su di esso risiede nel fatto che sono stati abbreviati i tempi di rilascio del vaccino, senza aver effettuato l&#8217;intero ciclo di verifiche a medio termine che di solito ne concludono l&#8217;iter di approvazione. L&#8217;incognita fondamentale è la durata della copertura garantita dal vaccino, più che suoi eventuali effetti indesiderati. Ma non dobbiamo dimenticare la condizione di estrema emergenza in cui tutto questo è avvenuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sarebbe stato meglio fare un discorso onesto e chiaro, su questa faccenda? Dare per scontato che la maggior parte della cittadinanza sia deficiente o autolesionista non è una base molto solida per nessuna democrazia. Per di più, così facendo, non si elimina affatto la diffidenza ma caso mai la si alimenta. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Moltissime persone che pure si sono vaccinate seguendo scrupolosamente procedure e protocolli, non l&#8217;hanno fatto per cieca fiducia nel governo o nelle case farmaceutiche, ma solo in base a un calcolo empirico, inevitabilmente approssimativo, sul rapporto costi/benefici. Sarebbe stato lo stesso anche se la campagna promozionale della vaccinazione di massa fosse stata fatta in altri termini. Anzi, forse ci sarebbe stata qualche esitazione in meno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta integro, in ogni caso, il &#8220;nucleo di verità&#8221; relativo alla <a href="https://www.raiplay.it/video/2021/11/Presadiretta---The-Vaccine-Business-bcd14994-6d25-4f60-a3a9-4f8478c856fe.html" target="_blank"  rel="nofollow" >natura capitalista della produzione e della distribuzione dei vaccini</a>, ai suoi limiti e ai suoi pericoli. Punto decisamente più solido e conflittuale delle baggianate più fantasiose a cui si dà voce e spazio sui media, ma largamente eluso e opacizzato anche grazie alle fantasie di complotto. Che, partendo da un sospetto generalizzato e mal argomentato contro Big Pharma, assunta come entità quasi trascendente, a-storica, finiscono per indebolire quello che invece poteva essere un versante critico importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;insistenza con cui i vaccini (nei paesi ricchi) sono stati presentati come la soluzione finale e decisiva del problema, ben sapendo &#8211; perché si sapeva &#8211; che non sarebbe andata così, è un errore (o un inganno) palese. L&#8217;imposizione di uno strumento coercitivo e discriminante come il green pass non ha certo aiutato, specie quando è emersa l&#8217;ovvia circostanza che il virus continua a circolare e si prospettano nuove misure restrittive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La combinazione tra promessa infranta di immunità di gregge, pasticci col lasciapassare verde e nuove restrizioni all&#8217;orizzonte sta già presentando il conto. Tra poco sarà imposto il tampone (a pagamento, non sia mai) anche a vaccinati e a detentori del super-mega-ultra green pass, e magari una quarta dose di vaccino dopo un paio di mesi dalla terza (che già sarà prescritta in anticipo rispetto alla copertura dichiarata della seconda dose); anche se comincia a serpeggiare <a href="https://www.adnkronos.com/quarta-dose-vaccino-covid-dietrofront-di-israele_2PYYrerzy80vcSbgsl9FJ2" target="_blank"  rel="nofollow" >qualche dubbio</a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, l&#8217;ossessivo presenzialismo mediatico di viro-star più o meno accreditate, con <a href="https://twitter.com/i/status/1472962865430769670" target="_blank"  rel="nofollow" >cadute di stile</a> ben oltre la soglia del <em>cringe</em>, non aiuta certo a rassicurare una cittadinanza disorientata e devastata psicologicamente da due anni di contraddizioni, sensazionalismi fobici e uso massiccio, da parte del governo e dei media, del <a href="https://lamenteemeravigliosa.it/doppio-legame-teoria-bateson/" target="_blank"  rel="nofollow" >doppio legame</a>. A occhio e croce, prima, durante e dopo l&#8217;elezione in Parlamento del nuovo presidente della repubblica (evento a quanto pare decisivo), ne vedremo delle belle.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">[continua]</span></strong></p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Riassuntone di due anni difficili e una sbirciata sul futuro. Prima parte: il grande complotto' data-link='https://sardegnamondo.eu/2021/12/26/riassuntone-di-due-anni-difficili-e-una-sbirciata-sul-futuro-prima-parte-il-grande-complotto/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Riassuntone di due anni difficili e una sbirciata sul futuro. Prima parte: il grande complotto' data-link='https://sardegnamondo.eu/2021/12/26/riassuntone-di-due-anni-difficili-e-una-sbirciata-sul-futuro-prima-parte-il-grande-complotto/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2021/12/26/riassuntone-di-due-anni-difficili-e-una-sbirciata-sul-futuro-prima-parte-il-grande-complotto/">Riassuntone di due anni difficili e una sbirciata sul futuro. Prima parte: il grande complotto</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
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		<title>Dalla gestione pandemica alla repressione del dissenso: come funziona il governo dell&#8217;emergenza permanente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Oct 2021 12:44:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indipendentismo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Dalla gestione pandemica alla repressione del dissenso: come funziona il governo dell&#039;emergenza permanente' data-link='https://sardegnamondo.eu/2021/10/12/dalla-gestione-pandemica-alla-repressione-del-dissenso-come-funziona-il-governo-dellemergenza-permanente/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img decoding="async" src="https://honga.net/totalwar/rome2/images/dei_cover.jpg" alt="https://honga.net/totalwar/rome2/images/dei_cover.jpg" width="633" height="220"/></figure></div>



<h3 class="wp-block-heading">Una cosa è stata segnalata per tempo, da chi ha osservato con sguardo critico l&#8217;intera gestione della pandemia: la rapida e profonda assuefazione a sottometterci a misure governative eccezionali. Non è un buon segnale.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Chi ha cercato fin da subito di mantenere, nei limiti del possibile, un certo distacco scettico rispetto alla narrazione egemonica, ha provato a lanciare l&#8217;allarme: le misure emergenziali, a volte inspiegabilmente incoerenti rispetto alle finalità stesse di contenimento del contagio, sono destinate a durare, a diventare la &#8220;norma&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La critica ai governi Conte 2 e Draghi e a tutta la messinscena mediatica allestita sulla pandemia non era un esercizio polemico fine a se stesso, o un modo snob per distinguersi, o che so io. Tanto meno era un&#8217;adesione alle scempiaggini complottiste alimentate ad arte quasi sempre dagli stessi mass media che poi le stigmatizzavano (dando loro molto più spazio di quanto ne abbiano mai avuto davvero nell&#8217;articolazione reale delle nostre comunità). Una minoranza non esigua di militanti, osservatori, intellettuali ha provato a tenere aperto un dibattito che astraesse dalle dicotomie e dalle opposizioni (spesso finte e/o di comodo) su cui si è costruito il discorso pubblico &#8220;viro-centrico&#8221; nell&#8217;ultimo anno e mezzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla natura diversiva di molte trovate si sono spese molte parole, molte argomentazioni (anche qui). Sarebbe forse il caso di prenderle in considerazione, ora che certi nodi cominciano a venire al pettine. Capisco che chi ha assunto una posizione &#8211; o una posa &#8211; di un certo tipo nei mesi scorsi, ora faccia fatica a rimangiarsi vagonate di post, commenti, sentenze apodittiche. Ma ritornare sui propri passi, mettere in dubbio le proprie certezze non è un indice di debolezza. Al contrario, proprio perché difficile è un atto di forza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I fatti di Roma di sabato 9 ottobre sono uno snodo di questa fase politica, nell&#8217;ambito italiano. L&#8217;ampia e partecipata manifestazione, eterogenea e senza uno specifico colore politico (benché, pare, chiamata da gente non al di sopra di ogni sospetto), è passata quasi subito nel dimenticatoio per via dell&#8217;ignobile assalto fascista alla sede della CGIL. E questo è un primo risultato favorevole al governo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pressoché subito, l&#8217;intera mobilitazione è stata derubricata a manifestazione fascista tout court, schiacciata surrettiziamente sull&#8217;azione violenta e usata non tanto contro i fascisti (se non retoricamente, per il tempo di un lancio di agenzia) quanto contro chiunque osi ancora mettere in discussione le decisioni del governo. A cominciare dall&#8217;obbligo di green pass nei luoghi di lavoro e senza dimenticare tutte le altre misure squisitamente confindustriali, anti-popolari e tutt&#8217;altro che&#8230; green (a dispetto delle retorica squadernata a piene mani) già prese o di là da prendere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei principali effetti di tutta l&#8217;operazione (un&#8217;operazione studiata e preparata, quella di Forza Nuova e soci, teniamolo presente) è che ora saranno ulteriormente strette le maglie del controllo e della repressione del dissenso, di tutto il dissenso. Sarà ulteriormente limitato lo spazio della proposta alternativa, della difesa di territori e di categorie svantaggiate, le posizioni di contrasto contro le speculazioni, contro la nuova corsa agli armamenti, ecc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi agisce sulla scena mediatica a favore dello svuotamento della democrazia non si è fatto pregare, per cogliere la palla al balzo e spostare immediatamente il focus. Pensiamo all&#8217;<a href="https://www.notav.info/post/le-deliranti-parole-di-maurizio-molinari-sui-notav/" target="_blank"  rel="nofollow" >incredibile intervento</a> del direttore di Repubblica, Molinari, in un programma televisivo di RAI3, sulla lotta no-TAV della Val di Susa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono circostanze in cui i propagandisti di regime si sentono autorizzati ad alzare l&#8217;asticella. Colgono il vento, sanno benissimo cosa devono fare. Mi sa che ci troviamo proprio in una di quelle circostanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ne avevamo avuto un assaggio &#8211; sia pure di diverso tipo e su altre questioni &#8211; anche in Sardegna. L&#8217;arresto di Carles Puigdemont ad Alghero (i cui contorni restano torbidi, a dir poco) e ciò che ne è stato scritto nelle ore e nei giorni seguenti faceva capire bene a cosa si mirasse. Per caso (o forse no), uno dei segnali più chiari era arrivato proprio da Repubblica. Così ne riferiva, su FB, Marco Santopadre:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/10/immagine-1.png" alt="" class="wp-image-4659" width="498" height="607" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/10/immagine-1.png 572w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/10/immagine-1-394x480.png 394w" sizes="(max-width: 498px) 100vw, 498px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attività di monitoraggio a cui facevano riferimento i cronisti di Repubblica è la costante opera di sorveglianza, più o meno intensa e pervasiva, a cui è sottoposta, da anni, tutta l&#8217;attività politica e tutta la militanza di area indipendentista, in Sardegna. Le panzane sulla presenza dell&#8217;ETA e degli &#8220;irredentisti greci&#8221; sono talmente grossolane da risultare comiche. Se non che esiste anche una buona frazione del pubblico (per scarso che sia) che ancora si informa su Repubblica (in questo caso, ma non è che il Corriere abbia fatto molto di meglio), alla quale queste cose suonano plausibili e lasciano un&#8217;immagine di pericolosa sovversione associata all&#8217;indipendentismo. Un trucco vecchissimo, quello della criminalizzazione di un&#8217;area politica o di un fronte di lotta sociale. Esattamente lo stesso usato proprio in Val Susa. Uguale uguale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pensiamo ai processi in corso in Sardegna, sia quello (ormai datatissimo, anno 2006) discendente dalla famigerata operazione &#8220;Arcadia&#8221;, sia quello più recente contro i militanti contrari all&#8217;occupazione militare dell&#8217;isola, l&#8217;operazione &#8220;Lince&#8221;: anche lì, accuse spesso gravissime e contornate di aggravanti varie, fonti indiziarie fantasiose, decine di persone coinvolte, uso disinvolto dei mass media (con la complicità dei medesimi), carcerazioni preventive, sorveglianze speciali, ecc. Il tutto trascinato per anni e anni, senza che se ne veda la possibile fine, da un rinvio all&#8217;altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma pensiamo anche alle conseguenze delle mobilitazioni degli allevatori nel 2019. Con l&#8217;allora ministro Salvini a garantire soluzioni e impunità, salvo poi essere smentito dai fatti. Se il prezzo del latte è andato per i fatti suoi, seguendo le logiche di mercato e le convenienze dei padroni della filiera, le conseguenze penali di quelle manifestazioni restano tutte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mettiamoci dentro le mire affaristiche su cui in troppi si stanno sfregando le mani, pregustando il profumo dei cospicui fondi garantiti dal PNRR. Il ministro Cingolani &#8211; quello favorevole alle centrali nucleari &#8211; ha già fatto sapere come la vede. Per la Sardegna è previsto un bel destino da &#8220;colonia di sfruttamento&#8221;, in questo caso energetico o forse più che altro speculativo. Con la scusa della transizione &#8220;verde&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io ormai, quando leggo &#8220;verde&#8221;, e ancora di più quando leggo &#8220;green&#8221;, devo frenare l&#8217;istinto di darmi alla macchia: la fregatura incombe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non è solo questione di diffidenza soggettiva, o di sfiducia nella politica. È qualcosa di più profondo, che attiene alla degenerazione cui stanno rapidamente andando incontro tutte le forme della democrazia rappresentativa e liberale. Non che fosse il migliore dei mondi possibili, tutt&#8217;altro. Ma ormai sta venendo meno anche la facciata scenica di una forma di governo e di relazioni sociali evidentemente tarata su misura per le classi padronali e i grandi detentori di informazioni, ma che se non altro salvava qualche apparenza, lasciava qualche spazio di dissenso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi pare che, anche grazie alla gestione della pandemia, i governi &#8211; e soprattutto quello italiano, espressione di una classe dominante ignorante, gretta, avida &#8211; si stiano dotando più rapidamente del previsto di strumenti coercitivi e di capacità di azione fino a qualche anno fa impensabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il grande test è stato Genova 2001, l&#8217;insegnamento che ne hanno tratto i padroni della terra è che, con qualche altro piccolo slittamento e cogliendo l&#8217;occasione del contagio mondiale, quell&#8217;approccio potrebbe essere generalizzato e fatto diventare ordinario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attacco fascista alla sede CGIL di Roma, come tutte le azioni squadristiche e tutti gli attentati di matrice fascista, è funzionale a una ulteriore legittimazione del governo Draghi e, come dicevo più sopra, tornerà utile per aumentare la pressione punitiva su ogni e qualsiasi manifestazione di dissenso, su ogni forma di mobilitazione popolare, di lotta sociale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/10/immagine-3.png" alt="" class="wp-image-4663" width="485" height="179"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Chi, da posizioni di sinistra o almeno democratiche, continua a stigmatizzare l&#8217;ostilità verso il green pass e le mobilitazioni che essa alimenta, dovrebbe porsi delle domande su quali siano le reali dinamiche in corso. Sennò si fa la fine dei commentatori e delle commentatrici &#8211; grosso modo di area PD o centrosinistra, ma anche sinistra stalinista e rossobruni assortiti &#8211; contrar* al Procés catalano (in quanto illegale e di stampo &#8220;leghista&#8221;), favorevoli all&#8217;estradizione di Puigdemont in Spagna (perché fuorilegge e autore di un &#8220;colpo di stato&#8221;), al contempo scandalizzat* dall&#8217;azione squadristica di Roma e ostili a Giorgia Meloni (e Salvini); salvo poi ritrovarsi Giorgia Meloni (così come a suo tempo Salvini) a braccetto coi neofranchisti di Vox a dire le stesse cose che dicevano loro poche settimane fa. Non un bello spettacolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va anche definitivamente riconosciuta la natura intimamente anti-democratica, anti-popolare e colonialista della costruzione politica che risponde al nome di Stato italiano. Specie a sinistra. Come dice (sempre su FB) Cristiano Sabino:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/10/immagine-2-700x625.png" alt="" class="wp-image-4661" width="564" height="504" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/10/immagine-2-700x625.png 700w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/10/immagine-2-538x480.png 538w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/10/immagine-2-640x571.png 640w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/10/immagine-2.png 708w" sizes="(max-width: 564px) 100vw, 564px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Non si può pretendere di tenersi al riparo dalle contraddizioni e dalla complessità delle vicende umane. La realtà storica ha la drammatica caratteristica di fregarsene delle nostre schematizzazioni e delle nostre categorie interpretative. Non possiamo pretendere che sia la realtà a piegarsi alle nostre esigenze di comodità cognitiva. Né possiamo difendere per sempre il nostro spazio di comfort, quando tutto gira e muta e si fa complicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna mantenere una vigilanza critica attiva, accettare di dover fare distinguo difficili, dubitare sempre delle verità ufficiali. È una cosa basilare del metodo storico, per dire, e anche del buon giornalismo (dove ne è rimasto). Eppure abbiamo introiettato così bene la reazionaria classificazione del dubbio sotto la specie del complottismo, che non siamo più in grado di distinguere tra una panzana governativa e una dei rimestatori di fango, tra un&#8217;operazione di propaganda dei mass media mainstream (tutti di proprietà di grandi gruppi economici, ricordiamolo) e una polemica social alimentata dal meccanismo intrinseco di quei media. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In Sardegna questa deriva è deleteria. Va contrastata e se possibile arrestata. Chiunque abbia una voce e un ruolo in ambito intellettuale e culturale dovrebbe farsi carico di questo problema, senza timidezze o calcoli di convenienza egoistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La profezia di Malcom X, spesso tirata in ballo a sproposito, va soppesata e rivalutata in tutta la sua profonda verità: &#8220;Se non state attenti, i media vi faranno odiare gli oppressi e amare gli oppressori&#8221;. I dispositivi di controllo sociale come il green pass e altre analoghe misure assunte col pretesto della pandemia si basano sull&#8217;antico precetto del <em>divide et impera</em>. Cerchiamo di tenerlo a mente e di regolarci di conseguenza.</p>
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		<title>Il poco sorprendente compromesso tra tecnocrazia e populismo e la colonia Sardegna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 16:06:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indipendentismo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
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		<category><![CDATA[governo Draghi]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Una delle prima cose che ho pensato, alla notizia dell&#8217;ammucchiata a sostegno del tecnocrate <strong>Draghi</strong>, è la faccia di bronzo dei politici sardi &#8220;di sinistra&#8221; (virgolette d&#8217;obbligo). Tutta la retorica del &#8220;battere le destre&#8221; e del &#8220;voto utile&#8221; sempre riversata a secchiate su qualsiasi discorso politico appena appena complesso, specie in campagna elettorale, e sempre in funzione anti-indipendentista, anti-alternativa, che fine farà? Oggi come la vedono?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domanda retorica. Diciamo subito che non dovremmo stupirci. In tanti lo sappiamo da molti anni che quella è mera rappresentazione scenica, che in fondo si tratta di ritagliarsi una parte in commedia per poter <strong>partecipare alla spartizione</strong>. Guardatevi le nomine nei vari enti regionali o para-regionali, nei consorzi, tra i dirigenti degli assessorati, nella sanità e vi farete un&#8217;idea di cosa sia la rete del potere in Sardegna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un groviglio di interessi tutt&#8217;altro che in conflitto tra loro, ma anzi ben assemblati in un <strong>ingranaggio puramente parassitario</strong> il cui primo comandamento è: fare in modo che nulla cambi, con ogni mezzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui la <strong>legge elettorale del 2013</strong>, ancora in vigore, da qui i <strong>trasformismi</strong> e il costante <strong>riciclaggio di personaggi come minimo discutibili</strong>, ma ben dotati di &#8220;pacchetti di voti&#8221; da mettere all&#8217;asta; da qui la somma mediocrità di assessori, portavoce, leader di corrente e di fazione, del tutto impermeabili a qualsiasi prospettiva strategica, di ampio respiro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dipendenza</strong> e <strong>subalternità</strong> come fattori necessari di un&#8217;ingiustificata condizione di privilegio, se possibile da trasmettere agli eredi, a discapito di qualsiasi possibilità di reale progresso e di riscatto storico dell&#8217;isola. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giochetto di ruolo tra <strong>centrodestra</strong> e <strong>centrosinistra</strong>, con la <strong>partita truccata delle elezioni</strong> a prova di alternativa reale e con l&#8217;assorbimento indolore dei <strong>finti disturbatori grillini</strong>, ha funzionato bene, fin qui, nonostante sia sempre meno legittimato. Ora, con l&#8217;avvento tanto atteso (e a lungo preparato, non prendiamoci in giro) del governissimo Draghi, l&#8217;ipocrisia e le menzogne più sfacciate diventano difficili da spacciare per verità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>opposizione</strong> in Consiglio regionale ne esce totalmente delegittimata, quand&#8217;anche qualcuno avesse davvero creduto al suo ruolo di contraltare politico ai <strong>sardo-leghisti</strong>. Questi ultimi ne escono come i più furbi e spregiudicati di tutti, facendosi beffe anche dei residuati renziani, in Sardegna pochi e insignificanti, che pure millantano di essere i veri vincitori della partita (come? dove?).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta il fatto che tante persone, specie (sedicenti) di <strong>sinistra</strong>, che hanno a lungo disprezzato qualsiasi possibilità di uscire da tale giochetto di ruolo, votando e facendo votare robaccia destrorsa e/o mediocre, oggi sono chiamate a <strong>riconoscere di aver sbagliato</strong> su tutta la linea o ad ammettere di essere parte interessata di quello stesso giochetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da anni il mondo dell&#8217;indipendentismo e dell&#8217;autodeterminazionismo, persino quello più vago, ma esistente e decisivo, del cosiddetto non-dipendentismo, hanno capito che è necessario essere <strong>alternativi a tutto questo</strong>, per poter costruire una prospettiva di reale <strong>democrazia</strong> nell&#8217;isola. Ci sono &#8211; è vero &#8211; spezzoni dell&#8217;indipendentismo che invece persistono nel leggere la realtà solo dentro le solite cornici tatticiste ed &#8220;entriste&#8221;, sperando di diventare appetibili per le coalizioni più forti. Non so se sia più un&#8217;illusione in buona fede o un calcolo cinico, ma tant&#8217;è: andrebbero recuperate o tenute a distanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per la Sardegna si prospettano anni duri</strong>, se non si mette insieme una proposta politica e sociale radicalmente oppositiva alla palude stantia e infetta alla quale si è ridotta la politica di Palazzo. Ma non basta ragionare sempre e solo in termini elettoralisti. Anzi, questo è un grave errore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non basta nemmeno ragionare in termini teorici e astratti. Vanno fatti <strong>i conti con la realtà</strong> concreta dei nostri problemi socio-economici, delle nostre magagne infrastrutturali, delle nostre debolezze culturali; ma anche con le nostre risorse, con la reti reali di relazioni, con le forme organizzative già in campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla politica oggi rappresentata nelle istituzioni non possiamo né dobbiamo aspettarci nulla di positivo. Confido che sia chiaro a tutt*. L&#8217;azione del Governo Draghi, date le condizioni in cui si è formato e le forze che lo sostengono, non troverà in Sardegna alcuna opposizione. <strong>L&#8217;opposizione dovrà formarsi ed agire fuori dalle istituzioni</strong>, ma possibilmente non in forme spontaneiste e occasionali. L&#8217;impellenza, <a href="https://sardegnamondo.eu/2021/01/21/qualche-idea-per-un-salto-di-qualita-della-politica-in-sardegna/">più volte segnalata</a>, di un coordinamento e di un&#8217;azione congiunta che nasca dalle forze sociali reali e dalle lotte sul campo (e non sui social) diventa ancora più evidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In <a href="https://elecciones.elperiodico.com/resultados/autonomicas/2021/catalunya/" target="_blank"  rel="nofollow" ><strong>Catalogna</strong></a> non sono bastati anni di repressione e disinformazione, non è bastata nemmeno la pandemia, per indebolire il processo di <strong>autodeterminazione democratica</strong>. E laggiù non si perde certo tempo a cianciare di &#8220;unico partito degli indipendentisti&#8221; o altre amenità del genere. Ci sono contraddizioni, frizioni, compromessi, com&#8217;è inevitabile che sia in una realtà umana complessa. Ma esiste una forza di base, un&#8217;abitudine a mettere insieme le forze quando ci sono obiettivi comuni, ed esiste una rete di associazioni, comitati, forme di mobilitazione della cittadinanza e una robustezza culturale, che in Sardegna esistono solo in parte o solo in embrione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Però esistono. Non siamo nella stessa situazione della Catalogna, certo, e le ragioni sono storicamente chiare. La Sardegna soffre di una <strong>condizione coloniale</strong> più marcata e di una <strong>subalternità culturale</strong> ancora forte. Le periodiche ondate di mobilitazione popolare, spesso di vera rivolta (quante se ne contano dal periodo rivoluzionario a oggi?), raramente hanno trovato una <strong>connessione efficace col piano propriamente politico</strong>, con un&#8217;intellighenzia organica a tali rivendicazioni emancipative, con qualche porzione meno gretta e parassitaria delle borghesia e dei ceti dirigenti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma <strong>non si può negare che tali momenti ci siano stati</strong>, né che anche nell&#8217;isola esista la <strong>capacità di mettersi insieme</strong>, di agire collettivamente, di radunare le forze. Non si può nemmeno negare che sia esistita una <strong>riflessione teorica e storica sulla nostra condizione subalterna</strong> e qualche tentativo di darle uno sbocco politico. Magari soffriamo di <a href="https://sardegnamondo.eu/2021/02/03/eredita-ignorate-manifesto-politico-di-sardegna-possibile-2014/">scarsa memoria</a>, questo sì. Tuttavia, non siamo all&#8217;anno zero. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Assumiamo dunque il dato politico che arriva dall&#8217;Italia <strong>senza stupore</strong> e senza fare drammi. Era chiaro <a href="https://sardegnamondo.eu/2017/07/31/autodeterminazione-e-universalismo-dialettica-vitale/">da un pezzo</a> che l&#8217;opposizione &#8220;tecnocrazia padronale vs. populismi reazionari&#8221; era solo una contrapposizione tra due destre, pronte all&#8217;occorrenza a mettersi d&#8217;accordo. Insieme alle fazioni liberali e/o socialdemocratiche di risulta, sempre comunque organiche alla deriva autoritaria e oligarchica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel che rimane <strong>fuori dal quadro</strong> sono larghissime fette della popolazione, interi territori, porzioni di società senza rappresentanza e sempre più deprivate di diritti e possibilità di vita. Rimane fuori una strategia radicalmente diversa da quella dominante del consumo, dell&#8217;appropriazione rapace, della mercificazione di tutto, della repressione del dissenso. Rimane fuori la prospettiva politica basata sui beni comuni, sul contrasto del degrado ecologico, così come delle diseguaglianze sociali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo in sé ha <strong>una forza enorme da sprigionare</strong>. In Sardegna dobbiamo trovare una declinazione locale di questi processi, in connessione con ciò che succede altrove, con collegamenti e scambi di informazioni, con solidarietà e spirito realmente internazionalista, onde poter opporre una nostra forza collettiva ai tentativi di perpetuare e aggravare definitivamente la nostra condizione storica deficitaria.</p>
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