E infatti…

Puntualmente, a riprova di quanto dicevo nel post precedente, ecco arrivare la risposta impietosa dell’Unione Europea ai mendicanti sardignoli in trasferta (pagata da noi): “Imparate ad arrangiarvi, che siete grandi!”.

Il succo della prima reazione europea alla spedizione di accattonaggio dei nostri prodi rappresentanti è stata di questo tenore.

Niente di misterioso. Non è che in Europa ci odino (come non ci odiano in Italia). È che abbiamo una classe dominante ridicola, oltre che inefficiente. Specchio per altro di una società fragile, soffocata da processi auto-identificativi deboli e subalterni.

La richiesta di essere considerati per nostra natura sottosviluppati non può che generare commiserazione e anche qualche fastidio. Specie quando è chiaro a tutti (tranne che a noi) che non è affatto vero.

Parliamoci chiaro. Queste spedizioni da questuanti non hanno altro scopo che attrarre denari pubblici, da utilizzare per coltivare le proprie rendite di clientelismo e di piccolo potere provinciale. Non c’è un disegno strategico dietro, una programmazione che guardi a un interesse collettivo magari non esclusivamente immediato. Niente di tutto ciò. Solo piccolo cabotaggio da sottogoverno, da provincia corrotta ai margini dell’impero.

La responsabilità non è di alcun altro se non nostra. Niente ci impone di essere così. Non è stabilito da nessuna parte che questo debba essere il nostro destino ineluttabile.

Lasciamo stare la disinformatsia dei (m)ass media mainstream e diamoci tutti una svegliata. Il mondo non ci aspetta.

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Omar Onnis

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