<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>libri Archivi - SardegnaMondo</title>
	<atom:link href="https://sardegnamondo.eu/tag/libri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://sardegnamondo.eu/tag/libri/</link>
	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Jun 2026 12:22:22 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Scrivere libri non serve a niente</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/06/12/scrivere-libri-non-serve-a-niente/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2026/06/12/scrivere-libri-non-serve-a-niente/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:17:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito culturale]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[editoria sarda]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=6314</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si dice spesso che nell&#8217;ambito culturale italiano c&#8217;è più gente che scrive che gente che legge. Guardando alla mole di titoli pubblicati ogni anno (siamo intorno agli ottantamila), c&#8217;è da crederci. E prosperano auto-pubblicazioni e editori a pagamento (che non sono veri editori, meglio precisarlo). Esiste una sorta di feticismo del libro e una corsa...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/06/12/scrivere-libri-non-serve-a-niente/">Scrivere libri non serve a niente</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Scrivere libri non serve a niente' data-link='https://sardegnamondo.eu/2026/06/12/scrivere-libri-non-serve-a-niente/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h3 class="wp-block-heading"><em>Si dice spesso che nell&#8217;ambito culturale italiano c&#8217;è più gente che scrive che gente che legge. Guardando alla mole di titoli pubblicati ogni anno (siamo intorno agli ottantamila), c&#8217;è da crederci. E prosperano auto-pubblicazioni e editori a pagamento (che non sono veri editori, meglio precisarlo). Esiste una sorta di feticismo del libro e una corsa a pubblicare che in realtà non ha alcuna giustificazione ragionevole. </em></h3>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Lo so, detto da uno che scrive per mestiere e pubblica libri da anni può suonare paradossale. Ma fidatevi, parlo proprio per esperienza.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;idea che i libri siano rilevanti è un abbaglio dovuto all&#8217;incomprensione del nostro tempo. Chi ha dimestichezza con la lettura non riesce a capire come sia possibile farne a meno. Eppure ci sono tantissime persone, acculturate, attente, informate, che non leggono libri. I giovani poi meriterebbero un&#8217;analisi a parte.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Chi si fa affascinare dalle cronache culturali e guarda con ammirazione e desiderio le star letterarie italiche passare da una trasmissione tv a un festival e poi a un podcast e così via pensa che sia tutto meravigliosamente glamour e appagante.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Lo è, forse, per una ristrettissima cerchia di autori e autrici con ottime entrature, relazioni amicali &#8220;giuste&#8221;, sponsor influenti. Non sempre, va detto, la fama e la presenza mediatica corrispondono alla quantità di libri venduti. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Perché qui c&#8217;è uno degli equivoci. Ormai il prodotto non è più il libro, bensì chi lo scrive. I personaggi più in vista del mondo editoriale lo sono in quanto personaggi mediatici, al di là di ciò che scrivono.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Una mia amica, che ne sapeva e si sapeva muovere, mi diceva spesso che le entrate vere di un autore o un&#8217;autrice di successo non vengono dalla vendita dei libri, ma da tutte le altre attività collaterali: contratti di collaborazione con la tv o altri mass media; diritti SIAE discendenti da qualche <em>piece</em> teatrale tratta dalle loro opere o ritagliata su misura intorno al loro personaggio; diritti sulla trasposizione televisiva o cinematografica di qualche loro scritto; gettoni pagati da festival o altri eventi pubblici; cose così.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il libro in sé conta poco. *Devi* pubblicare, ma quello è solo il primo passo per legittimarti in un mondo culturale che si fonda su tutt&#8217;altro. Del resto, in un paese dove si legge pochissimo, sarebbe strano il contrario.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Eppure c&#8217;è sempre tanta gente che scrive e c&#8217;è la corsa a farsi pubblicare. Come diceva Victor Hugo, in questo ambito c&#8217;è letteralmente chi &#8220;paga per vendersi&#8221;. E c&#8217;è un enorme equivoco tra popolarità e bravura, tra successo (mediatico) e merito. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">E in Sardegna? In Sardegna ugualmente si scrive tanto, tantissimo. Perlopiù in italiano, ma direi ormai anche abbastanza in sardo e un po&#8217; anche nelle altre lingue di Sardegna. E si legge un po&#8217; di più rispetto alla media italiana. Il che è sorprendente e direi paradossale, per certi versi. Ma non inspiegabile.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Se resta vera la dolorosa scissione &#8211; individuale e collettiva &#8211; derivante dall&#8217;irrisolta questione linguistica, il fondamento storico della passione sarda per la parola recitata e raccontata esiste e ha una consistenza innegabile. La sua radice è profonda. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il problema del mondo librario in Sardegna nasce anche su quel terreno, sulle fondamenta pericolanti del nostro rapporto con la lingua, con la scrittura, col senso collettivo del racconto e della poesia. Essere costantemente in bilico tra appartenenze diverse, senza riuscire mai a risolverle in un meticciato fecondo, in un&#8217;accettazione della complessità pacificata, complica molto la relazione del pubblico isolano con i libri.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non è un difetto congenito della nostra razza esotica, sia chiaro. È un effetto della nostra storia &#8220;coloniale&#8221;, costantemente rimossa e costantemente riemergente, apertamente o inconsciamente, in ogni ambito della nostra vita collettiva.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">I festival letterari ubicati in Sardegna sono molti, alcuni anche di valore. Ma spesso sono pensati per un pubblico televisivo, per chi segue le cronache (e i pettegolezzi) culturali italiani attraverso i mass media. Gran parte del ceto medio istruito sardo soffre di questa alienazione. Essere culturalmente colonizzati ha un prezzo anche per chi ritiene di essere integrato nel contesto culturale dominante.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Se hai successo e sei riconosciuto oltre Tirreno *allora* hai valore ed è giusto darti voce in capitolo in Sardegna. Basta che non ti metta a smontare stereotipi e luoghi comuni degradanti ma deresponsabilizzanti, in cui ci crogioliamo con tanto compiacimento.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In questo modo, dalle nostre parti, la maggioranza di chi ha un buon livello di istruzione rinuncia ad attingere ad una ricchezza culturale più vasta, benché non intercettata dalla scuola e dai mass media italiani.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Al contempo, però, il sostrato culturale &#8220;indigeno&#8221; non addomesticato fa capolino qua e là, si intromette, interferisce. È difficile lasciarlo fuori. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ci provano, sia chiaro. L&#8217;esclusione dalle maggiori kermesse letterarie sarde della produzione libraria locale è sistematica, ma furba: c&#8217;è sempre qualche autore o qualche autrice provenienti dall&#8217;isola che trova spazio. Di solito sono quelli che disturbano meno, quelli che non costituiscono un vero problema. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il che non vuol dire che non siano di valore. A volte lo sono pure. Ma è un valore difficile da separare dal favore di cui godono presso i mass media principali e dalle buone relazioni su cui fondano la loro visibilità. E quello che resta fuori?</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Per dire, nel mondo del <strong>canto <em>a tenore</em></strong> esiste una conoscenza profonda e diffusa del nostro patrimonio poetico. Qualsiasi cantore, specie chi interpreta il ruolo di <em>boche</em>, conosce a memoria decine e in certi casi centinaia di componimenti poetici, più o meno lunghi, antichi e recenti, pubblicati e non, famosi e del tutto nuovi.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È un patrimonio demo-antropologico e letterario, in senso proprio, che però non è affatto intercettato dal mondo culturale <em>mainstream</em> (chiamiamolo così), che non ha dignità di presenza nei festival più alla moda, che resta escluso dalla discussione sui libri e ciò che essi rappresentano.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Allo stesso tempo esiste una produzione letteraria, romanzesca, di vario genere, che pur essendo di qualità evidente non ha alcun successo mediatico dunque non riscuote il riconoscimento che meriterebbe. Penso alle opere di un <strong>Nanni Falconi</strong> o a quelle, in ambito fantascientifico (ebbene sì), di una <strong>Clelia Farris</strong>. E sono solo due esempi.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Se ci spostiamo nell&#8217;ambito della saggistica, i libri che vanno per la maggiore sono quelli un po&#8217; sensazionalistici o quelli che soddisfano la diffusa sete di conoscenza storica con narrazioni consolatorie, a tratti megalomani. Che non sono affatto un problema, a patto che non siano le uniche pubblicazioni che rispondono a tale curiosità legittima e del tutto motivata.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ci sono anche libri che cercano di &#8220;spiegare&#8221; la Sardegna, soprattutto al pubblico italiano, ma perlopiù si tratta di ciarpame. In proposito e detto per inciso, sono curioso di leggere la recentissima uscita per Iperborea (ottima, piccola casa editrice, di suo) del <a href="https://thepassenger.iperborea.com/">nuovo volume della collana The Passenger</a>, dedicato in questo caso proprio alla Sardegna. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La mole di pubblicazioni interessanti, stimolanti, feconde sulla nostra terra offrirebbe a chi ha l&#8217;insana passione per la lettura tante occasioni di conoscenza e ragionamento. Il problema è che visibilità e qualità, come detto, nel sistema culturale italiano e in quello della provincia oltremarina sarda, non combaciano se non occasionalmente.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;editoria locale non può competere con le grandi case editrici italiane, fa fatica a sostenere i costi di distribuzione e di promozione delle proprie pubblicazioni ed è costretta a lavorare sulla quantità dei titoli, nel percorso perverso del mercato librario all&#8217;italiana. Spesso non riesce nemmeno a restituire rendiconti puntuali ad autori e autrici, né a retribuirne il lavoro secondo i termini contrattuali. Non è sempre per mala fede (lo dico da controparte).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Altra faccia della questione è che in Sardegna non esiste un dibattito culturale decente. Il mondo politico se ne tiene rigorosamente alla larga, salvo quando può usare la cultura (in un&#8217;accezione vaga e spesso degradata) a proprio vantaggio. I mass media, in primis quotidiani e televisioni, non lo favoriscono, né lo alimentano; ne hanno anzi timore, essendo troppo vincolati da prudenze politiche o da interessi specifici dei propri editori. I social fanno più danni che altro. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">I festival, come detto, soggiacciono troppo spesso a una mentalità elitaria, provinciale, subalterna e politicamente pavida (cose che possono convivere serenamente). Il mondo accademico è restio al confronto e teme l&#8217;erosione della sua già debole egemonia in vari ambiti tematici.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In definitiva, a cosa serva scrivere e pubblicare libri, in un contesto simile, resta un quesito senza risposta. Probabilmente serve a poco. E però &#8220;poco&#8221; non equivale a &#8220;niente&#8221;. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non serve a chi scrive per campare dignitosamente del lavoro di scrittura. Almeno nella maggior parte dei casi. Su questo vorrei sfatare le troppe illusioni di chi aspira a vedere il proprio nome su una copertina stampata, credendo così di dare una svolta alla propria vita.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Tuttavia, si tratta ancora di una delle tante modalità di narrazione umana, insieme a fumetti, serie tv, cinema, teatro, videogiochi: la nostra specie non può farne a meno. È una forma di trasmissione del sapere, sempre meno frequentata ma più resistente di altre. È una grande memoria collettiva. È un modo per moltiplicare le esperienze, aprire gli orizzonti, immaginare il futuro. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La speranza, al di là dell&#8217;amor proprio individuale, è che, col tempo, le cose di valore, i libri che hanno qualcosa da dire di rilevante, lascino una traccia. Non daranno fama e successo a chi li ha scritti, ma questo non significa che siano stati inutili. E, in fondo, sono comunque testimonianze del nostro tempo, per chi verrà dopo di noi. Sempre che qualcuno venga dopo di noi.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ci si accontenta di questo. E si va avanti.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Scrivere libri non serve a niente' data-link='https://sardegnamondo.eu/2026/06/12/scrivere-libri-non-serve-a-niente/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Scrivere libri non serve a niente' data-link='https://sardegnamondo.eu/2026/06/12/scrivere-libri-non-serve-a-niente/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/06/12/scrivere-libri-non-serve-a-niente/">Scrivere libri non serve a niente</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2026/06/12/scrivere-libri-non-serve-a-niente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aggiornamenti e notizie</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2023/03/23/aggiornamenti-e-notizie/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2023/03/23/aggiornamenti-e-notizie/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2023 13:28:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Barbagia Rossa]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo libro]]></category>
		<category><![CDATA[storia sarda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=5358</guid>

					<description><![CDATA[<p>Qualche aggiornamento, come preannunciato. Intanto, ricordo che sabato 25 marzo prossimo contribuirò alla presentazione di UFO 78, di Wu Ming, a Trento, come già annunciato. Ma soprattutto comunico l&#8217;uscita, prevista per mercoledì 29 marzo prossimo, del volume da me scritto per la collana &#8220;Storia dei grandi segreti d&#8217;Italia&#8221;, curata dallo Studio Dispari e allegata alla...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2023/03/23/aggiornamenti-e-notizie/">Aggiornamenti e notizie</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Aggiornamenti e notizie' data-link='https://sardegnamondo.eu/2023/03/23/aggiornamenti-e-notizie/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/03/immagine-3.jpg" alt="" class="wp-image-5361" width="431" height="644" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/03/immagine-3.jpg 524w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/03/immagine-3-321x480.jpg 321w" sizes="(max-width: 431px) 100vw, 431px" /></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading">Qualche aggiornamento, come preannunciato.</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto, ricordo che sabato <strong>25 marzo</strong> prossimo contribuirò alla presentazione di <em>UFO 78</em>, di Wu Ming, a Trento, come già annunciato.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/03/immagine-2.png" alt="" class="wp-image-5360" width="515" height="180"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Ma soprattutto comunico l&#8217;uscita, prevista per mercoledì <strong>29 marzo prossimo</strong>, del volume da me scritto per la collana &#8220;Storia dei grandi segreti d&#8217;Italia&#8221;, curata dallo Studio Dispari e allegata alla Gazzetta dello Sport.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il volume in questione è dedicato a Barbagia Rossa e al mondo dell&#8217;eversione politica sarda tra fine anni Settanta e primi anni Ottanta del secolo scorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta di un testo accademico, referenziato, bensì di una trattazione di tipo giornalistico e divulgativo. Basata sulle fonti disponibili, chiaramente. Fonti che sono perlopiù a loro volta giornalistiche, dato che non esiste una ricerca storica strutturata e conseguentemente pubblicata su quella vicenda e direi su quell&#8217;intero passaggio storico in Sardegna. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La coincidenza singolare è che anche in questo libro il 1978 ha un suo posto di rilievo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come lo ha, per certi versi, in un altro, dello stesso tipo ma in un&#8217;altra collana, dedicato all&#8217;Anonima sequestri, che uscirà a fine aprile. Ne riparlerò.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ora è tutto. Ci vediamo in giro.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Aggiornamenti e notizie' data-link='https://sardegnamondo.eu/2023/03/23/aggiornamenti-e-notizie/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Aggiornamenti e notizie' data-link='https://sardegnamondo.eu/2023/03/23/aggiornamenti-e-notizie/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2023/03/23/aggiornamenti-e-notizie/">Aggiornamenti e notizie</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2023/03/23/aggiornamenti-e-notizie/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La cultura (si) paga</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2022/06/06/la-cultura-si-paga/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2022/06/06/la-cultura-si-paga/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 13:27:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[arte e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[attività culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Mocci]]></category>
		<category><![CDATA[filiera editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro culturale]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=5018</guid>

					<description><![CDATA[<p>Parto da una serie di considerazioni espresse dal collega Daniele Mocci su Facebook, per rilanciare una serie di spunti di riflessione relativi alla produzione culturale, a chi la realizza, ai suoi costi (non solo monetari) e alla pessima distribuzione del valore che se ne estrae. Daniele Mocci &#8211; narratore ad ampio spettro, animatore culturale (tra...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2022/06/06/la-cultura-si-paga/">La cultura (si) paga</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='La cultura (si) paga' data-link='https://sardegnamondo.eu/2022/06/06/la-cultura-si-paga/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2022/06/immagine.jpg" alt="" class="wp-image-5022" width="585" height="400"/></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading"><em>Parto da una serie di considerazioni espresse dal collega Daniele Mocci su Facebook, per rilanciare una serie di spunti di riflessione relativi alla produzione culturale, a chi la realizza, ai suoi costi (non solo monetari) e alla pessima distribuzione del valore che se ne estrae.</em></h4>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Daniele Mocci &#8211; narratore ad ampio spettro, animatore culturale (tra i fondatori dell&#8217;associazione Chine vaganti, a San Gavino Monreale), attivo in ambito scolastico &#8211; nei giorni scorsi ha pubblicato su Facebook due post particolarmente centrati su una serie di problemi dell&#8217;ambito culturale sardo (ma direi anche italiano). In questo caso, dal punto di vista di chi produce i contenuti narrativi e li veicola con tutti i mezzi necessari (letteratura, fumetto, sceneggiatura, laboratori scolastici, ecc.).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Sono due post pubblici, quindi chiunque abbia un accesso al social medium di Zuckerberg può leggerli sul suo profilo (di Daniele Mocci, non di Zuckerberg). Li riporto qui per comodità.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il primo, datato 3 giugno, recita così:</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-medium-font-size is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>RIEPILOGO ALCUNE COSE SENZA UN ORDINE PRECISO&#8230;<br />1) Faccio laboratori didattico/creativi nella scuola da più di vent&#8217;anni: fumetto, scrittura creativa (con diverse soluzioni), teatro, linguaggi pubblicitari, creazione di prodotti audiovisivi. Docenti, dirigenti e DSGA della scuola primaria e secondaria (I e II grado), se interessati, contattatemi in privato. Vi invierò i progetti che potrebbero interessarvi e il mio CV. Giusto per fare un esempio: a vostra/nostra disposizione ci sono i fondi P.O.N., con i quali tutti i costi vengono coperti SENZA ONERI AGGIUNTIVI PER LE SCUOLE.<br />2) Quando mi sposto da casa (per mezza giornata o più) per fare incontri, laboratori e presentazioni varie, non lo faccio perché non ho nient&#8217;altro da fare. È una parte (importante) del mio lavoro. E, cosa non trascurabile, oltre al mio tempo e alle mie conoscenze &#8211; esperienze &#8211; competenze, ci metto anche la benzina e (se la giornata è intera) una pausa in cui mangiare un boccone. Va da sé che, quando qualcuno mi chiama per svolgere attività di questo genere, DEVE SEMPRE PREVEDERE UN COMPENSO e UN RIMBORSO. Nessuno lavora GRATIS, men che meno quelli che mi chiamano perché io lavori gratis per loro.<br />3) Fare/organizzare eventi, incontri, presentazioni, giornate letterarie e culturali in genere, laboratori, festival e manifestazioni similari non è un obbligo per nessuno. Se non si hanno le competenze, I SOLDI, i locali adatti, la capacità di promuoversi e di attirare il pubblico, la volontà e/o la capacità di accogliere gli ospiti e di NON accollare a loro i costi (sia in termini monetari che in termini di lavoro intellettuale e/o fisico), semplicemente NON SI DEVE ORGANIZZARE NESSUN EVENTO. Gli autori (e simili) sono persone che queste cose le fanno PER LAVORO e non per hobby. Chi le fa per hobby o è uno che non deve campare da quello che fa o NON È UN AUTORE VERO. Se voglio fare le cose GRATIS sono io che decido SENZA ALCUN BISOGNO DI QUALCUNO CHE MI CHIEDA SE LE VOGLIO FARE GRATIS.<br />4) Se organizzate un evento e volete un ospite che intrattenga il pubblico, curatevi di promuovere a regola d&#8217;arte il vostro evento, in modo da evitare la figura meschina di portare un ospite e fargli trovare una sala, una piazza o qualsiasi altro luogo desolatamente vuoto (o pieno di sedie vuote). È compito di chi organizza gli eventi curarsi di promuoverli e di trovare il sistema di portare il pubblico alle iniziative che ha organizzato. A meno che non portiate Francesco (quello che sta al Vaticano). E a quel punto il pubblico arriverà anche se voi non vi sbattete più di tanto per promuovere l&#8217;evento.<br />5) In definitiva: le cose si fanno se si hanno le capacità, la volontà, la voglia e I SOLDI per farle.<br />6) (dimenticavo&#8230;) Se organizzate la presentazione di un libro con il suo autore, ALLESTITE UN BANCHETTO PER LA VENDITA AL PUBBLICO DELLE COPIE DI QUEL LIBRO, magari mettendovi d&#8217;accordo con una libreria. È davvero inutile (e surreale) organizzare una presentazione senza che ci sia l&#8217;oggetto che si sta presentando.</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il secondo, rilasciato il giorno successivo, il 4 giugno, è il seguente:</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-medium-font-size is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>ALTRE COSE IN DISORDINE&#8230;<br />Premesso che l&#8217;editoria (almeno quella italiana), soprattutto negli ultimi decenni, è diventata una giungla contorta e spesso incomprensibile, occorre che coloro che organizzano eventi, presentazioni di libri, laboratori di scrittura e manifestazioni affini CONOSCANO ALMENO GLI ASPETTI DI BASE. Per cui:<br />1) ci sono sostanziali differenze tra libri pubblicati da EDITORI VERI E SERI (piccoli, medi o grandi che siano), libri autopubblicati e libri pubblicati con gli editori a pagamento. CHI ORGANIZZA UN EVENTO LETTERARIO DEVE CONOSCERE LA DIFFERENZA TRA QUESTE TIPOLOGIE. E quindi:<br />1a) deve sapere che genere di libro è quello su cui ha deciso di organizzare il suo evento. È un libro autopubblicato? È un libro pubblicato da un editore a pagamento? È un libro pubblicato da un editore VERO e SERIO?<br />1b) deve sapere che i libri autobubblicati e quelli pubblicati con editori a pagamento rarissimamente ( = quasi mai) sono sottoposti a una vera revisione (editing) da professionisti che intervengono sul manoscritto dell&#8217;autore e, insieme all&#8217;autore, ci lavorano anche mesi per migliorarlo, eliminare gli errori e le incongruenze di lingua e di trama, renderlo coerente ed equilibrato, COSA CHE UN AUTORE DA SOLO (fosse anche un genio) NON POTREBBE MAI FARE, perché &#8211; pur se dovesse avere i mezzi per farcela da solo &#8211; non può avere la giusta dose di obiettività.<br />1c) deve sapere che, normalmente, un autore che si autopubblica o che pubblica con editori a pagamento, spesso ( = praticamente sempre) porta da sé le copie per la vendita per un motivo molto semplice: LE HA PAGATE (ovvero, ha pagato perché il suo libro fosse pubblicato, ovvero ancora non ha dovuto superare nessun vaglio circa la qualità del suo lavoro). Poi, bene inteso, le eccezioni ci sono, ma sono &#8211; appunto &#8211; eccezioni molto rare e che, soprattutto, BISOGNA SAPER RICONOSCERE.<br />1d) dal punto precedente deriva che: è indispensabile che chi organizza un evento letterario abbia letto e CONOSCA MOLTO BENE sia l&#8217;autore che sta portando, sia il libro che sta presentando, sia il modo con cui quel libro è stato pubblicato (autopubblicazione, editoria a pagamento, editoria vera e seria);<br />2) deve evitare di chiedere (o, peggio, di pretendere) una copia omaggio del libro all&#8217;autore che va a fare la presentazione; in special modo se l&#8217;autore pubblica con editori veri e seri. Questo perché l&#8217;autore che pubblica con editori veri e seri NON È IL PROPRIETARIO di nessuna copia del libro (a parte quelle che gli spettano per contratto, le quali di solito vanno da un minimo di 5 a un massimo di 10: cioè sono quelle che l&#8217;autore &#8211; se non tiene per sé &#8211; al massimo regala ai suoi genitori, al suo migliore amico e a qualcuno che gli è particolarmente caro). E poi&#8230; se l&#8217;organizzatore dell&#8217;evento chiede all&#8217;autore una copia omaggio del suo libro, beh&#8230; è davvero mal preso!<br />3) deve sapere che degli autori che porterà ai suoi eventi, praticamente nessuno campa dalla vendita dei suoi libri:<br />3a) coloro che si autopubblicano devono spendere (e raramente rientrano nelle spese con i ricavi del venduto che, ovviamente, si devono &#8220;smazzare&#8221; da soli facendo gli ambulanti)<br />3b) coloro che pubblicano con editori a pagamento idem (se non peggio degli autopubblicati)<br />3c) coloro che pubblicano con editori veri e seri, se sono fortunati, hanno avuto un anticipo sui diritti d&#8217;autore che si presume maturino in futuro con la vendita (IN LIBRERIA) del loro libro; questo anticipo, rispetto al lavoro che hanno dovuto fare per pubblicare il libro, è sempre poco e non copre mai il tempo impiegato e la fatica fatta; ma c&#8217;è sempre la possibilità che il libro venda così tanto da coprire quell&#8217;anticipo e andare oltre, facendo arrivare altri diritti nelle tasche dell&#8217;autore: questa circostanza non accade praticamente mai. Ovviamente il discorso fatto in questo punto non vale per i grandi autori. Ma, almeno in Italia, i grandi autori che riescono a vivere da ciò che scrivono sono davvero pochissimi.</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ciò che Daniele scrive in questi suoi interventi è la più palese e sacrosanta verità. Non ho nulla da eccepire né da correggere. Posso solo condividerne la lettera e lo spirito e rilanciarne anche qui i contenuti.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Aggiungo giusto un punto, tra i più antipatici, ma che va anch&#8217;esso posto all&#8217;attenzione del pubblico e degli/lle addetti/e ai lavori: il problema dei rendiconti editoriali. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Per chi non lo sapesse (e immagino che in questa categoria sia ricompresa anche la maggioranza di chi legge libri), i contratti editoriali, oltre alla cessione dei diritti d&#8217;autore e alle altre clausole sul lato di chi crea i contenuti, impongono alle case editrici di inviare ogni anno ad autori e autrici il rendiconto relativo alle copie vendute e alla relativa remunerazione (che va dal 6 al 10% del prezzo di copertina per copia). È questo l&#8217;unico strumento in mano a chi scrive libri per conoscere l&#8217;esito commerciale dei propri sforzi. Autori e autrici hanno la possibilità di contestare il rendiconto, ma difficilmente potranno dimostrare che è parziale, o errato o addirittura menzognero.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Questo perché già in partenza esiste una sorta di asimmetria nel rapporto contrattuale. L&#8217;editore ha un controllo diretto sui dati (ha in mano il numero preciso di copie fatturate), mentre chi scrive il libro deve fidarsi volente o nolente. Salvo che non abbia un/a agente che sbrighi professionalmente questo tipo di verifiche, e non è il caso più diffuso. A questo problema &#8211; per così dire, strutturale &#8211; si aggiunge però anche il malvezzo di troppe realtà editoriali di ignorare questo obbligo contrattuale e di non essere solerti nell&#8217;invio del rendiconto o addirittura di essere inadempienti. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;idea che mi sono fatto io in questi dieci anni di relazione professionale con l&#8217;editoria è che quasi mai si tratti di dolo della controparte, ma che, anche in questo caso, si sconti &#8211; almeno in Sardegna &#8211; una diseconomia di scala del nostro ambito editoriale e la carenza di organizzazione professionale nelle case editrici.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non che nelle case editrici lavorino sempre dilettanti allo sbaraglio. La questione è che esiste tutta una parte amministrativa e gestionale che andrebbe curata professionalmente, almeno quanto la parte più strettamente editoriale e quella comunicativa (benché anche su quest&#8217;ultima il panorama offra pochi esempi professionalmente adeguati). Quante case editrici sarde hanno una struttura interna in grado di gestire questi aspetti in modo puntuale? È una domanda che suona retorica, e in parte lo è, ma è anche un interrogativo che lancio nel calderone della discussione pubblica come invito alla riflessione.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La Sardegna produce molta cultura e, più nello specifico, molti libri. Di solito ci vantiamo di avere un parco di lettori e lettrici più ampio della media italiana. Ma la media italiana è davvero bassa, direi imbarazzante, quindi non è che possiamo vantarci molto. La dimensione del pubblico di riferimento è dunque ridotta. Alla pur notevole produzione e diffusione della cultura, e di libri in particolare, non corrisponde una robustezza economica all&#8217;altezza. Le strategie aziendali possono variare: c&#8217;è chi punta sulla quantità, chi più sulla qualità, ma sussiste una sorta di nanismo da un lato e di eccessiva dispersione dall&#8217;altro, in un contesto che ha dei limiti oggettivi stringenti. Chi ne paga le maggiori conseguenze sono soprattutto autori e autrici, schiacciatə da meccanismi su cui non hanno il benché minimo potere e dalla scarsissima remunerazione del loro lavoro.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Questo è un aspetto decisivo, che si somma, completandolo, all&#8217;articolato problema esposto da Daniele Mocci nei suoi due interventi. Capisco che questa cruda realtà strida con l&#8217;immagine che si ha del mestiere di scrittore/ttrice, ma tant&#8217;è. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Tali aspetti concreti troppo spesso vengono espunti o quanto meno elusi dal discorso pubblico relativo alle attività culturali e in particolare al mondo editoriale. Sia a opera delle istituzioni, sia degli addetti ai lavori. Si parla molto più spesso e più volentieri dei tanti festival sardi, o in generale della filiera dell&#8217;editoria, da cui però restano esclusi da qualsiasi considerazione autrici e autori.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Anche le attività culturali di associazioni, circoli, ecc., compresi quelli della nostra emigrazione, trascurano sistematicamente questi risvolti. Dovrebbero invece prenderli nella più seria considerazione, anche nel proprio interesse.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In questa sede non entro nel merito della qualità dell&#8217;offerta culturale proposta a livello di istituzioni, enti locali, associazioni, perché sarebbe un altro capitolo e merita una trattazione a parte. Ma, a mio avviso, è comunque un tema connesso con quanto esposto sopra. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il lavoro culturale, la scrittura, la creazione di contenuti, l&#8217;allestimento di laboratori, anche la semplice presentazione pubblica di un libro, sono attività che richiedono competenze, tempo, dedizione. Affrontarle con pressapochismo e improvvisazione, dare per scontato che debbano essere gratuite è del tutto sbagliato. Nessuno si aspetta che un meccanico ci ripari l&#8217;auto gratis, a titolo di gratificazione personale. Così come non ci aspetteremmo mai che un medico o una insegnante lavorino solo per amore della loro attività. Vale lo stesso per i mestieri culturali. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Spero che su questo ci sia una doverosa presa di coscienza, nel migliore interesse di tutte le persone interessate, a livello istituzionale, nel mondo editoriale e tra organizzatori e destinatari dell&#8217;offerta culturale.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='La cultura (si) paga' data-link='https://sardegnamondo.eu/2022/06/06/la-cultura-si-paga/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='La cultura (si) paga' data-link='https://sardegnamondo.eu/2022/06/06/la-cultura-si-paga/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2022/06/06/la-cultura-si-paga/">La cultura (si) paga</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2022/06/06/la-cultura-si-paga/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prossimi appuntamenti</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2021/07/10/prossimi-appuntamenti/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2021/07/10/prossimi-appuntamenti/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2021 10:51:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Satta]]></category>
		<category><![CDATA[Irene Ghisu]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri sardi]]></category>
		<category><![CDATA[Malos]]></category>
		<category><![CDATA[Manuelle Mureddu]]></category>
		<category><![CDATA[Omar Onnis]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[storia sarda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=4544</guid>

					<description><![CDATA[<p>Informazione rapida sui miei prossimi impegni pubblici. Il primo, già questa sera, alle 18.30, a Nuoro, nello spazio esterno della sezione sarda della Biblioteca &#8220;S. Satta&#8221;. Presenterò, con l&#8217;autrice Irene Ghisu e con Alessandro Derrù, il libro: Il confine al di là del mare, Europa Edizioni, 2020. Uscito poco prima della prima ondata pandemica, non...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2021/07/10/prossimi-appuntamenti/">Prossimi appuntamenti</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Prossimi appuntamenti' data-link='https://sardegnamondo.eu/2021/07/10/prossimi-appuntamenti/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/07/immagine-700x990.jpg" alt="" class="wp-image-4545" width="420" height="594" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/07/immagine-700x990.jpg 700w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/07/immagine-340x480.jpg 340w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/07/immagine-768x1086.jpg 768w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/07/immagine-1086x1536.jpg 1086w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/07/immagine-640x905.jpg 640w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/07/immagine-800x1131.jpg 800w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/07/immagine.jpg 1131w" sizes="(max-width: 420px) 100vw, 420px" /></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">Informazione rapida sui miei prossimi impegni pubblici. </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo, già <strong>questa sera</strong>, alle 18.30, <strong>a</strong> <strong>Nuoro</strong>, nello spazio esterno della sezione sarda della Biblioteca &#8220;S. Satta&#8221;. Presenterò, con l&#8217;autrice Irene Ghisu e con Alessandro Derrù, il libro: <em><a href="https://www.europaedizioni.com/prodotti/il-confine-al-di-la-del-mare-irene-ghisu/">Il confine al di là del mare</a></em>, Europa Edizioni, 2020. Uscito poco prima della prima ondata pandemica, non ha avuto possibilità di essere presentato adeguatamente al pubblico. È un testo che merita attenzione, perché, al di là del plot narrativo (una vicenda tra il noir e lo spionistico, su cui non è il caso di fare troppe rivelazioni), solleva in modo particolarmente lucido e realistico questioni di grande peso, nella temperie storica che stiamo attraversando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo annuncio riguarda l&#8217;ormai imminente uscita di <em><strong>Malos. Vita, crimini e misfatti di quaranta grandi nemici della Sardegna</strong></em>. È la seconda fatica in coppia con Manuelle Mureddu, alle chine già nell&#8217;immediato precedente <em><a href="https://www.domusdejanaseditore.com/catalogo/1374-illustres-vita-morte-e-miracoli-di-quaranta-personalit%C3%A0-sarde.html?search_query=illustres&amp;results=1">Illustres. Vita, morte e miracoli di quaranta personalità sarde</a></em>, 2019. Entrambi i libri sono pubblicati da Domus de Janas. <em>Illustres</em>, a dispetto di un buon impatto iniziale, ha avuto anch&#8217;esso un&#8217;esistenza condizionata dalla pandemia. Sfidando la sorte e gli dei, con Manuelle abbiamo comunque deciso di dare seguito alla promessa fatta in chiusura di quell&#8217;opera e, nei mesi scorsi, abbiamo lavorato a <em>Malos</em>. Non un sequel, non un volume II, bensì una sorta di reciproco speculare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Presenteremo <em>Malos</em> <strong>a Nuoro</strong> <strong>mercoledì 14 luglio</strong>, anche in questo caso nel giardino della Biblioteca &#8220;S. Satta&#8221;, alle <strong>ore 18.30</strong>, in compagnia di Lucia Cossu. Se volete scoprire chi siano questi quaranta grandi nemici della Sardegna e perché siano stati scelti loro e non altri, non avete che da partecipare a questa presentazione e a quelle che seguiranno e naturalmente comprare il libro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Data l&#8217;incertezza dei tempi, qualsiasi impegno pubblico è piuttosto aleatorio, ma chi abbia intenzione di contattarci per organizzare una presentazione, può farlo facilmente sia nei nostri spazi online (compreso questo), sia tramite il nostro editore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro sarà disponibile presso tutte le librerie dell&#8217;isola e dell&#8217;universo mondo entro pochi giorni, ma naturalmente sarà reperibile anche direttamente presso l&#8217;editore e nelle piattaforme di e-commerce (ma la nostra preferenza va sempre alle librerie fisiche).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è tutto, per ora. Ci vediamo in giro, si su coronavirus cheret e sos carabineris&#8230;</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Prossimi appuntamenti' data-link='https://sardegnamondo.eu/2021/07/10/prossimi-appuntamenti/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Prossimi appuntamenti' data-link='https://sardegnamondo.eu/2021/07/10/prossimi-appuntamenti/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2021/07/10/prossimi-appuntamenti/">Prossimi appuntamenti</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2021/07/10/prossimi-appuntamenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bruciarsi il cervello</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2012/06/07/bruciarsi-il-cervello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jun 2012 06:09:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[Fahrenheit 451]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Nuoro]]></category>
		<category><![CDATA[Ray Bradbury]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Deriu. Alessandro Bianchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/2012/06/07/bruciarsi-il-cervello/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dubito che Ray Bradbury sapesse qualcosa della Sardegna e di quel che vi succede. E non credo che fosse in grado di decidere quando morire. Ma se ne avesse saputo qualcosa e fosse stato in grado di decidere, non avrebbe potuto scegliere giorno migliore per dare l’addio al mondo. Nelle stesse ore in cui si...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2012/06/07/bruciarsi-il-cervello/">Bruciarsi il cervello</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Bruciarsi il cervello' data-link='https://sardegnamondo.eu/2012/06/07/bruciarsi-il-cervello/' data-app-id-name='category_above_content'></div><p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Dubito che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ray_Bradbury" target="_blank">Ray Bradbury</a> sapesse qualcosa della Sardegna e di quel che vi succede. E non credo che fosse in grado di decidere quando morire. Ma se ne avesse saputo qualcosa e fosse stato in grado di decidere, non avrebbe potuto scegliere giorno migliore per dare l’addio al mondo.<span id="more-211"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nelle stesse ore in cui si spegneva l’autore di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fahrenheit_451" target="_blank"><em>Fahrenheit 451</em></a>, il sindaco e il presidente della provincia di Nuoro, Sandro Bianchi e Roberto Deriu, proponevano di protestare contro i tagli alle biblioteche pubbliche <a href="http://mediterranews.org/2012/06/nuoro-chi-vuole-cultura-non-brucia-i-libri-cittadini-di-nuoro-spegneranno-i-roghi-di-cenere/" target="_blank">bruciando libri in piazza</a>. Un po’ come contrastare le discriminazioni etniche con un genocidio. Non c’è male come trovata.</p>
<p style="text-align: justify;">L’accostamento non è una forzatura gratuita. Persino gli esimi esponenti politici nuoresi avranno letto una volta o l’altra la famosa massima di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Heinrich_Heine" target="_blank">Heine</a> “Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini”. O forse no, chi lo sa. Mai sopravvalutarla, questa gente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto in sé, ritaglio di cronaca locale, assume un significato simbolico più ampio.<span id="more-2027"></span> La politica sarda sembra perduta in una terra di nessuno, senza più riferimenti. Persi gli appigli, venuti meno i rapporti con i centri di potere oltremarini, non sa a quali risorse teoriche e pragmatiche attingere. Tutta la mediocrità di un personale politico e amministrativo selezionato in base alla sua pochezza umana e alla sua inoffensività in questi frangenti emerge nel suo aspetto più drammatico.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il risultato di duecento anni di dipendenza e subalternità e di sessant’anni di autonomia malata. Non sapendosi assumere le proprie responsabilità, i politici sardi si affidano a gesti inconsulti, ai loro occhi narrativamente significativi, per ostendere tra la squallida realtà della loro debolezza e gli occhi dei cittadini il velo di una finzione improbabile, in cui le loro povere figure abbiano ancora un qualche ruolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ridicolo di cui si coprono aumenta al crescere della consapevolezza diffusa circa la loro pochezza. Il che rappresenta un problema, segnala una potenziale tragedia, dato che la storia non aspetta che ci si adegui ai suoi processi e alle sue accelerazioni. Ci troviamo in un momento in cui sarebbero necessarie scelte coraggiose prese alla luce di competenze, di coscienze critiche e di risorse etiche di cui le forze politiche dominanti in Sardegna non dispongono.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, anziché studiare un modo per strutturare meglio il sistema bibliotecario pubblico, acquisendo competenze, progettando soluzioni, trovando le risorse necessarie, si bruciano i libri. Emblematico corto circuito spirituale, molto prossimo alla follia autodistruttiva. Conseguenza diretta dell’interiorizzazione dei nostri miti identitari subalterni e della nostra prolungata deprivazione culturale, materiale e sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’unica consolazione in questo frangente risiede nella forza e nella rapidità con cui si sono mobilitate le energie sane della collettività, non solo a Nuoro. Quelle energie sane che il sistema di potere si è a lungo guardato bene dal selezionare per ricoprire ruoli pubblici importanti e che ora però possono e devono prendersi una rivincita, assumendosi la responsabilità di offrire risposte sensate alle necessità della nostra vita associata. Un ruolo di supplenza dell’attuale impresentabile quadro politico che presto dovrà tramutarsi in una sostituzione concreta nella gestione della cosa pubblica, in nome degli interessi generali dei sardi e della nostra liberazione materiale, politica e morale.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Bruciarsi il cervello' data-link='https://sardegnamondo.eu/2012/06/07/bruciarsi-il-cervello/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Bruciarsi il cervello' data-link='https://sardegnamondo.eu/2012/06/07/bruciarsi-il-cervello/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2012/06/07/bruciarsi-il-cervello/">Bruciarsi il cervello</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
