Tra i vari articoli, ce n’è uno mio, L’enigma Sergio Atzeni: appartenenza profonda e meticciato culturale. Nulla di esaustivo, sia chiaro. Sono giusto contento di essere riuscito a parlare davvero – bene o male – di Segio Atzeni e non di me stesso più o meno in relazione con Sergio Atzeni, come capita a volte in questi casi.
Confido di aver evocato alcuni aspetti della sua produzione letteraria e della sua figura che di solito restano poco trattati, se non rimossi. La sua stessa problematicità, di oggi come di ieri, lo rende costantemente inattuale dunque sempre attualissimo. Ma non mi dilungo qui con cose scritte là.
L’articolo si può commentare direttamente in calce al testo, su DM, ma chi ne abbia voglia può farlo anche qua.
Buona lettura e buon anno (con tutte le macumbe e gli scongiuri del caso).
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