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	<title>Cristoforo Colombo Archivi - SardegnaMondo</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
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		<title>Centralismi anti-popolari, insularità e altre amenità</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2017/10/12/centralismi-anti-popolari-insularita-amenita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2017 13:46:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indipendentismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi in Spagna è la giornata dell’orgoglio nazionale. Non è un caso che coincida con la data dell’arrivo di Cristóbal Colón a Guanahani. Il Cristoforo Colombo italiano in Spagna è spagnolo. Secondo alcuni, più precisamente catalano. Si dice anche di una possibile origine ebraica (cosa ben vista, notoriamente, nella Spagna della Reconquista). Oggi verrà celebrato...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2017/10/12/centralismi-anti-popolari-insularita-amenita/">Centralismi anti-popolari, insularità e altre amenità</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Centralismi anti-popolari, insularità e altre amenità' data-link='https://sardegnamondo.eu/2017/10/12/centralismi-anti-popolari-insularita-amenita/' data-app-id-name='category_above_content'></div><p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-medium" src="https://www.auques.cat/illustracions/segadors/seg10.JPG" width="510" height="510" /></p>
<p>Oggi in Spagna è <a href="https://politica.elpais.com/politica/2017/10/12/actualidad/1507795724_681641.html" target="_blank"  rel="nofollow" >la giornata dell’orgoglio nazionale</a>. Non è un caso che coincida con la data dell’arrivo di Cristóbal Colón a Guanahani. <span id="more-2717"></span></p>
<p>Il Cristoforo Colombo italiano in Spagna è spagnolo. Secondo alcuni, più precisamente catalano. Si dice anche di una possibile origine ebraica (cosa ben vista, notoriamente, nella Spagna della Reconquista).</p>
<p>Oggi verrà celebrato in modo particolarmente vivo, in termini nazionalisti, proprio contro le velleità indipendentiste catalane.</p>
<p>Paradossale, no? Sono le contraddizioni della storia, come al solito.</p>
<p>Non sono gli unici paradossi di questo movimentato periodo.</p>
<p>Oggi leggo <a href="https://www.internazionale.it/opinione/bernard-guetta/2017/10/12/marine-le-pen-europeista" target="_blank"  rel="nofollow" >un articolo di Bernard Guetta</a> a proposito della “misteriosa” conversione europeista di Marine Le Pen.</p>
<p>Posso dichiarare solennemente che non c’è alcun mistero. E, dato che scripta manent, posso anche richiamare a mio sostegno <a href="https://sardegnamondo.eu/2017/07/31/autodeterminazione-e-universalismo-dialettica-vitale/">qualcosa che ho scritto</a> alcune settimane fa, a proposito della falsa opposizione tra sovranismi xenofobi e tecnocrazia europea.</p>
<p>Vengono a galla le magagne di un’architettura politica europea che, dopo la caduta del Muro di Berlino, si è trasformata rapidamente (quasi fosse già in programma) in un portentoso processo reazionario.</p>
<p>Dato che l’architettura scricchiola, è normale che emergano i veri rapporti di forza e le reali contrapposizioni politiche.</p>
<p>Ai commentatori di sinistra, ostili all’autodeterminazione catalana (e all’autodeterminazione in generale), chiederei come secondo loro si collochi il Front National su questa faccenda. Così, giusto per avere un termine di riferimento.</p>
<p>Non per altro, a volte la sostanza di un fenomeno politico si capisce meglio guardando a come si dispongono – tra pro e contro – i vari soggetti in campo.</p>
<p>È notevole che il Procés catalano in Italia e in Europa sia stato largamente ignorato per anni, e fino a pochi giorni fa, sia dai mass media mainstream sia dall’intellettualità organica all’organizzazione del sapere (e del potere) dominante.</p>
<p>Oggi sono tutti esperti catalanisti, sciorinano dottrina e giurisprudenza costituzionale spagnola, <a href="http://www.corriere.it/sette/17_ottobre_12/catalogna-indipendentismo-europa-unione-europea-0d0139b8-ad0f-11e7-a5d5-6f9da1d87929.shtml" target="_blank"  rel="nofollow" >alzano il ditino per ammonirti</a> sul grave pericolo che corre l’Europa.</p>
<p>È ovvio che non ne sanno niente. E non gliene importa un fico secco. Si tratta solo di bassa propaganda, di pura manipolazione.</p>
<p>Che agisce costantemente e a tutti i livelli, con un andamento accelerato, ora che i nervi scoperti dell’Europa si mostrano in tutta la loro fragilità.</p>
<p>In Sardegna, dove non manca la faccia di bronzo, l’espediente dell’anno è la baggianata dell’<a href="http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/10/11/insularit_anche_in_sardegna_febbre_da_referendum-68-653896.html" target="_blank"  rel="nofollow" >insularità</a>.</p>
<p>Quei bei tomi dei Riformatori (partitucolo isolano legato ad ambienti notabilari e alla destra padronale italiana) ne hanno tirato fuori una bella arma di distrazione di massa.</p>
<p>Vogliono che lo Stato italiano inserisca nella propria costituzione nientepopodimeno che il riconoscimento dell’insularità della Sardegna.</p>
<p>Su questo sono pronti a chiamare il popolo alla pugna, con un bel referendum pure loro. Proprio come i Catalani! Uguale uguale.</p>
<p>Naturalmente, è arrivato subito il consenso di PD, Forza Italia e vassalli vari. Compreso qualche intellettuale organico in servizio permanente effettivo.</p>
<p>La stessa cricca che, a livello statale, sta cucinando la nuova legge elettorale trappola, ovviamente antidemocratica e sostanzialmente anticostituzionale.</p>
<p>Da notare, per inciso, che questi qui sono gli stessi che gridano all&#8217;illegalità del  referendum catalano del primo ottobre.</p>
<p>Ora, sulla drammatica scoperta che la Sardegna è un&#8217;isola ho avuto modo di scrivere <a href="https://sardegnamondo.eu/2016/02/05/insularita-chi-lavrebbe-mai-detto/">qualcosa</a> in passato. E confermo tutto.</p>
<p>In questo frangente mi sembra importante sottolineare la natura di diversivo di questa trovata.</p>
<p>Che in Sardegna l’aspirazione all’autodeterminazione sia forte ormai è attestato. Che stia crescendo è più una sensazione diffusa che un timore infondato.</p>
<p>È lo stesso timore che conduce a stigmatizzare con avventurosi paralogismi il Procés catalano.</p>
<p>Le solite argomentazioni ridicole: le piccole patrie, l’isolazionismo, l’egoismo (sia dei ricchi sia dei poveri, ovviamente), la chiusura mentale (infatti i Catalani sono famosi per la loro chiusura mentale), e via farneticando.</p>
<p>Naturalmente, essendo stupidate ma sostenute da chi detiene il controllo dei mass media e dell’organizzazione del sapere, sono stupidate di successo.</p>
<p>Non so quantificarlo, a dire il vero, e nemmeno valutarne la portata. Hanno un peso, sia chiaro. Anche perché si inseriscono nel diffuso processo di depoliticizzazione della cittadinanza europea.</p>
<p>A votare ci va sempre meno gente e alla politica partecipano solo selezionati arrivisti, spesso ignoranti e malintenzionati, ma smaliziati a sufficienza per barcamenarsi nel mondo dei comitati d’affari che dominano la scena.</p>
<p>Quando viene fuori che non tutti sono così distanti dalla politica e che c’è ancora gente che si mobilita democraticamente per qualche obiettivo collettivo, il panico si diffonde nell’establishment del Vecchio continente.</p>
<p>E si corre ai ripari.</p>
<p>In Catalogna si minacciano (e si realizzano) repressioni violente della democrazia reale. In Sardegna basta (basta?) inventarsi un diversivo efficace o schifare le persone a tal punto da convincerle a non occuparsi della politica, mentre la politica si occupa di loro.</p>
<p>I fascisti intanto imperversano un po’ ovunque, ormai indisturbati e largamente legittimati dalle istituzioni locali e dai partiti maggiori, PD in testa (che al solito pensano di servirsene impunemente).</p>
<p>Ma purtroppo non è un fenomeno solo italiano.</p>
<p>Così siamo messi.</p>
<p>E volete ancora venirmi a dire che la minaccia per l’Europa è la Catalogna?</p>
<p>La minaccia per l’Europa sono gli stati-nazione ottocenteschi. Quelli, per capirci, che si sono resi responsabili del colonialismo, del fascismo, delle guerre mondiali.</p>
<p>Uno strumento in mano alle classi dominanti. Lo &#8220;stato borghese&#8221; si diceva un tempo. Ecco, quel marchingegno lì.</p>
<p>Chiunque lo metta in discussione da un punto di partenza democratico e socialmente emancipativo non fa altro che cercare un&#8217;alternativa più giusta, più sana, più vitale a questo schifo.</p>
<p>E per i &#8220;padroni delle ferriere&#8221; è un nemico. Un nemico di classe, potremmo dire serenamente.</p>
<p>Le etichette di comodo si staccano facilmente, se si osservano i fenomeni in corso con l&#8217;ottica storica materialista (non dogmatica, sia chiaro), secondo il loro andamento concreto, secondo le forze reali che li animano, secondo gli obiettivi veri (non quelli dichiarati) dei vari soggetti in gioco.</p>
<p>Chi difende gli stati-nazione così come sono (che siano i nazionalismi xenofobi o gli establishment “nazionali” ed europei è lo stesso) sta dalla parte della reazione e della cleptocrazia arrogante e rapace che ci sta ammazzando.</p>
<p>Così stanno le cose. A noi la scelta.</p>
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