In Sardegna l’anno della fine del mondo si annuncia – al solito – in modi paradossali. Un presidente della regione rinviato a giudizio (solo?) per abuso d’ufficio resta saldo al suo posto, mentre qualcuno dei nostri valenti capitani d’industria pensa bene di licenziare tre giornalisti (tra l’altro di quelli bravi). (A questi ultimi va tutta la mia solidarietà.)
Le bufere sono solo quelle di vento, da queste parti. Mai che una bella maestralata politica faccia piazza pulita come succede con le nuvole sui nostri cieli meravigliosi. Del resto, in un posto che è così poco italiano da non aver nemmeno partecipato al fenomeno Mani Pulite, vent’anni fa, dove i nodi al pettine sono gli stessi da centocinquanta anni e i modi scelti per scioglierli di solito finiscono per aggrovigliarli, cosa ci si può aspettare di diverso?
Così, non mi rimane per ora che fare a tutti gli auguri più sinceri per un 2012 se non altro interessante e promettere un’attenzione sempre desta su quel che ci riguarda.
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