Rilevo un episodio assolutamente secondario, nel marasma della cronaca quotidiana, ma che per noi può avere qualche significato più profondo.
Nell’ambito del bailamme celebrativo su Bettino Craxi, ha avuto largo spazio la di lui figlia devotissima, Stefania. Costei, pontificando ispirata come la sacerdotessa di un culto finalmente ammesso, tra le altre amenità pare abbia proferito la sentenza che segue: Craxi e Garibaldi sono due grandi italiani purtroppo sepolti fuori dall’Italia.
Ora, per chi non lo sapesse, Craxi è stato sepolto dieci anni fa ad Hammamet, suo luogo di latitanza. Garibaldi, invece, ha la sua ultima dimora sull’isola di Caprera (provincia di Olbia-Tempio). Sui giornali (io l’ho letto sul Fatto Quotidiano) tale dichiarazione viene presentata come una gaffe (nei confronti di chi? boh…).
Ma a me, più che una gaffe, sembra l’ammissione spontanea, ingenuamente espressa, di una percezione assai diffusa in Italia. La Sardegna, sia per evidenti ragioni geografiche, sia per altre di natura culturale, è difficile, ancora oggi, da assimilare all’Italia.
In proposito, per concludere, ammetto che, se fossi costretto a scegliere tra i due personaggi, tutto sommato preferirei comunque che dalle nostre parti ci fosse la tomba del trafficante di schiavi, poligamo, massone, e un po’ guerrafondaio di Nizza, che quella del ladrone lombardo. Il primo mi ispira più simpatia umana.