C’è qualcosa di tremendamente simbolico in un incontro internazionale tra i governanti di Spagna e Italia in Sardegna.
Se poi uno dei frutti principali della simpatica rimpatriata (a parte le scemenze vagamente paranoidi del nostro conterraneo d’adozione) è la totale esclusione della Sardegna dalle cosiddette “autostrade del mare”, il simbolismo acquisisce tratti deprimenti.
E’ come se la Sardegna fosse scomparsa dalle cartine geografiche, o addirittura fosse scomparsa e basta, volatilizzata come se non fosse mai esistita. Eppure quei due lì ci hanno messo sopra i loro augusti piedi. Non possono non sapere che al centro del Mediterraneo occidentale c’è questo bel pezzo di isola.
Comunque, più della cosa in sé (pure grave, da un punto di vista economico, e non solo), fa specie la figura veramente patetica dei nostri rappresentanti, presidente della regione in testa, che se ne sono stati lì a sorridere e a rivendicare come titoli di merito sudditanze passate e presenti, contenti come bimbi al luna park solo per il fatto (effettivamente sorprendente) di essere stati invitati. A casa loro. E senza trovare una parola da dire sul tema fondamentale dell’incontro.
Se non è deprimente tutto questo…
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