Dice che i sardi non sono andati a votare per le europee a causa della disaffezione alla politica, del menefreghismo imperante e della delusione per le promesse non mantenute da Berlusconi.
Sarà, ma secondo me la notizia vera è che il 40% degli elettori sardi si è preso la briga di esprimere un voto per il parlamento di Strasburgo, pur nell’assoluta certezza di non poter eleggere alcun rappresentante. Questo fatto sì che mi riempie di stupore.
Degli altri (il 60% degli elettori, l’80% della popolazione), che dire? Che i sardi comincino a fare due conti e traggano la conclusione che la messinscena di cui sono comparse non è poi tanto divertente né fruttuosa può essere l’inizio di una presa di coscienza collettiva mai troppo precoce. Che l’apparato mediatico mainstream condisca tale fatto evidente con le solite scemenze trite e ritrite non è che un altro sintomo del fenomeno.
Tutto sta ad essere pronti quando il sistema di finzione ideologica, che fin qui ha imposto le sue regole, verrà meno. In questo senso auspicherei che tutti i sardi di buona volontà, dotati di “scienza e coscienza”, si diano da fare per creare le condizioni più pacifiche, condivise e costruttive per avviare il trapasso verso una sovranità finalmente dispiegata senza troppi pasticci o sofferenze evitabili.
Purtroppo, noto che invece la classe dirigente (chiamiamola così per comodità) isolana tutto fa, tranne che assumersi la responsabilità di governare i processi in corso. Anzi, se possibile, risulta più passiva o collusa che mai (e ce ne vuole!).
Speriamo bene…
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