Chi decide per noi e perchè?

In cosa consista l’accordo tra stato italiano e stato francese sul nucleare, in buona parte (quella più sostanziosa e concreta) non lo sapremo che a cose fatte.

Però qualcosa è già dato sapere, o almeno capire.

Non si tratta di nulla di edificante. E non ha a che fare con vantaggi collettivi per i cittadini o per l’ambiente. Questo – per chi non sia soggiogato dall’egemonia oppure suo complice – appare di un’evidenza solare.

In realtà, un programma nucleare basato sull’uranio ha un unico scopo plausibile: quello militare. Se si trattasse di costruire centrali per la produzione energetica basterebbe (si fa per dire) utilizzare il torio. Che però ha il grave difetto di non poter essere usato per fabbricare ordigni bellici. Infatti le centrali nucleari esistono ormai solo laddove i governi abbiano anche un programma atomico militare (che è ciò che persegue – legittimamente, dal proprio punto di vista – anche l’Iran, per esempio). E sono centrali all’uranio. Come quelle francesi.

Dall’operazione nucleare i cittadini italiani non trarranno alcun vantaggio, ma se ne accolleranno ovviamente i rischi e i costi. Che Berlusconi si dica fiducioso di convincere i suoi sudditi… pardon, i suoi concittadini, della bontà di questa porcheria, non ci deve meravigliare. Conosce i suoi polli e sa come spennarli col loro stesso consenso.

Viva preoccupazione queste notizie dovrebbero provocare dalle nostre parti.  Se contano poco i cittadini italiani, la porzione dei medesimi di nazionalità sarda conta ancor meno.  Supponendo, senza darlo per scontato, che le forze politiche italiane in Sardegna decidano di opporsi al probabile asservimento atomico della nostra terra. Opposizione non ancora pervenuta, al momento, se non in termini blandi e ambigui.

La sciagura di non essere un ordinamento giuridico sovrano si manifesta in termini macroscopici specialmente in queste forme di soggezione a interessi altrui. Come del resto servitù militari e parassitismi vari ci insegnano da anni.

Estote Parati!

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Omar Onnis

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