Ennesima disgrazia in Sardegna. Giove Pluvio imperversa e ci scappano morte e devastazione. Non è la prima volta.

Ma parlare di fatalità è del tutto improprio. Ciò che si verifica in questi casi estremi è semplicemente la conseguenza diretta di scelte amministrative e individuali. Di azioni e/o omissioni umane troppo umane. Amministratori spesso collusi o direttamente interessati a questo o quell’affare rilasciano a cuor leggero  concessioni irregolari, se non nella forma almeno nel merito. E cittadini che, se c’è da farsi la casa nuova oppure avere qualche giornata in più di lavoro, non necessariamente regolare, accettano condizioni di vita  precarie o quanto meno discutibili.

Il tutto va a braccetto e si integra perfettamente con un altro atteggiamento tipico di amministratori e amministrati. L’atteggiamento di chi baratta serenamente i propri diritti alla salute, alla integrità ambientale, alla libera fruizione del proprio territorio con qualche concessione monetaria e qualche posto di lavoro subordinato e nient’affatto garantito. Il che avviene regolarmente nelle zone interessate dai poligoni e dalle basi militari. Guai a lasciare fuori una comunità (o meglio, i suoi amministratori) dalla spartizione dei “vantaggi” derivanti da una servitù militare! Servi sì, ma non sciocchi, sembra essere l’ammiccante messaggio sotteso alle scelte di molti sindaci.

Tutto ciò è il sintomo di una sindrome preoccupante. La sindrome che spinge a ridurre la propria soggettività economica e politica a quella di mendicante, o di minus habens incapace di agire. L’horror vacui di chi non saprebbe come affrontare la responsabilità di gestirsi da sé, di prendersi cura delle proprie cose, delle proprie risorse materiali e immateriali e magari farle fruttare a vantaggio di tutti o di molti, sia oggi che nel futuro. Bassi istinti dalla vista cortissima e subalternità culturale si condensano in una patologia colettiva che ha  effetti solo ed esclusivamente negativi. Una continua deprivazione di senso e di vita concreta.

L’alluvione che distrugge cose e persone nasce dalla stessa mancanza di cura che fa preferire un tasso di malattie tumorali molto più alto della media e la sottrazione della propria terra, alla possibilità di assumersi in prima persona la responsabilità della propria esistenza.

Nessuna rivendicazione di autodeterminazione avrà senso finché non saremo capaci di comprendere l’assurdità di tanta debolezza spirituale. La lamentata debolezza materiale ne è solo una conseguenza.

Condividi
Omar Onnis

Post Recenti

Comparazione tra Südtirol e Sardegna

Südtirol, circa 1/3 della superficie e della popolazione della Sardegna Rispondo qui, con più agio…

3 settimane fa

I prevedibilissimi imprevisti della storia che non siamo preparati ad affrontare

Estate calda, in molti sensi. Oltre alle temperature, in Sardegna si accende un certo dibattito…

3 settimane fa

La guerra è iniziata ma non è quella che pensi

Crisi a Ceuta, avamposto coloniale spagnolo in Marocco. Esercitazioni militari estive in Sardegna. La terza…

4 settimane fa

Italiansplaining e mentalità autocolonizzata, zavorra storica insostenibile

Se non arrivasse a cadenza regolare una voce italiana a spiegarci cos'è la Sardegna, quali…

1 mese fa

Da una recente scoperta, nuova luce sul disastro ambientale sardo di fine Ottocento

Una fortuita scoperta, nei pressi della località Buchiarta e della Codula di Ilune (Dorgali), rivela…

2 mesi fa

La difficoltà di vedere la Sardegna dall’Italia

L'ultimo numero della collana The Passenger della casa editrice Iperborea è dedicato alla Sardegna. Uno…

2 mesi fa