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	<title>PNRR Archivi - SardegnaMondo</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
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		<title>Riassuntone di due anni difficili e una sbirciata sul futuro. Seconda parte: la deriva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Dec 2021 14:17:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A due anni dall&#8217;inizio della pandemia, con tutte le altre questioni aperte, c&#8217;è da chiedersi a cosa diavolo abbiano pensato fin qui le classi dirigenti mondiali e in particolare quella italica. Mi pare chiaro, a questo punto, che la classe dominante italiana non stia pensando a risolvere la pandemia salvaguardando la maggior parte possibile di...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2021/12/29/riassuntone-di-due-anni-difficili-e-una-sbirciata-sul-futuro-seconda-parte-la-deriva/">Riassuntone di due anni difficili e una sbirciata sul futuro. Seconda parte: la deriva</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Riassuntone di due anni difficili e una sbirciata sul futuro. Seconda parte: la deriva' data-link='https://sardegnamondo.eu/2021/12/29/riassuntone-di-due-anni-difficili-e-una-sbirciata-sul-futuro-seconda-parte-la-deriva/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.bassairpinia.it/wp-content/uploads/2019/07/AAEQjVf.jpg" alt="https://www.bassairpinia.it/wp-content/uploads/2019/07/AAEQjVf.jpg" width="578" height="385"/></figure></div>



<h4 class="wp-block-heading">A due anni dall&#8217;inizio della pandemia, con tutte le altre questioni aperte, c&#8217;è da chiedersi a cosa diavolo abbiano pensato fin qui le classi dirigenti mondiali e in particolare quella italica.</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Mi pare chiaro, a questo punto, che la classe dominante italiana non stia pensando a risolvere la pandemia salvaguardando la maggior parte possibile di vite umane o la sfera dei diritti e la qualità della vita della popolazione. La pandemia è un fattore contingente da gestire a proprio vantaggio, scaricandone effetti negativi e responsabilità verso il basso. Chi guida il Paese prevede che, con quattro balle in croce e un nuovo capro espiatorio da additare alla pubblica opinione, potrà guadagnare altro tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra <a href="https://www.wumingfoundation.com/giap/2021/11/strange-days-no-green-pass-trieste-3/#comment-47298">sempre più difficile riuscirci a buon mercato</a>, va detto. Le contraddizioni sono troppe, a questo punto, e troppo palesi, e l&#8217;aumento dei contagi di queste settimane sta facendo crollare le principali mitologie imposte dal sistema politico/mediatico/padronale. Ora dovranno rimangiarsi un po&#8217; di cose e far finta di niente su altre. Magari all&#8217;occorrenza verrà fatta cadere qualche testa (come a suo tempo per il mega-commissario all&#8217;emergenza Arcuri, di cui il generalissimo Figliuolo è stato comunque un <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/12/27/caos-nelle-farmacie-per-il-tampone-la-risposta-di-figliuolo-gli-italiani-fanno-la-fila-per-il-capo-griffato-nel-black-friday-portino-pazienza/6438349/?fbclid=IwAR1WX_eDFhWPX-UyMs3xDveTs6861_tayXgvsMhFa1BWCsuNhWp3St_58YQ">degno successore</a>). E intanto sperare di riuscire ad occuparsi indisturbati di ciò sta davvero loro a cuore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione su cui si sta giocando la partita principale è la trasformazione &#8211; almeno di fatto, se non di diritto &#8211; di quel che resta della repubblica italiana in un&#8217;oligarchia piuttosto chiusa, che esprima, al riparo dalle oscillazioni del consenso elettorale, un governo di natura autoritaria sotto false sembianze. Una sorta di fascismo senza camice nere e olio di ricino. Per ora. Non è detto che prima o poi non risultino di nuovo utili anche loro.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Suona pazzesco? Solo se si rinuncia a guardare in faccia le cose. Vi risulta che, nonostante i grandi proclami e gli annunci roboanti seguiti all&#8217;assalto squadrista alla sede della CGIL romana, Forza Nuova e Casa£ siano state sciolte? <br />O vogliamo parlare della serenità con cui i vertici del PD, dando seguito a un andazzo consueto del loro partito a livello locale, simpatizzano con i neo-fasci di Giorgia Meloni, senza alcun imbarazzo e nemmeno la minima necessità di dare spiegazioni? <br /></p>



<p class="wp-block-paragraph">E, in uno scenario del genere, dovremmo meravigliarci che Berlusconi si candidi a presidente della repubblica (minuscole volute)? Perché non dovrebbe, in fondo? C&#8217;è della coerenza, in tutto questo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vero problema per questa gente &#8211; ognuno/a per la parte in commedia che gli o le è assegnata &#8211; è contribuire ad azzerare la democrazia senza darlo a vedere, anzi convincendo un congruo numero di persone, e possibilmente la maggioranza, che è per il loro bene e anzi che tutto avviene col loro stesso consenso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mantenimento e l&#8217;incremento del dominio politico non rappresentano un&#8217;ambizione fine a se stessa. La base di tutto questo &#8220;gioco del trono&#8221;, come sempre, è molto, molto materiale. Ci sono in ballo prima di tutto i miliardi di euro del PNRR, su cui robusti appetiti hanno messo gli occhi. L&#8217;intenzione, abbastanza evidente, è di fare in modo di incanalare le decine di miliardi di euro stanziati dall&#8217;UE (ossia, soldi di tuttə) verso una destinazione che non modifichi gli attuali rapporti di forza sociale ed economica e anzi li garantisca. I ricchi non devono perderci nulla e, se possibile, guadagnarci, come è avvenuto in questi due anni magici (per loro) di pandemia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;andazzo complessivo ha però una natura più strategica e a lungo termine di così. La pandemia è solo un episodio della drammatica transizione storica in cui siamo coinvolti. I diversivi e i capri espiatori servono, a vario livello, per deviare l&#8217;attenzione del volgo dalla cruda realtà delle diseguaglianze e del disastro ambientale, in modo da poter lucrare anche dalla crisi sistemica in corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Del resto, l&#8217;erosione di tutta la sfera pubblica, specie laddove costituisca la concreta risposta a diritti civili e bisogni diffusi, è una costante dell&#8217;ultimo trentennio. Benché i suoi effetti si stiano palesando oggi in tutta la loro drammaticità, i governi e i grandi gruppi privati a cui rispondono non hanno alcuna intenzione di cambiare rotta. Anzi, la pandemia fornisce un&#8217;ottima occasione per abituare la cittadinanza a rinunce e a forme di limitazione dei diritti e delle libertà fondamentali che altrimenti avrebbe ingoiato molto più a malincuore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il governo italiano avesse avuto interesse nel benessere della popolazione e nella salvaguardia di diritti e garanzie democratiche, avrebbe indirizzato i suoi sforzi al rafforzamento dei presidi sanitari pubblici, ai servizi sociali, al risanamento ambientale, a scuola, università e cultura, a una vera transizione energetica. E avrebbe messo in agenda, come priorità, la salvaguardia di livelli di vita dignitosi per le masse impoverite, l&#8217;attenuazione degli effetti dell&#8217;inflazione e del caro vita sui ceti deboli e indeboliti, la drastica riduzione della precarietà del lavoro, una risposta decisa alle conseguenze sociali e relazionali della pandemia. Invece si concentra &#8211; e con la legge di bilancio in approvazione diventa palese &#8211; sulle solite mega opere inutili e dannose (ma lucrose per pochi), sul mal dissimulato rilancio delle fonti fossili e del nucleare, sul finanziamento diretto o indiretto di corporazioni influenti, su <a href="https://www.lavoce.info/archives/91866/limpatto-sullequita-distributiva-della-revisione-irpef-e-del-superbonus/">nuovi sgravi fiscali per i ricchi</a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La visione è sempre quella neo-liberista, sia pure riformulata in termini apparentemente più interventisti (ma non è che con Thatcher o Reagan lo Stato non avesse un ruolo negli orientamenti economici di fondo): non far pagare i ricchi e mettere a profitto, in termini di puro lucro, ogni aspetto possibile della vita umana. Siamo sempre lì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è nemmeno una deriva tutta italiana. Fosse così, ci sarebbero forse vie di fuga, possibilità di opposizione efficace. Invece è una consistente inerzia storica che si sta muovendo verso un aggravarsi della crisi globale e verso esiti drammatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pensiero magico che ha sorretto la globalizzazione neoliberista e l&#8217;arricchimento smisurato di un&#8217;esigua minoranza di esseri umani ai danni di tutti gli altri è ormai entrato in crisi. Il potente dispositivo ideologico che ha consolidato il divario di classe, non solo tra paesi ricchi e paesi poveri, ma anche all&#8217;interno delle aree economicamente avvantaggiate del pianeta, mostra tutta la sua inadeguatezza di fronte a una realtà troppo critica e troppo conflittuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pandemia, se fin qui è stata un fattore favorevole all&#8217;erosione della democrazia rappresentativa (sempre meno utile al capitale globalizzato) e all&#8217;ulteriore consolidamento del capitalismo finanziario, &#8220;estrattivo&#8221; e delle piattaforme, potrebbe trasformarsi presto in un detonatore di lotte sociali e politiche. A questo le classi dominanti si stanno preparando. Il resto dell&#8217;umanità un po&#8217; meno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono stati segnali di insofferenza, è vero. Le mobilitazioni del 2011, per esempio. Per lo più finite male, ma non del tutto sterilizzate. I populismi, soprattutto di destra ma anche di sinistra, hanno provvisoriamente tenuto a bada il conflitto latente, incanalandolo su binari morti. Ma anche i populismi sembrano arrivati al capolinea. In Cile le masse popolari non hanno nemmeno aspettato l&#8217;esplodere della pandemia, per scatenare un sommovimento i cui esiti, oggi, sono l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_generali_in_Cile_del_2021">elezione</a> di un presidente giovane, socialista, femminista, anti-razzista e anti-colonialista come Gabriel Boric. Non è un fatto di poco conto. Bisognerà vedere se rappresenta una nuova tendenza più o meno generalizzata o solo un episodio circoscritto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contesto mondiale non è rassicurante. I giochi di guerra &#8211; per ora fredda &#8211; tra USA e Cina e tra USA e Russia (vedi dossier ucraino) al momento non sembrano il preludio a uno scontro epocale a livello planetario, ma infrangono l&#8217;illusione, anch&#8217;essa di matrice neo-liberista, sulla &#8220;fine della storia&#8221;. La stessa Unione Europea &#8211; entità tecnocratica e anti-popolare &#8211; risulta sempre meno in linea con la forte pressione storica di questo periodo; non si sa se e fino a quando potrà reggere ancora senza implodere o (esito meno probabile, ma su cui varrebbe la pena lavorare) senza riformarsi radicalmente in termini confederali e democratici. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non che i singoli stati se la passino meglio. Non è solo il pastrocchio italiano a mostrare segnali di sbandamento e di possibile riassetto autoritario, ma è tutto un corso degli eventi a livello complessivo che suggerisce una deriva tutt&#8217;altro che rassicurante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che fare, in tali circostanze? Far finta di niente? Cullarsi sulle baggianate rassicuranti del consumismo compulsivo (per chi può permetterselo) o nelle deresponsabilizzanti fantasie di complotto? Isolarsi e barricarsi in casa, magari armati? Affidarsi a qualche dio o a altre entità tra il trascendente e il mitologico? O arrendersi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dogmatismi servono a poco, a parte rassicurare chi vi si affida. Vale anche per le ideologia anti-capitaliste scaturite dal XIX secolo e sconfitte nel XX. Tuttavia, applicare in modo ragionevole la lezione del materialismo storico sarebbe probabilmente utile, a patto di non tradirne le premesse. Ossia che per capire e possibilmente modificare la realtà non bisogna partire dai modelli astratti e farne discendere prescrizioni normative, ma partire appunto dalla realtà e su di essa calibrare l&#8217;esperimento di nuove forme di convivenza, di produzione, di scambio. Tenendo conto che il nostro pianeta, l&#8217;unico a nostra disposizione, è ormai molto più antropizzato e molto più usurato di un secolo fa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per come la vedo io, una delle possibili risposte &#8211; non la più facile, ma forse la sola che può funzionare &#8211; è ostinarsi a costruire relazioni (tra persone, tra comunità, tra popoli) su basi più sane e pacifiche, alimentare la solidarietà e la cooperazione, coltivare il buono e il bello di cui siamo capaci, sconfiggendo sul campo, nelle pratiche, l&#8217;ideologia della competizione e dell&#8217;egoismo ossessivo. Al contempo, non rinunciare alla comprensione, al libero esercizio della ragione e dell&#8217;empatia, fuori da ogni strettoia scientista ma anche a debita distanza da qualsiasi forma di superstizione metafisica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se i ricchi e i potenti (che esistono, non sono entità astratte o di fantasia) ci vogliono deboli, disunitə, ignoranti, impauritə, facciamo in modo di deluderli. Se l&#8217;egemonia culturale e politica spinge verso forme di dispotismo (finto)illuminato, verso la fascinazione dell&#8217;uomo solo al comando, facciamo in modo di non cadere nelle sue trappole e al contempo di smascherarne le menzogne e i dispositivi di consenso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A un futuro prossimo di autoritarismo, classismo conclamato, neo-colonialismo e ulteriore devastazione degli ecosistemi ci si può e ci si deve opporre. A patto di essere coscienti di quel che succede e di mettere insieme le forze. Dal livello locale a quello internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">[continua]</span></strong></p>
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