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	<title>Andrea Pau Melis Archivi - SardegnaMondo</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
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		<title>Fiume Europa, un libro necessario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2019 15:13:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ero molto curioso di leggere Fiume Europa, romanzo scritto in combutta da Andrea Atzori e Andrea Pau Melis. Sapevo che si trattava di un romanzo distopico e che, uscendo per Einaudi Ragazzi, doveva avere come destinatario principale gli adolescenti. Sapevo anche che si trattava di un tentativo di trasformare i fatti e le parole d&#8217;ordine...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Fiume Europa, un libro necessario' data-link='https://sardegnamondo.eu/2019/08/20/fiume-europa-un-libro-necessario/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.edizioniel.com/wp-content/uploads/2019/06/Fiume-Europa-Atzori-e-Pau-Einaudi-Ragazzi-9788866565369.jpg" alt="https://www.edizioniel.com/wp-content/uploads/2019/06/Fiume-Europa-Atzori-e-Pau-Einaudi-Ragazzi-9788866565369.jpg" width="398" height="546"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ero molto curioso di leggere <em><a href="https://www.edizioniel.com/prodotto/fiume-europa-9788866565369/" target="_blank"  rel="nofollow" >Fiume Europa</a></em>, romanzo scritto in combutta da Andrea Atzori e Andrea Pau Melis.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sapevo che si trattava di un romanzo distopico e che, uscendo per Einaudi Ragazzi, doveva avere come destinatario principale gli adolescenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sapevo anche che si trattava di un tentativo di trasformare i fatti e le parole d&#8217;ordine della politica europea contemporanea in materiale narrativo, con un punto di vista non neutrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sapevo invece come i due autori &#8211; stimati professionisti della narrazione ad ampio spettro &#8211; fossero riusciti ad assemblare tale materiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nutrivo, lo ammetto, un pregiudizio positivo, per varie ragioni, ma mi sembrava arduo scrivere qualcosa di originale e di efficace sull&#8217;Europa e le sue derive politiche, per di più rendendolo adatto a un pubblico giovanile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dico subito che l&#8217;operazione si è rivelata sì coraggiosa, ma anche riuscita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fiume Europa</em> è un bel romanzo d&#8217;avventura, direi classico, per molti versi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Classico come romanzo di avventura e anche come romanzo distopico (di questi tempi i due generi sono spesso associati).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cinque ragazzi e un cane devono fuggire dal loro collegio sulle rive del <a href="https://www.openstreetmap.org/#map=12/47.7084/9.0917" target="_blank"  rel="nofollow" >Lago di Costanza</a>, loro rifugio da quando l&#8217;Europa era andata in pezzi, divisa da muri e frontiere, abbandonata da una parte considerevole della sua popolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">O almeno, della popolazione sopravvissuta alla vera e propria guerra (anche &#8220;civile&#8221;), che si intuisce e si vive nei pensieri e nei ricordi dei cinque adolescenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;Europa dilaniata dal conflitto tra nazionalismi xenofobi, che sembrerebbero aver infettato del tutto le classi dirigenti dei vari stati e la stessa nomenklatura dell&#8217;Unione Europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uniche forme di resistenza, si ricava da qualche flashback, i tentativi di alcune popolazioni di rendersi indipendenti dalla deriva autoritaria e razzista in corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Popolazioni che coincidono con alcune delle cosiddette nazioni senza stato europee: Catalogna, Corsica, Bretagna. Non se ne elencano altre, ma si intuisce che ve ne siano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le &#8220;Repubbliche degli Stracci&#8221;, venivano definite, sprezzantemente, dai commentatori e dai politici europei, sia a nome dei vecchi stati-nazione sia dell&#8217;establishment dell&#8217;Unione Europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I retroscena politici e sociali, la propaganda e il ruolo dei mass media, i fatti salienti di questa deriva sono giusto abbozzati e fatti intuire, più che raccontati, attraverso ciò che ne rammentano e ne hanno capito i protagonisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una trovata narrativamente efficace, che scongiura il rischio di didascalismo &#8211; sempre presente in questo genere di racconto &#8211; e al contempo genera empatia con i personaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non riassumo la trama, che comprende navigazione fluviale, elementi di meteorologia, nozioni ingegneristiche, conflitti interiori, traumi da superare, regole di convivenza da mettere alla prova, libri letti e ritrovati, amicizia, amore, violenza, paura, speranza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Né mi soffermo sui singoli protagonisti per non togliere nulla al gusto della lettura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La narrazione, articolata in parti che combaciano ciascuna col punto di vista di un protagonista, risulta, anche in virtù di questa scelta, sempre coinvolgente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiaramente non rivelo il finale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il finale rischia sempre di essere un punto debole dei plot, anche di quelli ben congegnati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso, invece, grazie all&#8217;abilità degli autori, risulta coerente ed emotivamente forte, senza indulgere in tentativi di colpo di scena forzati e &#8220;di maniera&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel che rimane dopo la lettura di questo libro, tuttavia, non è solo il gusto di una bella avventura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono, lì dentro, tante cose davvero belle. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per esempio la consapevolezza che per cavarcela abbiamo bisogno di sapere le cose. Abbiamo bisogno di cultura, di conoscenze diverse, di studio e anche di abilità pratiche eterogenee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per esempio il suggerimento che l&#8217;intelligenza collettiva e la collaborazione possono tirarti fuori dai pasticci molto più della competizione e dell&#8217;egoismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E già così siamo con entrambi i piedi ben piantati su un terreno *politico*. Almeno, in senso ampio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma di politico, in questo libro, c&#8217;è soprattutto la lucida presa di posizione dei due autori. Non goffamente dichiarata, ma affidata allo sviluppo della storia, come si conviene ad ogni narrazione efficace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È qui che questo romanzo diventa un&#8217;operazione estremamente coraggiosa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per due motivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo risiede già nel semplice fatto di aver voluto prendere una posizione politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diciamo che, in generale, specie nell&#8217;ambito culturale italiano e sardo, letteratura, arte, musica, spettacolo se possono si tengono al riparo da una partecipazione esplicita al dibattito pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">O vi partecipano in modo generico, seguendo un po&#8217; il sentire comune, magari non maggioritario, ma condiviso da una vasta platea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sia mai che si pesti il piede sbagliato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">O si suscitino domande pericolose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Sardegna, poi, si può discutere di tutto, tranne che delle questioni profonde e strutturali che ci riguardano direttamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due Andrea, in questo caso, non si fanno alcuno scrupolo a trasferire nel racconto la propria visione ideale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Visione ideale a cui non è estraneo il fatto di essere sardi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Preciso, onde evitare fraintendimenti, che nel libro la Sardegna non è menzionata e nemmeno evocata, se non sotto forma di un paio di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Easter_egg" target="_blank"  rel="nofollow" >easter egg</a>, uno abbastanza visibile, uno (impegnativo) più per&#8230; iniziati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non li rivelerò nemmeno sotto tortura. Ma cercateli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ce ne sono anche altri, non dedicati necessariamente alla Sardegna, sia chiaro. È una delle componenti goduriose del romanzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma torniamo al punto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fatto che i due autori siano sardi secondo me si evidenzia dalla prospettiva sotto cui sono inquadrate le vicende europee e ne viene evocata la possibile deriva autoritaria e repressiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno sguardo che non è tanto &#8220;periferico&#8221;, come molti potrebbero aspettarsi (sbagliando di grosso), quanto obliquo, non sottomesso alla narrazione pubblica dominante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno sguardo non subalterno all&#8217;egemonia culturale di questa epoca, specie a quella imperante in ambito italiano (e in Sardegna).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Merito di una consapevolezza evidentemente maturata negli anni da Andrea Atzori e Andrea Pau Melis, per propria ricerca personale e per esperienze di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo motivo per cui la loro presa di posizione è coraggiosa sta appunto nel suo contenuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E anche qui, e a maggior ragione secondo me, viene fuori il fatto che siano sardi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel che i due autori sembrano volerci dire è che l&#8217;Europa di oggi, costretta a guardarsi solo tramite le cornice della falsa opposizione nazionalismi autoritari vs. tecnocrazia oligarchica sovranazionale, è un&#8217;Europa che ha un destino tragico segnato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È l&#8217;Europa delle distinzioni razziste, dei muri, dei respingimenti, degli egoismi, dell&#8217;odio verso i poveri e i marginali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È l&#8217;Europa dell&#8217;impoverimento dilagante, delle diseguaglianze e al contempo della concentrazione spasmodica e rapace della ricchezza in poche mani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Né i vecchi stati-nazione, ottusamente nazionalisti, né l&#8217;UE oligarchica e tecnocratica sono in grado di fermare la deriva anti-democratica e anti-popolare già in corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anzi, la alimentano e ne sono i primi responsabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è l&#8217;avvertimento di fondo del romanzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema &#8211; sembrano volerci dire i due autori &#8211; è che abbiamo perso di vista la realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La realtà europea non è fatta necessariamente di uffici asettici a Bruxelles, o di auto di rappresentanza coi vetri oscurati, o di accordi tra capi partito e tra governi, né di sparate propagandistiche di questo o quel leader.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è fatta di &#8220;nazioni&#8221;, di entità collettive perfettamente distinte, impermeabili e uniformi al proprio interno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Né di statiche contrapposizioni tra interessi di parte, nello scacchiere del gioco geopolitico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La realtà europea è dannatamente meticcia e dinamica ed è fatta molto più di diversità e di dialettica molteplice che di &#8220;interessi nazionali&#8221; (ossia delle élite locali).</p>



<p class="wp-block-paragraph">È fatta di scambi, incroci, spostamenti, plurilinguismo, confronto tra culture, arricchimento reciproco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo vale per tantissimi europei di oggi, nativi, di seconda e terza generazione o immigrati, specie tra le fasce d&#8217;età più giovani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quelle a cui stiamo distruggendo il futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo, ci sono anche le ossessioni per i pareggi di bilancio, la finanziarizzazione di qualsiasi cosa, l&#8217;economia estrattiva come unico orizzonte pragmatico legittimo, il classismo conclamato e il neo-colonialismo (anche interno).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma questi sono appunto problemi, e grossi, non l&#8217;intera realtà, benché ci vengano quotidianamente (ed egemonicamente) presentati come la regola a cui non si può né si deve sfuggire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso non è affatto una scelta banale rappresentare le aspirazioni all&#8217;autodeterminazione democratica dei popoli senza stato come una risposta emancipativa, di libertà e di dignità alle pulsioni reazionarie dominanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È anzi un punto di vista dirompente, che squarcia il velo delle ipocrisie. È una manciata di sabbia nell&#8217;ingranaggio propagandistico che cerca di schiacciare le voci dissenzienti, le opposizioni sociali reali, le possibilità democratiche alternative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché alla fine l&#8217;Europa per cui valga la pena di battersi non è quella della Commissione Europea né quella dei Salvini o degli Orban, o della Brexit.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è quella della &#8220;legalità&#8221; astratta, del &#8220;decoro&#8221; e della &#8220;sicurezza&#8221;, usati come rullo compressore del dissenso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Europa per cui valga la pena di battersi ancora non esiste. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È l&#8217;Europa della salda alleanza tra popoli liberi, dell&#8217;autodeterminazione non conculcata ma armonizzata in un quadro di regole generali condivise, di valori universali riconosciuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un&#8217;Europa profondamente e radicalmente democratica, in cui abbiano di nuovo piena cittadinanza l&#8217;eguaglianza, la libertà e la fratellanza, come suoi tratti costitutivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;Europa non più schiava del capitalismo finanziario e della rapacità delle oligarchie, ma votata a uno &#8220;sviluppo su scala umana&#8221;, in pace con le altre sponde del Mediterraneo, accogliente e solidale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">O lottiamo per questa diversa Europa &#8211; sembrano suggerirci i due autori tramite i loro personaggi &#8211; o le conseguenze saranno drammatiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso <em>Fiume Europa</em> è un libro non solo bello, ma direi necessario. Prezioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E, come mi piace dire, giustamente *pericoloso*. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggetelo. Parlatene. Usatelo come una sorta di <a href="https://lotr.fandom.com/it/wiki/Fiala_di_Galadriel" target="_blank"  rel="nofollow" >fiala di Galadriel</a> in questi tempi bui. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I libri non ci salveranno, forse, ma senza i libri (e i buoni libri, e la conoscenza, e la consapevolezza) &#8211; come suggerisce la stessa vicenda narrata da Andrea Atzori e Andrea Pau Melis &#8211; non ci salveremo di sicuro.</p>
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