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	Commenti per SardegnaMondo	</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Jun 2026 08:56:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Commenti su La discriminante democratica di Mauro Piredda		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/05/31/la-discriminante-democratica/#comment-2358</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauro Piredda]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 08:56:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una cosa di cui non si discute la maggior parte delle volte - da sardi e di sinistra - è la questione linguistica. E pure questa si presenta nella storia come una delle maggiori conquiste della rivoluzione bolscevica. Noi non parliamo della Korenizacija perché poi ci tocca parlare di chi l’ha smantellata; eppure ci affascina il processo linguistico catalano che con la Korenizacija ha molti punti in contatto in termini de de-assimilazione e di standardizzazione. La domanda da fare è la seguente: l’Ucraina post-sovietica aveva il diritto di rivitalizzare la propria lingua? Non è una domanda per loro. È una domanda per noi. Per noi che non ci immaginiamo minimamente che tipo di modello linguistico dovrebbe avere una Sardegna indipendente: quello ucraino, con il sardo lingua dello stato ma riconoscendo l’italiano in Costituzione? O quello baltico, con azioni decisamente più discriminanti nei confronti dell’italiano? Ho l’impressione che ci piacerebbe il modello bielorusso, ponendo le due lingue sullo stesso piano e, di fatto, favorendo, quella dominante. Del resto l’italiano è già dominante nella nostra comunicazione.
È vero che la questione linguistica ucraina dal 1991 ha avuto diverse fasi (alcune vicine al modello bielorusso, alcune più baltiche): ma in questo alternarsi (e i voti a Zelensky nell’est lo confermano) l’attuale presidente aveva una linea meno rigida, era più portato all’esempio e alle discriminazioni positive, non all’imposizione dell’ucraino.
Ecco, uno dei punti è proprio questo: siamo fondamentalmente italofoni come è russofona buona parte della popolazione ucraina (uno degli effetti della cd “operazione speciale” è quella di aver democratizzato il nazionalismo ucraino – non c’entra una cippa la denazificazione – e di aver spinto verso una più grande coscienza linguistica). Ma non c’è bisogno di scomodare l’ipotesi della politica linguistica del nostro domani indipendente. Già ora non siamo conseguenti, né abbiamo gli strumenti critici e propositivi di fronte al disastro delle politiche linguistiche odierne. 

Ora non voglio farla troppo lunga, diversamente ci sarebbe da parlare anche dei rapporti linguistici (e non solo politici, economici e militari) tra Russia e Israele]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una cosa di cui non si discute la maggior parte delle volte &#8211; da sardi e di sinistra &#8211; è la questione linguistica. E pure questa si presenta nella storia come una delle maggiori conquiste della rivoluzione bolscevica. Noi non parliamo della Korenizacija perché poi ci tocca parlare di chi l’ha smantellata; eppure ci affascina il processo linguistico catalano che con la Korenizacija ha molti punti in contatto in termini de de-assimilazione e di standardizzazione. La domanda da fare è la seguente: l’Ucraina post-sovietica aveva il diritto di rivitalizzare la propria lingua? Non è una domanda per loro. È una domanda per noi. Per noi che non ci immaginiamo minimamente che tipo di modello linguistico dovrebbe avere una Sardegna indipendente: quello ucraino, con il sardo lingua dello stato ma riconoscendo l’italiano in Costituzione? O quello baltico, con azioni decisamente più discriminanti nei confronti dell’italiano? Ho l’impressione che ci piacerebbe il modello bielorusso, ponendo le due lingue sullo stesso piano e, di fatto, favorendo, quella dominante. Del resto l’italiano è già dominante nella nostra comunicazione.<br />
È vero che la questione linguistica ucraina dal 1991 ha avuto diverse fasi (alcune vicine al modello bielorusso, alcune più baltiche): ma in questo alternarsi (e i voti a Zelensky nell’est lo confermano) l’attuale presidente aveva una linea meno rigida, era più portato all’esempio e alle discriminazioni positive, non all’imposizione dell’ucraino.<br />
Ecco, uno dei punti è proprio questo: siamo fondamentalmente italofoni come è russofona buona parte della popolazione ucraina (uno degli effetti della cd “operazione speciale” è quella di aver democratizzato il nazionalismo ucraino – non c’entra una cippa la denazificazione – e di aver spinto verso una più grande coscienza linguistica). Ma non c’è bisogno di scomodare l’ipotesi della politica linguistica del nostro domani indipendente. Già ora non siamo conseguenti, né abbiamo gli strumenti critici e propositivi di fronte al disastro delle politiche linguistiche odierne. </p>
<p>Ora non voglio farla troppo lunga, diversamente ci sarebbe da parlare anche dei rapporti linguistici (e non solo politici, economici e militari) tra Russia e Israele</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su La discriminante democratica di Omar Onnis		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/05/31/la-discriminante-democratica/#comment-2357</link>

		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 05:54:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=6296#comment-2357</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://sardegnamondo.eu/2026/05/31/la-discriminante-democratica/#comment-2356&quot;&gt;Ivan&lt;/a&gt;.

In un mondo ideale ti darei ragione, Ivan. Ma Putin non accetterà mai alcuna soluzione che non preveda l&#039;annessione russa (almeno) del Donbas e in realtà anche di Odessa. Storicamente la mentalità della classe dirigente russa ha sempre badato fondamentalmente ai rapporti di forza. È l&#039;unico linguaggio che capiscono o di cui tengono conto. Staremo a vedere. Nessuna guerra può durare in eterno e questa è durata già troppo a lungo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/05/31/la-discriminante-democratica/#comment-2356">Ivan</a>.</p>
<p>In un mondo ideale ti darei ragione, Ivan. Ma Putin non accetterà mai alcuna soluzione che non preveda l&#8217;annessione russa (almeno) del Donbas e in realtà anche di Odessa. Storicamente la mentalità della classe dirigente russa ha sempre badato fondamentalmente ai rapporti di forza. È l&#8217;unico linguaggio che capiscono o di cui tengono conto. Staremo a vedere. Nessuna guerra può durare in eterno e questa è durata già troppo a lungo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Commenti su La discriminante democratica di Ivan		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/05/31/la-discriminante-democratica/#comment-2356</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ivan]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 21:47:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://sardegnamondo.eu/2026/05/31/la-discriminante-democratica/#comment-2355&quot;&gt;Omar Onnis&lt;/a&gt;.

Omar, ma quel referendum non era monitorato dall&#039;ONU.
Devi in qualche modo proporre una soluzione che Putin possa accettare, magari spera di vincerlo. A quel punto sarà il popolo a decidere. Non vedo altra via diplomatica alternativa per uscire dallo stato attuale. Le diplomazie di fatto non hanno nemmeno tentato di trovare delle soluzioni accettabili da entrambe le parti. Di questo passo non rimarranno nemmeno le macerie, questa è la cosa più grave.
Ci vediamo dall&#039;altra parte, in S&#039;I ;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/05/31/la-discriminante-democratica/#comment-2355">Omar Onnis</a>.</p>
<p>Omar, ma quel referendum non era monitorato dall&#8217;ONU.<br />
Devi in qualche modo proporre una soluzione che Putin possa accettare, magari spera di vincerlo. A quel punto sarà il popolo a decidere. Non vedo altra via diplomatica alternativa per uscire dallo stato attuale. Le diplomazie di fatto non hanno nemmeno tentato di trovare delle soluzioni accettabili da entrambe le parti. Di questo passo non rimarranno nemmeno le macerie, questa è la cosa più grave.<br />
Ci vediamo dall&#8217;altra parte, in S&#8217;I 😉</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su La discriminante democratica di Omar Onnis		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/05/31/la-discriminante-democratica/#comment-2355</link>

		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 15:22:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=6296#comment-2355</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://sardegnamondo.eu/2026/05/31/la-discriminante-democratica/#comment-2353&quot;&gt;Ivan&lt;/a&gt;.

Ivan, quella soluzione per il Donbas è ormai largamente fuori gioco e fuori tempo. Ora come ora la porzione occupata dalla Russia di quei territori ha subito una pulizia etnica e una russificazione forzata. Ormai non penso nemmeno che la questione sia risolvibile. Quando taceranno le armi e si arriverà a un accordo di pace vero, ci sarà da ragionarci su. Però non si può disconoscere, per onestà intellettuale e politica, che il Donbas il suo referendum l&#039;aveva già votato, nel 1991, e alle ultime elezioni presidenziali aveva dato un&#039;ampia maggioranza a Zelensky. Certo, erano altre condizioni. Non so davvero come se ne possa uscire, al momento. È un dramma di cui la Russia ha una porzione enorme di responsabilità, dato che ha agito sistematicamente per alimentare il conflitto e creare ostilità all&#039;interno di quelle popolazioni da ben prima del 2022. Se vuoi, mettiamoci dentro anche la reazione ucraina, dopo il 2014. Ma anche in questo caso colpe e ragioni vanno soppesate correttamente. Di sicuro è del tutto incoerente con qualsiasi posizione indipendentista democratica fare il tifo per l&#039;occupante russo contro l&#039;occupato ucraino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/05/31/la-discriminante-democratica/#comment-2353">Ivan</a>.</p>
<p>Ivan, quella soluzione per il Donbas è ormai largamente fuori gioco e fuori tempo. Ora come ora la porzione occupata dalla Russia di quei territori ha subito una pulizia etnica e una russificazione forzata. Ormai non penso nemmeno che la questione sia risolvibile. Quando taceranno le armi e si arriverà a un accordo di pace vero, ci sarà da ragionarci su. Però non si può disconoscere, per onestà intellettuale e politica, che il Donbas il suo referendum l&#8217;aveva già votato, nel 1991, e alle ultime elezioni presidenziali aveva dato un&#8217;ampia maggioranza a Zelensky. Certo, erano altre condizioni. Non so davvero come se ne possa uscire, al momento. È un dramma di cui la Russia ha una porzione enorme di responsabilità, dato che ha agito sistematicamente per alimentare il conflitto e creare ostilità all&#8217;interno di quelle popolazioni da ben prima del 2022. Se vuoi, mettiamoci dentro anche la reazione ucraina, dopo il 2014. Ma anche in questo caso colpe e ragioni vanno soppesate correttamente. Di sicuro è del tutto incoerente con qualsiasi posizione indipendentista democratica fare il tifo per l&#8217;occupante russo contro l&#8217;occupato ucraino.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su La discriminante democratica di Cinzia Ghiani		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/05/31/la-discriminante-democratica/#comment-2354</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cinzia Ghiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 13:51:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=6296#comment-2354</guid>

					<description><![CDATA[Chi è pacifista e antimilitarista come me, non può accettare e in nessun caso, la soluzione delle armi. Si. Preferirei morire piuttosto che uccidere qualcuno o distruggere il territorio e l&#039;ambiente dove vengono usate.
Il problema più grosso dell&#039;Europa, a mio avviso, è questo voler sostenere l&#039;industria delle armi. E noi qui in Sardegna poveretti senza lavoro diamo ulteriore prova del fallimento delle scelte politiche ed economiche di questo vecchio continente che, da saggio come tutti i vecchi, avrebbe dovuto insegnare a tutto il mondo, come si potrebbe iniziare una nuova era, senza armi, senza ricatti economici. Nessun vero tentativo diplomatico, nessuna novità, continuiamo come criceti in gabbia a correre sulla ruota che qualcuno ci ha messo in mezzo ai piedi, non democraticamente parlando.
Questo commento, è per uno sfogo. Non credo potrebbe sortire nessun effetto positivo condividendolo.
Buona giornata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi è pacifista e antimilitarista come me, non può accettare e in nessun caso, la soluzione delle armi. Si. Preferirei morire piuttosto che uccidere qualcuno o distruggere il territorio e l&#8217;ambiente dove vengono usate.<br />
Il problema più grosso dell&#8217;Europa, a mio avviso, è questo voler sostenere l&#8217;industria delle armi. E noi qui in Sardegna poveretti senza lavoro diamo ulteriore prova del fallimento delle scelte politiche ed economiche di questo vecchio continente che, da saggio come tutti i vecchi, avrebbe dovuto insegnare a tutto il mondo, come si potrebbe iniziare una nuova era, senza armi, senza ricatti economici. Nessun vero tentativo diplomatico, nessuna novità, continuiamo come criceti in gabbia a correre sulla ruota che qualcuno ci ha messo in mezzo ai piedi, non democraticamente parlando.<br />
Questo commento, è per uno sfogo. Non credo potrebbe sortire nessun effetto positivo condividendolo.<br />
Buona giornata.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su La discriminante democratica di Ivan		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/05/31/la-discriminante-democratica/#comment-2353</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ivan]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 13:05:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Omar, il problema della autodeterminazione del Donbass rimane aperta, devono essere loro a decidere, anche se è molto complicato. Penso che tu conosca la proposta di SNI di referendum monitorato dall&#039;ONU.

Sull&#039;Europa e sulla democrazia ti dò pienamente ragione, anche se l&#039;UE sarebbe da rifondare, perché è inefficace all&#039;esterno e dannosa all&#039;interno.
Hanno iniziato dalle economie e dalle legislazioni, unificandole hanno piallato i poteri decisionali locali. Dall&#039;altra hanno trascurato l&#039;esterno, cioè difesa comune (senza aumento delle armi) e unica voce a parlare con USA, Cina e Russia. E lasciare morire la NATO.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Omar, il problema della autodeterminazione del Donbass rimane aperta, devono essere loro a decidere, anche se è molto complicato. Penso che tu conosca la proposta di SNI di referendum monitorato dall&#8217;ONU.</p>
<p>Sull&#8217;Europa e sulla democrazia ti dò pienamente ragione, anche se l&#8217;UE sarebbe da rifondare, perché è inefficace all&#8217;esterno e dannosa all&#8217;interno.<br />
Hanno iniziato dalle economie e dalle legislazioni, unificandole hanno piallato i poteri decisionali locali. Dall&#8217;altra hanno trascurato l&#8217;esterno, cioè difesa comune (senza aumento delle armi) e unica voce a parlare con USA, Cina e Russia. E lasciare morire la NATO.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Le parole della Sarda rivoluzione, il senso di Sa Die de sa Sardigna di Omar Onnis		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/04/26/le-parole-della-sarda-rivoluzione-il-senso-di-sa-die-de-sa-sardigna/#comment-2348</link>

		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 15:59:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=6282#comment-2348</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://sardegnamondo.eu/2026/04/26/le-parole-della-sarda-rivoluzione-il-senso-di-sa-die-de-sa-sardigna/#comment-2347&quot;&gt;Oliver Perra&lt;/a&gt;.

Oliver, concordo con te. Quello che dici è tutto vero. 
Ma ugualmente non riesco a essere ostile verso una ricorrenza che, nel suo spirito originario e nel suo senso profondo, celebra comunque la sconfitta del fascismo e ricorda le tante persone (comprese tante persone sarde) che si sono sacrificate a questo fine. Tutto qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/04/26/le-parole-della-sarda-rivoluzione-il-senso-di-sa-die-de-sa-sardigna/#comment-2347">Oliver Perra</a>.</p>
<p>Oliver, concordo con te. Quello che dici è tutto vero.<br />
Ma ugualmente non riesco a essere ostile verso una ricorrenza che, nel suo spirito originario e nel suo senso profondo, celebra comunque la sconfitta del fascismo e ricorda le tante persone (comprese tante persone sarde) che si sono sacrificate a questo fine. Tutto qui.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Le parole della Sarda rivoluzione, il senso di Sa Die de sa Sardigna di Oliver Perra		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/04/26/le-parole-della-sarda-rivoluzione-il-senso-di-sa-die-de-sa-sardigna/#comment-2347</link>

		<dc:creator><![CDATA[Oliver Perra]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 10:26:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Omar, 
l&#039;idea che i sardi e gli indipendentisti sardi dovrebbero partecipare  alle celebrazioni del 25 Aprile viene ripetuta quasi ogni anno. 

Ma non vedo perche&#039; dovrei partecipare a questa festa:

(1) Esiste un&#039;occasione migliore per celebrare la sconfitta del nazi-fascismo,  ovvero l&#039;8 Maggio (data della resa del regime nazista). Questa data e&#039; celebrata nella maggior parte dell&#039;Europa (Francia, Gran Bretagna, Russia, tra gli altri), e quindi rappresenta un&#039;occasione per ricordare che la resistenza al fascismo non fu un fenomeno solo italiano. In Italia la storiografia non si e&#039; mai occupata molto della resistenza di nazioni come Cecoslovacchia, dove i partigiani uccisero una figura come Heydrich, secondo nelle SS dopo Himmler. O poco si sa della resistenza dei Paesi Bassi, per esempio: la resistenza organizzo&#039; uno sciopero generale ad Amsterdam nel 1941 con l&#039;intento di ostacolare la persecuzione dei cittadini olandesi ebraici:
 https://www.nationalww2museum.org/war/articles/amsterdam-general-strike-february-1941 

(2) Il problema del 25 Aprile e&#039; il tono nazionalista, utile a riproporre il mito della resistenza italiana come &#039;la migliore del mondo&#039;. Celebrare la sconfitta del nazi-fascismo in una data diversa dal resto dell&#039;Europa contribuisce a nascondere il fatto che la resistenza popolare contro il fascismo e&#039; stata un fenomeno significativo in altri paesi, e spesso ben prima della guerra (basti pensare alla guerra civile in Spagna). 

(3) Il 25 Aprile sembra essere diventato, volenti o nolenti, un&#039;occasione per riproporre idee settarie sul presente, vedi le posizioni ostili verso l&#039;Ucraina, sventolio di bandiere iraniane (come celebrare la fine del fascismo se non sventolando le bandiere di una teocrazia?), e altri corto-circuiti del genere. 
A s&#039;intendi mellus]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Omar,<br />
l&#8217;idea che i sardi e gli indipendentisti sardi dovrebbero partecipare  alle celebrazioni del 25 Aprile viene ripetuta quasi ogni anno. </p>
<p>Ma non vedo perche&#8217; dovrei partecipare a questa festa:</p>
<p>(1) Esiste un&#8217;occasione migliore per celebrare la sconfitta del nazi-fascismo,  ovvero l&#8217;8 Maggio (data della resa del regime nazista). Questa data e&#8217; celebrata nella maggior parte dell&#8217;Europa (Francia, Gran Bretagna, Russia, tra gli altri), e quindi rappresenta un&#8217;occasione per ricordare che la resistenza al fascismo non fu un fenomeno solo italiano. In Italia la storiografia non si e&#8217; mai occupata molto della resistenza di nazioni come Cecoslovacchia, dove i partigiani uccisero una figura come Heydrich, secondo nelle SS dopo Himmler. O poco si sa della resistenza dei Paesi Bassi, per esempio: la resistenza organizzo&#8217; uno sciopero generale ad Amsterdam nel 1941 con l&#8217;intento di ostacolare la persecuzione dei cittadini olandesi ebraici:<br />
 <a href="https://www.nationalww2museum.org/war/articles/amsterdam-general-strike-february-1941" rel="nofollow ugc">https://www.nationalww2museum.org/war/articles/amsterdam-general-strike-february-1941</a> </p>
<p>(2) Il problema del 25 Aprile e&#8217; il tono nazionalista, utile a riproporre il mito della resistenza italiana come &#8216;la migliore del mondo&#8217;. Celebrare la sconfitta del nazi-fascismo in una data diversa dal resto dell&#8217;Europa contribuisce a nascondere il fatto che la resistenza popolare contro il fascismo e&#8217; stata un fenomeno significativo in altri paesi, e spesso ben prima della guerra (basti pensare alla guerra civile in Spagna). </p>
<p>(3) Il 25 Aprile sembra essere diventato, volenti o nolenti, un&#8217;occasione per riproporre idee settarie sul presente, vedi le posizioni ostili verso l&#8217;Ucraina, sventolio di bandiere iraniane (come celebrare la fine del fascismo se non sventolando le bandiere di una teocrazia?), e altri corto-circuiti del genere.<br />
A s&#8217;intendi mellus</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Jannik Sinner e il problema dell&#8217;identità (tossica) italiana di Omar Onnis		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2025/05/19/jannik-sinner-e-il-problema-dellidentita-tossica-italiana/#comment-2346</link>

		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 20:18:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=6039#comment-2346</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://sardegnamondo.eu/2025/05/19/jannik-sinner-e-il-problema-dellidentita-tossica-italiana/#comment-2341&quot;&gt;Alessandro&lt;/a&gt;.

Per una volta, ha scritto una cosa corretta. Non tifo Sinner in quanto italiano, ma in quanto mi piace come tennista e come personaggio pubblico. Forse il fatto che sia sud-tirolese (dato che conosco abbastanza i suoi luoghi) me lo fa capire meglio di tanti tifosi che lo seguono appunto solo in quanto &quot;italiano&quot; e me lo rende più simpatico. Ma sono questioni davvero secondarie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://sardegnamondo.eu/2025/05/19/jannik-sinner-e-il-problema-dellidentita-tossica-italiana/#comment-2341">Alessandro</a>.</p>
<p>Per una volta, ha scritto una cosa corretta. Non tifo Sinner in quanto italiano, ma in quanto mi piace come tennista e come personaggio pubblico. Forse il fatto che sia sud-tirolese (dato che conosco abbastanza i suoi luoghi) me lo fa capire meglio di tanti tifosi che lo seguono appunto solo in quanto &#8220;italiano&#8221; e me lo rende più simpatico. Ma sono questioni davvero secondarie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su La dipendenza e l&#8217;inerzia politica che non possiamo più permetterci di Omar Onnis		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/04/08/la-dipendenza-e-linerzia-politica-che-non-possiamo-piu-permetterci/#comment-2345</link>

		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 20:16:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=6249#comment-2345</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://sardegnamondo.eu/2026/04/08/la-dipendenza-e-linerzia-politica-che-non-possiamo-piu-permetterci/#comment-2342&quot;&gt;Alessandro&lt;/a&gt;.

A parte il fatto che non sono tenuto a dire a lei dove vivo (posto che sia di qualsiasi interesse), spero si renda conto che si sta rendendo ridicolo, parlando con tanta sicumera di egemonia culturale sardo-indipendentista (che non so cosa voglia dire, per altro). Continui pure a pensare che non conosco la Sardegna e che non ci vivo più da tanto tempo, se la può far stare meglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/04/08/la-dipendenza-e-linerzia-politica-che-non-possiamo-piu-permetterci/#comment-2342">Alessandro</a>.</p>
<p>A parte il fatto che non sono tenuto a dire a lei dove vivo (posto che sia di qualsiasi interesse), spero si renda conto che si sta rendendo ridicolo, parlando con tanta sicumera di egemonia culturale sardo-indipendentista (che non so cosa voglia dire, per altro). Continui pure a pensare che non conosco la Sardegna e che non ci vivo più da tanto tempo, se la può far stare meglio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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