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	Commenti per SardegnaMondo	</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
	<lastBuildDate>Mon, 17 Aug 2026 06:06:25 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Commenti su I prevedibilissimi imprevisti della storia che non siamo preparati ad affrontare di Omar Onnis		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/08/11/i-prevedibilissimi-imprevisti-della-storia-che-non-siamo-preparati-ad-affrontare/#comment-2383</link>

		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 06:06:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://sardegnamondo.eu/2026/08/11/i-prevedibilissimi-imprevisti-della-storia-che-non-siamo-preparati-ad-affrontare/#comment-2382&quot;&gt;Gino Loi&lt;/a&gt;.

Puntualizzazione per Puntualizzazione.
Informare e &quot;coinvolgere&quot; non sono la stessa cosa. La partecipazione è un&#039;altra cosa ancora. 
Mai scritto che la popolazione non sia &quot;informata&quot;. Non so chi lo affermi. Chi segue un po&#039; la vicenda sa che la campagna di sensibilizzazione è attiva da tempo, in modi e in termini però che suscitano parecchie perplessità. Infatti è a questo che mi riferisco nella mia critica.
L&#039;approccio con le popolazioni &quot;coinvolte&quot; è stato prevalentemente di tipo top-down, spesso paternalistico, a volte aggressivo verso le domande e le obiezioni. 
Per altro, è un &quot;coinvolgimento&quot; tutto teso alla persuasione, non alla discussione aperta e davvero informata su tutti gli aspetti del progetto. Che non sono solo quelli tecnici e (ipoteticamente) occupazionali, ma anche le diverse &quot;esternalità negative&quot;, su cui l&#039;informazione data alle popolazioni è obiettivamente reticente.
In Sardegna esistono precedenti storici che suggeriscono estrema prudenza, in questo genere di faccende. Basta studiare le campagne di persuasione collettiva (per non dire manipolazione) relative all&#039;imposizione delle servitù militari e a quelle che riguardarono il Piano di Rinascita industriale.
La diffidenza, come ho scritto, è ampiamente giustificata. Per diradarla non basta &quot;informare&quot; e &quot;coinvolgere&quot;, in un ruolo passivo, le popolazioni. Spero di essere stato chiaro.
Personalmente non sono ostile all&#039;Einstein Telescope. Mi piacerebbe che fosse realizzato in Sardegna. A patto che siano chiariti tutti gli aspetti, soprattutto quelli più critici, e venga abbandonata la postura propagandistica ingannevole (i trentamila posti di lavoro sanno di promessa elettorale, per altro abusata) e non si riveli, per l&#039;isola, l&#039;ennesima, gigantesca sottrazione di territorio a danno delle popolazioni locali e l&#039;ennesima servitù da cui abbiamo solo da perdere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/08/11/i-prevedibilissimi-imprevisti-della-storia-che-non-siamo-preparati-ad-affrontare/#comment-2382">Gino Loi</a>.</p>
<p>Puntualizzazione per Puntualizzazione.<br />
Informare e &#8220;coinvolgere&#8221; non sono la stessa cosa. La partecipazione è un&#8217;altra cosa ancora.<br />
Mai scritto che la popolazione non sia &#8220;informata&#8221;. Non so chi lo affermi. Chi segue un po&#8217; la vicenda sa che la campagna di sensibilizzazione è attiva da tempo, in modi e in termini però che suscitano parecchie perplessità. Infatti è a questo che mi riferisco nella mia critica.<br />
L&#8217;approccio con le popolazioni &#8220;coinvolte&#8221; è stato prevalentemente di tipo top-down, spesso paternalistico, a volte aggressivo verso le domande e le obiezioni.<br />
Per altro, è un &#8220;coinvolgimento&#8221; tutto teso alla persuasione, non alla discussione aperta e davvero informata su tutti gli aspetti del progetto. Che non sono solo quelli tecnici e (ipoteticamente) occupazionali, ma anche le diverse &#8220;esternalità negative&#8221;, su cui l&#8217;informazione data alle popolazioni è obiettivamente reticente.<br />
In Sardegna esistono precedenti storici che suggeriscono estrema prudenza, in questo genere di faccende. Basta studiare le campagne di persuasione collettiva (per non dire manipolazione) relative all&#8217;imposizione delle servitù militari e a quelle che riguardarono il Piano di Rinascita industriale.<br />
La diffidenza, come ho scritto, è ampiamente giustificata. Per diradarla non basta &#8220;informare&#8221; e &#8220;coinvolgere&#8221;, in un ruolo passivo, le popolazioni. Spero di essere stato chiaro.<br />
Personalmente non sono ostile all&#8217;Einstein Telescope. Mi piacerebbe che fosse realizzato in Sardegna. A patto che siano chiariti tutti gli aspetti, soprattutto quelli più critici, e venga abbandonata la postura propagandistica ingannevole (i trentamila posti di lavoro sanno di promessa elettorale, per altro abusata) e non si riveli, per l&#8217;isola, l&#8217;ennesima, gigantesca sottrazione di territorio a danno delle popolazioni locali e l&#8217;ennesima servitù da cui abbiamo solo da perdere.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Commenti su I prevedibilissimi imprevisti della storia che non siamo preparati ad affrontare di Gino Loi		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/08/11/i-prevedibilissimi-imprevisti-della-storia-che-non-siamo-preparati-ad-affrontare/#comment-2382</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gino Loi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 04:52:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Salve,

In merito all&#039;affermazione che la popolazione non sia coinvolta è una notizia falsa e ripetuta periodicamente. Gli istituti di ricerca, in particolare l&#039;INFN, da anni è impegnato nel territorio a presentare al pubblico il progetto, gli sforzi e i dettagli delle operazioni di caratterizzazione. Non si limitano solo a Lula, Onanì e Bitti ma scendono anche fino a Gavoi e oltre. Di recente hanno anche fatto una campagna informativa per le scansioni elettromagnetiche del suolo usando un elicottero che montava un&#039;antenna circolare di decine di metri di diametro.  Senza contare che a Lula stesso da un mese circa si è insediato un infopoint, aperto al pubblico dove la gente può fare domane sul progetto. 

Quando si accusano le istituzioni di mancanza di partecipazione, allora è solo per una mancanza di informazione da lato di colui che critica. Basta andare sulla pagina di einstein telescope italia e si trovano tutti gli appuntamenti. 

Saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve,</p>
<p>In merito all&#8217;affermazione che la popolazione non sia coinvolta è una notizia falsa e ripetuta periodicamente. Gli istituti di ricerca, in particolare l&#8217;INFN, da anni è impegnato nel territorio a presentare al pubblico il progetto, gli sforzi e i dettagli delle operazioni di caratterizzazione. Non si limitano solo a Lula, Onanì e Bitti ma scendono anche fino a Gavoi e oltre. Di recente hanno anche fatto una campagna informativa per le scansioni elettromagnetiche del suolo usando un elicottero che montava un&#8217;antenna circolare di decine di metri di diametro.  Senza contare che a Lula stesso da un mese circa si è insediato un infopoint, aperto al pubblico dove la gente può fare domane sul progetto. </p>
<p>Quando si accusano le istituzioni di mancanza di partecipazione, allora è solo per una mancanza di informazione da lato di colui che critica. Basta andare sulla pagina di einstein telescope italia e si trovano tutti gli appuntamenti. </p>
<p>Saluti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Comparazione tra Südtirol e Sardegna di Omar Onnis		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/08/14/comparazione-tra-sudtirol-e-sardegna/#comment-2381</link>

		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 17:07:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=6388#comment-2381</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://sardegnamondo.eu/2026/08/14/comparazione-tra-sudtirol-e-sardegna/#comment-2379&quot;&gt;Salvatore Corveddu&lt;/a&gt;.

Certo, Tore. L&#039;energia - in particolare quella prodotta tramite l&#039;idroelettrico - è una voce significativa dell&#039;economia sudtirolese, come di quella trentina. Orografia e idrografia favoriscono questa soluzione. Che tuttavia esiste da tempo anche in Sardegna, solo che è decisamente più trascurata (c&#039;è da chiedersi il motivo). 
Il problema che da quelle parti dovranno affrontare è l&#039;esaurimento dei ghiacciai e la disponibilità d&#039;acqua non più così abbondante e permanente. Immagino che se ne stiano occupando. Altrove, come scrivo nel post che precede questo, molto meno.
Nel 2022 la Regione Lombardia aveva chiesto al Governo italiano di imporre alla Provincia Autonoma di Trento di riversare la sua acqua verso i propri compluvi, anche quell&#039;anno (come questo) a secco. Ovviamente il Trentino aveva risposto picche.
Di queste dispute, temo, ne vedremo sempre di più, nei prossimi anni. Acqua ed energia sono strettamente legate e a loro volta sono fattori indispensabili per l&#039;industria e la produzione di cibo (e non solo per i data center).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/08/14/comparazione-tra-sudtirol-e-sardegna/#comment-2379">Salvatore Corveddu</a>.</p>
<p>Certo, Tore. L&#8217;energia &#8211; in particolare quella prodotta tramite l&#8217;idroelettrico &#8211; è una voce significativa dell&#8217;economia sudtirolese, come di quella trentina. Orografia e idrografia favoriscono questa soluzione. Che tuttavia esiste da tempo anche in Sardegna, solo che è decisamente più trascurata (c&#8217;è da chiedersi il motivo).<br />
Il problema che da quelle parti dovranno affrontare è l&#8217;esaurimento dei ghiacciai e la disponibilità d&#8217;acqua non più così abbondante e permanente. Immagino che se ne stiano occupando. Altrove, come scrivo nel post che precede questo, molto meno.<br />
Nel 2022 la Regione Lombardia aveva chiesto al Governo italiano di imporre alla Provincia Autonoma di Trento di riversare la sua acqua verso i propri compluvi, anche quell&#8217;anno (come questo) a secco. Ovviamente il Trentino aveva risposto picche.<br />
Di queste dispute, temo, ne vedremo sempre di più, nei prossimi anni. Acqua ed energia sono strettamente legate e a loro volta sono fattori indispensabili per l&#8217;industria e la produzione di cibo (e non solo per i data center).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Comparazione tra Südtirol e Sardegna di Omar Onnis		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/08/14/comparazione-tra-sudtirol-e-sardegna/#comment-2380</link>

		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 16:58:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel blog Logu, organo del movimento (chiamiamolo così) SURRA (andatevelo a cercare, se non li conoscete), una dei portavoce della combriccola, Elena Pinna, &lt;a href=&quot;https://logusardigna.org/autonomia-alto-adige-sardegna-confronto/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;tenta di rispondere&lt;/a&gt; a me e Tonino Dessì, senza però citare i nostri nomi né linkare i testi a cui si riferisce, impedendo così qualsiasi riscontro a chi legge.
È una modalità scorretta, oltre che maleducata, di alimentare il dibattito pubblico. Poi, pubblico è una parola grossa: è tutta roba data in pasto a una fanbase variegata, ma completamente irretita dalle logiche dei social media. Sarei curioso di capire quali meccanismi l&#039;abbiano spinta a cimentarsi su queste tematiche, se la voglia di cavalcare un&#039;attenzione evidentemente riscontrata su FB (a cui questi di SURRA sembrano molto sensibili) o l&#039;intenzione di accreditarsi come interlocutrice. Se è vera questa seconda ipotesi, be&#039;, cara Elena Pinna, lo stai facendo male.

La lettura è rivelatrice. Intanto, la scrivente (con o senza l&#039;ausilio di IA) non sembra aver capito bene di cosa trattano i testi da lei apparentemente contestati. Salvo ripeterne alcune argomentazioni, come se fossero però sue. Ma mi rendo conto che questa obiezione può suonare debole: accusare chi legge di non capire non è elegante e può sempre discendere dalla scarsa capacità di chi scrive di farsi capire. Dato però che i due testi - quello di Tonino Dessì e il mio - sono stati letti da decine e decine di persone, con commenti sempre pertinenti, mi sa che non è questo il caso.

Aggiungo una nota più personale. Mi ha fatto sorridere, per la sicumera abbastanza infantile della scrivente, l&#039;accusa di non conoscere il territorio di cui si parla, in questo caso il Südtirol, che Elena Pinna chiama sempre e solo Alto Adige (e non è un elemento neutro). Posso rassicurarla, pur senza scendere in dettagli privati che non interessano lei né altri, sulla mia personale conoscenza diretta di quel territorio. Per un lasso di tempo, a naso, molto più cospicuo della durata del suo soggiorno lì.

Sulle sue argomentazioni, non sempre perspicue e lineari, lascio il giudizio a chi avrà voglia di leggere quel testo. Dico solo che è facile intravvedervi temi e anche stilemi, cornici concettuali ed espedienti retorici tipicamente di destra. Il che spiega bene cosa intendano lei e chi la segue per &quot;non ideologici&quot; o &quot;né di destra né di sinistra&quot;, ecc. ecc.

Tutto molto istruttivo, in ogni caso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel blog Logu, organo del movimento (chiamiamolo così) SURRA (andatevelo a cercare, se non li conoscete), una dei portavoce della combriccola, Elena Pinna, <a href="https://logusardigna.org/autonomia-alto-adige-sardegna-confronto/" target="_blank" rel="nofollow ugc">tenta di rispondere</a> a me e Tonino Dessì, senza però citare i nostri nomi né linkare i testi a cui si riferisce, impedendo così qualsiasi riscontro a chi legge.<br />
È una modalità scorretta, oltre che maleducata, di alimentare il dibattito pubblico. Poi, pubblico è una parola grossa: è tutta roba data in pasto a una fanbase variegata, ma completamente irretita dalle logiche dei social media. Sarei curioso di capire quali meccanismi l&#8217;abbiano spinta a cimentarsi su queste tematiche, se la voglia di cavalcare un&#8217;attenzione evidentemente riscontrata su FB (a cui questi di SURRA sembrano molto sensibili) o l&#8217;intenzione di accreditarsi come interlocutrice. Se è vera questa seconda ipotesi, be&#8217;, cara Elena Pinna, lo stai facendo male.</p>
<p>La lettura è rivelatrice. Intanto, la scrivente (con o senza l&#8217;ausilio di IA) non sembra aver capito bene di cosa trattano i testi da lei apparentemente contestati. Salvo ripeterne alcune argomentazioni, come se fossero però sue. Ma mi rendo conto che questa obiezione può suonare debole: accusare chi legge di non capire non è elegante e può sempre discendere dalla scarsa capacità di chi scrive di farsi capire. Dato però che i due testi &#8211; quello di Tonino Dessì e il mio &#8211; sono stati letti da decine e decine di persone, con commenti sempre pertinenti, mi sa che non è questo il caso.</p>
<p>Aggiungo una nota più personale. Mi ha fatto sorridere, per la sicumera abbastanza infantile della scrivente, l&#8217;accusa di non conoscere il territorio di cui si parla, in questo caso il Südtirol, che Elena Pinna chiama sempre e solo Alto Adige (e non è un elemento neutro). Posso rassicurarla, pur senza scendere in dettagli privati che non interessano lei né altri, sulla mia personale conoscenza diretta di quel territorio. Per un lasso di tempo, a naso, molto più cospicuo della durata del suo soggiorno lì.</p>
<p>Sulle sue argomentazioni, non sempre perspicue e lineari, lascio il giudizio a chi avrà voglia di leggere quel testo. Dico solo che è facile intravvedervi temi e anche stilemi, cornici concettuali ed espedienti retorici tipicamente di destra. Il che spiega bene cosa intendano lei e chi la segue per &#8220;non ideologici&#8221; o &#8220;né di destra né di sinistra&#8221;, ecc. ecc.</p>
<p>Tutto molto istruttivo, in ogni caso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Comparazione tra Südtirol e Sardegna di Salvatore Corveddu		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/08/14/comparazione-tra-sudtirol-e-sardegna/#comment-2379</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Corveddu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2026 09:36:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Omar, mi colpisce nella tua analisi che non appaia mai la citazione di un&#039;importante risorsa che permette alla provincia autonoma di Bolzano (e di dentro) spazi di manovra economica e sociale rilevantissimi: l&#039;energia.
Conosco molto bene la situazione di Trento: magari si potesse appena appena metterla in pratica! Nota di colore: io sono cliente di una società energetica Alto-atesina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Omar, mi colpisce nella tua analisi che non appaia mai la citazione di un&#8217;importante risorsa che permette alla provincia autonoma di Bolzano (e di dentro) spazi di manovra economica e sociale rilevantissimi: l&#8217;energia.<br />
Conosco molto bene la situazione di Trento: magari si potesse appena appena metterla in pratica! Nota di colore: io sono cliente di una società energetica Alto-atesina.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su I prevedibilissimi imprevisti della storia che non siamo preparati ad affrontare di Omar Onnis		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/08/11/i-prevedibilissimi-imprevisti-della-storia-che-non-siamo-preparati-ad-affrontare/#comment-2378</link>

		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2026 08:48:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Affinché non sembri che l&#039;allarme circa la situazione italiana, soprattutto al Settentrione e in Padania, sia frutto di una mia ipotesi fantasiosa, cito giusto &lt;a href=&quot;https://www.ansa.it/ansa2030/notizie/green_blue/2026/08/07/siccita-costi-triplicati-per-litalia-con-2-gradi-in-piu_88591e2e-84d8-4d9e-9775-0aad2b2b2be8.html&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;questo studio&lt;/a&gt;, del Politecnico di Milano, che tuttavia non tiene conto di altri fattori di crisi concomitanti. Insomma, la situazione potrebbe diventare davvero drammatica per &quot;la parte più produttiva del Paese&quot;. Chi potrà, emigrerà verso nord, fintanto che gli altri stati lasceranno fare. E gli altri? E dopo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Affinché non sembri che l&#8217;allarme circa la situazione italiana, soprattutto al Settentrione e in Padania, sia frutto di una mia ipotesi fantasiosa, cito giusto <a href="https://www.ansa.it/ansa2030/notizie/green_blue/2026/08/07/siccita-costi-triplicati-per-litalia-con-2-gradi-in-piu_88591e2e-84d8-4d9e-9775-0aad2b2b2be8.html" target="_blank" rel="nofollow ugc">questo studio</a>, del Politecnico di Milano, che tuttavia non tiene conto di altri fattori di crisi concomitanti. Insomma, la situazione potrebbe diventare davvero drammatica per &#8220;la parte più produttiva del Paese&#8221;. Chi potrà, emigrerà verso nord, fintanto che gli altri stati lasceranno fare. E gli altri? E dopo?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Comparazione tra Südtirol e Sardegna di Omar Onnis		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/08/14/comparazione-tra-sudtirol-e-sardegna/#comment-2377</link>

		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2026 06:25:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=6388#comment-2377</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://sardegnamondo.eu/2026/08/14/comparazione-tra-sudtirol-e-sardegna/#comment-2376&quot;&gt;Andrea Mameli&lt;/a&gt;.

Grazie, Andrea.
Osservazioni pertinenti e che mi sento di confermare - e forse di rafforzare - anche per questi anni.
Le giovani generazioni sudtirolesi sostanzialmente conoscono poco e male l&#039;italiano, lo studiano a scuola ma lo usano poco (a parte qualcuno che lavora in ambito turistico). La loro lingua di uso quotidiano è la parlata tirolese locale. Chi prosegue gli studi - una percentuale fino a pochi anni fa abbastanza ridotta della cittadinanza - ha più dimestichezza col tedesco (diciamo) standard, ma non è la regola. Faccio l&#039;esempio di Jannik Sinner. Lui parla comunemente in tirolese, a casa sua, e se la cava in qualche modo in tedesco standard (ma a suo dire non lo parla fluentemente, dato che non ha studiato in Sudtirol). L&#039;italiano invece lo parla molto molto meglio di qualsiasi suo coetaneo rimasto in terra natia, dato che è cresciuto in un ambiente italofono, quando lasciò casa per avviare la sua carriera tennistica (a Bordighera). Il suo è un caso emblematico, su cui però in Italia si fa molta confusione, non senza una sottile ostilità rivolta alla sua italianità poco solida (ne ho scritto in uno dei post linkati qua sopra).
La mutua comprensione tra parlanti tirolesi e parlanti tedeschi non è preclusa, ma non è nemmeno così scontata. Resta però il fatto che l&#039;orizzonte sudtirolese è aperto verso nord e la cultura di riferimento è quella germanica (in senso lato). Il che offre un appoggio fortissimo alla resistenza culturale sudtirolese all&#039;italianizzazione, pure tentata, sia sotto il fascismo, sia in età repubblicana (fino al Secondo Pacchetto di autonomia, del 1972, arrivato dopo un periodo di attentati e repressione).
La Sardegna, in questo senso, è sola. Non ha una cultura di riferimento a cui chiedere sostegno e su cui fondare le proprie istanze di autodeterminazione. La Sardegna, come diceva Baudi di Vesme, con sconcerto, a metà Ottocento è &quot;pretta sarda&quot;, sarda e basta. Ciò non ci esime dal parlarci con chiarezza e onestà. L&#039;appartenenza allo stato italiano è da sempre una iattura storica, seguita per giunta a un&#039;amministrazione sabauda che, a dispetto degli apologeti della dinastia francese diventata italiana (per convenienza), è stata a sua volta devastante per l&#039;isola.
Ma il passato è passato (e però bisognerebbe conoscerlo). Bisogna avere il coraggio di guardare in faccia la realtà e cercare di capire, insieme, come possiamo uscire dalla condizione minorizzata, subalterna e penalizzante in cui ci troviamo. Prima che sia troppo tardi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/08/14/comparazione-tra-sudtirol-e-sardegna/#comment-2376">Andrea Mameli</a>.</p>
<p>Grazie, Andrea.<br />
Osservazioni pertinenti e che mi sento di confermare &#8211; e forse di rafforzare &#8211; anche per questi anni.<br />
Le giovani generazioni sudtirolesi sostanzialmente conoscono poco e male l&#8217;italiano, lo studiano a scuola ma lo usano poco (a parte qualcuno che lavora in ambito turistico). La loro lingua di uso quotidiano è la parlata tirolese locale. Chi prosegue gli studi &#8211; una percentuale fino a pochi anni fa abbastanza ridotta della cittadinanza &#8211; ha più dimestichezza col tedesco (diciamo) standard, ma non è la regola. Faccio l&#8217;esempio di Jannik Sinner. Lui parla comunemente in tirolese, a casa sua, e se la cava in qualche modo in tedesco standard (ma a suo dire non lo parla fluentemente, dato che non ha studiato in Sudtirol). L&#8217;italiano invece lo parla molto molto meglio di qualsiasi suo coetaneo rimasto in terra natia, dato che è cresciuto in un ambiente italofono, quando lasciò casa per avviare la sua carriera tennistica (a Bordighera). Il suo è un caso emblematico, su cui però in Italia si fa molta confusione, non senza una sottile ostilità rivolta alla sua italianità poco solida (ne ho scritto in uno dei post linkati qua sopra).<br />
La mutua comprensione tra parlanti tirolesi e parlanti tedeschi non è preclusa, ma non è nemmeno così scontata. Resta però il fatto che l&#8217;orizzonte sudtirolese è aperto verso nord e la cultura di riferimento è quella germanica (in senso lato). Il che offre un appoggio fortissimo alla resistenza culturale sudtirolese all&#8217;italianizzazione, pure tentata, sia sotto il fascismo, sia in età repubblicana (fino al Secondo Pacchetto di autonomia, del 1972, arrivato dopo un periodo di attentati e repressione).<br />
La Sardegna, in questo senso, è sola. Non ha una cultura di riferimento a cui chiedere sostegno e su cui fondare le proprie istanze di autodeterminazione. La Sardegna, come diceva Baudi di Vesme, con sconcerto, a metà Ottocento è &#8220;pretta sarda&#8221;, sarda e basta. Ciò non ci esime dal parlarci con chiarezza e onestà. L&#8217;appartenenza allo stato italiano è da sempre una iattura storica, seguita per giunta a un&#8217;amministrazione sabauda che, a dispetto degli apologeti della dinastia francese diventata italiana (per convenienza), è stata a sua volta devastante per l&#8217;isola.<br />
Ma il passato è passato (e però bisognerebbe conoscerlo). Bisogna avere il coraggio di guardare in faccia la realtà e cercare di capire, insieme, come possiamo uscire dalla condizione minorizzata, subalterna e penalizzante in cui ci troviamo. Prima che sia troppo tardi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Comparazione tra Südtirol e Sardegna di Andrea Mameli		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/08/14/comparazione-tra-sudtirol-e-sardegna/#comment-2376</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Mameli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 20:17:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=6388#comment-2376</guid>

					<description><![CDATA[Ottima riflessione. Grazie per averla condivisa.
Vorrei aggiungere un aspetto, che ho avuto modo di osservare nel 1984 (quando ho lavorato e vissuto in Südtirol).
Dato che nelle scuole, nei documenti ufficiali, nella toponomastica e nei giornali (a quel tempo sfogliavo il Dolomiten, poi qualche anno dopo è nato un nuovo giornale: Die Neue Südtiroler Tageszeitung) si usa il tedesco standard (Hochdeutsch ovviamente con proprie specificità) mi pareva di notare una situazione molto particolare: una dimensione da un lato chiusa (rispetto alla provincia di Trento e al resto d’Italia) e dall’altro aperta (rispetto alla popolazione di lingua tedesca: Austria, Germania e Svizzera). Qualcosa di estremamente diverso rispetto alla Sardegna (che invece ha molte similitudini con il Friuli Venezia-Giulia). Io credo che questa dimensione di chiusura e apertura data dalla conoscenza del tedesco (anche se quello che si parla normalmente è il dialetto locale quindi la situazione è sicuramente ancora più articolata) abbia portato dal punto di vista sociale e culturale a una specificità tutta sudtirolese. Mi sono permesso di riportare il mio pensiero (peraltro basato su osservazioni di 40 anni fa e non sono in grado di sapere se è cambiato qualcosa) nella speranza di contribuire in qualche modo alla discussione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottima riflessione. Grazie per averla condivisa.<br />
Vorrei aggiungere un aspetto, che ho avuto modo di osservare nel 1984 (quando ho lavorato e vissuto in Südtirol).<br />
Dato che nelle scuole, nei documenti ufficiali, nella toponomastica e nei giornali (a quel tempo sfogliavo il Dolomiten, poi qualche anno dopo è nato un nuovo giornale: Die Neue Südtiroler Tageszeitung) si usa il tedesco standard (Hochdeutsch ovviamente con proprie specificità) mi pareva di notare una situazione molto particolare: una dimensione da un lato chiusa (rispetto alla provincia di Trento e al resto d’Italia) e dall’altro aperta (rispetto alla popolazione di lingua tedesca: Austria, Germania e Svizzera). Qualcosa di estremamente diverso rispetto alla Sardegna (che invece ha molte similitudini con il Friuli Venezia-Giulia). Io credo che questa dimensione di chiusura e apertura data dalla conoscenza del tedesco (anche se quello che si parla normalmente è il dialetto locale quindi la situazione è sicuramente ancora più articolata) abbia portato dal punto di vista sociale e culturale a una specificità tutta sudtirolese. Mi sono permesso di riportare il mio pensiero (peraltro basato su osservazioni di 40 anni fa e non sono in grado di sapere se è cambiato qualcosa) nella speranza di contribuire in qualche modo alla discussione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Commenti su I prevedibilissimi imprevisti della storia che non siamo preparati ad affrontare di Omar Onnis		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/08/11/i-prevedibilissimi-imprevisti-della-storia-che-non-siamo-preparati-ad-affrontare/#comment-2375</link>

		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 08:01:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=6377#comment-2375</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://sardegnamondo.eu/2026/08/11/i-prevedibilissimi-imprevisti-della-storia-che-non-siamo-preparati-ad-affrontare/#comment-2374&quot;&gt;Salvatore Corveddu&lt;/a&gt;.

Tore, tu ti chiedi, tipo domanda retorica, &quot;possibile che il progetto scientifico più importante di questo secolo in Europa sia stato pensato nel modo sgangherato con cui molti lo rappresentano?&quot;. Io non la porrei su questo piano. Il nodo della questione, in parte per quel che riguarda l&#039;ET e sicuramente per quanto riguarda l&#039;aggressione coloniale in materia energetica, è l&#039;approccio ed è l&#039;obiettivo delle scelte. Ma anche chi le fa e in nome di cosa.
Sull&#039;ET sospendo il giudizio, perché è una questione controversa, su cui la trasparenza e l&#039;onestà nella presentazione dell&#039;opera sono indispensabili. E anche qui però noto il solito approccio autoritario, infastidito dal dover rendere conto alla popolazione (vedi reazione ostile e dai termini inaccettabili della stessa Alessandra Todde, a Lula, qualche tempo fa). Ma è possibile che l&#039;ET sia davvero un&#039;opera meravigliosa e che porterà grandi vantaggi al territorio. Non lo so. Per adesso le argomentazioni usate suonano come la solita presa in giro (più di trentamila posti di lavoro? quando? dove? per chi? e dai!).
Sulla questione energetica il discorso è più chiaro. E bisogna partire appunto dalle domande fondamentali. Chi? Perché? Come? A quale scopo? A vantaggio di chi? Il meccanismo giuridico e finanziario su cui si basa tutto il piano governativo è strumentale al profitto privato di pochi e alla produzione di energia purchessia, da convogliare il più possibile verso l&#039;Italia (del nord). I 6,2 GW di cui si parla sono la quantità minima prevista. Come è noto, i progetti presentati in Regione ammontano a dieci volte tanto. Perché? A che pro? Con quale vantaggio per la popolazione sarda? E perché, a dispetto delle dichiarazioni (messe in dubbio dai comitati fin da subito, e clamorosamente a ragione), al contempo si implementa l&#039;utilizzo di combustibili fossili e non si fa nulla per ridimensionare e possibilmente chiudere lo stabilimento Vitol (ex Saras) di Sarroch?
Insomma, la questione non è se sia necessario produrre energia dalle FER. È indispensabile e urgente. Ma il modo scelto, come sempre, serve solo agli affari privati dei soliti &quot;portatori di interessi&quot; forti e al compimento dei piani - di stampo eminentemente coloniale - del governo italiano. Questo è il tema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/08/11/i-prevedibilissimi-imprevisti-della-storia-che-non-siamo-preparati-ad-affrontare/#comment-2374">Salvatore Corveddu</a>.</p>
<p>Tore, tu ti chiedi, tipo domanda retorica, &#8220;possibile che il progetto scientifico più importante di questo secolo in Europa sia stato pensato nel modo sgangherato con cui molti lo rappresentano?&#8221;. Io non la porrei su questo piano. Il nodo della questione, in parte per quel che riguarda l&#8217;ET e sicuramente per quanto riguarda l&#8217;aggressione coloniale in materia energetica, è l&#8217;approccio ed è l&#8217;obiettivo delle scelte. Ma anche chi le fa e in nome di cosa.<br />
Sull&#8217;ET sospendo il giudizio, perché è una questione controversa, su cui la trasparenza e l&#8217;onestà nella presentazione dell&#8217;opera sono indispensabili. E anche qui però noto il solito approccio autoritario, infastidito dal dover rendere conto alla popolazione (vedi reazione ostile e dai termini inaccettabili della stessa Alessandra Todde, a Lula, qualche tempo fa). Ma è possibile che l&#8217;ET sia davvero un&#8217;opera meravigliosa e che porterà grandi vantaggi al territorio. Non lo so. Per adesso le argomentazioni usate suonano come la solita presa in giro (più di trentamila posti di lavoro? quando? dove? per chi? e dai!).<br />
Sulla questione energetica il discorso è più chiaro. E bisogna partire appunto dalle domande fondamentali. Chi? Perché? Come? A quale scopo? A vantaggio di chi? Il meccanismo giuridico e finanziario su cui si basa tutto il piano governativo è strumentale al profitto privato di pochi e alla produzione di energia purchessia, da convogliare il più possibile verso l&#8217;Italia (del nord). I 6,2 GW di cui si parla sono la quantità minima prevista. Come è noto, i progetti presentati in Regione ammontano a dieci volte tanto. Perché? A che pro? Con quale vantaggio per la popolazione sarda? E perché, a dispetto delle dichiarazioni (messe in dubbio dai comitati fin da subito, e clamorosamente a ragione), al contempo si implementa l&#8217;utilizzo di combustibili fossili e non si fa nulla per ridimensionare e possibilmente chiudere lo stabilimento Vitol (ex Saras) di Sarroch?<br />
Insomma, la questione non è se sia necessario produrre energia dalle FER. È indispensabile e urgente. Ma il modo scelto, come sempre, serve solo agli affari privati dei soliti &#8220;portatori di interessi&#8221; forti e al compimento dei piani &#8211; di stampo eminentemente coloniale &#8211; del governo italiano. Questo è il tema.</p>
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		<title>
		Commenti su I prevedibilissimi imprevisti della storia che non siamo preparati ad affrontare di Salvatore Corveddu		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/08/11/i-prevedibilissimi-imprevisti-della-storia-che-non-siamo-preparati-ad-affrontare/#comment-2374</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Corveddu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 10:14:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=6377#comment-2374</guid>

					<description><![CDATA[Omar, come ben sai, stiamo parlando di temi molto complessi: energia ed ET. Il primo più del secondo. Tu affronti il problema con una modalità che dovrebbe essere scontata ma, purtroppo, così non è e, talvolta, con l&#039;impegno non esserlo. Penso all&#039;energia: quando come Sardegna Possibile proponemmo l&#039;Agenzia venimmo persino derisi da gente che oggi ne fa un baluardo. Quando si dice &quot;Sardegna hub dell&#039;Italia&quot;, con 6,2 GW aggiuntivi, si omette che in totale, in Italia, si deve arrivare - al 2030(!) - di circa 160GW di FER installate. Opinioni? Dati discutibili? Certo è che non si può procedere con contrapposizioni che escludono un confronto serio, trasparente. Ad esempio tenendo in considerazione studi come quelli dell&#039;Università di Padova, Politecnico di Milano e UNICA. Su Einstein Telescope: miserabili ne abbiamo sempre avuti, e anche prezzolati. Sulla trasparenza vale la stessa cosa, ma di ET se ne parla da lustri! Tutto ora? Perché? Io sono abituato al confronto, e mi chiedo: possibile che il progetto scientifico più importante di questo secolo in Europa sia stato pensato nel modo sgangherato con cui molti lo rappresentano. De André diceva: la &quot;mano del sale&quot; è una questione che non può agire chiunque.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Omar, come ben sai, stiamo parlando di temi molto complessi: energia ed ET. Il primo più del secondo. Tu affronti il problema con una modalità che dovrebbe essere scontata ma, purtroppo, così non è e, talvolta, con l&#8217;impegno non esserlo. Penso all&#8217;energia: quando come Sardegna Possibile proponemmo l&#8217;Agenzia venimmo persino derisi da gente che oggi ne fa un baluardo. Quando si dice &#8220;Sardegna hub dell&#8217;Italia&#8221;, con 6,2 GW aggiuntivi, si omette che in totale, in Italia, si deve arrivare &#8211; al 2030(!) &#8211; di circa 160GW di FER installate. Opinioni? Dati discutibili? Certo è che non si può procedere con contrapposizioni che escludono un confronto serio, trasparente. Ad esempio tenendo in considerazione studi come quelli dell&#8217;Università di Padova, Politecnico di Milano e UNICA. Su Einstein Telescope: miserabili ne abbiamo sempre avuti, e anche prezzolati. Sulla trasparenza vale la stessa cosa, ma di ET se ne parla da lustri! Tutto ora? Perché? Io sono abituato al confronto, e mi chiedo: possibile che il progetto scientifico più importante di questo secolo in Europa sia stato pensato nel modo sgangherato con cui molti lo rappresentano. De André diceva: la &#8220;mano del sale&#8221; è una questione che non può agire chiunque.</p>
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