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	<title>vaso di Dueno Archivi - SardegnaMondo</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Jan 2020 13:34:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Fantalinguistica, fantarcheologia, fantastoria: risposte metodologicamente errate a un problema reale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2020 13:34:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di ricostruzione del nostro passato, così come di qualsiasi altra pratica di ricerca basata sul metodo scientifico, è appunto il metodo la vera questione fondamentale. Di solito, dalle nostre parti, ci si accapiglia fin troppo sui contenuti, sulle conclusioni, concentrandosi sulla delegittimazione dell&#8217;interlocutore, con argomentazioni ad hominem e/o fallacie &#8220;dello spaventapasseri&#8221;. Si...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2020/01/09/fantalinguistica-fantarcheologia-fantastoria-risposte-metodologicamente-errate-a-un-problema-reale/">Fantalinguistica, fantarcheologia, fantastoria: risposte metodologicamente errate a un problema reale</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Fantalinguistica, fantarcheologia, fantastoria: risposte metodologicamente errate a un problema reale' data-link='https://sardegnamondo.eu/2020/01/09/fantalinguistica-fantarcheologia-fantastoria-risposte-metodologicamente-errate-a-un-problema-reale/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://c1.staticflickr.com/1/971/42023776182_c84e368819.jpg" alt="https://c1.staticflickr.com/1/971/42023776182_c84e368819.jpg" width="566" height="378"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di ricostruzione del nostro passato, così come di qualsiasi altra pratica di ricerca basata sul metodo scientifico, è appunto il metodo la vera questione fondamentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di solito, dalle nostre parti, ci si accapiglia fin troppo sui contenuti, sulle conclusioni, concentrandosi sulla delegittimazione dell&#8217;interlocutore, con <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/ad-hominem_(Dizionario-di-filosofia)/" target="_blank"  rel="nofollow" >argomentazioni <em>ad hominem</em></a> e/o <a href="https://www.linux.it/~della/fallacies/spaventapasseri.html" target="_blank"  rel="nofollow" >fallacie &#8220;dello spaventapasseri&#8221;</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si perde così di vista il vero nodo. Che è appunto metodologico. Riguarda le premesse non dichiarate, le cornici concettuali usate, l&#8217;articolazione del discorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è una delle ragioni per cui il dibattito pubblico in Sardegna vuoi sui media tradizionali, vuoi sui social media, è così faticoso e così sterile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tanto più su temi estremamente sensibili e condizionati più di altri (ma lo sono tutti) dalle posizioni politiche, etiche, valoriali di chi partecipa al dibattito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora, sulla debolezza del nostro ambito intellettuale istituzionale ho già speso qualche parola e non vorrei tornarci su. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mi è mai interessato delegittimare questa o quella persona (che sarebbe appunto una modalità errata di impostare il discorso), quanto piuttosto evidenziare carenze di metodo, sclerosi delle cornici interpretative, conformismo verso la narrazione egemonica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attenzione sugli esiti e sui contenuti arriva dopo, la loro critica è una conseguenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sappiamo, in ambito storico-archeologico, esiste da tempo una feroce diatriba tra studi istituzionali, per così dire ufficiali, e letture alternative del nostro passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho parlato anche di queste ultime, inevitabilmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cercare di mantenere uno sguardo obiettivo e intellettualmente onesto non è facile. Non è facile di suo e in più di solito ti procura antipatie presso tutte le parti in causa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nondimeno occorre insistere nel segnalare gli errori di impostazione e le magagne nelle teorie proposte, nella loro confezione, nella loro comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esistono zone franche o ambiti che possano pretendere di essere sottratti alla critica e alla verifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle tematiche storico-archeologiche è spesso connessa &#8211; direttamente o indirettamente, esplicitamente o implicitamente &#8211; quella linguistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per esempio una delle pietre dello scandalo da anni sono le tesi sulla presunta scrittura &#8220;nuragica&#8221; teorizzata dal prof. Gigi Sanna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ultimamente sta riscuotendo una certa popolarità la tesi di Bartolomeo Porcheddu circa una derivazione del latino dal sardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Popolarità garantita anche da una certa copertura giornalistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Apro un inciso su questo aspetto, anch&#8217;esso estremamente delicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È vero che non possono essere i mass media a risolvere i problemi della nostra ignoranza storica e le questioni di metodo e di merito aperte dal pubblico dibattito in proposito. Tuttavia i mass media hanno un ruolo estremamente rilevante e delicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pensiamo ai danni che fa la divulgazione televisiva quando &#8211; come purtroppo accade spesso &#8211; è inaccurata o, peggio, ideologicamente orientata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Idem per i giornali e gli altri organi di informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cattiva qualità della nostra stampa e dei nostri mass media è un grave problema che attiene alla sfera dei diritti, alla democrazia, non solo all&#8217;ambito deontologico e/o a quello dei contenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiudo l&#8217;inciso, ma era indispensabile per contestualizzare uno degli aspetti del caso che mi accingo a discutere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una <a href="http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/01/08/iscrizione-sul-vaso-di-dueno-in-sardo-non-in-latino_bc05e4fb-ae6c-4886-8c8f-6278ff9204c9.html" target="_blank"  rel="nofollow" >notizia</a> che ha a che fare appunto con le tesi di Bartolomeo Porcheddu circa la relazione tra latino e sardo, notizia circolata su vari organi di informazione e lanciata da titoli di tono sensazionalistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riguarda un oggetto molto noto ai linguisti che si occupano di latino: il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Iscrizioni_di_Dueno" target="_blank"  rel="nofollow" >&#8220;vaso di Dueno&#8221;</a>, una delle più antiche attestazioni del latino arcaico. Non c&#8217;è bisogno di sottolinearne la rilevanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iscrizione che vi si può leggere, tuttavia, non ha un&#8217;interpretazione unanime né sicura. Come spesso capita in questi casi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bartolomeo Porcheddu, presentato un po&#8217; anodinamente come &#8220;linguista&#8221; e come &#8220;esperto&#8221;, propone una sua traduzione, a partire dalla sua tesi secondo cui il latino sarebbe nient&#8217;altro che un&#8217;evoluzione di un proto-sardo, lingua di matrice &#8220;mediterranea&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa c&#8217;è che non va in questa notizia?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Direi diverse cose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano strettamente giornalistico &#8211; e qui mi riferisco soprattutto al lancio dell&#8217;agenzia ANSA &#8211; è mal confezionata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A parte il tono sensazionalistico di cui sopra, si accolgono le affermazioni dell&#8217;esperto in questione senza fare mai la &#8220;seconda domanda&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure di motivi per cercare di chiarire i vari aspetti e i presupposti di cotante asserzioni ce ne sarebbero parecchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per esempio quando si accenna a un presunto proto-sardo come alla lingua dominante nel Mediterraneo antico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa defaillance giornalistica si intreccia con la questione principale, quella di metodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lasciamo stare la qualità dell&#8217;informazione su questa presunta scoperta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso, come in altri, quel che è da rimarcare è appunto la debolezza metodologica delle tesi proposte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non basta a rendere credibile un&#8217;ipotesi o una tesi l&#8217;enfasi con cui viene proposta, il suo fascino, il fatto che solletichi la nostra immaginazione, o il nostro amor proprio, o persino che sembri plausibile di suo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per poter sostenere che sia esistito un proto-sardo, che questa lingua fosse la lingua principale del Mediterraneo all&#8217;inizio del primo millennio a.C. e che da essa sia derivato il latino occorrono non solo solidi passaggi logico-deduttivi ma prima di tutto fonti, riscontri, un quadro di riferimento teorico e documentale robusto e validato da studi e dall&#8217;ampio consenso tra gli esperti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima ancora che accapigliarsi sulle conclusioni finali, la cui novità o sensazionalità non esclude in partenza una possibile veridicità, bisognerebbe soffermarsi su questi aspetti, su queste pre-condizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pre-condizioni che qui mancano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Voglio essere chiaro. Non ho motivo alcuno per dubitare della buona fede di Bartolomeo Porcheddu, tuttavia considero irricevibile la sua tesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul sardo non mancano i documenti. Abbiamo attestazioni di questa lingua abbastanza precoci, rispetto all&#8217;area delle lingue neo-latine, e possiamo osservare con una certa facilità il suo sviluppo storico, le sue connessioni con il latino volgare e con le altre lingue romanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non c&#8217;è nulla di misterioso, in tutto ciò, perché esiste una certa mole di documenti ben noti (senza escludere che se ne possano trovare altri) e gli studi che li riguardano costituiscono un corpus di conoscenze ormai vasto, articolato, consolidato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con tutto questo ci si deve confrontare, prima di cimentarsi in una proposta innovativa. Specie se tale proposta falsifica l&#8217;intero corpus di studi e di conoscenze date per acquisite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La verifica del metodo e delle premesse è decisiva. È ciò che distingue una teoria credibile, meritevole di essere vagliata, criticata, convalidata o falsificata con tutta l&#8217;attenzione e l&#8217;acribia del caso, da un assemblaggio posticcio di ipotesi, indizi eterogenei, esiti arbitrari, fallacie argomentative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni premessa deve essere suffragata da attestazioni o almeno indizi consistenti e dalle premesse vanno fatte discendere conseguenze non solo logiche ma anche validate da ulteriori conferme fattuali, documentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Assumere come fondative di una teoria delle premesse indimostrate o puramente ipotetiche (se non del tutto fantasiose), legarle in un ragionamento arbitrario traendone una concatenazione di conclusioni non necessarie è un modo di procedere che somiglia poco a un sano esercizio della nostra ragione e molto di più alla superstizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che una certa parte degli appassionati di archeologia, storia e/o linguistica in Sardegna non vogliono capire è che questi aspetti di metodo sono decisivi e che senza la doverosa accuratezza su questi aspetti nessuna tesi innovativa potrà mai essere anche solo presa in considerazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se si presume che esista una cappa di oscurantismo conservatore nel mondo dell&#8217;archeologia, della linguistica e della storiografia ufficiali e la si vuole squarciare, a maggior ragione si deve puntare sull&#8217;inappuntabilità metodologica, sulla credibilità del lavoro di ricerca e ricostruzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli appassionati, le persone che per interesse intellettuale e/o per militanza si fanno affascinare dalle tesi alternative a quelle ufficiali, devono accettare il fatto che una tesi non è vera in proporzione a quanto essa soddisfi le nostre aspettative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un punto di partenza sbagliato, quello di assumere come false le risultanze della ricerca ufficiale in quanto ufficiali. Ed è altrettanto erroneo reputare più veritiere le tesi che ci piacciono, solo perché ci piacciono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il meccanismo della megalomania e della mitopoiesi auto-consolatoria, come risposta a vere o presunte lacune nella nostra conoscenza del passato e/o a una politica culturale orientata alla minorizzazione e alla subalternità, è un meccanismo noto e facilmente comprensibile; ma non per questo risulta più giustificabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una risposta sbagliata a un&#8217;esigenza legittima. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non possiamo fare delle tematiche storiche, archeologiche e linguistiche un campo di battaglia tra petizioni di principio o tra opposte confessioni religiose. Non si tratta di una questione di fede.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È certamente anche una questione politica e le scelte politiche hanno il loro peso. Ma esse non possono determinare aprioristicamente quale sia la verità (la verità storica, scientifica, umana a cui abbiamo accesso con i nostri mezzi, naturalmente).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ribadisco una cosa già detta: è necessario appropriarsi di una modalità di dibattito pubblico che sia scevra delle fallacie più diffuse e orientata tanto alla socializzazione del sapere quanto al libero confronto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pretendere un ruolo più responsabile e più consapevole da parte dei mass media è un lato del medesimo problema, come abbiamo visto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In definitiva, c&#8217;è tanto da fare. Ma prima di tutto è fondamentale uscire da un costosissimo stato di minorità culturale e politico, che emerge anche e soprattutto in queste faccende. Ciascuno deve metterci del suo.</p>
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