<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>storia sarda Archivi - SardegnaMondo</title>
	<atom:link href="https://sardegnamondo.eu/tag/storia-sarda/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://sardegnamondo.eu/tag/storia-sarda/</link>
	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Apr 2026 10:22:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Le parole della Sarda rivoluzione, il senso di Sa Die de sa Sardigna</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/04/26/le-parole-della-sarda-rivoluzione-il-senso-di-sa-die-de-sa-sardigna/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2026/04/26/le-parole-della-sarda-rivoluzione-il-senso-di-sa-die-de-sa-sardigna/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 11:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[indipendentismo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Adriana Valenti Sabouret]]></category>
		<category><![CDATA[die de sa sardigna]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Atzori]]></category>
		<category><![CDATA[Public History]]></category>
		<category><![CDATA[Sarda Rivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[storia sarda]]></category>
		<category><![CDATA[uso pubblico della storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=6282</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come ogni anno, la fine di aprile ci presenta un momento di necessaria riflessione, tra storia e politica. La vicinanza di ricorrenze diverse ma non alternative, come il 25 aprile (liberazione italiana dal nazifascismo), 27 aprile (morte di Nino Gramsci) e 28 aprile (Die de sa Sardigna), è potenzialmente feconda, ma troppo spesso usata per...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/04/26/le-parole-della-sarda-rivoluzione-il-senso-di-sa-die-de-sa-sardigna/">Le parole della Sarda rivoluzione, il senso di Sa Die de sa Sardigna</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Le parole della Sarda rivoluzione, il senso di Sa Die de sa Sardigna' data-link='https://sardegnamondo.eu/2026/04/26/le-parole-della-sarda-rivoluzione-il-senso-di-sa-die-de-sa-sardigna/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="394" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/04/immagine-1-700x394.jpg" alt="" class="wp-image-6285" style="width:606px;height:auto" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/04/immagine-1-700x394.jpg 700w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/04/immagine-1-640x360.jpg 640w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/04/immagine-1-768x432.jpg 768w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/04/immagine-1-1536x864.jpg 1536w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/04/immagine-1-2048x1152.jpg 2048w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/04/immagine-1-800x450.jpg 800w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading"><em>Come ogni anno, la fine di aprile ci presenta un momento di necessaria riflessione, tra storia e politica. La vicinanza di ricorrenze diverse ma non alternative, come il 25 aprile (liberazione italiana dal nazifascismo), 27 aprile (morte di Nino Gramsci) e 28 aprile (Die de sa Sardigna), è potenzialmente feconda, ma troppo spesso usata per sminuire o mistificare queste date e i passaggi storici a cui si riferiscono. In Sardegna forse più che altrove.</em></h3>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Uno dei tratti salienti di queste giornate è l&#8217;applicazione di cornici interpretative e di parole d&#8217;ordine che di solito servono a edulcorarne il senso, se non proprio a mistificarlo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Sul 25 aprile, in Italia, da più di un trentennio è in corso un processo di svuotamento e di malintesa pacificazione &#8220;nazionale&#8221; che toglie alla ricorrenza tutto il suo significato più profondo. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;ecumenismo di matrice conservatrice e nazionalista prevale ormai sulla componente inevitabilmente divisiva della celebrazione. Che rievoca la vittoria della democrazia, ivi comprese le sue componenti più radicali, di matrice socialista (in senso ampio), sul fascismo e il nazismo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Eliminare questa discriminante politica e valoriale profonda significa annullare la portata vitale del 25 aprile. Il che oggi suona ancora più minaccioso che trent&#8217;anni fa (e suonava minaccioso anche allora). L&#8217;onda nera che sta percorrendo il pianeta, e soprattutto le aree in cui nel secondo dopoguerra si è affermato lo stato di diritto, non è ancora rifluita. Tutt&#8217;altro.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Quanto alla Sardegna, al di là delle destre di ispirazione fascista (ce ne sono anche sull&#8217;isola, purtroppo), va detto che esiste ancora in certi ambienti politici di matrice indipendentista una certa freddezza sul 25 aprile. Considerata una festa &#8220;nazionale&#8221; dello stato oppressore, viene rifiutata in quanto malintesa espressione della subalternità sarda. Come se la sconfitta del nazifascismo non fosse una faccenda di significato universale, ovunque sia avvenuta, e come se alla Resistenza non avessero partecipato, sui suoi vari fronti, un discreto numero di persone sarde.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non mancano poi le dispute su chi sia più legittimato a presentarsi come antifascista, tra le varie sigle e le varie inclinazioni specifiche. Pensiamo alla drammatica confusione sulla guerra in Ucraina o alle posizioni sui regimi nemici dell&#8217;Occidente (e dunque automaticamente &#8220;buoni&#8221;, per certuni). Senza dimenticare le tradizionali divisioni della sinistra, sia socialista, sia genericamente progressista.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La data della morte di Nino Gramsci è la meno ricordata, in questi giorni. Del resto, Gramsci rappresenta sempre un osso duro da rosicchiare, sia per i suoi detrattori, sia per i suoi difensori di inclinazione togliattiana o addirittura rossobruna (ce ne sono, purtroppo). Non è una figura riconducibile a facili etichettature edulcoranti.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ma è sul 28 aprile che si addensano le nubi mistificatorie più cupe e insistenti. Come scritto e ripetuto più volte anche da queste parti, Sa Die è una ricorrenza estremamente problematica per tutte le componenti dell&#8217;establishment sardo, in ambito politico, in quello accademico e intellettuale, in quello socio-economico.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Persino nell&#8217;indipendentismo esistono distinguo notevoli sulla ricorrenza, lamentando alcuni che non si sia trattato di una vicenda eminentemente indipendentista, altri che invece andrebbe considerata pienamente tale.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In questo caso, hanno torto tutti. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il periodo della rivoluzione sarda è uno snodo storico decisivo che ci chiama direttamente in causa, ma non si trattò di un movimento politico che rivendicava l&#8217;indipendenza statuale, dato che lo stato esisteva già ed era il Regno di Sardegna.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La leadership del partito novatore, quello più radicale, aveva due scopi fondamentali: abolire il regime feudale e imporre ai Savoia un mutamento drastico della loro monarchia, da assoluta a costituzionale (scopo di tutte le rivoluzioni europee almeno fino al 1848). </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il rovesciamento della monarchia a favore di una repubblica sarda era un esito contemplato come possibile e necessario alla luce dell&#8217;impossibilità di riformare lo stato, stante l&#8217;ottuso rifiuto della corte sabauda e della classe dirigente sarda che ne era complice a prendere in considerazione le proposte di riforma radicale emerse dalle vicende di quegli anni.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ciò però non significa che la rivoluzione sarda, benché sconfitta, non fosse una rivoluzione con tutti i crismi, né che si possa ridimensionarla a momento marginale, con tratti addirittura reazionari (come vuole certa storiografia odierna), senza alcun obiettivo politico di largo respiro e senza alcun coinvolgimento delle popolazioni isolane.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non ebbe nemmeno a che fare &#8211; come pure molti asseriscono &#8211; con presunte pulsioni &#8220;autonomistiche&#8221;. *Autonomia* e *autonomismo* sono due delle parole che non si dovrebbero proprio usare a proposito della sarda rivoluzione e della sua rievocazione del 28 aprile.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Tanto meno è lecito associare la sarda rivoluzione, i suoi prodromi, le sue cause e i suoi sviluppi, al Risorgimento italiano, con cui davvero ha ben poco a che fare, sia per contesto, sia per motivazioni e obiettivi, sia per svolgimento.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Associarla alla rivoluzione napoletana del 1799 è ugualmente improprio, dato che nel caso sardo i moti popolari e gli scopi perseguiti dalla leadership rivoluzionaria discendevano da cause del tutto endogene e si basavano su forze interne (a parte la speranza &#8211; e ad un certo punto la richiesta esplicita, emersa dopo il 1796 &#8211; di un intervento della Francia). La brevissima parentesi della rivoluzione napoletana fu invece sostenuta, alimentata e garantita dalla presenza di truppe francesi e infine, dopo pochi mesi, sconfitta da un movimento popolare avverso.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Con tutto ciò, è comprensibile che rievocare quel periodo e riportarlo alla luce nella conoscenza diffusa della cittadinanza, farlo diventare un momento significativo della nostra storia relativamente recente, che ancora ci interroga, può essere fatto senza timori e senza nulla da perdere soprattutto dall&#8217;ambito politico-culturale indipendentista e sardista (in senso lato). </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Per la classe dirigente attuale è invece una minaccia, una messa in discussione di dinamiche sociali e politiche consolidate, per essa congeniali e vantaggiose, che però ci hanno portato al disastro.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Sminuire il periodo rivoluzionario sardo come insieme di vicende di piccolo conto, prive di significato politico, è sia un torto alla storia, sia una mancanza di rispetto per le migliaia di persone isolane che in quegli anni misero in gioco se stesse, disposte a pagare il prezzo più alto, pur di cercare di cambiare &#8220;lo stato delle cose presenti&#8221; in meglio. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">E non in meglio per alcuni limitati ceti sociali o per l&#8217;élite che aveva assunto la leadership, bensì per l&#8217;intera isola, per la &#8220;Nazione sarda&#8221;, come veniva esplicitamente richiamata nei documenti e nei propositi del tempo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Per questo, è indispensabile scrostare le narrazioni su quegli eventi dalla patina normalizzante e deformante di cui sono stati ricoperti e tornare alle fonti. I documenti non mancano. Anzi, sarebbe magari opportuno che l&#8217;ambiente storiografico sardo lasciasse perdere l&#8217;ossessiva e occhiuta vigilanza sul racconto pubblico della storia fatto da altri, fuori dal suo controllo, e si dedicasse con maggiore sollecitudine e acribia alla ricerca e allo studio.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Al momento, gli unici avanzamenti nella conoscenza delle vicende rievocate e riassunte dalla celebrazione del 28 aprile sono dovuti alla meritoria opera di studiosi e studiose fuori dai percorsi accademici. Penso in particolare a <a href="https://decodernews.substack.com/p/rivoluzionari-sardi-in-francia-personaggi" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >Adriana Valenti Sabouret</a> e a <a href="https://www.fondazionesardinia.eu/a-sassari-in-nome-della-cancellazione-della-storia-di-piero-atzori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >Piero Atzori</a>.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Del resto, basterebbe leggere e comprendere bene, contestualizzandoli adeguatamente e cogliendone significati, rimandi e connotazioni, a due testi fondamentali di quegli anni decisivi: <em><a href="https://wikisource.org/wiki/Su_patriottu_sardu_a_sos_feudatarios" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >Su patriotu sardu a sos feudatàrios</a></em> e <em><a href="https://www.andalanoa.it/index.php/uls-meilogu/753-l-achille-della-sarda-liberazione" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >L&#8217;Achille della sarda liberazione</a></em>.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il primo è noto, ma poco studiato e in realtà pochissimo conosciuto nel suo testo integrale. Le sue 47 sestine in ottonari, oltre a rappresentare una notevole opera poetica (di poesia civile, nello specifico), sono anche un vero catechismo politico rivolto al popolo. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Raro esempio  &#8211; e molto scomodo, oggi &#8211; di un&#8217;élite intellettuale e politica disposta a mescolarsi con le istanze dei ceti svantaggiati, a fornire loro parole d&#8217;ordine, concetti chiave, obiettivi, leadership. Leadership anche nel senso dell&#8217;affrontare in prima persona e in prima linea i pericoli derivanti dall&#8217;impegno sul fronte rivoluzionario.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><em>L&#8217;Achille della sarda liberazione</em> nacque certamente nello stesso ambito intellettuale, probabilmente concepito dalle stesse persone che affidarono alla penna di Francesco Ignazio Mannu la messa in versi di quei temi. La sua prosa asciutta, la sua stesura per articoli e per punti, in italiano, ne fanno un&#8217;opera di respiro sovralocale. È il vero manifesto politico della sarda rivoluzione.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La sua connessione con <em>Su patriotu sardu</em> è evidente, solo che li si legga in modo sinottico, uno accanto all&#8217;altro. Le concomitanze tematiche sono fortissime e il modo stesso di esprimere i concetti è così consonante che non può essere revocata in dubbio la loro concezione unitaria. Non mi risulta, tuttavia, che questi aspetti siano mai stati esposti in questi termini in alcuno studio relativo ai due testi.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Resta il fatto che si tratta di due documenti fondamentali, che sarebbe bello venissero conosciuti e studiati da tutta la cittadinanza sarda, a scuola, nei corsi universitari e nelle occasioni di Public History. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In essi, più che in ricostruzioni a posteriori e spesso tendenziose, è legittimo e anche tutto sommato facile trovare le parole più adatte a raccontare il periodo rivoluzionario sardo e a restituire un senso autentico, storicamente accurato e <a href="https://sardegnamondo.eu/2024/06/05/il-conflitto-inevitabile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">politicamente fecondo</a> a Sa Die de sa Sardigna.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Le parole della Sarda rivoluzione, il senso di Sa Die de sa Sardigna' data-link='https://sardegnamondo.eu/2026/04/26/le-parole-della-sarda-rivoluzione-il-senso-di-sa-die-de-sa-sardigna/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Le parole della Sarda rivoluzione, il senso di Sa Die de sa Sardigna' data-link='https://sardegnamondo.eu/2026/04/26/le-parole-della-sarda-rivoluzione-il-senso-di-sa-die-de-sa-sardigna/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/04/26/le-parole-della-sarda-rivoluzione-il-senso-di-sa-die-de-sa-sardigna/">Le parole della Sarda rivoluzione, il senso di Sa Die de sa Sardigna</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2026/04/26/le-parole-della-sarda-rivoluzione-il-senso-di-sa-die-de-sa-sardigna/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Panzane storiche reiterate e dove trovarle</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/04/14/panzane-storiche-reiterate-e-dove-trovarle/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2026/04/14/panzane-storiche-reiterate-e-dove-trovarle/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 21:17:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[università e istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Fantastoria]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cesare Casula]]></category>
		<category><![CDATA[nazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Regno di Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[storia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[storia sarda]]></category>
		<category><![CDATA[Unica radio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=6268</guid>

					<description><![CDATA[<p>In alcuni ambienti della storiografia e dell&#8217;archeologia, in Sardegna, si stigmatizza spesso la proliferazione di narrazioni fantasiose e nostalgiche di un presunto passato glorioso. Si è addirittura coniato il termine &#8211; dispregiativo &#8211; &#8220;fantarcheosardismo&#8221; e sono facilmente reperibili in Rete le invettive contro una pretesa deriva identitaria di tali narrazioni. Pochissima attenzione si pone, invece,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/04/14/panzane-storiche-reiterate-e-dove-trovarle/">Panzane storiche reiterate e dove trovarle</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Panzane storiche reiterate e dove trovarle' data-link='https://sardegnamondo.eu/2026/04/14/panzane-storiche-reiterate-e-dove-trovarle/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="683" height="1024" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/04/immagine.jpg" alt="" class="wp-image-6273" style="width:445px;height:auto" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/04/immagine.jpg 683w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/04/immagine-320x480.jpg 320w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/04/immagine-640x960.jpg 640w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading"><em>In alcuni ambienti della storiografia e dell&#8217;archeologia, in Sardegna, si stigmatizza spesso la proliferazione di narrazioni fantasiose e nostalgiche di un presunto passato glorioso. Si è addirittura coniato il termine &#8211; dispregiativo &#8211; &#8220;fantarcheosardismo&#8221; e sono facilmente reperibili in Rete le invettive contro una pretesa deriva identitaria di tali narrazioni. Pochissima attenzione si pone, invece, rispetto alle forzature o alle vere falsità storiche diffuse da media e fonti a volte addirittura istituzionali, o comunque presuntamente autorevoli. Un interessante fenomeno anche questo.</em></h3>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Da queste parti non è mai mancata la vigilanza sulle tesi storiche fantasiose e sulle vere e proprie mistificazioni relative al nostro passato, da qualsiasi parte provenissero.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Va però chiarito, una volta per tutte, che non tutte le narrazioni false o comunque fantasiose sulla storia sarda hanno lo stesso peso e la stessa portata. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Tesi e ricostruzioni fantasiose sul passato esistono a tutte le latitudini. Senza tornare necessariamente agli antichi miti, è un fenomeno del tutto contemporaneo quello del sensazionalismo storico-archeologico, specie in relazione ad antiche civiltà, ma non solo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">A volte la fantastoria è fine a se stessa, a volte nasconde scopi commerciali, altre volte gli intenti sono più scopertamente &#8211; e anche più genericamente &#8211; politici. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Intanto, bisogna partire dal presupposto che nessuna storiografia è del tutto neutrale. La disciplina storiografica contemporanea e le altre discipline connesse nascono in epoca romantica, sono coeve e per tanti versi consustanziali ai nazionalismi. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Si potrebbe fare l&#8217;esempio delle storiografie &#8220;nazionali&#8221; degli stati europei. O, con ancora maggiore evidenza, quello della archeologia e della storiografia israeliana.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ma in questi campi c&#8217;è stata un&#8217;evoluzione sia nei contenuti sia nei metodi, frutto soprattutto della riflessione interna alle discipline stesse e alla presa di coscienza sul peso politico che hanno gli studi sul passato.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In Italia si è fatta largo a fatica una certa postura critica verso gli elementi narrativi portanti della storiografia &#8220;nazionale&#8221; e tutto considerato la Grande narrazione storica egemonica e l&#8217;uso pubblico della storia risentono ancora in modo molto forte della costruzione artificiosa e pesantemente orientata dell&#8217;idea &#8220;nazionale&#8221; italiana.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Certe tematiche sono state a lungo &#8211; e in modo preoccupante sono tornate ad essere oggi &#8211; una sorta di tabù culturale. Come la vicenda colonialista dello stato italiano o lo stesso fascismo. Per non menzionare l&#8217;insistenza con cui si impone la falsità storica della continuità tra antichità romana e Italia contemporanea.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In Italia ha fatto fatica ad essere accettata e metabolizzata la lezione della &#8220;scuola delle Annales&#8221; (Bloch, Febvre, Braudel, ecc.). La storiografia italiana ha pochissimo peso a livello internazionale. Paga lo scotto di troppi nodi irrisolti, a partire dalla stessa natura dello stato italiano, e dello scarso favore politico per la scienza e la ricerca.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In Sardegna tutto questo ha avuto un riverbero doppiamente gravoso e per molti versi tossico. Sono temi già affrontati in questo spazio e nei miei libri, non mi ci dilungo. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In Sardegna l&#8217;ossessione della storiografia e dell&#8217;archeologia istituzionali (chiamiamole così) per le contro-narrazioni, sia quelle più smaccatamente fantasiose sia quelle anche solo critiche o che propongono un punto di vista di partenza diverso, ha un che di patologico. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non solo, mostra anche un orientamento culturale e politico abbastanza preciso: l&#8217;italo-centrismo e la lettura nazionalista italiana come orizzonte culturale necessario e non revocabile in dubbio.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La domanda di conoscenza storica, così presente nell&#8217;isola, è dovuta al fatto che la popolazione sarda è deprivata di un accesso ordinario alla sua storia. La stragrande maggioranza delle persone sarde, comprese quelle che fanno parte del ceto medio istruito (o riflessivo), non sa pressoché nulla del nostro passato. A parte poche, vaghe nozioni, molto superficiali, spesso tendenziose o del tutto false.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La naturale curiosità di tante persone si sovrappone poi alla subalternità culturale e a una mitologia identitaria mortificante, così interiorizzate dalla popolazione da essere riprodotte meccanicamente, in modo irriflesso. Ne nasce un cortocircuito che genera oscillazioni violente tra depressione e megalomania.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">A quest&#8217;ultima &#8211; che è pur sempre una reazione indotta da cause storiche profonde &#8211; si deve l&#8217;attenzione di un certo numero di persone sarde per le ricostruzioni enfatiche del nostro passato, specie lontano. Di cui per altro ci restano testimonianze materiali così visibili e grandiose da suscitare inevitabili interrogativi. Che i mezzi ordinari di conoscenza &#8211; dalla scuola, ai mass media principali, alla divulgazione &#8211; non soddisfano.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">E veniamo all&#8217;altra faccia della medaglia, che rappresenta un problema per certi versi più grande e decisivo. Riguarda la congerie di nozioni storiche sulla Sardegna e la cornice generale attraverso cui esse vengono veicolate che si possono trarre dalla manualistica scolastica e dai mass media.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Come accennato più su, vere e proprie mistificazioni entrano senza alcun filtro nel bagaglio di conoscenze di base di tutta la cittadinanza scolarizzata e nel discorso pubblico, anche istituzionale.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Gli esempi potrebbero essere davvero tanti.  Mi limito qui a uno recente, riguardante l&#8217;emittente Unica radio, web radio dell&#8217;Università di Cagliari. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In <a href="https://www.unicaradio.it/blog/2026/03/28/sardegna-protagonista-la-verita-che-litalia-ignora/?amp=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >un post</a> di poche settimane fa reperibile sul suo sito, si reitera la tesi, cara a Francesco Cesare Casula, più volte confutata anche da queste parti, secondo cui l&#8217;attuale stato italiano discenderebbe direttamente dal Regno di Sardegna, le cui origini poi sarebbero da ritrovare nella vittoria del Regno di Aragona contro i pisani di Castel di Castro di Calari, nel 1324.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Una continuità pretesa, ma indimostrata, per giunta attribuibile alla circostanza storica di una dolorosa e epocale sconfitta dell&#8217;ultimo stato (medievale) sovrano autoctono: il regno giudicale di Arborea (1420).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il Regno di Sardegna a cui ci si riferisce è esistito, nella sua forma poi consolidatasi storicamente, dal 1421. Anche se non volessimo considerare la discontinuità rappresentata dal passaggio della corona sarda alla Casa Savoia (1720), *quel* Regno di Sardegna finì di diritto e anche di fatto (ma non di nome) nel 1848, con l&#8217;entrata in vigore della Perfetta fusione e la promulgazione dello Statuto &#8220;Albertino&#8221;.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Che il nome del regno sia rimasto lo stesso fino al 1861 rileva poco o nulla, dal punto di vista storico, giuridico e politico. La continuità diretta con l&#8217;attuale Repubblica italiana è poi palesemente destituita di qualsiasi fondamento.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Che questa tesi strampalata e priva di qualsiasi consenso scientifico sia di tanto in tanto rispolverata o dal suo propugnatore (F.C. Casula), o dai suoi emuli e allievi, o, per distrazione, ignoranza, conformismo, da commentatori occasionali, sarebbe suscettibile di critica, ma tutto sommato rientrerebbe nella normalità di un dibattito pubblico a tratti surreale come quello sardo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Che però un medium collegato all&#8217;università la rilanci, con pretesa di credibilità, suffragata da argomentazioni al limite dell&#8217;auto-caricatura, è ingiustificabile. Salvo credere che si tratti di uno scherzo o, come si usa dire oggi, di una trollata.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Se presa sul serio, rivela una dose mortifera non solo e non tanto di ignoranza e di provincialismo, ma prima di tutto di subalternità culturale.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Sarebbe bello che la storiografia sarda, specie i suoi custodi più intransigenti, assumendosi la responsabilità dovuta al proprio ruolo pubblico, si esprimessero una volta per tutte con chiarezza su questa come su altre false conoscenze.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non succederà. L&#8217;unico nazionalismo (ipotetico) che fa loro paura è quello sardo. Quello italiano è pienamente interiorizzato e come tale veicolato automaticamente, come fosse l&#8217;unica cornice interpretativa valida (il fenomeno noto come &#8220;nazionalismo banale&#8221;). </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È la questione sollevata, tra gli altri, dalla scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie nel suo pamphlet <em>Il pericolo di un&#8217;unica storia</em>. Oltre che rilavata e analizzata sotto vari profili dagli studi post-coloniali.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Così, ci ritroviamo esposti a panzane grossolane, a volte mortificanti, oltre che insensate come quella in questione, ma pienamente legittimate dalla forza dei mezzi che le diffondono e validate dalla mancata critica degli addetti ai lavori. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non è un bell&#8217;esempio di deontologia, di coscienza civica e di responsabilità democratica. Problema ben più grave, per implicazioni politiche e conseguenze, degli eccessi fantasiosi &#8211; identitari o meno &#8211; dei fantastorici e dei fantarcheologi sardi. </p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Panzane storiche reiterate e dove trovarle' data-link='https://sardegnamondo.eu/2026/04/14/panzane-storiche-reiterate-e-dove-trovarle/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Panzane storiche reiterate e dove trovarle' data-link='https://sardegnamondo.eu/2026/04/14/panzane-storiche-reiterate-e-dove-trovarle/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/04/14/panzane-storiche-reiterate-e-dove-trovarle/">Panzane storiche reiterate e dove trovarle</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2026/04/14/panzane-storiche-reiterate-e-dove-trovarle/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Libro nuovo, libro vecchio e altre cose</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2025/02/21/nuovo-libro-vecchio-libro-e-altre-cose/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2025/02/21/nuovo-libro-vecchio-libro-e-altre-cose/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 18:53:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Catartica]]></category>
		<category><![CDATA[L'estate dei segreti]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[storia sarda]]></category>
		<category><![CDATA[studi postcoloniali]]></category>
		<category><![CDATA[Tutto quello che sai sulla Sardegna è falso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=5906</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alcuni annunci: l&#8217;uscita di un nuovo libro, la riesumazione di uno vecchio e introvabile e un appuntamento ravvicinato. Esce con Catartica il mio nuovo libro, un romanzo per ragazzi (ma non solo). Si intitola L&#8217;estate dei segreti. Sarà disponibile in libreria dal 14 aprile, ma naturalmente si può preordinare direttamente dall&#8217;editore. Non rivelo nulla, qui,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2025/02/21/nuovo-libro-vecchio-libro-e-altre-cose/">Libro nuovo, libro vecchio e altre cose</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Libro nuovo, libro vecchio e altre cose' data-link='https://sardegnamondo.eu/2025/02/21/nuovo-libro-vecchio-libro-e-altre-cose/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="700" height="1175" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/immagine-5-700x1175.jpg" alt="" class="wp-image-5927" style="width:339px;height:auto" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/immagine-5-700x1175.jpg 700w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/immagine-5-286x480.jpg 286w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/immagine-5-768x1289.jpg 768w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/immagine-5-915x1536.jpg 915w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/immagine-5-1220x2048.jpg 1220w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/immagine-5-640x1075.jpg 640w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/immagine-5-800x1343.jpg 800w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/immagine-5.jpg 1442w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading"><em>Alcuni annunci: l&#8217;uscita di un nuovo libro, la riesumazione di uno vecchio e introvabile e un appuntamento ravvicinato.</em></h3>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Esce con Catartica il mio <strong>nuovo libro</strong>, un romanzo per ragazzi (ma non solo). Si intitola <a href="https://www.catarticaedizioni.com/2025/02/lestate-dei-segreti-omar-onnis.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" ><strong><em>L&#8217;estate dei segreti</em></strong></a>. Sarà disponibile in libreria dal 14 aprile, ma naturalmente si può preordinare direttamente dall&#8217;editore.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non rivelo nulla, qui, sul contenuto e sulla genesi dell&#8217;opera. Dico solo che tocca un tema piuttosto attuale, come quello della speculazione energetica, ma non è un <em>instant book</em>, dato che la storia, nel suo impianto di base, nasce parecchi anni fa. Mi auguro che ci sarà la possibilità di parlarne di persona, nel corso delle presentazioni (sulle quali aggiornerò man mano che saranno fissate).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Se ci saranno domande nei commenti, naturalmente risponderò volentieri.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;altra notizia, data in anteprima sul mio <a href="https://t.me/SardegnaMondo_OmarOnnis" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >canale telegram</a>, è che torna disponibile <em><a href="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/Tutto-quello-che-sai-sulla-Sardegna-e-falso_ediz.2025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Tutto quello che sai sulla Sardegna è falso</strong></a></em>, sotto licenza Creative Commons, liberamente scaricabile e utilizzabile, rispettando le limitazioni della detta licenza.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È la riproposizione del testo nudo e semplice, senza particolari apparati aggiuntivi. Potrei forse aggiungere prossimamente una copertina studiata ex novo per chi volesse stamparlo. Vedremo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Riporto, dalla mia presentazione:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">A dodici anni dalla sua prima uscita, questa nuova edizione di Tutto quello che sai sulla Sardegna è falso [&#8230;] si propone di rispondere a almeno due esigenze emerse nel frattempo. <br />La prima è di restituire alla disponibilità delle persone interessate un testo ormai introvabile. Il precedente editore ha legittimamente scelto di non dare ulteriore vita al libro e da anni esso è indisponibile, a dispetto della richiesta, magari non enorme, ma costante. Se alla sua uscita era un testo pionieristico e dalle connotazioni provocatorie, nel corso degli anni ha visto maturare nel cotesto sardo una crescente attenzione per i temi trattati e anche per il taglio con cui li si presentava. Gli studi post e de-coloniali hanno fatto molta fatica a trovare interpreti in Sardegna, anche a causa di una certa ostilità nei loro confronti da parte dell’ambiente universitario e mediatico isolani. Tuttavia, dal 2019 esiste un gruppo di lavoro e di studio chiamato Filosofia de Logu (di cui io stesso faccio parte) che assume precisamente quell’ottica e prova ad applicarla alla Sardegna. Il frutto di tale lavoro sono stati due libri, usciti nel 2021 e nel 2024 per Meltemi, e un sito proprio, in cui si possono reperire liberamente articoli e brevi saggi dedicati ai temi più vari. Dal 2022, inoltre, l’associazione Assemblea Natzionale Sarda organizza un festival culturale chiamato <em>Fàulas</em> che ha come baricentro tematico la smentita o quanto meno la problematizzazione dei luoghi comuni e degli stereotipi relativi alla Sardegna e a chi la abita. La connessione con questo libro è evidente, anche se non esiste un nesso diretto di causa-effetto. In generale, è cresciuta la sensibilità verso una visione dei fatti della Sardegna meno tributaria verso lo sguardo osservante esterno e meno complessata, più libera di cercare un proprio sguardo e una propria collocazione nel contesto internazionale. [&#8230;] In questo eterogeneo e a tratti contraddittorio processo di ri-soggettivazione della collettività umana sarda ha avuto un peso la forte domanda di riappropriazione storica e la non facile aspettativa di avere un’immagine e una voce propria, non filtrata né giudicata dall’esterno. Si tratta di fenomeni profondi, difficili da quantificare e da catalogare, ma esistenti.<br />Da qui la seconda ragione per ridare vita al presente libro, ossia il confronto con la Sardegna attuale, la curiosità di scoprire come interagisce un testo come questo con una realtà sociale e culturale apparentemente immutata, ma invece in costante movimento.<br />Alcune cose scritte in questo libro sono state per così dire raggiunte dagli eventi e suonano oggi più scontate di alcuni anni fa. Altre sono ancora attuali e significative. Altre ancora possono suonare tutt’oggi provocatorie. Lascio a chi legge la valutazione su questi aspetti. E lo faccio rinunciando a intervenire sul testo come il passare degli anni avrebbe suggerito di fare. Ossia, a parte marginali ritocchi e qualche correzione, ho preferito ridare vita al libro grosso modo così come esso uscì nel 2013, sia per la curiosità di verificare quanto ancora sia attuale, sia perché, se avessi dovuto adeguarlo totalmente al nostro oggi e alla mia stessa maturazione intellettuale sui vari temi trattati, avrei fatto prima a scrivere un libro del tutto nuovo. Non è escluso che succeda, ma intanto mi sembra buona cosa dare un’altra chance di vita a questo, confidando che incontri l’interesse di chi non ha potuto accaparrarsi la sua prima edizione e anche – perché no – la curiosità di chi voglia confrontare quella vecchia e questa nuova. [&#8230;]
</blockquote>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Come spiegato nella presentazione, ho mantenuto la prefazione scritta a suo tempo da Michela Murgia. Era la sua volontà (ne parlammo in prossimità dello scadere dei diritti sulla prima edizione, a inizio 2023) e a me fa piacere rispettarla.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Su tante altre considerazioni e opzioni (cercare un nuovo editore, auto-pubblicazione su una delle piattaforme disponibili), alla fine ha prevalso la pura e semplice voglia di accontentare chi abbia interesse ad averlo e a leggerlo oggi. A tal fine, la soluzione del pdf rilasciato sotto licenza Creative Commons (attribuzione &#8211; non commerciale &#8211; non opere derivate) mi è sembrata buona e giusta.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">A proposito di non commerciale, un <strong>avviso tecnico</strong>. Nella sezione <a href="https://sardegnamondo.eu/contatti/">Contatti</a> di questo stesso blog, ho linkato il mio <strong>conto PayPal</strong>, per chiunque volesse sostenere, con una donazione libera e non dovuta, il mio lavoro (gratuito) di creazione e condivisione di contenuti.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ultima notizia. Nei giorni <strong>3, 6 e 10 marzo</strong> terrò un corso in tre lezioni presso la LUTE (Libera Università della Terza Età) di Nuoro. Il tema sarà la Rivoluzione sarda (le sue premesse, il suo svolgimento, i personaggi che la animarono e i suoi esiti). Il corso non è aperto al pubblico, bensì destinato alle persone iscritte alla LUTE.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Libro nuovo, libro vecchio e altre cose' data-link='https://sardegnamondo.eu/2025/02/21/nuovo-libro-vecchio-libro-e-altre-cose/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Libro nuovo, libro vecchio e altre cose' data-link='https://sardegnamondo.eu/2025/02/21/nuovo-libro-vecchio-libro-e-altre-cose/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2025/02/21/nuovo-libro-vecchio-libro-e-altre-cose/">Libro nuovo, libro vecchio e altre cose</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2025/02/21/nuovo-libro-vecchio-libro-e-altre-cose/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Uscita nuovo libro: Separatismo e terrorismo in Sardegna</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2024/08/05/uscita-nuovo-libro-separatismo-e-terrorismo-in-sardegna/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2024/08/05/uscita-nuovo-libro-separatismo-e-terrorismo-in-sardegna/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 16:49:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[indipendentismo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo libro]]></category>
		<category><![CDATA[Separatismo e terrorismo in Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società sarda]]></category>
		<category><![CDATA[storia sarda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=5768</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 15 agosto prossimo, insieme al Corriere della Sera e alla Gazzetta dello Sport, sarà possibile acquistare il mio libro Separatismo e terrorismo in Sardegna (5 capitoli, 160 pagine), curato da Barbara Biscotti per Studio Dispari. Non proprio temi leggeri, in linea con lo spirito festaiolo del ferragosto, si potrebbe osservare. Ma non è una...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2024/08/05/uscita-nuovo-libro-separatismo-e-terrorismo-in-sardegna/">Uscita nuovo libro: Separatismo e terrorismo in Sardegna</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Uscita nuovo libro: Separatismo e terrorismo in Sardegna' data-link='https://sardegnamondo.eu/2024/08/05/uscita-nuovo-libro-separatismo-e-terrorismo-in-sardegna/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="270" height="400" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2024/08/immagine.png" alt="" class="wp-image-5769" style="width:364px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Il 15 agosto prossimo, insieme al Corriere della Sera e alla Gazzetta dello Sport, sarà possibile acquistare il mio libro <em>Separatismo e terrorismo in Sardegna</em> (5 capitoli, 160 pagine), curato da Barbara Biscotti per Studio Dispari.</h2>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non proprio temi leggeri, in linea con lo spirito festaiolo del ferragosto, si potrebbe osservare. Ma non è una scusa. Chi il 15 agosto avesse difficoltà a recarsi in edicola, o semplicemente di meglio da fare, può sempre ricorrere all&#8217;acquisto differito, possibile anche negli Store online del <a href="https://store.corriere.it/Separatismo-e-terrorismo-in-Sardegna/IR4KEgLWexUAAAGOaHIpXQkD/pc?CatalogCategoryID=rfoKEgLW5jYAAAGO62YpXQkC" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >Corriere</a> e della <a href="https://store.gazzetta.it/Separatismo-e-terrorismo-in-Sardegna/IR4KEgLWexUAAAGOaHIpXQkD/pc?CatalogCategoryID=PAAKEgLWjTUAAAGO82YpXQkC" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >Gazzetta</a>.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Due parole per dire di cosa si tratta. Barbara Biscotti scrive nella presentazione, intitolata in modo significativo <em>Il rompicapo sardo</em>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Il tema affrontato da Omar Onnis in questo volume è decisamente scottante, come in generale quello dei rapporti – reali o presunti – tra movimenti indipendentisti e terrorismo. <br />Innanzitutto è fondamentale la contestualizzazione. E infatti Onnis a ragione inizia la trattazione con una messa a punto della storia peculiare dell’«isolitudine» sarda (espressione coniata da Gesualdo Bufalino) e dei termini in cui si è svolta la lunga e multiforme lotta identitaria condotta dal popolo sardo. [&#8230;] </p>
</blockquote>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La &#8220;messa a punto&#8221;, che occupa tutto il primo capitolo, serve insomma a inquadrare storicamente i temi e le vicende principali a cui si lega poi, nei capitoli successivi, la ricostruzione specifica dei fatti e delle circostanze.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non un lavoro semplice, per tanti motivi. Non ultimo, il fatto che alcune delle vicende recenti trattate le ho conosciute da vicino, in qualche caso dall&#8217;interno. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nell&#8217;incipit del libro metto io stesso le mani avanti:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">La Sardegna è stata a lungo nota come terra di banditi e, almeno per un certo periodo, di sequestratori a scopo di estorsione. Di separatismo sardo, nelle cronache italiane, si è parlato sporadicamente e incidentalmente. <br />Di terrorismo quasi mai, salvo una breve stagione tra fine anni Settanta e primi anni Ottanta del secolo scorso. Una serie di avvenimenti piuttosto complessi, intrecciati in vario modo, resta dunque pressoché sconosciuta alla cittadinanza e in ogni caso mal compresa.<br />Beninteso, non è una materia facile da trattare, data anche la possibile componente soggettiva che entra in gioco quando si ricostruiscono vicende del genere. Trattandosi di fatti dai connotati politici, è inevitabile che la loro qualità e il loro senso mutino a seconda di come li si inquadra. Conta molto anche se li si osserva da una visuale italiana o da una sardo-centrica.</p>
</blockquote>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Inevitabile che la mia visuale sia quella sardo-centrica. Il che non significa parziale o tendenziosa. Niente di ciò che troverete scritto nel libro è frutto di speculazioni personali o di impressioni puramente soggettive. Mancano anche retroscena pruriginosi e tentativi di spiegazione avventurosi, non suffragati da fatti e dati riscontrabili. È un lavoro onesto, dunque, almeno negli intenti.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Cambiando lo sguardo, cambia anche la ricezione del libro. Immagino che le impressioni che se ne possono trarre siano diverse a seconda che lo legga una persona sarda, che magari qualche vicenda l&#8217;ha conosciuta direttamente o ne ha sentito parlare, o una persona non sarda, che ha un&#8217;idea vaghissima non solo di queste storie, ma della storia sarda contemporanea nel suo insieme e in generale della Sardegna.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Si tratta per altro di una storia non conclusa. Una parte consistente delle vicende più vicine attende ancora di esaurirsi. Sia nel senso che l&#8217;indipendentismo sardo, nonostante la crisi attuale delle sue formazioni organizzate, è pur sempre un fattore vivo e per certi versi decisivo della Sardegna di oggi, sia nel senso che in qualche caso ci sono procedimenti giudiziari ancora in corso.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La trattazione è di tipo giornalistico, più che saggistico. Non è un testo referenziato. Il linguaggio è adatto a una fruizione ampia. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In definitiva, direi che ce ne sia abbastanza per incuriosire sia chi conosce storie e personaggi, sia per chi non ne sa nulla. E magari anche per sollecitare qualche ricerca storica e/o sociologica su molti dei temi trattati, dato lo stato lacunoso degli studi in materia.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Questo blog è sempre aperto per chi &#8211; dopo aver letto il libro e magari averci riflettuto un po&#8217; &#8211; voglia esprimere pareri, commenti o anche obiezioni argomentate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br /></p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Uscita nuovo libro: Separatismo e terrorismo in Sardegna' data-link='https://sardegnamondo.eu/2024/08/05/uscita-nuovo-libro-separatismo-e-terrorismo-in-sardegna/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Uscita nuovo libro: Separatismo e terrorismo in Sardegna' data-link='https://sardegnamondo.eu/2024/08/05/uscita-nuovo-libro-separatismo-e-terrorismo-in-sardegna/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2024/08/05/uscita-nuovo-libro-separatismo-e-terrorismo-in-sardegna/">Uscita nuovo libro: Separatismo e terrorismo in Sardegna</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2024/08/05/uscita-nuovo-libro-separatismo-e-terrorismo-in-sardegna/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Sardegna nella crisi globale, ovvero dall&#8217;analisi alla proposta</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2024/02/21/la-sardegna-nella-crisi-globale-ovvero-dallanalisi-alla-proposta/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2024/02/21/la-sardegna-nella-crisi-globale-ovvero-dallanalisi-alla-proposta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2024 12:13:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[indipendentismo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[autodeterminazione]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[politica sarda]]></category>
		<category><![CDATA[storia sarda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=5641</guid>

					<description><![CDATA[<p>Danilo Lampis ha reso pubblico in Rete un suo saggio dal titolo La Sardegna nella crisi globale tra rischi e prospettive, precedentemente uscito, in forma parzialmente diversa, in una pubblicazione della Fondazione Sardinia. Si tratta di una disamina molto accurata e documentata sulla condizione della Sardegna attuale dentro le dinamiche internazionali, con uno sguardo prospettico...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2024/02/21/la-sardegna-nella-crisi-globale-ovvero-dallanalisi-alla-proposta/">La Sardegna nella crisi globale, ovvero dall&#8217;analisi alla proposta</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='La Sardegna nella crisi globale, ovvero dall&#039;analisi alla proposta' data-link='https://sardegnamondo.eu/2024/02/21/la-sardegna-nella-crisi-globale-ovvero-dallanalisi-alla-proposta/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="700" height="468" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2024/02/image-700x468.png" alt="" class="wp-image-5644" style="width:661px;height:auto" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2024/02/image-700x468.png 700w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2024/02/image-640x428.png 640w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2024/02/image.png 720w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading"><strong>Danilo Lampis</strong> ha reso pubblico in Rete un suo saggio dal titolo <em><a href="https://medium.com/@danilolampis/la-sardegna-nella-crisi-globale-tra-rischi-e-prospettive-8845e1d74c48" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" ><strong>La Sardegna nella crisi globale tra rischi e prospettive</strong></a></em>, precedentemente uscito, in forma parzialmente diversa, in una pubblicazione della <a href="https://www.fondazionesardinia.eu/ita/?page_id=175" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >Fondazione Sardinia</a>. Si tratta di una disamina molto accurata e documentata sulla condizione della Sardegna attuale dentro le dinamiche internazionali, con uno sguardo prospettico rivolto non solo al passato e al presente, ma anche al futuro.</h4>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il saggio evoca temi e questioni trattati ampiamente anche qui su SardegnaMondo: le crisi globali nei loro risvolti socio-economici e politici, il declino della democrazia liberale europea, l&#8217;incrudirsi delle relazioni politiche e il crescente restringimento degli spazi di libertà anche nelle democrazie conclamate, l&#8217;incombere della guerra come mezzo ordinario e come scenario permanente. Riguardo la Sardegna c&#8217;è il problema della dipendenza e della subalternità, dentro una transizione storica che minaccia di soffocarne pressoché definitivamente ogni aspirazione di progresso autonomo, di benessere e di democrazia. Viene toccato il tema dell&#8217;autonomia differenziata, in agenda nel governo di destra oggi al potere a Roma. Viene messa in discussione la portata e la qualità della risposta della classe dirigente sarda alla sfida di questi tempi.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Mi sembra un contributo estremamente importante, sia per la sua qualità analitica, sia per la mole di riferimenti teorici e di concetti chiave, sia per il suo respiro prospettico e strategico. L&#8217;asticella della politica sarda è drammaticamente bassa, quella del confronto intellettuale non è messa molto meglio. Il dibattito elettorale di queste settimane lo conferma, anche per responsabilità di un sistema di mass media mediocre e quasi sempre manipolatorio (sintomo di una democrazia tutt&#8217;altro che compiuta). Occorre dotarsi di un armamentario di riflessioni di alto livello, onde poter affrontare il presente e l&#8217;immediato futuro con qualche speranza di capirci qualcosa e dunque di poter agire con criterio.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Tanto più questo discorso è valido in tempi elettorali. Non tanto per determinare in qualche modo l&#8217;esito del voto (sarebbe impossibile), quanto piuttosto per avere un&#8217;idea di cosa fare dopo. È il &#8220;dopo&#8221; che di solito frustra i tentativi di costruire un&#8217;alternativa politica seria, in Sardegna. I motivi sono tanti. Uno è che le forze alternative al sistema oligarchico-clientelare-coloniale, che ha dominato la scena negli ultimi trent&#8217;anni (con rare e ben contenute eccezioni), non hanno mai maturato una capacità politica spendibile sul terreno della cruda realtà.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Le forze sociali e culturali estranee all&#8217;apparato di potere podatario sardo si sono molto concentrate su se stesse, dedicandosi con ostinazione degna di miglior causa a irrobustire il proprio lessico, le proprie posture, i propri tic, in un circolo vizioso autoreferenziale che le ha spinte sempre più ai margini del discorso pubblico, senza impatto sulla vita concreta delle nostre comunità.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È il dramma di ogni metafisica. Scambiare il mondo delle parole per la realtà ha sempre prodotto disastri. Lo svelava Nietzsche, ne faceva un severo ammonimento Gramsci. Invece bisogna starci, dentro la realtà, con tutte le sue imperfezioni, le sue contraddizioni, le sue ibridazioni. Bisogna essere parte consapevole dell&#8217;ecosistema sociale, culturale e politico, agire dentro di esso come elemento vivo, connesso con gli altri. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il che chiama in causa prima di tutto le aspirazioni all&#8217;autodeterminazione, l&#8217;indipendentismo diffuso e quello organizzato, le istanze di radicale mutamento sociale e valoriale. Vanno ridefiniti i termini del proprio agire politico e anche le basi teoriche su cui esso si fonda. Va tenuta presente la natura transeunte della forma stato-nazione, nelle sue caratteristiche intrinseche e nel suo ruolo dentro le dinamiche contemporanee. Va ridefinita la democrazia stessa.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il saggio di Danilo Lampis offre una vasta gamma di argomentazioni e di riferimenti storici e teorici, da cui partire per avviare un dibattito produttivo e fecondo, nell&#8217;ottica di irrobustire e rendere definitiva la crisi del sistema di potere sardo, chiaramente in atto. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La crisi e la rottura del sistema di potere sardo è una condizione ovviamente necessaria, ma non sufficiente perché sia sostituito con qualcosa di meglio. Servono idee e azioni, azioni collettive, per salvarci dalle derive autoritarie, dalle tentazioni elitarie, dalle nuove forme di dipendenza, povertà e marginalità a cui sembriamo destinati. È un compito nostro, di chi vive adesso, comunque vadano le imminenti elezioni.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='La Sardegna nella crisi globale, ovvero dall&#039;analisi alla proposta' data-link='https://sardegnamondo.eu/2024/02/21/la-sardegna-nella-crisi-globale-ovvero-dallanalisi-alla-proposta/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='La Sardegna nella crisi globale, ovvero dall&#039;analisi alla proposta' data-link='https://sardegnamondo.eu/2024/02/21/la-sardegna-nella-crisi-globale-ovvero-dallanalisi-alla-proposta/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2024/02/21/la-sardegna-nella-crisi-globale-ovvero-dallanalisi-alla-proposta/">La Sardegna nella crisi globale, ovvero dall&#8217;analisi alla proposta</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2024/02/21/la-sardegna-nella-crisi-globale-ovvero-dallanalisi-alla-proposta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sull&#8217;utilità e il danno della storia a scuola</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2023/06/21/sullutilita-e-il-danno-della-storia-a-scuola/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2023/06/21/sullutilita-e-il-danno-della-storia-a-scuola/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2023 12:35:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[università e istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[politica culturale]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[scuola sarda]]></category>
		<category><![CDATA[storia sarda]]></category>
		<category><![CDATA[turismo culturale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=5387</guid>

					<description><![CDATA[<p>Certo, noi abbiamo bisogno di storia, ma ne abbiamo bisogno in modo diverso da come ne ha bisogno l&#8217;ozioso raffinato nel giardino del sapere, sebbene costui guardi sdegnosamente alle nostre dure e sgraziate occorrenze e necessità. Ossia ne abbiamo bisogno per la vita e per l&#8217;azione, non per il comodo ritrarci dalla vita e dall&#8217;azione,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2023/06/21/sullutilita-e-il-danno-della-storia-a-scuola/">Sull&#8217;utilità e il danno della storia a scuola</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Sull&#039;utilità e il danno della storia a scuola' data-link='https://sardegnamondo.eu/2023/06/21/sullutilita-e-il-danno-della-storia-a-scuola/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Certo, noi abbiamo bisogno di storia, ma ne abbiamo bisogno in modo diverso da come ne ha bisogno l&#8217;ozioso raffinato nel giardino del sapere, sebbene costui guardi sdegnosamente alle nostre dure e sgraziate occorrenze e necessità. Ossia ne abbiamo bisogno per la vita e per l&#8217;azione, non per il comodo ritrarci dalla vita e dall&#8217;azione, o addirittura per l&#8217;abbellimento della vita egoistica e dell&#8217;azione vile e cattiva. Solo in quanto la storia serva la vita, vogliamo servire la storia [&#8230;]. <br />Friedrich W. Nietzsche, <em>Sull&#8217;utilità e il danno della storia per la vita</em></p>
</blockquote>



<h4 class="wp-block-heading">Manuali scolastici largamente deficitari. Uso pubblico della storia tra il cialtronesco e il deleterio. Ignoranza storica diffusa. Nazionalismi e autoritarismi montanti. Tutti fenomeni attuali che contribuiscono a generare alienazione, a favorire processi di disinformazione e passivizzazione dell&#8217;opinione pubblica, a diffondere paure e mistificazioni. In Sardegna ne sappiamo qualcosa e la situazione non sta migliorando. </h4>



<p class="wp-block-paragraph">Perché la scuola, però? Be&#8217;, la scuola rimane il principale &#8211; e spesso l&#8217;unico &#8211; ambito formativo con cui la cittadinanza abbia a che fare. Sia pure indebolito materialmente, è uno dei pochi presidi democratici ancora in piedi. Per questo in Italia &#8211; il paese più arretrato d&#8217;Europa e uno dei più reazionari &#8211; c&#8217;è un un chiaro disegno di demolirla, da almeno un trentennio. È a scuola che la maggior parte delle persone incontra la storia, intesa come disciplina di studio e come apparato organizzato di nozioni. Dopo c&#8217;è solo la Grande narrazione pubblica, quella scandita dalle ricorrenze ufficiali, dal discorso politico, dall&#8217;odonomastica e dai monumenti. La divulgazione, quella che raggiunge le masse e non nicchie più o meno ampie di persone interessate, esiste soprattutto in televisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia che si insegna nella scuola italiana è perlopiù mal scritta, limitata nell&#8217;orario a disposizione e spesso mal insegnata. I limiti sono più di carattere oggettivo, che dipendenti dalla cattiva qualità del corpo insegnante. Anche se, naturalmente, la/il singola/o insegnante ha una sua responsabilità soggettiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Monitorando i manuali scolastici ormai da un ventennio, ho notato che le cornici interpretative e l&#8217;orientamento ideologico dei testi si sono costantemente spostati verso un nuovo nazionalismo italo-centrico, solo parzialmente bilanciato da una cura, a tratti solo di facciata, per il politicamente corretto. Ci sono delle eccezioni, naturalmente. Ma è forte l&#8217;impressione che la scelta dei testi da adottare da parte del corpo insegnante non sia così ampia e che spesso avvenga con troppa noncuranza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche i testi scolastici riflettono insomma l&#8217;egemonia culturale retriva, nazionalista e spesso militarista di questi ultimi trent&#8217;anni. Venuta meno quasi del tutto la scuola storica di matrice marxista, che a sua volta non sempre ha reso un buon servigio agli studi storici in Italia, rimane sul campo la narrazione risorgimentalista e sciovinista. La stessa divulgazione storica televisiva, soprattutto sui canali RAI, ha da tempo assunto questi tratti, sia pure in termini non aggressivi e perlopiù rassicuranti (pensiamo al successo di un Alberto Angela o allo strapotere che un Paolo Mieli, pur non essendo storico, ha acquisito in questo ambito).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le giovani generazioni si imbattono nella storia in tempi e modi che rendono impossibile apprezzarla. Non che sia mai stata la materia preferita dalle masse. Per quel che vale, in tutte le classi e le scuole che ho frequentato, di norma ero l&#8217;unico a cui piacesse la storia, o uno dei pochissimi. A giudicare da ciò che sento dagli adolescenti che conosco, le cose non sono cambiate, se non in peggio. Sarei curioso di conoscere gli esiti di una vera indagine in merito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che le giovani generazioni non amino o detestino apertamente la storia non può essere loro addossata come colpa. Per come viene scritta e insegnata, essa si limita a una serie di nozioni difficili da comprendere fino in fondo, distanti, astratte, inservibili. Perché dovrebbero amarla? </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto lo spazio dedicato nei programmi didattici all&#8217;antichità classica è uno sperpero assurdo di tempo ed energie. Il medioevo ridotto a quattro nozioni in croce su papi e imperatori, repubbliche marinare, comuni e signorie. L&#8217;Età moderna raccontata superficialmente secondo i canoni della narrazione nazionalista di matrice ottocentesca. Risorgimento e unificazione italiana schematizzati dentro le cornici patriottarde. Guerre mondiali, colonialismo italiano e fascismo edulcorati e spesso infarciti di retorica e ipocrisia. E naturalmente nulla sul Novecento post seconda guerra mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra la vita reale delle giovani generazioni, gli strumenti che hanno a disposizione, gli stimoli molteplici in cui sono immerse, il loro linguaggio, le loro preoccupazioni da un lato e dall&#8217;altro la storia come viene trattata a scuola c&#8217;è una distanza siderale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche su questo piano la Sardegna è un caso peculiare, tanto riguardo alla storia a scuola, quanto riguardo all&#8217;uso pubblico della storia e ai suoi presidi odonomastici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il posto occupato dalla storia sarda nei testi scolastici è minimo, se non inesistente. Quando la manualistica scolastica accenna alla Sardegna lo fa in modo occasionale, approssimativo e non di rado errato. Inevitabile, nell&#8217;organizzazione del sapere italiana. È un problema che ci trasciniamo dietro da tempo, mai affrontato con la necessaria assunzione di responsabilità dalla storiografia isolana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma su questo ed altri aspetti connessi ho già scritto (per es. <a href="https://www.filosofiadelogu.eu/2020/la-storia-fuori-di-se-uso-pubblico-della-storia-e-public-history-in-sardegna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" ><strong>qui</strong></a>) e non mi ripeto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sta emergendo in modo evidente in questi ultimi anni un altro versante della questione: il nostro passato, specie quello più antico, usato come risorsa commerciale e turistica. Conferenze, iniziative <a href="https://www.linkoristano.it/2023/05/06/ghilarza-una-mattinata-alla-scoperta-della-civilta-nuragica-per-400-studenti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >dedicate alle scuole</a>, spazio mediatico, con l&#8217;ennesima trovata di quei geni del male che sono i Riformatori sardi a farla da padrona (La Sardegna verso l&#8217;UNESCO). Un&#8217;impostazione non illegittima, ma che stride con una serie di problemi concreti, politici e culturali non da poco. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per esempio il fatto che esista da tempo un conflitto aperto tra Soprintendenze (enti ministeriali) e Università e tra enti locali e Soprintendenze, con la politica che si occupa di queste faccende solo in termini clientelari. O anche il problema generale del turismo in Sardegna, connesso con quello dei trasporti interni, e quello generale di un&#8217;organizzazione del sapere subalterna e ampiamente colonizzata. E poi naturalmente ci sono tutti i dubbi del caso sull&#8217;uso strumentale della storia a fini commerciali e di propaganda politica, per giunta sostenuto da fondi pubblici elargiti generosamente e forse spendibili altrimenti, con maggiore profitto collettivo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Del resto, non bisogna aspettare la politica e nemmeno l&#8217;interesse commerciale di chicchessia, per adoperarsi a una diffusione della storia sarda nelle scuole (e non solo). Lo fa da anni, gratuitamente, con serietà e massima trasparenza, il gruppo di lavoro <a href="https://lastoriasarda.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >La Storia sarda nella Scuola italiana</a>*. Senza tante fanfare, senza sponsorizzazioni di sorta, senza alcuna copertura mediatica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema, nei suoi vari risvolti, per quanto possa sembrare distante dalla vita quotidiana e dai nostri problemi più pressanti, esiste e ha a che fare con molto altro. A partire dai <a href="https://www.unionesarda.it/news/italia/maturita-la-sardegna-e-la-regione-con-piu-bocciati-8-studenti-su-cento-non-ammessi-agli-esami-kovs6nb8" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >risultati scolastici dei discenti sardi</a>, sempre agli ultimi posti dello stato italiano (perché siamo più tonti, evidentemente). E poi con tutto il resto. Compreso il nostro patologico deficit di democrazia. Compresa la mancata soluzione delle questioni generali e strategiche che occupano le cronache di questi tempi difficili. In definitiva, a ben guardare, è di un&#8217;inattualità attualissima. </p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><br /><br /><br /><br /><br />*Di cui faccio parte, come è noto (a chi segue queste cose).</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Sull&#039;utilità e il danno della storia a scuola' data-link='https://sardegnamondo.eu/2023/06/21/sullutilita-e-il-danno-della-storia-a-scuola/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Sull&#039;utilità e il danno della storia a scuola' data-link='https://sardegnamondo.eu/2023/06/21/sullutilita-e-il-danno-della-storia-a-scuola/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2023/06/21/sullutilita-e-il-danno-della-storia-a-scuola/">Sull&#8217;utilità e il danno della storia a scuola</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2023/06/21/sullutilita-e-il-danno-della-storia-a-scuola/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aggiornamenti e notizie</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2023/03/23/aggiornamenti-e-notizie/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2023/03/23/aggiornamenti-e-notizie/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2023 13:28:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Barbagia Rossa]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo libro]]></category>
		<category><![CDATA[storia sarda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=5358</guid>

					<description><![CDATA[<p>Qualche aggiornamento, come preannunciato. Intanto, ricordo che sabato 25 marzo prossimo contribuirò alla presentazione di UFO 78, di Wu Ming, a Trento, come già annunciato. Ma soprattutto comunico l&#8217;uscita, prevista per mercoledì 29 marzo prossimo, del volume da me scritto per la collana &#8220;Storia dei grandi segreti d&#8217;Italia&#8221;, curata dallo Studio Dispari e allegata alla...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2023/03/23/aggiornamenti-e-notizie/">Aggiornamenti e notizie</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Aggiornamenti e notizie' data-link='https://sardegnamondo.eu/2023/03/23/aggiornamenti-e-notizie/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/03/immagine-3.jpg" alt="" class="wp-image-5361" width="431" height="644" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/03/immagine-3.jpg 524w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/03/immagine-3-321x480.jpg 321w" sizes="(max-width: 431px) 100vw, 431px" /></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading">Qualche aggiornamento, come preannunciato.</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto, ricordo che sabato <strong>25 marzo</strong> prossimo contribuirò alla presentazione di <em>UFO 78</em>, di Wu Ming, a Trento, come già annunciato.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/03/immagine-2.png" alt="" class="wp-image-5360" width="515" height="180"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Ma soprattutto comunico l&#8217;uscita, prevista per mercoledì <strong>29 marzo prossimo</strong>, del volume da me scritto per la collana &#8220;Storia dei grandi segreti d&#8217;Italia&#8221;, curata dallo Studio Dispari e allegata alla Gazzetta dello Sport.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il volume in questione è dedicato a Barbagia Rossa e al mondo dell&#8217;eversione politica sarda tra fine anni Settanta e primi anni Ottanta del secolo scorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta di un testo accademico, referenziato, bensì di una trattazione di tipo giornalistico e divulgativo. Basata sulle fonti disponibili, chiaramente. Fonti che sono perlopiù a loro volta giornalistiche, dato che non esiste una ricerca storica strutturata e conseguentemente pubblicata su quella vicenda e direi su quell&#8217;intero passaggio storico in Sardegna. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La coincidenza singolare è che anche in questo libro il 1978 ha un suo posto di rilievo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come lo ha, per certi versi, in un altro, dello stesso tipo ma in un&#8217;altra collana, dedicato all&#8217;Anonima sequestri, che uscirà a fine aprile. Ne riparlerò.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ora è tutto. Ci vediamo in giro.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Aggiornamenti e notizie' data-link='https://sardegnamondo.eu/2023/03/23/aggiornamenti-e-notizie/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Aggiornamenti e notizie' data-link='https://sardegnamondo.eu/2023/03/23/aggiornamenti-e-notizie/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2023/03/23/aggiornamenti-e-notizie/">Aggiornamenti e notizie</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2023/03/23/aggiornamenti-e-notizie/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Che storia è questa?</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2022/09/20/che-storia-e-questa/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2022/09/20/che-storia-e-questa/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 08:25:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[lingua sarda]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Barbero]]></category>
		<category><![CDATA[cultura sarda]]></category>
		<category><![CDATA[politica culturale]]></category>
		<category><![CDATA[promozione turistica]]></category>
		<category><![CDATA[questione linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Autonoma Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[storia sarda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=5122</guid>

					<description><![CDATA[<p>La sottovalutazione dell&#8217;importanza della conoscenza storica favorisce, tra le altre cose, un uso pubblico della storia sotto forma di propaganda o mitopoiesi: nessuna delle due ha un intento informativo/formativo, bensì prevalentemente manipolatorio. È un problema enorme del nostro tempo. In Sardegna, come in tutti i casi di subalternità culturale e di rapporti asimmetrici tra territori...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2022/09/20/che-storia-e-questa/">Che storia è questa?</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Che storia è questa?' data-link='https://sardegnamondo.eu/2022/09/20/che-storia-e-questa/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h3 class="wp-block-heading"><em>La sottovalutazione dell&#8217;importanza della conoscenza storica favorisce, tra le altre cose, un uso pubblico della storia sotto forma di propaganda o mitopoiesi: nessuna delle due ha un intento informativo/formativo, bensì prevalentemente manipolatorio. </em></h3>



<h4 class="wp-block-heading">È un problema enorme del nostro tempo. In Sardegna, come in tutti i casi di subalternità culturale e di rapporti asimmetrici tra territori e comunità umane, è uno dei nodi più intricati della nostra contemporaneità.</h4>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Avevo appena finito di guardare un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=6OAw_cDfsfg" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >video di Alessandro Barbero</a>, estratto dalla sua partecipazione a una conferenza in Sardegna la scorsa primavera, quando mi sono imbattuto nel <a href="https://www.youtube.com/watch?v=cZEbF0z7Si4" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >video di promozione turistica</a> rilasciato dalla Regione Sardegna. Inevitabile metterli in connessione e trarne qualche ragionamento.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il montaggio relativo all&#8217;intervento di Barbero a Sanluri è rilevante su due livelli. Il primo è quello diretto e contenutistico: ciò che dice Barbero. Il secondo riguarda invece i commenti in calce al video. YouTube è anche un social medium e come tale alimenta un commentario variegato e spesso senza filtri, il cui studio può essere utile, a certi scopi.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Pur nel suo carattere quasi colloquiale, Barbero in questi interventi, in cui risponde evidentemente a sollecitazioni del pubblico presente, dimostra un&#8217;onestà intellettuale non comune, oltre alla solita abilità espositiva.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non comune, soprattutto per la semplicità con cui affronta temi e problemi che invece in Sardegna sono spesso &#8211; o appaiono &#8211; ostacoli insormontabili e fonti di continue diatribe. Parla della Sardegna come di un &#8220;paese&#8221; dalla storia peculiare, molto stratificata e ricca di fatti e di lasciti materiali. Dichiara che la storia di un luogo &#8211; e in questo caso dell&#8217;isola &#8211; possa essere studiata compiutamente e dunque anche ricostruita e raccontata solo da chi quel luogo lo conosca bene, nei suoi aspetti geografici, nelle sue espressioni culturali, nei suoi caratteri intimi. Fa una disamina sulla natura delle identità collettive, tracciando coordinate di base per definire concetti come quello di nazione o di lingua (contrapposta a dialetto). Fa affermazioni che suonano contro-intuitive per molte persone, in Sardegna (specie del ceto medio istruito), smontando con semplicità luoghi comuni e complessi di inferiorità radicati.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Lo fa Barbero, in questa circostanza, attingendo a nozioni e concetti collaudati, per nulla scandalosi, nel mondo delle scienze umane; eppure sono contenuti tutt&#8217;altro che inediti, nel ristretto  dibattito culturale sardo. Fanno però fatica ad emergere nel dibattito pubblico mainstream, quasi sempre relegati a nicchie di interesse marginali o etichettati come posizioni radicali e/o ideologizzate.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">C&#8217;è una notevole dissonanza tra l&#8217;accoglienza riservata al discorso di Barbero e l&#8217;accoglienza che un analogo discorso, fatto da studiosi e studiose sardə in Sardegna, di norma riceverebbe. Ciò evidenzia due ordini di problemi.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il primo è relativo al pessimo stato della divulgazione storica in Sardegna, a sua volta *conseguenza* di <a href="https://www.filosofiadelogu.eu/2020/la-storia-fuori-di-se-uso-pubblico-della-storia-e-public-history-in-sardegna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >problemi più complessi che ne stanno a monte</a> e al contempo *causa* della scarsissima e quasi sempre pessima conoscenza storica diffusa tra la cittadinanza. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Barbero sembra involontariamente mettere un dito nella piaga, quando nota con estrema naturalezza anche cose banali, ma stupefacenti, per orecchie poco abituate. E solleva il problema della scarsissima valorizzazione culturale che accompagna la carenza di consapevolezza storica di cui soffriamo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È una questione che produce conseguenze ad ampio spettro, pressoché tutte negative.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È il doloroso problema della nostra patetica e patologica subalternità. Per un&#8217;amministrazione locale, per un&#8217;associazione culturale, per lo stesso pubblico sardo risulta estremamente attraente la parola dell&#8217;estraneo famoso, possibilmente portatore di fama televisiva, che parla di noi. Qualsiasi cosa dica. È un complesso di inferiorità chiarissimo ed anche il segnale di un&#8217;ignoranza istituzionale (in senso lato) diffusa e profonda su cosa si muove in Sardegna nei vari ambiti culturali. Qualsiasi cosa o persona arrivi da fuori, e soprattutto dall&#8217;Italia (possibilmente del Nord o al massimo da Roma), è sicuramente più importante e più vera di qualsiasi cosa abbiamo nell&#8217;isola. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Le nostre amministrazioni pubbliche e il nostro associazionismo soffrono molto di questo provincialismo auto-colonizzato. Il problema è che sono loro a gestire (anche in termini di disponibilità economiche) molta parte delle attività culturali, in Sardegna. Il mondo della comunicazione di massa in questo non aiuta. Le pagine culturali dei giornali sono sempre più povere e più conformiste e gli spazi di informazione e di dibattito limitati. Prevale l&#8217;uso, spesso molto dilettantesco, dei social media, con esiti non di rado grotteschi.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La faccenda dei commenti in calce al video è un corollario e anche una specie di esperimento dal vivo di quanto detto fin qui. Mostro giusto qualche esempio:</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2022/09/immagine-700x419.png" alt="" class="wp-image-5126" width="725" height="445"/></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La supponenza di tante persone italiane, quando si tratta di Sardegna, è fenomeno acclarato. Persino quando è benevola assume un tono paternalistico che tradisce la natura dello sguardo da cui deriva. Le risposte di tante persone sarde sono o grate/partecipi (perché si viene gratificati di una conferma esterna, dunque autorevole, dei propri pregiudizi su noi stessi) o piccate/polemiche (con tanto di argomentazioni basate su mitologie &#8220;di reazione&#8221; spesso megalomani, oppure vittimistiche).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In tutti i casi, il fondamento stesso di queste dispute è una crassa ignoranza storica, su cui i pregiudizi e gli stereotipi, da entrambe le parti, si innestano con facilità.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Notevole anche la facilità con cui scoppia il conflitto quando si passa a parlare di lingua.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2022/09/immagine-1-700x225.png" alt="" class="wp-image-5128" width="729" height="245"/></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È un esempio limitato di una discussione molto più lunga e accesa (come si può constatare accedendo direttamente ai commenti). Inevitabile che il tema linguistico susciti tanta partecipazione. È un nervo scoperto sia in ambito italiano (il nazionalismo banale italiano si serve molto del discorso linguistico), sia in ambito sardo (non c&#8217;è bisogno di spiegare perché). Del resto, come diceva già Gramsci, il discorso sulla lingua è sempre un discorso politico.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Anche in questo caso, agli svarioni di parte italiana, o alle vere e proprie nefandezze quasi razziste (e a volte anche senza il quasi), spesso da parte sarda si risponde con molta ostilità ma con argomentazioni debolissime. In qualche caso addirittura si fa a gara per confermare, anziché confutare, i pregiudizi dell&#8217;osservatore estraneo. Anche qui, l&#8217;ignoranza diffusa, condita di stereotipi e false conoscenze entrate nel senso comune, fa molti danni.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È singolare che anche persone a detta loro interessate ai temi storici o alla questione linguistica mostrino di non avere la minima idea di quanto pubblicato, discusso e acquisito negli ultimi vent&#8217;anni. Nessuna menzione, tanto per dire, della <a href="https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_4_20070510134456.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >ricerca socio-linguistica</a> pubblicata dalla Regione nel 2007, pure liberamente accessibile sui siti istituzionali. Benché meritevole di aggiornamento, dovrebbe essere la base di partenza minima per qualsiasi discussione in materia.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;ignoranza sulle questioni storiche e linguistiche è una spia di un&#8217;ignoranza diffusa su tutto, in Sardegna. Per certi versi, anzi, tale ignoranza fonda tutte le altre. Persino le lenti con cui leggiamo la cronaca spicciola sono deformate da tale carenza basilare. Di fatto, la stragrande maggioranza della popolazione sarda non capisce quasi nulla di quello che succede, tanto più quanto più ha maturato filtri culturali e armamentario concettuale tramite gli studi e la frequentazione dei media italiani.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In una condizione come questa non può stupire se la massima istituzione politica sarda, la Regione, si senta legittimata a partorire prodotti comunicativi di pessimo gusto e dai contenuti aberranti. Non è una novità. Già con la giunta &#8220;dei professori&#8221;, nella scorsa legislatura, alla vanagloria e alla presunzione che ne guidavano l&#8217;azione si accompagnavano esiti a dir poco deludenti, se non deleteri. Basti pensare alla solita promozione turistica a base di cartoline molto scenografiche ma pochissimo aderenti alla realtà sarda contemporanea. Cartoline in cui perlopiù a mancare era la gente, era la vita delle nostre comunità, le relazioni, la creatività materiale e culturale.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La giunta Solinas purtroppo sta facendo rimpiangere chi l&#8217;ha preceduta. Non era facile, ma ci sta riuscendo. Il video promozionale linkato più sopra (e solo io so quanto mi costa dargli ulteriore visibilità) è solo l&#8217;ennesimo esempio di una cialtroneria sistemica, ben spalmata in tutti i gangli vitali dell&#8217;amministrazione regionale, specialmente ai suoi vertici (leggi assessorati). Così, mentre il presidente della Regione Automa (non è un refuso) Sardegna va a fare omaggio ai suoi boss padani (mi sanguinano i polpastrelli al solo scriverlo), dagli uffici di Cagliari esce in pompa magna questa colossale montagna di escrementi. (Ed è un giudizio sobrio e misurato, rispetto a quello che mi è passato per la testa quando mi sono costretto a guardarlo.) </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Agli stereotipi grossolani e ai deragliamenti contenutistici che infarciscono il montaggio si somma, amplificandone l&#8217;effetto grottesco, quasi comico, la pretenziosità della confezione. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">E sì che di esempi virtuosi di promozione territoriale ce ne sarebbero parecchi, anche solo facendo un rapido giro su internet. In Italia molte realtà locali sono ben attrezzate in questo senso. Si poteva non dico copiare, ma almeno prendere spunto. Invece noi dobbiamo fare per forza i gradassi. E cadere nel ridicolo da altezze vertiginose.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non ho voglia di fare un&#8217;analisi puntuale di tutte le corbellerie presenti nel video. Mi limito a trarne la considerazione, a conferma di quanto detto più sopra, di quanto l&#8217;ignoranza diffusa, specie tra la nostra classe politica e amministrativa, produca disastri. Disastri che inevitabilmente si riverberano, con un effetto moltiplicatore devastante, sul senso comune della cittadinanza.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Mi chiedo se esista un contraltare a tutto questo schifo. Mi chiedo che ruolo abbiano di fatto le nostre istituzioni culturali, dato che non riescono ad avere mai voce in capitolo, se non in episodiche prese di posizione personali sui social. Dei mass media ho già parlato e non ci torno su. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Se mettiamo in connessione questa desolazione culturale con il livello politico (siamo sotto elezioni, come tuttə sanno) e con i problemi che affliggono la Sardegna, è spontaneo giungere alla conclusione che siamo in guai grossi. Su tutti i fronti. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;ignoranza, la noncuranza politica e la cialtronaggine istituzionale sono un costo sociale e politico, sempre più gravoso. Non ce lo possiamo permettere. Stiamo già pagando il conto, ma non è detto che potremo farlo ancora a lungo o che potremo contare sulla comprensione altrui o sulla benevolenza della sorte. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non c&#8217;entrano nulla il preteso analfabetismo funzionale delle masse o chissà quali tare congenite nella nostra esotica etnia. Di questo dobbiamo essere coscienti. La responsabilità grava soprattutto sul ceto intellettuale e sulla politica. Non si sfugge. Se in quegli ambiti, specie nelle istituzioni, ci sono ancora forze sane e oneste, sarà meglio che si palesino e che si assumano delle responsabilità una volta per tutte.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Che storia è questa?' data-link='https://sardegnamondo.eu/2022/09/20/che-storia-e-questa/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Che storia è questa?' data-link='https://sardegnamondo.eu/2022/09/20/che-storia-e-questa/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2022/09/20/che-storia-e-questa/">Che storia è questa?</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2022/09/20/che-storia-e-questa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Presentazioni e impegni pubblici aprile maggio 2022</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2022/04/26/presentazioni-e-impegni-pubblici-aprile-maggio-2022/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2022/04/26/presentazioni-e-impegni-pubblici-aprile-maggio-2022/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 12:05:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Altri traguardi]]></category>
		<category><![CDATA[die de sa sardigna]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni libro]]></category>
		<category><![CDATA[storia sarda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=4993</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni sarò impegnato in diversi appuntamenti pubblici, in Sardegna. Li elenco di seguito, con l&#8217;avvertenza che potrebbero aggiungersene altri all&#8217;ultimo momento. Mercoledì 27 aprile, Monserrato (CA), presentazione di Altri traguardi, ore 18.30, presso la sede dell&#8217;Associazione Paùly, in via del Redentore 218. Venerdì 29 aprile, Ozieri (SS), conferenza storica per l&#8217;IIS &#8220;Segni&#8221; dal...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2022/04/26/presentazioni-e-impegni-pubblici-aprile-maggio-2022/">Presentazioni e impegni pubblici aprile maggio 2022</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Presentazioni e impegni pubblici aprile maggio 2022' data-link='https://sardegnamondo.eu/2022/04/26/presentazioni-e-impegni-pubblici-aprile-maggio-2022/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2022/04/immagine-2-1.jpg" alt="" class="wp-image-4994" width="506" height="676" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2022/04/immagine-2-1.jpg 602w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2022/04/immagine-2-1-359x480.jpg 359w" sizes="(max-width: 506px) 100vw, 506px" /></figure></div>



<h4 class="wp-block-heading">Nei prossimi giorni sarò impegnato in diversi appuntamenti pubblici, in Sardegna. Li elenco di seguito, con l&#8217;avvertenza che potrebbero aggiungersene altri all&#8217;ultimo momento.</h4>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Mercoledì 27 aprile</strong>, Monserrato (CA), presentazione di <em><a href="https://sardegnamondo.eu/2022/02/02/uscita-libro-nuovo-e-prime-presentazioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Altri traguardi</a></em>, ore 18.30, presso la sede dell&#8217;Associazione Paùly, in via del Redentore 218.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Venerdì 29 aprile</strong>, Ozieri (SS), conferenza storica per l&#8217;IIS &#8220;Segni&#8221; dal tema “Lo snodo storico della rivoluzione sarda”, ore 11.30, Auditorium &#8220;Oriana Fallaci&#8221;.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Sempre <strong>venerdì 29</strong>, Alghero (SS), seminario storico su &#8220;La Sardegna post rivoluzionaria tra &#8216;700 e &#8216;800, fino alla fusione perfetta&#8221;, ore 18.00, presso lo spazio pubblico autogestito Res Publica, in via Simon.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Lunedì 2 maggio</strong>, Flumini di Quartu (CA), introduco e presento il romanzo di Adriana Valenti Sabouret <em>Madame Dupont</em>, ore 17.30, Biblioteca, via Mar Ligure.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Giovedì 5 maggio</strong>, Sassari, presentazione di <em>Altri traguardi</em>, presso Sa Domo de Totus, orario da definire, ma non prima delle 18.30, in via Frigaglia.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Presentazioni e impegni pubblici aprile maggio 2022' data-link='https://sardegnamondo.eu/2022/04/26/presentazioni-e-impegni-pubblici-aprile-maggio-2022/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Presentazioni e impegni pubblici aprile maggio 2022' data-link='https://sardegnamondo.eu/2022/04/26/presentazioni-e-impegni-pubblici-aprile-maggio-2022/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2022/04/26/presentazioni-e-impegni-pubblici-aprile-maggio-2022/">Presentazioni e impegni pubblici aprile maggio 2022</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2022/04/26/presentazioni-e-impegni-pubblici-aprile-maggio-2022/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fantasie storiche, cialtronaggine politica e pavidità degli intellettuali</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2022/01/28/fantasie-storiche-cialtronaggine-politica-e-pavidita-degli-intellettuali/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2022/01/28/fantasie-storiche-cialtronaggine-politica-e-pavidita-degli-intellettuali/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jan 2022 13:16:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[indipendentismo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[università e istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Christian Solinas]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cesare Casula]]></category>
		<category><![CDATA[Public History]]></category>
		<category><![CDATA[Regno di Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[storia sarda]]></category>
		<category><![CDATA[uso pubblico della storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=4850</guid>

					<description><![CDATA[<p>Fa discutere quest&#8217;uscita del presidente della RAS Solinas. Ma non si va al di là di sfottò sui social media e mugugni privati, ben lungi dal dibattito pubblico aperto, documentato e ben argomentato di cui ci sarebbe bisogno. Che l&#8217;attuale repubblica oligarchica italiana discenda dal Regno di Sardegna inventato nel 1297 da Bonifacio VIII e...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2022/01/28/fantasie-storiche-cialtronaggine-politica-e-pavidita-degli-intellettuali/">Fantasie storiche, cialtronaggine politica e pavidità degli intellettuali</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Fantasie storiche, cialtronaggine politica e pavidità degli intellettuali' data-link='https://sardegnamondo.eu/2022/01/28/fantasie-storiche-cialtronaggine-politica-e-pavidita-degli-intellettuali/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="700" height="753" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2022/01/immagine-700x753.png" alt="" class="wp-image-4852" style="width:565px;height:608px" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2022/01/immagine-700x753.png 700w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2022/01/immagine-446x480.png 446w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2022/01/immagine-640x689.png 640w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2022/01/immagine.png 710w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading" id="fa-discutere-quest-uscita-del-presidente-della-ras-solinas-ma-non-si-va-al-di-la-di-sfotto-sui-social-media-e-mugugni-privati-ben-lungi-dal-dibattito-pubblico-aperto-documentato-e-ben-argomentato-di-cui-ci-sarebbe-bisogno">Fa discutere quest&#8217;uscita del presidente della RAS Solinas. Ma non si va al di là di sfottò sui social media e mugugni privati, ben lungi dal dibattito pubblico aperto, documentato e ben argomentato di cui ci sarebbe bisogno.</h4>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Che l&#8217;attuale repubblica oligarchica italiana discenda dal Regno di Sardegna inventato nel 1297 da Bonifacio VIII e provvisoriamente realizzato da Giacomo II d&#8217;Aragona nel 1324 non è vero, ma anche se lo fosse non me ne vanterei troppo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Attribuirsi meriti per aver subito una conquista dolorosa e poi per essere stati infilati, un po&#8217; a casaccio e in posizione subalterna, in una nuova compagine statale, di cui si è tuttora periferia marginale, non mi pare questo gran motivo di rivendicazione. Specie da parte di un (sedicente) sardista.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In ogni caso si tratta di una ricostruzione scorretta di eventi storici complessi, che abbracciano epoche molto diverse tra loro. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><em>Quel</em> Regno di Sardegna, quello del 1324, fu sconfitto e ridotto a quasi nulla per decenni nella lunghissima guerra contro il regno giudicale di Arborea. Quando infine fu realizzato, nel 1421 (un secolo dopo!), da Alfonso il Magnanimo, era già qualcosa di diverso. Ma anche ammettendo una continuità lineare dal basso medioevo all&#8217;età contemporanea, dovrebbe essere chiaro a qualsiasi storico &#8211; del diritto (come si è definito Solinas medesimo) o <em>tout court</em> che sia &#8211; che la sua storia finisce tra 1847 e 1848, con la Fusione Perfetta e lo Statuto albertino. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non c&#8217;è alcuna continuità, nemmeno formale e giuridica, tra Regno di Sardegna e repubblica italiana attuale. Con buona pace del massimo teorico di questa tesi, Francesco Cesare Casula. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Solinas, da buon democristiano d.o.c.*, sa come scegliere i suoi argomenti. Non si cura tanto del fatto che sia una panzana imbarazzante, dato che è una panzana autorevolmente diffusa che gli fa comodo. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non mi ci vorrei dilungare troppo, però, dato che su tutto ciò ho già ripetutamente espresso la mia opinione, negli anni scorsi, sia politicamente sia in termini storici (per es. <a href="https://sardegnamondo.eu/2012/03/01/pratiche-di-dominio-coscienza-nazionale-e-coscienza-di-classe/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>qui</strong></a> e <a href="https://sardegnamondo.eu/2014/03/17/instrumentum-regni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>qui</strong></a>). Come si vede, benché abbia letto, non so dove, qualche lamentela circa la mancanza di critiche pubbliche su queste tesi, in realtà qualcuna esiste ed è reperibile. Invece c&#8217;è un altro problema sul tappeto, che vorrei far emergere in modo chiaro.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Credo che fosse Ettore Petrolini ad apostrofare un suo disturbatore in teatro dicendogli: &#8220;Non me la prendo con te, ma col tuo vicino che non ti butta di sotto&#8221;. Ecco, a me non disturba tanto il pressapochismo furbo di Solinas, o la sua incoerenza politica: fanno del tutto parte del personaggio e non abbassano più di tanto il livello generalmente infimo della politica sarda. Non mi inquieta nemmeno il fatto che uno storico come F.C. Casula, per anni molto potente nell&#8217;ambito accademico sardo,  proponga tesi discutibili e politicamente orientate. Può capitare. Mica è l&#8217;unico.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Quel che mi preme sottolineare invece è: a) la mancanza di dibattito pubblico su questi come su tanti altri temi, b) la fatale carenza di una narrazione storica pubblica onesta e di qualità e c) la latitanza su questo come su altri temi dell&#8217;intellettualità accademica sarda e in particolare di quella di ambito storico. (Ne avevo scritto in modo articolato <a href="https://www.filosofiadelogu.eu/2020/la-storia-fuori-di-se-uso-pubblico-della-storia-e-public-history-in-sardegna/" target="_blank"  rel="nofollow" ><strong>qui</strong></a>, per Filosofia de Logu.)</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;ambito storico sardo ha sempre avuto, mi pare, troppo poco coraggio civile e ha sempre manifestato troppo conformismo e troppa pavidità politica. In queste faccende non basta limitarsi a fare il proprio mestiere (che comunque è già qualcosa). Al cattivo uso pubblico della storia vanno contrapposti con intransigenza robusti anticorpi culturali e civici, che tuttavia non si formano spontaneamente. Di sicuro non si diffondono automaticamente dalle discussioni in privato, o dai post affidati ai propri profili social. Non bastano nemmeno la ricerca e le conseguenti pubblicazioni, fondamentali ma sempre destinate a un pubblico ristretto di specialisti o di appassionati; né l&#8217;attività convegnistica o le conferenze, che hanno grosso modo lo stesso destinatario. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La scarsissima abitudine al pubblico dibattito e la mancanza di una divulgazione storica e di una Public History mature e di qualità non sono casuali. Evidentemente, chi dovrebbe alimentare e tenere alta la qualità del pubblico dibattito non lo fa; e chi dovrebbe promuovere la divulgazione e fornire temi e materiali alla Public History latita. Manca nel nostro ceto intellettuale la solerzia civile nell&#8217;assumersi questi ruoli pubblici; ed è deficitaria, al di là di singole eccezioni e di casi sporadici, l&#8217;abitudine a prendere posizione, soprattutto su questioni controverse, scomode, specie laddove siano usate dal potere per orientare l&#8217;opinione pubblica. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nessun politico, nessun potente (uso un termine generico), si azzarderebbe a proferire scempiaggini storiche (o di alto tipo) sulla Sardegna se sapesse di non poter contare sul silenzio di chi ha la competenza e la credibilità intellettuale per smascherarne l&#8217;infingardaggine. Invece il potere in Sardegna si sente libero di praticare qualsiasi nefandezza, di propinarci qualsiasi discorso strampalato ma utile ai suoi scopi, certo dell&#8217;impunità. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non c&#8217;è solo quest&#8217;ultima birichinata di Solinas. Tante volte sarebbe stata necessaria una voce critica, una folata di parresia, da parte dell&#8217;ambito storico, su fatti di cronaca, su scelte politiche, su imposizioni o anche solo dichiarazioni di stampo coloniale e/o razzista. Quante ne abbiamo visto e subito, nel corso anche solo degli ultimi anni? </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Quanto sarebbe importante la voce della storia su questioni delicate e strategiche come la campagna cialtronesca e manipolatoria dell&#8217;insularità in costituzione, o a proposito delle dichiarazioni pubbliche, infarcite di pregiudizi al limite del razzismo, di giornalisti, magistrati, vertici delle forze dell&#8217;ordine? E sul tema dell&#8217;asservimento militare dell&#8217;isola? O sul <a href="https://www.ilmarghine.net/notizie/attualita/4490/non-solo-rifiuti-lassalto-del-fotovoltaico-nellarea-industriale-di-ottana-i-progetti-i-numeri-e-le-societa-?fbclid=IwAR3wEUzk08pvWh4PwcpPbKYWItq9JY6vTVcBHK_dJ2bEfsagV6vLSxqXhD8" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >neo-colonialismo energetico</a>? E sulle drammatiche questioni sociali? E sul pesante bombardamento propagandistico di stampo nazionalista (italiano) costantemente riversato sull&#8217;opinione pubblica sarda, dalla scuola, dai mass media, dalle istituzioni pubbliche?</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">A che pro sghignazzare oggi, rigorosamente al riparo da qualsiasi sguardo indiscreto, sulla provocazione di Solinas, se non si ha il coraggio di assumere posizioni pubbliche sui temi più delicati, in cui la voce di storiche e storici avrebbe un peso culturale e politico notevole, forse decisivo?</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;unica fonte di preoccupazione, per molta parte della storiografia e dell&#8217;archeologia accademica sarda, sono da anni le frange di appassionati ossessionati da mitologie megalomani e da fantasie identitarie, come se rappresentassero qualcosa di diverso da un fenomeno inevitabile quanto residuale e marginale. Per altro, interpretato in modo del tutto scorretto, ascrivendolo, come elemento decisivo, a un&#8217;ipotetica &#8220;galassia indipendentista&#8221;, dipinta sempre come brutta, sporca e ignorante. E malintenzionata. Come se i malintenzionati veri mancassero, in Sardegna (e non stanno a chiacchierare sui social!).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Qui chiaramente emerge una visione distorta della realtà che fa torto a chi la realtà dovrebbe studiarla con metodo e con rigore. Forse si manifesta anche una certa attitudine corporativa: la storia è mia e me la gestisco io. Non so. So solo che da parte di chi studia la storia mi aspetterei ben altra partecipazione civica e ben altro coraggio intellettuale e politico. Senza alcun timore di prendere posizione contro il potere e al di là delle convenienze personali immediate.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Guardata da quest&#8217;altra visuale, la sparata pseudo-storica di Solinas, più che indignarci, dovrebbe sollecitarci a lavorare di più e meglio a una condivisione storica maggiore e migliore, contribuendo alla crescita culturale della nostra collettività, in termini emancipativi, senza paura di mettere in discussione lo status quo. Che, dopo tutto, non è questo gran che.<br /><br /></p>



<p class="wp-block-paragraph" id="si-lo-so-che-e-il-segretario-nazionale-del-psdaz-che-a-sua-volta-e-un-partito-nominalmente-indipendentista-art-1-del-suo-statuto-ma-la-scuola-politica-di-solinas-e-quella-di-mariolino-floris-e-la-sua-preparazione-la-sua-attitudine-e-i-suoi-metodi-sono-completamente-democristiani"><em>*Sì, lo so che è il segretario nazionale del PSdAz, che a sua volta è un partito nominalmente indipendentista (art. 1 del suo statuto); ma la scuola politica di Solinas è quella di Mariolino Floris, e la sua preparazione, la sua attitudine e i suoi metodi sono oggettivamente democristiani.</em></p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Fantasie storiche, cialtronaggine politica e pavidità degli intellettuali' data-link='https://sardegnamondo.eu/2022/01/28/fantasie-storiche-cialtronaggine-politica-e-pavidita-degli-intellettuali/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Fantasie storiche, cialtronaggine politica e pavidità degli intellettuali' data-link='https://sardegnamondo.eu/2022/01/28/fantasie-storiche-cialtronaggine-politica-e-pavidita-degli-intellettuali/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2022/01/28/fantasie-storiche-cialtronaggine-politica-e-pavidita-degli-intellettuali/">Fantasie storiche, cialtronaggine politica e pavidità degli intellettuali</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2022/01/28/fantasie-storiche-cialtronaggine-politica-e-pavidita-degli-intellettuali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
