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	<title>Sant&#039;Efisio Archivi - SardegnaMondo</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
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		<title>Santi e guerrieri</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2011/05/02/santi-e-guerrieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2011 07:04:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono in pena per tutti i devoti sardi che ieri (1° maggio 2011), beatamente indifferenti alla festa del lavoro, sono stati invece costretti a scegliere tra l’eccezione e la tradizione: assumersi l’onere del viaggio a Roma per presenziare alla beatificazione del papa polacco o non mancare all’ineludibile celebrazione del santo guerriero nostrano? Karol Wojtyla versus...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Santi e guerrieri' data-link='https://sardegnamondo.eu/2011/05/02/santi-e-guerrieri/' data-app-id-name='category_above_content'></div><p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignleft" src="https://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2010/05/2june_2007_167b.jpg" alt="" width="159" height="110" /><img decoding="async" class="alignleft" src="https://www.ilcomuneinforma.it/viaggi/wp-content/uploads/2009/05/santefisio.jpg" alt="" width="131" height="109" />Sono in pena per tutti i devoti sardi che ieri (1° maggio 2011), beatamente indifferenti alla festa del lavoro, sono stati invece costretti a scegliere tra l’eccezione e la tradizione: assumersi l’onere del viaggio a Roma per presenziare alla beatificazione del papa polacco o non mancare all’ineludibile celebrazione del santo guerriero nostrano? Karol Wojtyla versus Santu Efis: una alternativa mica da ridere. Per fortuna il rovello non mi riguardava!<span id="more-290"></span></p>
<p style="text-align: justify;">A proposito di Santu Efis, però, una cosa vorrei sottolinearla. Si è data grande rilevanza alla partecipazione della Brigata Sassari a questa edizione della festa, con l’annuncio che il famoso corpo militare si è messo ufficialmente sotto la protezione del santo guerriero, stabilendo addirittura di formarne la scorta nella processione. Qualcuno ha pensato di sicuro che effettivamente la cosa fosse opportuna e pienamente giustificata. Anzi, strano che non ci si fosse pensato prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche a me la cosa sembra ovvia e pienamente sensata. Ma forse per ragioni diverse.<span id="more-916"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ricordiamoci che il bel tipo passato alla storia col nome di Efis e con la qualifica di santo martire altri non era che un comandante militare romano venuto in Sardegna per combattere. Per combattere i sardi, naturalmente. Convertitosi inopinatamente alla religione emergente del periodo, ne aveva subito eroicamente le conseguenze, accettando il supplizio e passando così agli onori non della storia ma degli altari. Che un simile personaggio, reale o ricostruito propagandisticamente che sia, sia diventato nel corso dei secoli prima patrono di Cagliari e oggi protettore di tutti i sardi, è un bel paradosso, già più volte segnalato. Paradosso che certifica, se mai ce ne fosse bisogno, l’estrema debolezza della nostra autostima collettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo tutto era giusto che qualcuno arrivasse da fuori a sottomettere la nostra razza maledetta e riottosa, a gettare la luce della civiltà sulla nostra atavica barbarie. Se poi a tanto altruismo civilizzatore si sommano le virtù della santità, cosa mai potremmo chiedere di più per un nostro intercessore presso le alte sfere? In fondo è quello di cui abbiamo disperatamente bisogno: qualcuno che ci rappresenti e ci difenda presso la sede del potere, terreno o ultraterreno che sia, magari senza essere macchiato dalla tara dell’appartenenza alla nostra genia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma veniamo al punto che mi interessa esporre. Se si tratta di armi e di volontà di integrazione, basata sul sacrificio di sé per qualcun altro (<em>sa vida pro sa patria</em>=la vita per l’Italia), non esiste niente di più aderente a tale modello della Brigata Sassari. Massima rappresentazione della nostra scissione spirituale, della nostra ignoranza di noi stessi tramutata in auto-proclamazione di subalternità, la Brigata Sassari esprime perfettamente (oggi forse più di ieri) quell’endiadi apparentemente antitetica di orgoglio e integrazione che ci spinge a preferirci una comunità “speciale” e bisognosa di tutela entro l’alveo di una civiltà diversa, assunta come superiore, piuttosto che accettare il destino di essere semplicemente una collettività storica legittima in sé, alla pari con tutte le altre, senza la necessità di rivendicare continuamente il riconoscimento di una nostra presunta identità, minoritaria e marginale ma granitica.</p>
<p style="text-align: justify;">L’accoppiata Santu Efis/Brigata Sassari, dunque, è perfettamente coerente e sensata, nell’ottica deprivante e provinciale di chi si sente periferia dimenticata dell’impero.</p>
<p style="text-align: justify;">Con tutto il rispetto, è precisamente l’emblema di uno degli elementi fondanti della nostra precaria condizione storica, come tale da contrastare e da destituire di fondamento quanto prima e quanto più in profondità sia possibile.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Santi e guerrieri' data-link='https://sardegnamondo.eu/2011/05/02/santi-e-guerrieri/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Santi e guerrieri' data-link='https://sardegnamondo.eu/2011/05/02/santi-e-guerrieri/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2011/05/02/santi-e-guerrieri/">Santi e guerrieri</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
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		<title>Doppia festa, nessuna festa?</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2008/05/01/doppia-festa-nessuna-festa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 10:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[festa del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[primo maggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Efisio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È destino che in questi giorni si accavallino in Sardegna festività e ricorrenze di sapore diverso e concorrente. Il 1° maggio è l’emblema di una scissione quasi ostentata tra noi e il resto del mondo. Mentre in molti luoghi del pianeta si celebra il lavoro, da noi, sul nostro piccolo &#8220;quasi continente&#8221;, si festeggia un...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Doppia festa, nessuna festa?' data-link='https://sardegnamondo.eu/2008/05/01/doppia-festa-nessuna-festa/' data-app-id-name='category_above_content'></div><p align="justify">È destino che in questi giorni si accavallino in Sardegna festività e ricorrenze di sapore diverso e concorrente. Il 1° maggio è l’emblema di una scissione quasi ostentata tra noi e il resto del mondo. Mentre in molti luoghi del pianeta si celebra il lavoro, da noi, sul nostro piccolo &#8220;quasi continente&#8221;, si festeggia un martire della cristianità di diciassette secoli fa.<span id="more-478"></span></p>
<p align="justify">Il concorso di pubblico sarà straripante, per le vie di Stampace e lungo la via Roma, a Castel di Calari, e si annuncia una crescente presenza mass-mediatica internazionale. Del resto lo spettacolo è suggestivo, non c’è dubbio.</p>
<p align="justify">La riserva, non del tutto confessabile per riguardo alla sensibilità di anime pie e di conformisti armati fino ai denti, è dovuta a due considerazioni.</p>
<p align="justify">Primo: l’oscuramento della festa del lavoro non è esattamente un bel segnale. Non lo è mai, ma meno che mai in quest’epoca di sottrazione di diritti di cittadinanza e di allontanamento del mondo del lavoro dalle decisioni sul nostro stesso futuro.</p>
<p align="justify">Secondo: sciogliere voti ed esprimere venerazione per un patrono potrebbe anche andare. Trattasi di tradizioni che contribuiscono all’auto-identificazione di un popolo. Non staremo certo qui a metterne in discussione la valenza simbolica e le connotazioni antropologiche. Tuttavia, nel nostro caso, la scelta come nostro santo protettore di un milite romano, venuto in Sardegna per contrastare con le armi le aspirazini di libertà dei sardi non sottomessi, e poi convertitosi inopinatamente al cristianesimo e trucidato in quel di Nora (fatti suoi personali, verrebbe da dire), emana un sentore poco piacevole di accettazione di un destino di sconfitta. Il che contrasta alquanto con la prosopopea rivendicazionista e cripto-indipendentista delle celebrazioni di tre giorni fa (<em>sa die de sa Sardigna</em>, per chi avesse memoria corta). Se a ciò aggiungiamo la prossima venuta del papa a sancire il patronato generale sui sardi della Madonna di Bonaria, il sospetto si fa ancor più corposo. Il colle della Buona Aria, ossia al di sopra dei miasmi malarici della piana circostante, fu la testa di ponte degli eserciti dell’Infante Alfonso di Aragona nella guerra di conquista intrapresa, su autorizzazione papale, nel 1323. È un altro simbolo dalle connotazioni poco piacevoli, quanto meno ambigue, nei confronti di qualsiasi pretesa di legittimazione dei sardi come soggetto storico.</p>
<p align="justify">Ma forse questi sono pensieri troppo maliziosi, dovuti ad un eccesso di conoscenza storica. La consoscenza fa male, si sa, e la storia ancor peggio. Godiamoci i festeggiamenti odierni, dunque, e abbandoniamo lo scetticismo laico. Almeno fino a domani.</p>
<p align="justify">Viva i lavoratori e viva Santu Efis!</p>
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