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	<title>Keller Archivi - SardegnaMondo</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
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		<title>Anche noi siamo italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 09:16:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Così, secondo le cronache, avrebbero scritto i rappresentanti dei lavoratori della Keller, rivolti al presidente Napolitano: “Dobbiamo forse credere che, quest’anno che si celebrano i 150 anni dell’unità d’Italia, la nostra isola è solo un’isola? Diciamo di no. Noi lavoratori della Keller sappiamo che nonostante tutto l’Italia è una soltanto e che anche noi, come...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Anche noi siamo italiani' data-link='https://sardegnamondo.eu/2011/09/09/anche-noi-siamo-italiani/' data-app-id-name='category_above_content'></div><p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignleft" src="https://4.bp.blogspot.com/_inG64zE1Cdo/TSbYYZ52riI/AAAAAAAAAT4/CeYegu5NRvw/s1600/Tricolore+Italia+Unita.jpg" alt="" width="196" height="121" />Così, <a href="http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/234630" target="_blank" rel="nofollow" >secondo le cronache</a>, avrebbero scritto i rappresentanti dei lavoratori della Keller, rivolti al presidente Napolitano: “Dobbiamo forse credere che, quest’anno che si celebrano i 150 anni dell’unità d’Italia, <strong>la nostra isola è solo un’isola? Diciamo di no</strong>. Noi lavoratori della Keller sappiamo che <strong>nonostante tutto l’Italia è una soltanto e che anche noi, come tutti, ne facciamo parte</strong>. Per questo confidiamo che Lei, illustrissimo Presidente, vorrà farsi portavoce della nostra voglia e della nostra determinazione di far si che la Terra Sarda sia una terra di lavoratori onesti che vogliono lavorare e che non possono accettare imposizioni ingiuste che vanno contro quelle che sono le basi della nostra Costituzione, in cui ci riconosciamo pienamente”.<span id="more-264"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non meno significativo ciò che scrive il direttore generale della Keller medesima (sempre dall’Unione online): “Ad oggi non abbiamo avuto ancora novità sull’individuazione di un percorso che porti ad una possibile composizione bonaria della vicenda tra Keller e Trenitalia, condizione questa indispensabile per attivare il piano industriale della società, approvato anche da Bruxelles in quanto, gli ultimi gravissimi atti di Trenitalia andrebbero ad incidere significativamente sulla fattibilità dello stesso. Sappiamo che <strong>il vertice della Regione Sardegna sta lavorando alacremente sugli interlocutori istituzionali romani</strong> per trovare una <strong>soluzione</strong> che sia prima <strong>politica</strong> e poi tecnica alla questione al fine di salvaguardare il grande valore che oggi Keller rappresenta sia per il territorio isolano sia per quello nazionale. <span id="more-1105"></span>A questo punto, se da un lato questa azione politica su Roma deve essere portata avanti ai massimi livelli e con fortissima determinazione per riaffermare, in un momento di così forte crisi economica, che <strong>il sistema nazionale deve garantire anche alle imprese che operano in Sardegna pari dignità industriale</strong>, oltre che la disponibilità di tutti i servizi di base ( soprattutto quando queste hanno ottime prospettive per il futuro, come nel caso di Keller), dall’altro l’azienda deve comunque perfezionare i nuovi scenari che proprio in queste ore sta terminando di valutare. Ciò al fine di evitare di vanificare l’impegno profuso da tutti i soggetti coinvolti nel rilancio della nostra azienda”.</p>
<p style="text-align: justify;">È evidente anche qui, caso mai ci fosse bisogno di esempi concreti, quale enorme equivoco stia alla base di tali ragionamenti e quanto poco essi siano fondati su una consapevolezza piena delle forze in gioco e delle dinamiche entro cui ci muoviamo. È lo stesso equivoco alimentato ad arte sia dalle forze politiche principali sia dai sindacati. Un equivoco che salva i ruoli di intermediazione e i vantaggi che ne conseguono, ma che è esiziale, mortifero per i lavoratori coinvolti e per la Sardegna in generale. Lo scenario è il medesimo che si è presentato sotto i nostri occhi per la Rockwool, per l’Euroallumina, per l’Alcoa, per la Vinyls, per il polo industriale di Ottana.</p>
<p style="text-align: justify;">La pretesa che gli interessi e le necessità della Sardegna trovino soddisfazione nell’ambito dell’ordinamento giuridico e del sistema di interessi dell’Italia è ormai una speranza folle, che acceca e perde chi vi presta fede, lavoratori e famiglie per primi. Perseverare nel coltivare questa speranza serve solo a rimandare la resa dei conti, che naturalmente poi arriva comunque e con gli interessi maturati nel frattempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non saranno i lavoratori stessi a mutare la loro prospettiva, non saranno certo i sindacati, tanto meno i partiti politici che da Roma dipendono e prendono ordini, a rovesciare la tendenza devastante cui stiamo soccombendo come collettività storica. Lo dico pur cosciente che i lavoratori sono l’anello debole della catena, quello che cede. Il ricatto occupazionale sistematico cui siamo sottoposti è evidente. Basti pensare allo scempio in atto a Capo Malfatano, parzialmente bloccato per ora dalla forza morale e dalla testardaggine di un solo uomo, <a href="http://www.michelamurgia.com/di-cose-sarde/ambiente/ovidio-manifesto-del-terzo-coraggio" target="_blank" rel="nofollow" >Ovidio Marras</a>, non certo da un <a href="http://www.progeturepublica.net/contributi/unu-contu-nostru/" target="_blank" rel="nofollow" >fronte compatto di cittadini e amministratori locali</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">È responsabile continuare ad attendere l’aiuto dello stato italiano? È serio, è dignitoso prostrarsi agli interessi di potentati economico-finanziari forestieri, in cerca di profitti facili, in cambio di un posto tra la servitù?</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle stesse ore dell’accorato appello dei lavoratori Keller a Napolitano, tanto per dire, <a href="http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/234657" target="_blank" rel="nofollow" >emerge</a> che dalla manovra finanziaria del governo italiano, approvata in Senato e passata ora alla Camera, la Sardegna verrebbe esclusa dall’accesso ai fondi comunitari. Naturalmente è una notizia da verificare bene e da vagliare. Ma pare stia suscitando aspre reazioni politiche, da noi. Di quelle tipiche della nostra classe dirigente, ossia una tacca sotto la scoreggia di moscerino. Il governo italiano si rimangerà questa norma solo per togliersi dalle scatole i poveri questuanti sardi? Chi lo sa. Ma anche se fosse, sarebbe solo la conferma della nostra patologica subalternità.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi ci meravigliamo se <a href="http://www.sardegna24.net/il-fatto/vendetemi-la-costa-smeralda-1.20816" target="_blank" rel="nofollow" >uno sceicco di passaggio</a> prende e decide di comprarsi un pezzo di Sardegna? Se non lo farà lui, lo faranno di qui a poco i cinesi, e magari non solo una parte, ma tutta l’Isola. Crediamo che lo stato italiano non ci farebbe un pensierino, pur di fare cassa e sbarazzarsi una volta per tutte di questa zavorra inutile? Capaci che la fanno sotto il naso agli americani, che pure coltivano ancora interessi geopolitici sul nostro conto. Ma si sa che l’Italia è sempre stata abile a giocare su due tavoli contemporaneamente e a mentire per la gola su qualsiasi faccenda. È un costume nazionale da sempre, mica prerogativa di Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro che invocare la propria italianità! Cari fratelli della Keller e tutti gli altri: aprite gli occhi!</p>
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		<title>Ricorsi patologici</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2011/09/06/ricorsi-patologici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 13:52:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non ha lasciato molti segni di sé la ricorrenza del 4 settembre, anniversario dell’eccidio di Buggerru. Era il 1904 e allora le manifestazioni sindacali non erano propriamente tollerate di buon grado. I minatori lavoravano in condizioni che definire disumane è fare un torto alle altre specie animali. La protesta si tramutò in repressione manu militari...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Ricorsi patologici' data-link='https://sardegnamondo.eu/2011/09/06/ricorsi-patologici/' data-app-id-name='category_above_content'></div><p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignleft" src="https://www.algherocronache.it/RisorseHTML/Attualit%E0/Provincia%20Car_Ig/Prov_Car_Igl/Buggerru/Sciopero%20copia.JPG" alt="" width="225" height="148" />Non ha lasciato molti segni di sé la ricorrenza del 4 settembre, anniversario dell’eccidio di Buggerru.</p>
<p style="text-align: justify;">Era il 1904 e allora le manifestazioni sindacali non erano propriamente tollerate di buon grado.</p>
<p style="text-align: justify;">I minatori lavoravano in condizioni che definire disumane è fare un torto alle altre specie animali. La protesta si tramutò in repressione manu militari e in sangue versato.</p>
<p style="text-align: justify;">Da lì, il primo sciopero generale della storia italiana. Poi dice che la Sardegna è sempre stata fuori dalla Storia… Forse si intende dire: fuori dalla <em>sua</em> storia.<span id="more-265"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La dimenticanza è tanto più notevole in quanto cade praticamente nelle stesse ore dell’<a href="http://www.sardegna24.net/medio-campidano/trenitalia-mette-in-ginocchio-la-keller-1.19018" target="_blank" rel="noopener noreferrer" rel="nofollow" >ennesima mazzata</a> ricevuta dal tessuto socio-economico sardo e dal settore industriale in particolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa volta, non da un’azienda decotta o anacronistica, ma da una in piena attività, con prospettive notevoli e un mercato ancora a disposizione: la Keller di Villacidro.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1096"></span>Il fatto è emblematico. La società Trenitalia (partecipata dal governo italiano) revoca una grande commessa (si parla di 16 milioni di euro) e manda gambe all’aria un’intera azienda, decine di lavoratori e le loro famiglie, con tutto ciò che ne consegue.</p>
<p style="text-align: justify;">Dei gran cattivoni, questi di Trenitalia? Be’, dipende. Se si guarda alla cosa con gli occhi del servo grato della propria sottomissione, forse si potrebbe avere qualcosa da recriminare sulla malvagità del padrone.</p>
<p style="text-align: justify;">A guardarla da cittadini liberi la cosa assume i contorni di una normalissima misura economica presa in totale buon diritto da una società che sceglie dove e come investire i propri soldi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancor più legittima la decisione di Trenitalia in un’ottica italiana. L’Italia è in mutande, non ha nemmeno gli occhi per piangere: vorremmo davvero che investisse le sue magrissime risorse in Sardegna?</p>
<p style="text-align: justify;">Qui il fattore geografico conta ancor più di quello demografico e politico. Certo, c’è da dire anche che Trenitalia impone alla Keller di non prendere commesse dall’estero. Una forma di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monopsonio" target="_blank" rel="noopener noreferrer" rel="nofollow" >monopsonio</a> che aggiunge la beffa al danno. Ma una volta che si accetta la propria subalternità, la si deve accettare in tutto e per tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esponenti della Destra Storica, al governo in Italia 150 anni fa, dichiaravano apertamente che se i sardi volevano le ferrovie dovevano pagarsele loro, senza pretendere investimenti da parte dello stato centrale, dato che si trattava di infrastrutture che interessavano solo i sardi medesimi, senza ricadute oltre i confini dell’Isola.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ragionamento che fila ancora oggi. Siamo noi che non l’abbiamo ancora capito. Siamo noi che non ci siamo ancora liberati dall’ipnosi collettiva della nostra italianità a tutti i costi. Nemmeno ora che i costi diventano insostenibili vogliamo aprire gli occhi?</p>
<p style="text-align: justify;">La <a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/09/06/news/sciopero-generale-cgil-in-4mila-a-cagliari-mille-a-nuoro-3mila-a-sassari-4913223" target="_blank" rel="noopener noreferrer" rel="nofollow" >manifestazione sindacale di oggi</a> appare dunque in una luce ancor più tetra. Da un lato la rimozione dei morti di Buggerru, dall’altra l’ottusità dei sindacati sardi (o meglio, italiani in Sardegna) che contestano il governo italiano perché moderi la sua tirannia, ma senza il coraggio di minacciare sul serio la rivoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">E senza uno straccio di consapevolezza di sé, di ciò che un sindacato serio, responsabile, inserito nella storia del suo tempo, legato al suo territorio, dovrebbe fare.</p>
<p style="text-align: justify;">I sindacati confederali italiani in Sardegna sono uno dei maggiori agenti della conservazione della nostra subalternità. Questo è evidente quanto triste.</p>
<p style="text-align: justify;">A parte fare da intermediari nelle assunzioni, con pratiche non di rado clientelari e familistiche; a parte promuovere vertenze di cortissimo respiro, senza uno straccio di progettualità, spesso a danno del territorio stesso; a parte pretendere nuovi fantascientifici Piani di Rinascita, qual è oggigiorno l’apporto dei sindacati in Sardegna?</p>
<p style="text-align: justify;">È una questione che andrà affrontata presto e anche bene. Prima di tutto in nome e per conto di tutti i lavoratori sardi, che sono sempre più le ultime ruote del carro di un carro già di suo malandato, pedine sacrificabili in una scacchiera altrui.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Ricorsi patologici' data-link='https://sardegnamondo.eu/2011/09/06/ricorsi-patologici/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Ricorsi patologici' data-link='https://sardegnamondo.eu/2011/09/06/ricorsi-patologici/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2011/09/06/ricorsi-patologici/">Ricorsi patologici</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
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