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	<title>I delitti della salina Archivi - SardegnaMondo</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
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		<title>La rivolta dell&#8217;oggetto: la letteratura sarda attuale come fonte di emancipazione collettiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2021 13:46:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Prendo spunto dalla lettura dell&#8217;ultimo romanzo di Francesco Abate, I delitti della salina (Einaudi &#8211; Stile Libero, 2020), e dalle suggestioni che ne ho tratto per riprendere il filo di un ragionamento già avviato in passato e che continua a sembrarmi importante e ancora da sviluppare compiutamente. Da alcuni anni si fa riferimento alla letteratura...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2021/01/26/la-rivolta-delloggetto-la-letteratura-sarda-attuale-come-fonte-di-emancipazione-collettiva/">La rivolta dell&#8217;oggetto: la letteratura sarda attuale come fonte di emancipazione collettiva</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='La rivolta dell&#039;oggetto: la letteratura sarda attuale come fonte di emancipazione collettiva' data-link='https://sardegnamondo.eu/2021/01/26/la-rivolta-delloggetto-la-letteratura-sarda-attuale-come-fonte-di-emancipazione-collettiva/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="496" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/01/immagine-1-700x496.jpg" alt="" class="wp-image-4314" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/01/immagine-1-700x496.jpg 700w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/01/immagine-1-640x453.jpg 640w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/01/immagine-1-768x544.jpg 768w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/01/immagine-1-800x566.jpg 800w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2021/01/immagine-1.jpg 873w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption">piciocus de crobi</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Prendo spunto dalla lettura dell&#8217;ultimo romanzo di Francesco Abate, <a href="https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-italiana/narrativa-italiana-contemporanea/i-delitti-della-salina-francesco-abate-9788858434925/" target="_blank"  rel="nofollow" ><em>I delitti della salina</em> (Einaudi &#8211; Stile Libero, 2020)</a>, e dalle suggestioni che ne ho tratto per riprendere il filo di un ragionamento già avviato in passato e che continua a sembrarmi importante e ancora da sviluppare compiutamente.</h2>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Da alcuni anni si fa riferimento alla letteratura sarda contemporanea in termini problematici, senza riuscire a collocarla e classificarla in modo soddisfacente nel panorama della letteratura italiana, europea, &#8220;occidentale&#8221;.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La collocazione nell&#8217;ambito della letteratura italiana è estremamente complicata e a mio avviso del tutto inutile e fuorviante. Non si verrà mai a capo di questo enigma, per il semplice motivo che la letteratura sarda è una letteratura nazionale a sé stante, posto che abbia ragion d&#8217;essere una classificazione di questo tipo. Io non credo che ne abbia molta, non con una rilevanza decisiva comunque; ma, dato che si tratta di una categoria molto usata, allora vediamo di usarla in modo appropriato e coerente.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Come argomentato <a href="https://sardegnamondo.eu/2010/04/17/la-letteratura-sarda-una-letteratura-nazionale/">in passato</a>, se si considera la letteratura sarda attuale come una declinazione regionalista e provinciale della letteratura italiana non se ne comprendono motivazioni, temi, problemi, riferimenti. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il fatto stesso che la Sardegna, con il suo milione e seicentomila abitanti, abbia una tale densità letteraria, resta un mistero, per molti osservatori. In Italia questo dato è per lo più rimosso. Così com&#8217;è rimossa la natura sbilanciata e coloniale dal rapporto tra ambito culturale italiano e ambito culturale sardo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La letteratura sarda è una letteratura meticcia, assimilabile alla letteratura creola o a quelle di altri luoghi post-coloniali, più che ad altri modelli europei. Non si può nemmeno paragonare ad altre letterature proprie di comunità storiche senza stato, come quella basca o quella catalana, dato che in Sardegna, a differenza di queste comunità, non esiste una scolarizzazione in sardo (o, per dire, in gallurese) e sussiste un complicato problema di mancata standardizzazione linguistica (necessaria, a dispetto di quanto pensano in molti, che magari la lingua la studiano ma non la praticano; ma è un altro discorso).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ancora oggi in Italia e anche in Sardegna si fa fatica a prendere le cose per come sono. Il dominio del &#8220;come se&#8221; ci pone in una condizione simile a coloro che dovevano giustificare i fenomeni astronomici tramite il modello tolemaico, aggiungendo complicazioni a complicazioni, piuttosto che sostituirlo con uno più preciso nel descrivere la realtà.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Così capita di imbattersi in ricostruzioni e giudizi che si basano su un&#8217;idea preconcetta di letteratura sarda, a volte senza referente concreto, una letteratura sarda che non esiste più o non è mai esistita. L&#8217;idea che la letteratura sarda sia una letteratura regionale particolarmente ossessionata dalla propria collocazione geografica, per esempio, discende essa stessa da un pregiudizio e dalla rimozione del problema coloniale. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">A nessun* scrittore o scrittrice nordamerican* verrebbe rimproverata l&#8217;ambientazione nordamericana delle sue storie, urbana o provinciale che sia. Così come ad autori e autrici di altri contesti considerati &#8220;normali&#8221; si rimprovererebbe mai che ambientino i propri racconti nei loro luoghi. Ambientare una storia scritta in italiano a Roma, Milano, Bologna o Napoli non costituisce un problema per nessuno. Suona sempre un po&#8217; strano ed esotico invece che autori e autrici sard* insistano a collocare le loro storie in Sardegna. Posso testimoniarlo direttamente: nel corso delle presentazioni del mio romanzo <em>La vincita</em> mi è stato chiesto più volte, a me nuorese, come mai avessi scelto di ambientare la vicenda a Nuoro (per altro, un luogo letterario ormai sostanzialmente classico).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;ambientazione sarda delle storie di autori ed autrici sard* alla fine viene giustificata in molti modi, alcuni anche fantasiosi, ma sempre a debita distanza dalla radice della questione. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Allo stesso modo risulta sempre difficile accettare che la letteratura sarda *non* abbia come oggetto gli stereotipi e le caratterizzazioni razziali che, nella narrazione dominante e nel nostro stesso mito identitario, definiscono la Sardegna e la sardità. Esotico, pittoresco, storie cupe di violenza bruta, ambientazioni rurali, forme di relazione ancestrali, permanenze culturali a-storiche, banditismo e pastorizia: di questi elementi dovrebbe nutrirsi la &#8220;vera&#8221; letteratura sarda, per essere etichettata come tale. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Questa stessa caratterizzazione fittizia viene spesso usata come buon motivo per liquidarla, <em>ipso facto</em>, come mediocre, senza nemmeno sincerarsi che tale descrizione corrisponda alla realtà.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ma la letteratura sarda, da moltissimo tempo, è anche e soprattutto qualcosa di diverso e di molto più vario. Intanto le ambientazioni sono spesso cittadine e contemporanee, senza tante concessione ai cliché. Ovvero trattano con la giusta disinvoltura la relazione dialettica tra città e paese, tra le diverse dimensioni antropiche e antropologiche presenti in Sardegna. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Le tematiche e le formule narrative sono estremamente eterogenee. Dall&#8217;intreccio noir al romanzo di formazione, dal realismo magico alla fantascienza e al romanzo storico, non c&#8217;è genere o stile che la letteratura sarda non abbia esplorato nell&#8217;ultimo mezzo secolo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Eppure questo fatto così banale ed evidente spesso viene sottaciuto o messo tra parentesi, come se invece non fosse un fattore di massima rilevanza.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Anche la lingua usata da autrici e autori isolan* è spesso fonte di spiazzamento o di incomprensione, tanto in Italia quanto in Sardegna. È consueta la mescolanza di italiano e sardo, in dosi e modalità di impiego assortite. A volte è una necessità espressiva, a volte è semplice realismo. Perché è la realtà sarda stessa ad essere meticcia e dinamica, più di quanto ci piaccia pensare. Eppure tutto ciò viene vissuto come una sorta di trauma o di problema.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">A qualcuno, particolarmente affezionato alla lingua del &#8220;sì&#8221;, risulta indigesto l&#8217;uso del sardo in un testo in italiano, come una sorta di indebita interferenza &#8220;dialettale&#8221;. Ma a quanto pare vale solo per il sardo, non per i dialetti propriamente italiani. Ci sarebbe da rifletterci su. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Dall&#8217;altra parte della barricata, in un certo ambiente culturale, viene considerata letteratura sarda solo quella in sardo. Si rimprovera anzi a scrittori e scrittrici isolan* il mancato uso esclusivo della lingua sarda. Il che rimanda alla semplice e decisiva questione di cui sopra: non esistono una scolarizzazione e un&#8217;alfabetizzazione in sardo che consenta di avere sia un pubblico sia una struttura editoriale e in generale culturale adeguati. Autori e autrici sono l&#8217;ultima ruota del carro, in questo problema, checché se ne pensi. E mi pare anche facilmente comprensibile.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Perché dunque sono partito dal recente romanzo di Francesco Abate, per affrontare questa disamina? Be&#8217;, intanto perché si tratta di un romanzo che partecipa pienamente della natura meticcia e del ruolo di avanguardia tipici della letteratura sarda attuale.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La stessa ambientazione delle avventure narrate è significativa e, va detto, particolarmente indovinata: la Cagliari (e dintorni) dei primi anni del XX secolo. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Un&#8217;ambientazione urbana, dunque, anche in questo caso, in cui risalta la città di Cagliari  come luogo vivo, vero, e a sua volta ibrido. In consonanza con tante altre città portuali del Mediterraneo. È una Cagliari in cui si può ritrovare Genova, Barcellona, Marsiglia, Napoli, Orano, Bastia, Pola. Cambiano le dimensioni, certo, e alcune caratteristiche specifiche, ma sfido chiunque a non cogliere quella certa aria di famiglia che accomuna tutte le città che si affacciano sul <em>mare nostrum</em>. Non c&#8217;è niente di sorprendete né di esotico, in questo. Cagliari è così da secoli.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Quanto alla collocazione temporale, la Sardegna del primo XX secolo era un luogo pieno di problemi e di contraddizioni, ma estremamente vitale, pienamente inserito, sia pure a modo suo, nelle dinamiche del mondo circostante. Attriti sociali e culturali, vertenze sindacali, proteste popolari, rivendicazioni di autodeterminazione (&#8220;emancipazione&#8221; si diceva allora), ruolo della stampa, maneggi politici e affaristici erano ingredienti ordinari della vita del tempo. Così come il controllo repressivo delle forze dell&#8217;ordine e delle forze armate e la ferrea volontà dello stato italiano di mantenere in condizione di minorità e di subalternità l&#8217;intera isola. Con la complicità della classe dominante locale. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ma c&#8217;erano anche una grande vivacità intellettuale, creativa e artistica, che non si fermava ai confini della città maggiori, ma anzi si esprimeva in modo forte e diffuso anche in altri centri, come Nuoro (l&#8217;appellativo di &#8220;Atene sarda&#8221; è proprio di questi anni), emergendo poi anche fuori dall&#8217;isola.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Le avventure della protagonista Clara Maylin Simon &#8211; a sua volta un bel personaggio &#8211; non hanno niente di inverosimile e improbabile, se non quella giusta dose di libertà narrativa indispensabile alla riuscita letteraria. Si collocano in un contesto realistico, ben ricostruito e reso in modo efficace, senza vezzi stilistici, senza cedimenti alla bozzettistica di maniera.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Tuttavia, più che l&#8217;esito estetico di questo lavoro, certamente positivo, ma su cui è giusto che ogni lettore e lettrice possa farsi la sua idea, ciò che ne fa un caso esemplare è proprio la libertà con cui rompe gli schemi precostituiti, viola le aspettative stereotipate, spiazza il lettore prevenuto. È un esempio della &#8220;rivolta dell&#8217;oggetto&#8221; a cui la letteratura, l&#8217;arte e la musica da tempo ci richiamano con insistenza, in Sardegna.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Un richiamo che accompagna e sostiene &#8211; o dovrebbe farlo &#8211; gli studi, la riflessione teorica e ogni possibile sforzo di emancipazione democratica in atto o di là da venire. Come una fonte di suggestioni, come un invito a riappropriarci della nostra stessa realtà, quella del passato, soprattutto recente, e quella del presente. Senza mitopoiesi identitarie posticce e magari, in qualche caso, interessate. Senza la pretesa di fedeltà ad appartenenze ristrette e settarie o subalterne. Senza prescrizioni dogmatiche a cui sacrificare possibilità di lotta e di conquista collettiva.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Una lezione preziosa che può sembrare incongrua rispetto alla semplice natura di un&#8217;opera letteraria, specie una come questa, apparentemente destinata a una lettura di svago. Eppure vera ed efficace, da tenere ben presente.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='La rivolta dell&#039;oggetto: la letteratura sarda attuale come fonte di emancipazione collettiva' data-link='https://sardegnamondo.eu/2021/01/26/la-rivolta-delloggetto-la-letteratura-sarda-attuale-come-fonte-di-emancipazione-collettiva/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='La rivolta dell&#039;oggetto: la letteratura sarda attuale come fonte di emancipazione collettiva' data-link='https://sardegnamondo.eu/2021/01/26/la-rivolta-delloggetto-la-letteratura-sarda-attuale-come-fonte-di-emancipazione-collettiva/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2021/01/26/la-rivolta-delloggetto-la-letteratura-sarda-attuale-come-fonte-di-emancipazione-collettiva/">La rivolta dell&#8217;oggetto: la letteratura sarda attuale come fonte di emancipazione collettiva</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
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