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	<title>Gian Paolo Marras Archivi - SardegnaMondo</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
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		<title>Rinascita abortiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 08:57:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre i sindacati manifestano a Oristano per invocare un nuovo Piano di Rinascita, a Ottana, una delle sedi della meravigliosa applicazione di quelli già realizzati, emergono drammaticamente i loro esiti ultimi. Una paradossale e mai così tempestiva smentita di ogni premessa e argomentazione a loro sostegno. Nella notte, due attentati violenti e spietati contro la...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Rinascita abortiva' data-link='https://sardegnamondo.eu/2010/09/26/rinascita-abortiva/' data-app-id-name='category_above_content'></div><p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignleft" title="Ottana, cattedrale di San Nicola" src="https://www.sardegnadigitallibrary.it/mmt/480/138095.jpg" alt="" width="207" height="156" />Mentre i sindacati manifestano a Oristano per invocare un nuovo Piano di Rinascita, a Ottana, una delle sedi della meravigliosa applicazione di quelli già realizzati, emergono drammaticamente i loro esiti ultimi. Una paradossale e mai così tempestiva smentita di ogni premessa e argomentazione a loro sostegno.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella notte, <a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/ottana-strage-sfiorata-nella-notte-fucilate-contro-la-casa-del-sindaco-foto/2414089?ref=HREC2-4" target="_blank" rel="nofollow" >due attentati</a> violenti e spietati contro la sede di una società che fornisce servizi sociali e contro l’abitazione del sindaco, Gian Paolo Marras.<span id="more-337"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Inutile qui e ora cercarne motivazioni e possibili colpevoli. Quel che possiamo mettere in evidenza è che una zona della Sardegna, sottoposta a operazioni di ingegneria sociale su vasta scala, usata come cavia da laboratorio politico e culturale, rigetta l’esperimento e traduce in forme patologiche le dosi di vaccino inoculate.</p>
<p style="text-align: justify;">Un rigetto che ha molti sintomi e molte conseguenze. Di questi stessi giorni è l’annuncio da parte della ASL nuorese della necessità di una indagine igienico-sanitaria sulle condizioni della popolazione del paese e della zona circostante. Il sospetto, suffragato dai numeri, è che la maggiore incidenza di certe patologie tumorali sia da connettere con l’attività del polo industriale ivi impiantato negli anni Settanta del secolo appena trascorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella che doveva essere la ricetta giusta per distruggere dall’interno l’assetto sociale e culturale barbaricino, fondato su sistemi produttivi e distributivi considerati socialmente patogeni, ha generato invece ulteriore malessere, deprivazione materiale e culturale, disoccupazione, inquinamento, disarticolazione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso sindaco Marras è un cassintegrato della Legler, l’ennesima azienda arrivata con mille promesse, sul vento dei finanziamenti erogati dalla regione sarda per le aree depresse, che ha concluso il suo ciclo produttivo portandosi via i finanziamenti ricevuti (che non c’è modo di chiedere indietro) e lasciando in eredità famiglie senza reddito.</p>
<p style="text-align: justify;">Da notare che storicamente Ottana e il comprensorio di cui è stato a lungo capoluogo – se non altro putativo – non erano poveri. Non si tratta di una zona in cui per secoli è esistita una forma di economia di sussistenza, sempre in bilico sul precipizio della fame e della disperazione. Questa è la versione ideologica propalata per giustificare le assurde scelte fatte. Era invece una area agropastorale relativamente florida. Legata magari a cicli e processi non completamente toccati dai dispositivi economici e culturali della Modernità, ma certo non depressa né “fuori dal mondo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla radice dei fatti di cronaca di questi giorni c’è il profondo spaesamento, la dissoluzione di ogni senso del giusto e dell’ingiusto, che l’industrializzazione violenta ha portato con sé. Senza produrre alcun significativo progresso né sotto il profilo economico, né sotto quello culturale e sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Che si pensi ancora di poter far valere le proprie ragioni con l’esplosivo o con i pallettoni, e proprio nel luogo simbolo della modernizzazione forzosa della Sardegna, è più di un segnale di crisi: è la conferma della scelta mortale, abortiva (per citare Camillo Bellieni) fatta a suo tempo e ancora invocata come soluzione da forze politiche e sindacati. A loro volta protagonisti terminali di un fallimento storico di cui non intendono rendere conto a nessuno, ma sul quale saranno presto chiamati a rispondere dalla storia stessa.</p>
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