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	<title>flotta sarda Archivi - SardegnaMondo</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
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		<title>Conseguenze</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2011/06/29/conseguenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 08:24:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia è in procinto di affrontare una gravissima crisi finanziaria, frutto sia delle scelte deleterie della sua classe politica degli ultimi trent’anni sia di un funzionamento dei meccanismi di bilancio, di credito e debito e di verifica degli stessi,  imposti da FMI, Banca Mondiale e da ultimo BCE. Si tratta di meccanismi tecnici fondati sulle...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Conseguenze' data-link='https://sardegnamondo.eu/2011/06/29/conseguenze/' data-app-id-name='category_above_content'></div><p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignleft" src="https://i3.ytimg.com/vi/_eV0jQVWyzY/0.jpg" alt="" width="182" height="136" />L’Italia è in procinto di affrontare una gravissima crisi finanziaria, frutto sia delle scelte deleterie della sua classe politica degli ultimi trent’anni sia di un funzionamento dei meccanismi di bilancio, di credito e debito e di verifica degli stessi,  imposti da FMI, Banca Mondiale e da ultimo BCE. Si tratta di meccanismi tecnici fondati sulle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monetarismo" target="_blank" rel="nofollow" >tesi monetariste</a> di matrice neolibrista o più correttamente di scuola neoclassica, vincolati agli interessi dei grandi gruppi economico-finanziari che controllano queste istituzioni internazionali. Non si parla di teorie scientifiche più o meno validate dalla prova dei fatti, ma di mera ideologia. L’ideologia  egemonica degli ultimi trent’anni.<span id="more-275"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non si tratterà di niente di diverso da quanto accaduto in Argentina negli anni scorsi e da quanto sta accadendo in Grecia adesso. La Grecia è un esempio molto calzante, visto che anche lì gli effetti devastanti della crisi sono il “combinato disposto” di pratiche politiche corrotte e delle folli regole del gioco a cui gli stati devono soggiacere obtorto collo.<span id="more-1025"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia non brilla per coesione interna e per solidità delle strutture portanti della sua economia e della sua convivenza civile. La storia non si può cancellare né eludere e i peccati originali si scontano davvero, in questo mondo, ma in termini materiali non spirituali. Lo stato italiano è nato male e cresciuto peggio: difficile adesso porre rimedio senza conflitti anche duri e senza devastazioni sociali e politiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il discorso assume tinte ancora più fosche se riferito alla Sardegna. Noi siamo la classica pedina sacrificabile. Sia nel senso che, se si dovrà scegliere di infierire, sarà molto facile farlo su di noi, dati il nostro scarso peso demografico, territoriale e politico e la nostra distanza geografica. Sia per via di una patologica debolezza nella nostra autoidentificazione e nella nostra consapevolezza storica, che ci fanno sopportare qualsiasi torto, qualsiasi sottrazione, come se fossero giusti e meritati.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensiamo di essere degli inquilini a pieno titolo in una casa in cui invece non siamo nemmeno ospiti, ma la servitù. Se conoscessimo la nostra storia e quella del mondo, l’avremmo già capito da un pezzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le scelte governative da noi si abbatteranno su una situazione già sull’orlo del collasso irrimediabile, senza che esistano anticorpi, senza che ci siano delle risorse pronte cui attingere, anche solo di natura culturale e politica. Pensiamo alle varie vertenze aperte, alla crisi di interi comparti economici, alla destrutturazione sistematica in campi come le infrastrutture materiali, la scuola e l’università, i trasporti.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio nel settore dei trasporti tuttavia si osserva in nuce quel che potrebbe accadere nei prossimi anni. Di fronte a un problema strutturale la politica sarda deve prendere posizione e trovare soluzioni praticabili. Inevitabilmente queste scontentano assetti di potere costituiti e rapporti di forza consolidati. Una misura tampone, come quella assunta dalla giunta regionale con la “flotta sarda”, dal lato pratico una soluzione pressoché marginale, concepita prendendo a caso proposte già avanzate, senza crederci veramente, assume poi nei fati un valore di precedente e un significato simbolico che rischiano di sconquassare la scena. Significativa in proposito la reazione dei sindacati confederali. La preoccupazione dei sindacalisti sardi sono i posti di lavoro della Tirrenia. Ossia di quel baraccone statale che ha campato decenni mungendo le tasche dei sardi (il 90% degli introiti della Tirrenia viene dalle rotte da e per la Sardegna), le cui sedi operativa e fiscale non sono fissate sull’isola  e che imbarca per il 95% personale non sardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso modo il centrosinistra sardo non trova di meglio che contestare la misura, senza però proporre una soluzione alternativa, magari strutturale, pianificata per risolvere alla radice la questione strategica della mobilità via mare dei sardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo italiano, dal canto suo, spinto dall’urgenza di vendere la Tirrenia, considera pessima la scelta della giunta sarda, dato che rischia di far calare l’interesse del cartello oligopolistico privato cui pensa di rifilare il baraccone.</p>
<p style="text-align: justify;">È evidente dunque che manca totalmente una visione d’insieme dei nostri problemi e delle nostre necessità centrata su noi stessi. Nella classe politica sarda e nei centri di interesse che la sostengono non c’è un senso di appartenenza condiviso a una collettività storica definita – definita prima di tutto dalla geografia – quale noi siamo. Manca una prospettiva sul medio e sul lungo periodo, e forse anche sul breve, dato che si ha l’impressione che navighino a vista.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è altrettanto evidente che siamo in prossimità di una situazione in cui sarà giocoforza necessario prendere decisioni forti, anche drastiche, che ci sia o non ci sia nei ruoli chiave personale all’altezza della sfida. Si sta già presentando il <em>redde rationem,</em> il regolamento dei conti, a cui persino il più ignavo dei politicanti sardi non riesce a sottrarsi. Con la conseguente necessità di fare qualcosa per forza, magari a dispetto dei propri mandanti. Sarà una circostanza ricorrente negli anni a venire. Ci sarà da stare sul chi vive. Vedremo se la potenzialità di azione e partecipazione civile emersa nell’ultima tornata elettorale e referendaria saprà declinarsi in termini politici unitari, consapevoli, sovrani.</p>
<p style="text-align: justify;">Più che lamentarsi dunque sarebbe meglio aggregare forze, suscitare partecipazione e collaborazione. Se non ci assumiamo questa responsabilità storica, subiremo più di altri le conseguenze della transizione traumatica e violenta in cui siamo già entrati. L’alternativa è sperare  che l’Italia per salvare se stessa ci <a href="http://www.youtube.com/watch?v=_eV0jQVWyzY&amp;feature=player_detailpage#t=510s" target="_blank" rel="nofollow" >venda al miglior offerente</a> e che il nuovo padrone sia più magnanimo di quello vecchio.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Conseguenze' data-link='https://sardegnamondo.eu/2011/06/29/conseguenze/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Conseguenze' data-link='https://sardegnamondo.eu/2011/06/29/conseguenze/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2011/06/29/conseguenze/">Conseguenze</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
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		<title>Accecati e perduti</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2011/04/29/accecati-e-perduti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 08:51:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<category><![CDATA[caro trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[economia sarda]]></category>
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		<category><![CDATA[politica sarda]]></category>
		<category><![CDATA[traghetti]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti sardi]]></category>
		<category><![CDATA[Ugo Cappellacci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caso del caro traghetti è entrato a fatica e in grave ritardo nell’agenda politica sarda, dando la stura a trionfalismi del tutto mal riposti (su idee scopiazzate, per altro) e persino a impeti nazionalisti alquanto incongrui. Il presidente della regione, ad esempio, dichiarava ieri di sperare di sentire presto sui traghetti da e per...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Accecati e perduti' data-link='https://sardegnamondo.eu/2011/04/29/accecati-e-perduti/' data-app-id-name='category_above_content'></div><p style="text-align: justify;">Il caso del caro traghetti è entrato a fatica e in grave ritardo nell’agenda politica sarda, dando la stura a trionfalismi del tutto mal riposti (su <a href="http://www.progeturepublica.net/comunicati/soluzioni-emergenza-trasporto-navale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" rel="nofollow" >idee scopiazzate</a>, per altro) e persino a impeti nazionalisti alquanto incongrui. Il presidente della regione, ad esempio, dichiarava ieri di sperare di sentire presto sui traghetti da e per la Sardegna un po’ più di <em>limba</em> e un po’ meno dialetto napoletano. A parte che di solito di tratta di dialetto salernitano, la dichiarazione è abbastanza demagogica e razzista da commentarsi da sé. In ogni caso il momento di darsi una mossa è passato da almeno un mese, se non di più. Ora sono solo chiacchiere al vento, in piena campagna elettorale.<span id="more-291"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma fossero tutte qui le nequizie con cui ci tocca fare i conti, sarebbero rose e fiori. Molto meno pubblicizzata (anzi direi sostanzialmente rimossa dal <em>mainstream</em> mediatico e politico) la <a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/04/29/news/opere-strategiche-nell-isola-molte-restano-sulla-carta-4064012" target="_blank" rel="noopener noreferrer" rel="nofollow" >notizia</a> dell’ennesimo ridimensionamento degli investimenti in infrastrutture nell’Isola da parte del governo italiano. Il che può indispettire e generare sentimenti di rivalsa sull’Italia, ma in fondo è perfettamente in linea con la prassi consolidata da molti decenni a questa parte, se non proprio da trecento anni in qua. Sfugge sempre il dato geografico della nostra lontananza dall’Italia e quello strutturale della modesta rilevanza territoriale e demografica della Sardegna nello stato italiano. C’è poco da girare: finché saremo una regione oltremarina e marginale di uno stato altro saremo appesi alla penuria di attenzioni e alle promesse mai mantenute da parte di un potere alieno.<span id="more-906"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dovrebbero averlo imparato gli operai della Vinyls di Porto Torres, illusi che un poco di notorietà mediatica equivalesse a un successo sindacale, a dispetto della chiarissima prospettiva di chiusura dell’intero comparto industriale sardo. Quando la smetteranno di arrampicarsi e recludersi e magari di issare un improbabile tricolore (tipo <em>captatio benevolentiae</em> del tutto fuori luogo) magari cominceranno a realizzare che l’unica prospettiva possibile non è quella di continuare ad <a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/cronaca/2011/04/28/news/perdita-di-olio-combustibile-all-enel-ma-neanche-una-goccia-finisce-in-mare-4063570" target="_blank" rel="noopener noreferrer" rel="nofollow" >avvelenare</a> sé stessi e la propria terra e vivere nella precarietà, ma ripulire tutto e progettare una sana, adeguata e dignitosa riconversione economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche gli altri non scherzano, con i loro patetici viaggi della speranza, in pellegrinaggio da via Roma a Roma (poca fantasia), vuoi fuori della porta del potere politico, vuoi in ginocchio al cospetto del papa. Non oso immaginare quale possa essere il prossimo stadio di auto-mortificazione a cui sapremo piegarci.</p>
<p style="text-align: justify;">I sindacati, intanto, oscillanti come banderuole, se da un lato continuano a evocare – ripetitivi come un vecchio disco rotto – nuovi futuribili Piani di Rinascita, dall’altro pretendono niente meno che <a href="http://vitobiolchini.wordpress.com/2011/04/29/follie-sarde-barrack-stravolge-il-piano-casa-costruisce-in-riva-al-mare-in-costa-smeralda-e-la-cisl-e-la-uil-lo-difendono/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" rel="nofollow" >si violino le leggi</a> per consentire all’ennesimo magnate del turismo di lusso di fare i suoi comodi (e curare i suoi interessi) a danno della collettività, con la motivazione di qualche posto di lavoro (temporaneo). Un po’ lo stesso refrain della avventura aurifera della Sardinia Gold Mining a Furtei. Anche lì, nonostante gli avvertimenti e le denunce di uno scempio inevitabile, i sindacati difesero a spada tratta il diritto degli australiani a sventrare e avvelenare il territorio, sempre in nome dell’occupazione (trenta posti di lavoro, sfumati nel giro di pochi anni).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non dimentichiamoci l’entusiasmo con cui i sindacalisti della SARAS non più tardi dell’anno scorso, a pochi mesi dalla morte di tre operai negli impianti della stessa azienda, accolsero la gentile concessione da parte dei Moratti di alcuni biglietti per la finale di Champions League. Un altro spettacolo penoso di cui avremmo volentieri fatto a meno.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vedo lo stesso trasporto a proposito della questione trasporti (<em>calembour</em> scontato, pardon), settore dove i sindacati hanno brillato per l’impresentabile difesa della bufala aeroportuale di Fenosu ma non sembrano intenzionati alla minima, seria presa di posizione sulle potenzialità dei trasporti via mare, che da soli potrebbero mettere in moto una cosetta come tremila posti di lavoro, con un notevole indotto, anche in termini di ricerca e innovazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra che da un lato si intenda perseverare nell’atteggiamento succube e subalterno del servo che chiede tutela al padrone e dall’altra si evitino con cura tutte le possibilità emancipative, economiche e politiche. Il che è facilmente spiegabile con la necessità di preservare lo stato di impoverimento indotto e di deprivazione culturale dei sardi, onde mantenere posti di intermediazione, di privilegio, possibilità di clientele e di scambi di favori. Ma quanti sardi traggono davvero vantaggio da tale sistema? Ipotizzo che siano una minoranza non troppo consistente. Minoranza che in tempi di vacche più magre del solito tende a ridursi.</p>
<p style="text-align: justify;">Vedremo una prima risposta dell’opinione pubblica nel test elettorale di metà maggio. Ma le speranze di una radicale e repentina inversione di tendenza, nell’Isola del non senso, nella terra della disinformazione e della sistematica ignoranza di sé, sono poche. Speriamo almeno in un segnale.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Accecati e perduti' data-link='https://sardegnamondo.eu/2011/04/29/accecati-e-perduti/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Accecati e perduti' data-link='https://sardegnamondo.eu/2011/04/29/accecati-e-perduti/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2011/04/29/accecati-e-perduti/">Accecati e perduti</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
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