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	<title>diritti umani Archivi - SardegnaMondo</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
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		<title>Fuori dal buio</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2010/10/12/fuori-dal-buio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 07:07:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono alcuni aspetti significativi nell’episodio della rivolta degli immigrati di Elmas. Intanto, era la terza rivolta in pochi giorni, cosa che è emersa nelle cronache solo per via dell’occupazione dello scalo aeroportuale, ossia del disagio concreto creato all’esterno, a noi altri. Esiste un Centro di Prima Accoglienza vicino a Cagliari, dunque. Una notizia che...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Fuori dal buio' data-link='https://sardegnamondo.eu/2010/10/12/fuori-dal-buio/' data-app-id-name='category_above_content'></div><p style="text-align: justify;">Ci sono alcuni aspetti significativi nell’episodio della <a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/elmas-immigrati-del-cpa-in-fuga-aeroporto-paralizzato-per-ore/2509289" target="_blank" rel="nofollow" >rivolta degli immigrati di Elmas</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto, era la terza rivolta in pochi giorni, cosa che è emersa nelle cronache solo per via dell’occupazione dello scalo aeroportuale, ossia del disagio concreto creato all’esterno, a noi altri. Esiste un Centro di Prima Accoglienza vicino a Cagliari, dunque. Una notizia che non solo le cronache quotidiane ma la nostra stessa coscienza civile hanno rimosso o hanno rifiutato di accogliere. Forse perché sappiamo di cosa si tratti, in fondo. Cioè di centri di reclusione, inflitta senza processo e senza nemmeno che i condannati abbiano commesso alcun delitto, a parte la circostanza di esistere e di aver “violato” i nostri confini. Una aberrazione giuridica, oltre che etica, che solo uno stato da farsa come l’Italia può aver concepito.<span id="more-334"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Poi, c’è il fascino della ribellione senza speranza. Cosa si aspettavano questi rivoltosi? Erano chiaramente senza scampo. Anzi, dovevano essere consapevoli che questo gesto avrebbe aggravato la loro posizione, fornendo una ragione meno nebulosa per la loro condanna al rigetto, all’esclusione. Eppure ci hanno provato lo stesso. Certo, la penosa condizione di reclusi, le difficoltà materiali e morali di una segregazione non certo confortevole, sono già una buona motivazione. Ma ho l’impressione che qui entri in gioco quello strano meccanismo che spinge gli esseri umani a ribellarsi comunque, a dispetto di qualsiasi calcolo sui rapporti di forza. L’aspirazione a una libertà che in circostanze di questo genere spinge per trasformarsi in azione pura, disinteressata, fine a se stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi c’è un parallelismo inquietante. Da noi ci si autoreclude per rivendicare tutela, ci si isola doppiamente, parossisticamente, compulsivamente. Ci si preclude qualsiasi alternativa in nome di un presente precario che si vorrebbe cristallizzare, come per esorcizzare la responsabilità di noi stessi e dei nostri discendenti che il tempo stesso ci addossa. Si fugge da noi e dal mondo per paura di prendere in mano la nostra sorte e restituirne una migliore ai nostri figli. E questi altri cosa fanno, invece? Questi dannati della Terra. Questi nostri fratelli, vicini di casa, in tutto e per tutto nostri simili, cosa sperano, provano, intendono ottenere? Un respiro di libertà, un assaggio di luce. Nemmeno la libertà piena e definitiva, ma giusto un momento in cui sentirsi vivi, esistenti al mondo. Non è forse una grande lezione, per noi spiriti perennemente depressi, sempre in attesa di un salvatore? Di un padrone che ci domi ma che ci protegga, soprattutto da noi stessi?</p>
<p style="text-align: justify;">Nessun essere umano è clandestino sulla Terra. In nessun luogo del pianeta. Non dove arriva viaggiando,  né dove è nato. Anche noi dobbiamo uscire dalla nostra prigione.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Fuori dal buio' data-link='https://sardegnamondo.eu/2010/10/12/fuori-dal-buio/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Fuori dal buio' data-link='https://sardegnamondo.eu/2010/10/12/fuori-dal-buio/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2010/10/12/fuori-dal-buio/">Fuori dal buio</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
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		<title>Razza? Umana!</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2009/05/18/razza-umana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 10:55:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, nonostante gli interrogativi sempre aperti sul suo passato, sul suo presente e sul suo futuro, ha recentemente trovato il tempo di dichiarare di non desiderare un’Italia multi-etnica. Sono di questi stessi giorni le polemiche tra il governo italiano e le organizzazioni internazionali che si occupano di rifugiati, seguite...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Razza? Umana!' data-link='https://sardegnamondo.eu/2009/05/18/razza-umana/' data-app-id-name='category_above_content'></div><p align="justify">Il Presidente del Consiglio italiano, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi" target="_blank" rel="nofollow" >Silvio Berlusconi</a>, nonostante gli interrogativi sempre aperti sul suo <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/mills-condannato/analisi-d-avanzo/analisi-d-avanzo.html" target="_blank" rel="nofollow" >passato</a>, sul suo <a href="http://temi.repubblica.it/repubblicaspeciale-dieci-domande-a-berlusconi/2009/05/12/dieci-domande-a-berlusconi/" target="_blank" rel="nofollow" >presente</a> e sul suo <a href="http://michelamurgia.altervista.org/content/view/347/2/" target="_blank" rel="nofollow" >futuro</a>, ha recentemente trovato il tempo di dichiarare di non desiderare un’Italia multi-etnica. Sono di questi stessi giorni le <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/05/17/la-russa-contro-unhcr-non-conta.html" target="_blank" rel="nofollow" >polemiche</a> tra il governo italiano e le organizzazioni internazionali che si occupano di rifugiati, seguite ai richiami dell’ONU medesima a proposito del respingimento <em>manu militari</em> verso la Libia, e verso un epilogo certamente poco piacevole della loro avventura, dei disperati sui barconi. Il piccolo dittatore di Arcore, nostro signore e padrone, si attribuisce il discutibile merito di tali misure disumane e, giustappunto, le giustifica sulla base di una presunta &#8220;purezza italica&#8221; da salvaguardare, anche qui ligio all’esempio del suo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mussolini" target="_blank" rel="nofollow" >modello storico</a> (quello dei treni in orario, sempre lui).<span id="more-434"></span></p>
<p align="justify">Il che, a parte tutto, dà da pensare, se lo mettiamo in rapporto all’auto conferito status di &#8220;sardo d’adozione&#8221; rivendicato dal medesimo personaggio, in occasione dei comizi imbonitorii rivolti ai suoi seguaci sardi. Come conciliare tale acquisizione di appartenenza etnica con la pretesa purezza italiana? Se i sardi sono italiani (come pare indiscutibile), allora non ha senso dichiararsi adottato da una comunità che non ha nulla di particolare rispetto alla grande patria nazionale cui apparterrebbe. Oppure i sardi non sono proprio del tutto italiani, magari solo per un disdicevole fatto geografico. Ma allora cade la pregiudiziale etnica di cui sopra: se gli italiani sono già differenziati al loro interno e non esiste alcuna purezza della razza da difendere, a che pro ostacolare ulteriori apporti culturali?</p>
<p align="justify">Possiamo dire, senza tema di essere accusati di anti-berlusconismo pregiudiziale, che si tratta dell’ennesima buffonata del nostro personaggio da fiction preferito?  L’Italia <strong>è</strong> multietnica e lo è non da oggi, ma sin dalla propria nascita come stato. Se le differenziazioni etniche hanno un senso e una loro realtà storica, al di là degli impianti ideologici che troppo spesso se ne sono serviti per scopi quasi mai edificanti, non si può contestare che gli italiani come etnia non esistono. Non esistevano nel 1861, quando sarebbe stato ben difficile confondere un veneziano con un napoletano, o un piemontese con un sardo (ehm…). E non esiste nemmeno oggi, che tra i cittadini italiani si contano centinaia di migliaia di persone, per non dire milioni, delle più disparate provenienze e culture.</p>
<p align="justify">E, in generale, che senso hanno, ancora oggi, questi appelli alle distinzioni razziali? Essi non hanno altro significato che quello di istituire una differenza di valore, una gerarchia &#8220;naturale&#8221; e molto, molto interessata tra esseri umani. Così come quando si parla di &#8220;competitività&#8221; in ambito economico (altra panzana ideologica di successo).</p>
<p align="justify">Diciamocela tutta: trattasi di strumenti ideologici di dominio senza alcun riscontro storico o biologico. Siamo una manciata di bestiacce dall’intelligenza sopravvalutata, disseminata su un piccolo pianeta periferico di una tra le innumerevoli galassie dell’universo conosciuto e stiamo ancora qui, in una fase di transizione delicata fino al punto di minacciare la nostra sopravvivenza come specie, a romperci le scatole tra di noi con pretesti ridicoli? Poi dice che non ci meritiamo quel che succede…</p>
<p align="justify">Quando Einstein arrivò negli USA in fuga dalle persecuzioni razziali naziste, alla dogana gli chiesero, tra le altre generalità, a quale razza dovessero iscriverlo. Lui rispose: &#8220;Umana&#8221;. E diceva anche un’altra cosa, il grande fisico tedesco: &#8220;Di infinito conosco solo due cose: l’universo e la stupidità umana; ma della prima non sono sicuro&#8221;. Ecco, per quanto mi riguarda queste due dichiarazioni valgono quanto il principio della relatività ristretta e quello della relatività generale messi assieme. Alla faccia del’Italia etnicamente pura!</p>
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