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	<title>confine orientale Archivi - SardegnaMondo</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
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		<title>Storiografia sarda e foibe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2016 11:54:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storiografia sarda non ha mai brillato per coraggio. Una delle zavorre più gravose da cui dobbiamo alleggerirci è la scarsissima conoscenza del nostro passato, la sua collocazione approssimativa nelle vicende europee e mediterranee, le vaste lacune che ne costellano la narrazione. Tutte cose dette e argomentate, qui e altrove. È un problema serio, dai...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2016/10/27/storiografia-sarda-e-foibe/">Storiografia sarda e foibe</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Storiografia sarda e foibe' data-link='https://sardegnamondo.eu/2016/10/27/storiografia-sarda-e-foibe/' data-app-id-name='category_above_content'></div><figure style="width: 508px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="" src="https://i1.ytimg.com/vi/vOt7dJZo8UU/hqdefault.jpg" alt="E allora, le foibe?!" width="508" height="381" /><figcaption class="wp-caption-text">E allora, le foibe?!</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">La storiografia sarda non ha mai brillato per coraggio. Una delle zavorre più gravose da cui dobbiamo alleggerirci è la scarsissima conoscenza del nostro passato, la sua collocazione approssimativa nelle vicende europee e mediterranee, le vaste lacune che ne costellano la narrazione.<span id="more-2360"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tutte cose dette e argomentate, qui e altrove. È un problema serio, dai risvolti complessi e dalle conseguenze concrete notevoli, troppo sottostimate.</p>
<p style="text-align: justify;">Fa ancora più specie perciò imbattersi in notizie come <a href="http://www.unica.it/pub/7/show.jsp?id=34071&amp;iso=96&amp;is=7" target="_blank"  rel="nofollow" >questa</a>. Una giovane studiosa sarda dedica le sue ricerche alle vicende del &#8220;confine orientale&#8221; italiano e alla sorte delle popolazioni di Istria e Dalmazia nel secondo dopoguerra. La famosa faccenda del cosiddetto esodo e delle foibe (per sapere di cosa si tratta, un possibile punto di partenza si trova <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/2015/02/foibe-o-esodo-frequently-asked-questions-per-il-giornodelricordo/" target="_blank"  rel="nofollow" >qui</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Un tema su cui in Italia da anni si sta costruendo una narrazione di comodo, molto nazionalista, parente stretta della narrazione dominante sotto il fascismo. Non a caso, è uno dei cavalli di battaglia della destra italiana (ivi compresi il presidente emerito Giorgio Napolitano e il PD). È un argomento molto trattato anche sui mass media.</p>
<p style="text-align: justify;">Periodicamente viene rispolverato, specie nelle regioni italiane coinvolte, come strumento di distrazione di massa e come veicolo di facile consenso verso operazioni di bassissimo profilo politico ed etico.</p>
<p style="text-align: justify;">Intendiamoci, non conosco il lavoro di Margherita Sulas e sono certo della sua acribia metodologica e della sua serietà. Non discuto di questo. Anzi, a lei, in quanto giovane studiosa di storia, vanno i miei migliori auguri. È una questione di principio.</p>
<p style="text-align: justify;">Che in una università si dedichino risorse e intelligenze allo studio di questo tema non è strano né scandaloso. A patto che tale studio non risulti ideologicamente orientato, pericolosamente contiguo a certa propaganda politica di bassa lega (sì, è anche un calembour, se volete).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma qui c&#8217;è un&#8217;aggravante ulteriore. Che segnala un problema generale su cui mi pare opportuno sollecitare una riflessione.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché mai in una dipartimento di storia di un&#8217;università sarda si fa una scelta di ricerca del genere? Cosa spinge uno o più docenti a incoraggiare questo percorso? Non entra in pesante conflitto con le lacune della nostra storiografia, con l&#8217;inevasa mole di lavoro sui documenti ancora da studiare, con la mancanza di studi sistematici e di ricostruzioni metodologicamente corrette su periodi assai rilevanti della nostra parabola storica, in particolare riguardo all&#8217;epoca contemporanea?</p>
<p style="text-align: justify;">Per di più il convegno internazionale a cui Margherita Sulas è stata invitata riguarda i &#8220;temi della verità negata e della manipolazione della storia&#8221;. C&#8217;era proprio bisogno di gettare lo sguardo a mille chilometri di distanza per trovare esempi che ricadano in questa fattispecie?</p>
<p style="text-align: justify;">Mettere qualcuno a studiare &#8211; che ne so &#8211; il contesto e le conseguenze del <a href="http://www.sardegnasoprattutto.com/archives/12071" target="_blank"  rel="nofollow" >Piano di Rinascita</a>, o i documenti relativi alla Sardegna <a href="https://wikileaks.org/" target="_blank"  rel="nofollow" >rivelati da Wikileaks</a> (incrociandoli con altre fonti, naturalmente) sembrava troppo banale?</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio della storia, fatto da personale qualificato, dentro le sedi preposte, con tutti i crismi accademici e le validazioni scientifiche del caso, è un fattore fondamentale della nostra capacità di collocarci nel tempo e nello spazio. Vale per tutti e dappertutto. In Sardegna ha una valenza ancora maggiore, per motivi su cui mi sono soffermato tante volte e che non riepilogo qui.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa scelta, dunque, chiama in causa l&#8217;organizzazione del sapere in Sardegna. Le università sarde hanno una responsabilità enorme nella precarietà in cui si dibatte l&#8217;isola. E non solo perché esprimono gran parte dell&#8217;attuale, disastrosa, giunta regionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Possibile che non se ne rendano conto? O peggio che non se ne diano proprio pensiero? Dobbiamo davvero rilevare, dolorosamente e per l&#8217;ennesima volta, che per molti versi sono ancora &#8211; e forse di più che in altri periodi &#8211; uno strumento di dominio, una fonte di dispositivi e pratiche normalizzanti?</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno sottolinea che si tratta pur sempre di università italiane in Sardegna. Lo penso e lo scrivo anche io, qualche volta. Eppure nutro ancora l&#8217;illusione che la sete di conoscenza, il metodo, l&#8217;onestà intellettuale, il senso di responsabilità civica vadano oltre questi aspetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna attività umana è fine a se stessa, tanto meno l&#8217;attività di ricerca nell&#8217;ambito delle scienze umane. Che in Sardegna si producano oggi questi paradossi imbarazzanti la dice lunga su tante cose, non solo sui problemi specifici delle nostre università.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le tante questioni aperte e le sollecitazioni della cronaca quotidiana, credo che si possa trovare un posto anche per ragionare su questo tema.</p>
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