<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Alessandra Todde Archivi - SardegnaMondo</title>
	<atom:link href="https://sardegnamondo.eu/tag/alessandra-todde/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://sardegnamondo.eu/tag/alessandra-todde/</link>
	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
	<lastBuildDate>Sun, 01 Mar 2026 11:40:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Il collasso dell&#8217;autonomia sarda nella crisi della civiltà europea</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2026/03/01/il-collasso-dellautonomia-sarda-nella-crisi-della-civilta-europea/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2026/03/01/il-collasso-dellautonomia-sarda-nella-crisi-della-civilta-europea/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 11:36:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[28 febbraio]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Todde]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Maria Angioy]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[politica sarda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=6227</guid>

					<description><![CDATA[<p>Difficile occuparsi di cronaca locale quando il mondo umano procede nella sua folle corsa sanguinaria. Eppure è forte l&#8217;impressione che ci sia un qualche collegamento tra la parabola discendente della politica coloniale sarda e la crisi di transizione storica che sta attraversando la civiltà europea nel suo complesso. È uno di quei momenti temuti da...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/03/01/il-collasso-dellautonomia-sarda-nella-crisi-della-civilta-europea/">Il collasso dell&#8217;autonomia sarda nella crisi della civiltà europea</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Il collasso dell&#039;autonomia sarda nella crisi della civiltà europea' data-link='https://sardegnamondo.eu/2026/03/01/il-collasso-dellautonomia-sarda-nella-crisi-della-civilta-europea/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<div class="wp-block-columns are-vertically-aligned-center is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="467" data-id="6231" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/03/immagine-700x467.jpg" alt="" class="wp-image-6231" style="width:345px;height:auto" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/03/immagine-700x467.jpg 700w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/03/immagine-640x427.jpg 640w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/03/immagine-768x512.jpg 768w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/03/immagine.jpg 774w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="700" height="356" data-id="6232" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/03/immagine-1-700x356.jpg" alt="" class="wp-image-6232" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/03/immagine-1-700x356.jpg 700w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/03/immagine-1-640x326.jpg 640w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/03/immagine-1-768x391.jpg 768w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/03/immagine-1-800x407.jpg 800w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2026/03/immagine-1.jpg 1530w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>
</figure>
</div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Difficile occuparsi di cronaca locale quando il mondo umano procede nella sua folle corsa sanguinaria. Eppure è forte l&#8217;impressione che ci sia un qualche collegamento tra la parabola discendente della politica coloniale sarda e la crisi di transizione storica che sta attraversando la civiltà europea nel suo complesso.</em></h2>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È uno di quei momenti temuti da Nino Gramsci, quando il vecchio ordine ormai si sta disfacendo, ma non ne è ancora emerso uno nuovo, e in questa incertezza imperversano i mostri.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nel nostro piccolo spicchio di mondo (se commisurato al pianeta), la Sardegna, continuiamo ad assistere a eventi che sanno sempre più di surreale, senza che questo basti a scuotere una porzione sufficientemente consistente della nostra collettività umana dal suo torpore. O almeno questa è l&#8217;apparenza.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ieri, 28 febbraio, non era solo il <a href="https://www.teleregionelive.it/2026/02/23/sassari-ricorda-lingresso-di-angioy-celebrazioni-per-i-230-anni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >duecentotrentesimo anniversario dell&#8217;entrata trionfale di Giovanni Maria Angioy a Sassari</a> (28 febbraio 1796), ma anche la data scelta dalla presidente Todde per chiamare l&#8217;opinione pubblica sarda a mobilitarsi contro l&#8217;ennesima imposizione da parte dello stato centrale, quella delle supercarceri destinate ai detenuti in regime di art. 41bis.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La coincidenza è notevole, ma credo non voluta (dubito che Alessandra Todde, come i suoi colleghi, abbia anche solo una vaga idea della storia sarda). La distanza tra i due eventi &#8211; quello del 1796 e quello del 2026 &#8211; non potrebbe essere maggiore.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ho scritto &#8220;l&#8217;ennesima imposizione&#8221;, perché anche solo le cronache di questi ultimi mesi (e non parliamo di anni o decine di anni) allineano una serie di decisioni perlopiù ostili all&#8217;isola calate da oltre Tirreno, senza che per altro la politica sarda istituzionale abbia mai avuto qualcosa da ridire. Salvo costernarsi, indignarsi e impegnarsi, per poi gettare la spugna senza gran dignità.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il personale di partito che occupa i ruoli chiave in Regione e nei Comuni, così come negli enti pubblici e para-pubblici, risponde a indicazioni che arrivano dai vertici dei propri raggruppamenti di riferimento. Ha un ruolo di intermediazione e di mantenimento dello stato corrente delle cose, con la possibilità di garantirsi un reddito molto al di sopra della media sarda e occasioni di carriera altrimenti irraggiungibili.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non solo non risponde al popolo sardo delle proprie azioni, ma è anche mediocre quanto a qualità intellettuale e umana, nonché per quanto riguarda preparazione e coscienza civica. Dominano arrivismo e cinismo, di pari passo con l&#8217;<a href="https://sardegnamondo.eu/2025/12/15/ignoranza-collettiva-e-impotenza-appresa-come-andare-fiduciosi-incontro-al-disastro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ignoranza</a> e una generalizzata avversione, più o meno esplicita, più o meno cosciente, per qualsiasi cosa sappia troppo di Sardegna.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Al pari della stragrande maggioranza del ceto medio istruito, la politica sarda soffre di un provincialismo subalterno che la spinge ad assumere come unico legittimo, e comunque come unico valido e vero, lo sguardo esterno, la mentalità della classe dominante italiana, a cui tende come modello e come status.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In questo senso, così come per altri versi, è obiettivamente vero che conta pochissimo lo schieramento elettorale di appartenenza: destra, vecchia scuola democristiana, progressismo borghese, sinistra &#8220;di lotta e di governo&#8221;. Sono tutte posizioni politiche che non hanno nulla di realmente ideale, non hanno un vero orizzonte di valori a cui rifarsi, se non in termini retorici, non hanno alcuna strategia, nemmeno di breve periodo, ma vivacchiano di tatticismi elettorali, di ricatti e complicità opache, di compiacenza verso gruppi di potere e interesse esterni.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In una situazione del genere, per altro ormai incancrenita da decenni di dipendenza e subalternità, non può stupire il penoso esito della mobilitazione chiamata da Alessandra Todde. *Oggettivamente* penoso, al di là dei proclami e della compiacenza di molta parte dell&#8217;informazione.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Poche centinaia di persone in una Piazza pure significativa di Cagliari, che è stata anche scenario di ben altri moti popolari.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Senza ancora conoscere il risultato effettivo della mobilitazione, Lisa Ferreli di &#8220;Sardegna che cambia&#8221;, scriveva giorni fa:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Ci sono alcune domande che in tempo di criminalizzazione del dissenso potrebbero sorgere leggendo la chiamata alla mobilitazione contro la realizzazione di tre carceri dedicate al 41bis in Sardegna, lanciata dalla presidente Todde. La prima è: che cosa succede quando l’invito alla protesta arriva dall’alto? Ma anche: quando è il potere a convocare la piazza, quest’ultima è ancora spazio di conflitto o diventa strumento di legittimazione? E soprattutto: se la chiamata al dissenso manifesto arriva dal potere &#8211; la più alta carica politica isolana &#8211; idranti e manganelli ci saranno?</p>
</blockquote>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Domande legittime e anzi doverose, che nessuno, nei partiti che sostengono la giunta Todde, pare essersi fatto. Lisa Ferreli prosegue così:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">La questione è politica, e riguarda invece il ruolo delle istituzioni. Una presidente eletta, investita di un mandato democratico, dotata di strumenti legislativi e amministrativi, non è un soggetto privo di potere. Non è un movimento. Non è un comitato. Non è una realtà marginale che ha bisogno della piazza per esistere. È istituzione.</p>
</blockquote>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La risposta a questi interrogativi è che Todde, in un momento di estrema debolezza politica e di crisi interna al suo stesso schieramento, ha provato a chiamare a raccolta abbastanza consenso da ri-legittimarsi sia presso l&#8217;opinione pubblica sia presso i suoi sodali istituzionali. Fallendo miseramente.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il disprezzo mostrato da lei e dallo schieramento che la sostiene verso le mobilitazioni popolari vere &#8211; quelle in tema di energia, di sanità, di occupazione militare, ecc. &#8211; non ha certo alimentato un riavvicinamento delle masse alla politica di Palazzo. L&#8217;atavica diffidenza della popolazione sarda verso il potere non ha certo trovato motivi di ricredersi nel corso di questa legislatura regionale, così come non ne ha mai trovato prima.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Chissà se questo episodio avrà qualche effetto. Sui rapporti interni alla politica istituzionale potrebbe segnare un ulteriore indebolimento della posizione di Todde, ma ciò avrà conseguenze solo nel gioco di spartizione e nella lotta per l&#8217;egemonia dentro la coalizione. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Dal canto suo, la destra coloniale sarda canta ottusamente vittoria, come se il fallimento della manifestazione indicasse un sostegno popolare alle sue posizioni. Il che è semplicemente ridicolo. L&#8217;insuccesso di Todde non è certo un segnale di diffuso sostegno alle sue (della destra) posizioni pilatesche e opportuniste, così come non può essere preso per una generale e convinta adesione alle politiche del governo Meloni. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Di fatto, la finzione dell&#8217;autonomia sarda si basa unicamente sulla forza di interposizione che il blocco storico dominante riesce ad esercitare grazie alla combinazione tra protezioni esterne, una legge elettorale anti-democratica e le sue residue capacità di ricatto clientelare. Non è una posizione di forza inattaccabile.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ma questa debolezza non basta a sancire l&#8217;inevitabilità di un cambiamento radicale. Come nel caso degli attacchi militari USA e israeliani in Iran (emuli di altre avventure belliche più o meno recenti, dal Vietnam in poi, sempre finite in fallimenti clamorosi), non basta la crisi di un regime o di un ordine di cose consolidato per garantire il successo di un&#8217;alternativa.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Prima di tutto perché un&#8217;alternativa deve esserci e deve essere in grado di manifestarsi e di gestire il passaggio storico. Poi perché comunque anche le rivoluzioni riuscite si sono sempre dovute scontrare con la distanza tra obiettivi dichiarati e necessità concrete, tra ideologia e cruda realtà.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nel caso dell&#8217;Iran, anche se crollasse del tutto il regime teocratico (e a me non dispiacerebbe, anche se non sono iraniano e non ho nemmeno il diritto di stabilire io cosa sia meglio o peggio per quel grande paese), non è detto che ci sia una soluzione pronta, un ceto dirigente nuovo, preparato per assumersi la responsabilità di governare questo frangente drammatico.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Facendo le debite distinzioni, anche in Sardegna, benché sia auspicabile un mutamento drastico e la sparizione in blocco dell&#8217;oligarchia coloniale che ci sta portando al disastro epocale, al momento non si intravvede una possibile compagine sociale e politica in grado di sostituirla.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non è detto che non ci sia del tutto, né che non emerga dalle circostanze, come a volte capita. Ma perché succeda devono esserci almeno le premesse e soprattutto deve esistere un buon numero di persone che abbiano coscienza della situazione, dei rapporti di forza, della consistenza dei problemi concreti, delle possibili soluzioni.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Soprattutto, deve verificarsi un fenomeno che manca nell&#8217;isola da generazioni e che si è verificato poche volte &#8211; solo due, direi &#8211; da più di due secoli a questa parte.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Deve cioè ri-saldarsi la scissione interna alla nostra collettività storica tra strati della popolazione di solito non comunicanti, deve crearsi un reciproco riconoscimento tra ceto medio istruito e ceti popolari, tra città e centri minori, tra la politica e la realtà concreta del nostro territorio, tra varie categorie di lavoratori e lavoratrici, tra gioventù e fasce sociali adulte e anziane.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il rapporto tra politica e comunità sarda è da troppo tempo una sorta di attrito stridente, appena lubrificato da pratiche corruttive e clientelari, sufficienti a non farlo grippare malamente. Questa modalità deve essere abbandonata.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">I cosiddetti ceti produttivi e le loro rappresentanze di categoria &#8211; sindacati, associazioni datoriali, ecc. &#8211; devono finalmente piantarla di farsi dettare l&#8217;agenda dai capi bastone locali e dai boss clientelari, devono chiudere il rubinetto del consenso e dei finanziamenti lobbistici, devono abbandonare il corporativismo e la miopia avida e meschina che troppo spesso ne determina le scelte. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Su un altro piano, i ceti intellettuali, in senso ampio, dal funzionariato pubblico, al mondo della scuola e dell&#8217;università, dovrebbero finalmente calarsi nella realtà concreta del loro contesto di appartenenza, ritrovare la connessione con la storia e la geografia (vere, non immaginarie) dei loro luoghi.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Se ciò succedesse e se le mobilitazioni popolari di questi anni si traducessero in una base sociale di sostegno di massa a un progetto politico alternativo, forse riusciremmo a uscire dall&#8217;impasse deleterio in cui ci troviamo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È un forse bello grande, ma non si tratta di un <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/periodo-ipotetico_%28La-grammatica-italiana%29/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >periodo ipotetico dell&#8217;irrealtà</a> e neanche di un auspicio retorico. Credo sinceramente che ci sia la possibilità concreta che, magari per circostanze non prevedibili, persino dettate da accadimenti esterni, una simile svolta storica si verifichi. Tutta in una volta o per gradi ravvicinati.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ma già scriverlo qui, così, temo serva a poco. Sicuramente non basta. Ne sono perfettamente cosciente. Facciamo che è un pro memoria, un appunto attaccato in bacheca, più che un precedente di comodo per poter poi dichiarare: io l&#8217;avevo detto.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Quello che serve è costruire relazioni concrete, recuperare la confidenza nell&#8217;azione collettiva, incrementare l&#8217;alleanza dei corpi, riappropriarci dei luoghi e delle parole, non aver più paura di essere quel che siamo, abbandonare per sempre la vergogna di sé che così tante energie positive ha frustrato nel corso del tempo. Dopo di che, vedremo cosa saremo in grado di fare.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Il collasso dell&#039;autonomia sarda nella crisi della civiltà europea' data-link='https://sardegnamondo.eu/2026/03/01/il-collasso-dellautonomia-sarda-nella-crisi-della-civilta-europea/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Il collasso dell&#039;autonomia sarda nella crisi della civiltà europea' data-link='https://sardegnamondo.eu/2026/03/01/il-collasso-dellautonomia-sarda-nella-crisi-della-civilta-europea/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2026/03/01/il-collasso-dellautonomia-sarda-nella-crisi-della-civilta-europea/">Il collasso dell&#8217;autonomia sarda nella crisi della civiltà europea</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2026/03/01/il-collasso-dellautonomia-sarda-nella-crisi-della-civilta-europea/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;epoca delle crisi e il destino della Sardegna</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2025/05/07/lepoca-delle-crisi-e-il-destino-della-sardegna/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2025/05/07/lepoca-delle-crisi-e-il-destino-della-sardegna/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 13:15:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Todde]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio regionale sardo]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Die de sa Sardigna 2025]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Joint Stars 2025]]></category>
		<category><![CDATA[servitù militari]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=6013</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il mondo si sta avviando verso un&#8217;epoca di conflitto generalizzato, in cui si impongono i peggiori istinti della nostra specie. La Vecchia Europa, orgogliosa e ottusa, rischia seriamente di subire una sorte catastrofica, in tale scenario. La nostra cara isola, colonia oltremarina dello stato italiano, arriva totalmente impreparata e priva di risorse a quest&#8217;appuntamento storico....</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2025/05/07/lepoca-delle-crisi-e-il-destino-della-sardegna/">L&#8217;epoca delle crisi e il destino della Sardegna</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='L&#039;epoca delle crisi e il destino della Sardegna' data-link='https://sardegnamondo.eu/2025/05/07/lepoca-delle-crisi-e-il-destino-della-sardegna/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="700" height="992" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/05/immagine-1-700x992.jpg" alt="" class="wp-image-6023" style="width:518px;height:auto" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/05/immagine-1-700x992.jpg 700w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/05/immagine-1-339x480.jpg 339w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/05/immagine-1-768x1088.jpg 768w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/05/immagine-1-1084x1536.jpg 1084w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/05/immagine-1-640x907.jpg 640w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/05/immagine-1-800x1134.jpg 800w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/05/immagine-1.jpg 1445w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading"><em>Il mondo si sta avviando verso un&#8217;epoca di conflitto generalizzato, in cui si impongono i peggiori istinti della nostra specie. La Vecchia Europa, orgogliosa e ottusa, rischia seriamente di subire una sorte catastrofica, in tale scenario. La nostra cara isola, colonia oltremarina dello stato italiano, arriva totalmente impreparata e priva di risorse a quest&#8217;appuntamento storico. </em></h3>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Per capire il guaio in cui ci troviamo occorre esaminare due fattori decisivi: lo scenario internazionale e la qualità della politica sarda. Non sono gli unici elementi che entrano in gioco, naturalmente, ma hanno una rilevanza indubitabile.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Dello scenario internazionale e europeo in particolare ho già scritto qualcosa. In sintesi, mi pare evidente che siamo già qualche passo dentro un periodo di conflitti su piccola, media e vasta scala e una deriva reazionaria generalizzata.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Quest&#8217;ultima è animata in Europa da due posizioni principali: <br /><br />&#8211; quella apertamente oscurantista e nazionalista, spalleggiata (e finanziata) dal regime putiniano, che dunque ne riceve a sua volta sostegno e spazio per la propria propaganda; una posizione vicina alle narrative e agli obiettivi di Trump e soci, ammiccante verso tutti i governi o le forze politiche di destra del mondo, ostile verso qualsiasi forma di tutela delle diversità e delle minoranze, ossessionata da miti suprematisti e da pulsioni autoritarie; in poche parole, un nuovo fascismo globale;<br /><br />&#8211; quella elitaria, oligarchica, anti-popolare, affarista, liberale per quanto riguarda i movimenti dei capitali e le possibilità di saccheggio e sfruttamento, a tratti per ciò che riguarda alcuni diritti di cittadinanza, ma pervicacemente nemica di ogni possibile alternativa politica e socio-culturale di stampo democratico, confederale, socialista, ambientalista.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Vale a poco rispondere che per decenni abbiamo subito le interferenze e l&#8217;egemonia politico-militare targata USA, quindi è giusto contrastarla con tutti i mezzi. È un discorso inaccettabile.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nell&#8217;attuale scenario europeo diverse propagande, forti e con aspirazioni egemoniche, solo apparentemente contrapposte, giocano sulla paura diffusa e sulle divisioni sociali e culturali artatamente alimentate per contendersi la supremazia. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">I mezzi a disposizione sono cospicui e vanno dalla disinformazione classica alle tecniche di controllo basate sul <a href="https://psicologa-chieri.it/la-teoria-del-doppio-legame/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >doppio legame</a> e altre forme di manipolazione collettiva. Durante la pandemia di covid-19 ne abbiamo avuto alcune dimostrazioni fattuali, specie in Italia. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Lo stesso dibattito europeo sul riarmo è una messa in scena in cui queste due anime si scontrano solo retoricamente, assumendo pose diverse che però conducono sempre a un restringimento dei presidi democratici, a uno svuotamento dei diritti di cittadinanza, a un&#8217;esclusione delle popolazioni europee da qualsiasi forma di controllo diffuso sul potere.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il resto del mondo, fuori dall&#8217;Europa, non è che vada molto meglio. Il conflitto tra India e Pakistan è solo l&#8217;ennesimo episodio di una tendenza al suicidio collettivo della nostra specie. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Certo, le varie élite dominanti contano di salvare se stesse e di mantenere in piedi un sistema che ne garantisca lo status e la riproduzione. Ma sappiamo bene &#8211; dovremo sapere &#8211; che questo genere di calcoli ha sempre prodotto disastri, stragi e devastazioni su larga scala. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In questo momento storico, non abbiamo più grandi spazi di manovra. Il pianeta è in sofferenza, siamo troppi e la resilienza dell&#8217;ecosistema è messa a durissima prova.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non possiamo contare su saldi principi di riferimento teorico e morale di stampo laico, aperto, lungimirante, condivisi dalle classi dirigenti e da una parte significativa delle popolazioni umane. È sempre meno contemplata l&#8217;accettazione della diversità. È guardato con sospetto o con ostilità il diritto all&#8217;autodeterminazione delle persone, dei gruppi sociali e delle diverse comunità umane. Sempre più legittimato il ricorso alla guerra e alla sopraffazione violenta.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La debolezza della politica, nelle democrazie di tipo europeo, prodotta da anni di lavorio profondo delle classi dominanti, comincia a presentare il conto. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Siamo travolti da scelte che non abbiamo né vagliato accuratamente né tanto meno assunto consapevolmente, ma non sappiamo nemmeno bene con chi prendercela. In questo stato confusionale generalizzato -non casuale beninteso &#8211; agiscono la disinformazione e la manipolazione di massa. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La maggioranza delle persone pensa di sapere cosa stia succedendo o è propensa a credere alle spiegazioni che le vengono fornite, specie se facili da capire e da ripetere meccanicamente. Per il resto, basta anche poco a distrarci: un po&#8217; di consumismo, qualche diversivo, infotainment e gossip a volontà.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È la situazione ideale per un disastro epocale. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In questo scenario, come se la cava la Sardegna? </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Più che dilungarmi in una disamina articolata e argomentata, credo che basti fornire pochi esempi di cosa sia la politica sarda oggi, per dare un&#8217;idea sufficientemente compiuta.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il primo è la celebrazione in Consiglio regionale di <em>Sa Die de sa Sardigna</em>, il 28 aprile scorso. Una circostanza dai tratti surreali e per molti versi talmente cialtronesca da essere assurda. Non ne ho scritto prima, perché ho faticato a superare il puro e semplice sdegno.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non servono tante parole, basta guardare il <a href="https://consregsardegna.synedrio.eu/vod/680f42ac04521f23060a6650" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >video completo</a> della seduta. Dal discorso del presidente del consiglio Piero Comandini, all&#8217;intervento alquanto incongruo del comico Alessandro Pili (presentato come &#8220;studioso&#8221;), all&#8217;esecuzione dell&#8217;inno &#8220;di Mameli&#8221; e del <em>Va Pensiero</em> verdiano passando per l&#8217;<em>Inno alla gioia</em> beethoveniano (inno dell&#8217;UE), fino all&#8217;orazione della presidente Todde, è un susseguirsi di gaffe, <em><a href="https://spiegato.com/cose-un-non-sequitur" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >non sequitur</a></em>, parole sconclusionate, mistificazioni storiche e/o politiche. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La ricorrenza del 28 aprile da quelle parti è sempre indigesta. L&#8217;istinto di conservazione suggerisce al nostro personale politico di temerla e, fin dove possibile, neutralizzarla.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non possono snobbarla con troppa disinvoltura, come fatto a lungo in passato, perché negli ultimi anni qualcuno (in specie <a href="https://assembleasarda.org/sa-die/programma-sa-die-2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >Assemblea Natzionale Sarda</a>) sta facendo in modo di mantenere vivo l&#8217;interesse in proposito e alimentare la conoscenza e la partecipazione popolare. Pertanto preferiscono simulare una adesione ideale ed emotiva, che non esiste, ma badando bene di inquinare i significati della giornata. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Se almeno avessimo un ceto medio riflessivo e un ceto intellettuale all&#8217;altezza della situazione, avremmo avuto qualche contrappeso a tanta meschinità. Ma non ne disponiamo. L&#8217;ambito di studi storici, sempre così attento a fare le pulci al presunto uso politico della storia in termini di riscatto collettivo e di rivendicazioni di autodeterminazione, non ha avuto alcunché da ridire sulle forzature e sulle mistificazioni andate in scena nella massima assemblea politica sarda. Non è la prima volta.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Del resto, sul senso di <em>Sa Die</em> e sul periodo rivoluzionario, nella narrazione storiografica sarda (in quella italiana non ce n&#8217;è traccia; in quella internazionale, meno che mai) vanno ancora per la maggiore <a href="https://www.sindipendente.com/blog/pregiudizi-e-luoghi-comuni-sulla-rivoluzione-sarda-e-sa-die-de-sa-sardigna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >letture sminuenti e a volte denigratorie</a>, a dispetto dei documenti e delle fonti, nonché di qualsiasi corretta contestualizzazione.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Un altro esempio riguarda una vicenda di questi giorni.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È in corso in Sardegna, come ogni anno, una <a href="https://www.focusweek.it/joint-stars-2025-ultimi-preparativi-per-la-piu-grande-esercitazione-interforze-della-difesa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >grande esercitazione militare</a>, la Joint Stars 2025, con conseguenti disagi, sottrazione di territorio e inquinamento. Tutte cose risapute, che però passano alquanto sotto silenzio, con la complicità della politica sarda. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nell&#8217;occasione, il Ministero della Difesa, in collaborazione con alcune aziende produttrici di armamenti, compresa la RWM (quella che ha uno stabilimento a Domusnovas), ha coinvolto alcuni media, le istituzioni, le scuole e la sanità pubblica sarde in un <a href="https://www.reportdifesa.it/forza-armate-alla-joint-stars-2025-in-sardegna-tante-iniziative-benefiche-sportive-e-di-inclusione-sociale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >evento propagandistico</a> riverniciato di attività caritatevoli e buoni sentimenti, prevalentemente rivolti all&#8217;infanzia, in perfetto stile paternalista/coloniale. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il fatto, già discutibile in sé, ha assunto connotati ancora più gravi per via del patrocinio dato sia dal <a href="https://www.comune.cagliari.it/portale/page/it/joint_stars_for_charity_quando_militari_istituzioni_aziende_e_associazioni_lavorano_insieme_per_un_progetto_comune?contentId=NVT216413" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >Comune di Cagliari</a> sia dalla Regione Sardegna.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Benché i mass media e le stesse istituzioni coinvolte abbiano presentato la cosa in modo favorevole o persino entusiasta, le <a href="https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2025/05/02/polemiche-su-manifestazione-benefica-in-occasione-di-joint-stars_cf7edc88-64bd-4c56-8c55-3fb256234069.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >reazioni indignate</a> si sono presto moltiplicate. Addirittura è stata messa su una raccolta di firme per contestare tale scelta.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Dapprima le istituzioni coinvolte e le forze politiche che le occupano hanno fatto finta di nulla. Poi, col crescere delle contestazioni, hanno cominciato a sminuire la portata della faccenda, salvo infine cominciare a svincolarsi alla spicciolata, con tentativi maldestri e distinguo ipocriti che non fanno che aggravarne la posizione.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Pezzi delle maggioranze che governano sia la città sia la Regione hanno retoricamente preso le distanze della manifestazione, ma non risulta che il patrocinio sia stato tolto. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="686" height="591" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/05/immagine.png" alt="" class="wp-image-6017" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/05/immagine.png 686w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/05/immagine-557x480.png 557w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/05/immagine-640x551.png 640w" sizes="(max-width: 686px) 100vw, 686px" /><figcaption class="wp-element-caption">Inizio del post Facebook con cui Sinistra Futura &#8220;prende le distanze&#8221; dalla manifestazione, ma senza chiedere di eliminare il patrocinio alla maggioranza di cui fa parte.</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;operazione di per sé, come detto, era già disgustosa. Non rendersene conto ma anzi avallarla e promuoverla è un peccato imperdonabile, che solo l&#8217;assuefazione al peggio della cittadinanza sarda lascerà senza conseguenze concrete.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;episodio esemplifica ancora una volta la subalternità patologica e la mediocrità della nostra politica, a vario livello. Come tale, va tenuto in debito conto e soppesato <a href="https://www.enricolobina.org/situ/war-washing-pulizia-della-guerra-delle-forze-armate-con-il-patrocinio-del-comune-di-cagliari-e-della-regione-sardegna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >in tutte le sue implicazioni</a>.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non posso chiudere questa carrellata di esempi senza citare uno degli ultimi interventi pubblici della presidente della Regione Autonoma Sardegna, Alessandra Todde. Ecco il testo con cui ne ha riferito lei stessa su Facebook:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Questa sera ho partecipato, nella sede della Fondazione di Sardegna a Cagliari, alla presentazione del rapporto “Europa, molto più di un mercato” redatto da Enrico Letta. Un lavoro importante che ci invita a riflettere con lucidità e coraggio sul futuro dell’Unione, sulle sue fragilità, ma anche sulle sue straordinarie possibilità. <br />Nel mio intervento ho voluto ricordare che la Sardegna è, nel suo piccolo, un’immagine dell’Europa: un’isola con un isolamento strutturale ancora irrisolto, con aree interne che si spopolano e una transizione ecologica che stenta a decollare. La Sardegna è un frattale dell’Europa, una periferia che racchiude altre periferie. Ma è proprio da queste fragilità che può nascere una forza nuova. Riconoscerlo significa costruire risposte più eque e più intelligenti. <br />In questa fase storica, l’Europa rischia di essere percepita come distante, in affanno, scollegata dai bisogni reali delle persone. Ma non possiamo permetterci che l’Unione imploda sotto il peso dei nazionalismi e della sfiducia. Serve un rilancio politico, non solo economico. E serve una maggiore presenza dei territori nei processi decisionali. <br />E nel rapporto Letta vengono proposte soluzioni concrete, come la creazione del 28° Stato, uno Stato virtuale che offre opportunità per startup e piccole e medie imprese, grazie a una burocrazia semplificata. Oppure il lavoro sulla cosiddetta &#8220;quinta libertà&#8221;, la libertà alla conoscenza, che apre la strada a investimenti condivisi nelle tecnologie europee. <br />Come Regione, stiamo lavorando su tre direttrici: rafforzare la programmazione unitaria, potenziare la macchina amministrativa e sostenere una governance partecipata con gli enti locali. <br />Ho concluso il mio intervento con un appello, la Sardegna deve essere protagonista nei luoghi dove si decide il futuro dell’Europa. Solo così potremo contribuire davvero alla costruzione di un’Unione che sia molto più di un mercato: un progetto culturale e politico fondato sulla giustizia, sull’uguaglianza e sulla pace. <br />In questo, il pensiero di Antonio Gramsci ci offre ancora oggi una bussola: combattere l’egemonia, proporre alternative credibili, costruire una nuova narrazione collettiva. È il modo più potente per difendere la libertà e garantire uno sviluppo duraturo e condiviso. <br />Ringrazio Enrico Letta per il confronto, e con lui Giacomo Spissu, Francesco Pigliaru, Carla Bassu, Maurizio De Pascale e Giuseppe Meloni, per gli spunti offerti. <br />A pochi giorni dalla Giornata dell’Europa, portiamo avanti l’ambizione di renderla più giusta, più coesa, più vicina ai cittadini. Anche partendo dalla nostra isola.</p>
</blockquote>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Che dire? Su tutto, la solita visione auto-colonizzata della Sardegna, fonte di fraintendimenti esiziali. Poi, ancora: confusione dei piani, scarsissima aderenza alla realtà sarda, contraddizioni, la citazione di Antonio Gramsci buttata lì a caso, retorica europeista superficiale e a tratti ambigua, pose da &#8220;anti-sistema&#8221; del tutto fuori luogo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Si dirà: va bene, è solo un post su Facebook e si tratta di comunicazione pubblica alla buona, niente di così fondamentale. E tuttavia non è la prima volta che le sue dichiarazioni mi appaiono sconcertanti. Sarei curioso di capire se è tutta farina del suo sacco o se si sta affidando a gente senza arte né parte. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In ogni caso, stiamo parlando della massima carica istituzionale sarda, per altro coinvolta in partite complesse (come i vari contenziosi con il Governo) e a tratti opache (come quella della sua possibile decadenza dalla carica).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È disarmante la bassa qualità espressa da lei e dall&#8217;intera politica sarda in questo momento storico. Gli episodi qui elencati non sono altro che amare conferme. Se commisuriamo tale bassa qualità al contesto generale in cui siamo coinvolti è spontaneo concluderne che siamo davvero nei guai. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Per provare a uscirne sono indispensabili almeno un paio di cose. Una è lavorare a un allargamento della rappresentanza politica nelle istituzioni, a livello di Regione (dato che sul livello statale non possiamo minimamente incidere) ed europeo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La questione è complessa, ma non è eludibile. Da un lato la battaglia per la riforma della legge elettorale regionale in termini più rispettosi del pluralismo politico e delle rappresentanze territoriali. Da un altro, quella per ottenere finalmente un collegio elettorale europeo sardo (distaccandoci dalla Sicilia).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La democrazia non si riduce solo al diritto di voto e di rappresentanza, ma senza di essi non si può parlare di democrazia. In Sardegna ne siamo privati, oltre al fatto di scontare decenni di relazione asimmetrica con tratti coloniali rispetto allo Stato italiano, con tutte le conseguenze che ne derivano.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Le battaglie di indole giuridico-istituzionale non vanno disgiunte da un risveglio civile diffuso e da nuove modalità di partecipazione attiva della cittadinanza alla cosa pubblica. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Le mobilitazioni contro l&#8217;assalto speculativo energetico degli scorsi anni o quelle sulla sanità pubblica sono esempi di come un movimento popolare informato e solido possa crescere e diventare attore nello scenario politico, pur senza alcun appoggio dai partiti che dominano la scena e senza rappresentanza nelle istituzioni.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Quel che conta non sono solo né tanto gli obiettivi specifici (che ne so, l&#8217;approvazione della proposta di legge Pratobello24), quanto le modalità di partecipazione messe in campo e il coinvolgimento di larghe fasce di popolazione.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È un patrimonio che non va disperso, bensì rilanciato. Le contrapposizioni personali, i dissensi su aspetti particolari e spesso marginali, i personalismi, i campanilismi e tutte le altre forme di disarticolazione tipiche di questo genere di movimenti vanno minimizzate. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Certo, la mancanza di forze politiche organizzate e radicate a sostegno delle battaglie civiche in corso si fa sentire. Ma è anche vero che non siamo più nel secondo dopoguerra e bisogna cercare forme di attivismo adeguate alla nostra contemporaneità.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Di sicuro non possiamo perdere tempo in diatribe sciocche o in diversivi. La situazione è molto grave e la debolezza politica della Sardegna, priva di voce, di credito e di forza in tutte le partite strategiche che la riguardano, in questa fase storica è più pericolosa che mai.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='L&#039;epoca delle crisi e il destino della Sardegna' data-link='https://sardegnamondo.eu/2025/05/07/lepoca-delle-crisi-e-il-destino-della-sardegna/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='L&#039;epoca delle crisi e il destino della Sardegna' data-link='https://sardegnamondo.eu/2025/05/07/lepoca-delle-crisi-e-il-destino-della-sardegna/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2025/05/07/lepoca-delle-crisi-e-il-destino-della-sardegna/">L&#8217;epoca delle crisi e il destino della Sardegna</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2025/05/07/lepoca-delle-crisi-e-il-destino-della-sardegna/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il dominio della mentalità auto-colonizzata e dell&#8217;incapacità di situarsi</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2025/02/06/il-dominio-della-mentalita-auto-colonizzata-e-dellincapacita-di-situarsi/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2025/02/06/il-dominio-della-mentalita-auto-colonizzata-e-dellincapacita-di-situarsi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 13:43:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Todde]]></category>
		<category><![CDATA[dipendentismo]]></category>
		<category><![CDATA[Karim Aga Khan]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Autonoma Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[subalternità]]></category>
		<category><![CDATA[Teti]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti sardi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=5888</guid>

					<description><![CDATA[<p>Qualche esempio di questi giorni per capire l&#8217;abisso di insensatezza in cui ci dibattiamo e in cui la nostra politica sembra pagata per farci sprofondare ancora di più. L&#8217;altro giorno la Presidente Todde va a Teti, paese della Barbagia prospicente la vallata del Tirso e la piana di Ottana, non distantissimo dalla SS 131 dcn,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2025/02/06/il-dominio-della-mentalita-auto-colonizzata-e-dellincapacita-di-situarsi/">Il dominio della mentalità auto-colonizzata e dell&#8217;incapacità di situarsi</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Il dominio della mentalità auto-colonizzata e dell&#039;incapacità di situarsi' data-link='https://sardegnamondo.eu/2025/02/06/il-dominio-della-mentalita-auto-colonizzata-e-dellincapacita-di-situarsi/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="700" height="875" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/immagine-1-700x875.jpg" alt="" class="wp-image-5890" style="width:524px;height:auto" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/immagine-1-700x875.jpg 700w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/immagine-1-384x480.jpg 384w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/immagine-1-768x960.jpg 768w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/immagine-1-640x800.jpg 640w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/immagine-1-800x1000.jpg 800w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/02/immagine-1.jpg 1080w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading">Qualche esempio di questi giorni per capire l&#8217;abisso di insensatezza in cui ci dibattiamo e in cui la nostra politica sembra pagata per farci sprofondare ancora di più.</h3>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;altro giorno la Presidente Todde va a Teti, paese della Barbagia prospicente la vallata del Tirso e la piana di Ottana, non distantissimo dalla SS 131 dcn, centro noto per i rilevanti ritrovamenti archeologici nel suo territorio, e ne combina un&#8217;altra delle sue.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><a href="https://www.unionesarda.it/news-sardegna/nuoro-provincia/todde-teti-e-un-paese-primitivo-e-scoppia-la-polemica-mancanza-di-rispetto-japl91jy" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >Parlandone in pubblico con la giornalista Bianca Berlinguer</a>, ha dichiarato: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Teti è un luogo molto primitivo anche in termini di servizi. Anche adesso è un luogo molto remoto e come tutti i luoghi remoti è importante andarci per farli sentire parte di un progetto condiviso.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ovviamente sono subito scoppiate le inevitabili polemiche, specie sui social. In effetti è un linguaggio inaccettabile per la prima carica politica della Regione Auto(no)ma Sardegna. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Tuttavia, come dicevo, non è la prima volta che la Presidente Todde incorre in questo tipo di gaffe. A dispetto della difesa subito offerta dal sindaco di Teti medesimo (difesa che però è una toppa peggiore del buco), questa circostanza è l&#8217;ennesima conferma della sostanziale lontananza (sentimentale, culturale, sociale) della Presidente Todde dalla realtà che dovrebbe amministrare. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Una lontananza grave, soprattutto perché accompagnata da supponenza e paternalismo, tratti tipici della delegata coloniale. Possibile che nessuno, tra i suoi numerosi e ben retribuiti consulenti, glielo faccia notare?</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La stessa Presidente Todde ha poi detto la sua anche in merito alla scomparsa, a 88 anni, del principe ismaelita <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Karim_Aga_Khan_IV" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >Karim Aga Khan IV</a>.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nell&#8217;occasione, è riemerso, prepotente come un geyser, lo spirito auto-colonizzato e subalterno di molta classe media istruita sarda e anche di buona parte della nostra intellighenzia. C&#8217;è stato chi ha affermato che solo grazie all&#8217;Aga Khan i sardi, avvinti nella loro ancestrale cultura pastorale barbarica, hanno finalmente conosciuto la bellezza (è stato scritto davvero, giuro). </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In altri anni, la coscienza dei processi che stavano investendo la Sardegna era un po&#8217; meno obnubilata. Se non altro, c&#8217;erano voci critiche e non allineate al conformismo verso la modernizzazione passiva in atto. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nicolò Rubanu, all&#8217;indomani della mobilitazione di Pratobello (1969) a Orgosolo, scriveva e <a href="https://www.youtube.com/watch?v=aR9y27qrRfY" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >cantava</a>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Sos contadinos e-i sos pastores<br />e totu canta sa zente famia<br />isetavan concimes e tratores<br />pro aer pius late e pius pane<br />invetze&#8217; totu an dadu a sos sinnores<br />a Rovelli, Moratti e s&#8217;Agacane.<br />Poverinu e mìseru s&#8217;anzone<br />ch&#8217;isetat late dae su marjane.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Oggi, a distanza di tempo, la figura di Karim Aga Khan IV meriterebbe di essere valutata fuori dal recinto idiota delle tifoserie, che in questi casi si precipitano subito a occupare il campo di gioco. È stato una figura contraddittoria, come è inevitabile in casi simili, ma sicuramente importante. Da collocare correttamente nelle dinamiche storiche contemporanee.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Invece la Presidente Todde, senza porsi il minimo problema, annuncia immantinente, con un panegirico celebrativo, la proclamazione del lutto regionale. Nessun tentennamento, nessun distanziamento critico, nessuna attesa di una più meditata riflessione. Bisogna battere il ferro finché è caldo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Quale ferro? Direi, quello tutto ideologico della necessità di soccorso e investimenti virtuosi dall&#8217;esterno per salvarci dalla nostra condizione deficitaria. Imputabile, sembrerebbe, alla nostra stessa natura di emarginati della storia, di <em>minus habentes</em> congeniti (il <em>locos</em> della nota massima &#8211; fasulla &#8211; <em>pocos, locos y mal unidos</em>).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non abbiamo risorse e, se per puro caso le abbiamo (tipo sole e vento, per dire), devono essere sfruttate da altri, perché noi non siamo capaci e manco ce le meritiamo. Questo è il Verbo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Come se non bastasse questo spettacolo imbarazzante, nelle stesse ore, sempre dalla fucina geniale della comunicazione istituzionale della Regione Auto(no)ma, è venuto fuori l&#8217;<a href="https://www.unionesarda.it/news-sardegna/bando-nuove-rotte-la-regione-annuncia-voli-per-new-york-e-filadelfia-ma-dimentica-la-sardegna-sulla-mappa-tog6bc2i" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >annuncio trionfalistico</a> delle nuove rotte aeree da e per la Sardegna (già fatto dal Presidente Solinas a suo tempo, per altro, ma va be&#8217;). Accompagnato da un&#8217;immagine che dice molto di più di quanto possano dire pagine e pagine di analisi sociologica: una cartina in cui la Sardegna semplicemente non c&#8217;è (è quella in apertura del post).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Siamo messi così, governati da una classe politica di podatari ottusi, furbi ma non intelligenti, espressione di un&#8217;oligarchia sociale inetta e ignorante, anche e soprattutto laddove si vuole spacciare per &#8220;competente&#8221;; prigionieri di stereotipi degradanti che la nostra intellighenzia con-voce-in-capitolo-a-corte non solo non contrasta ma anzi alimenta; deprivati materialmente e culturalmente, mentre il mondo intorno corre a scapicollo verso tempi oscuri.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non la vedo bene. Spero di sbagliarmi.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Il dominio della mentalità auto-colonizzata e dell&#039;incapacità di situarsi' data-link='https://sardegnamondo.eu/2025/02/06/il-dominio-della-mentalita-auto-colonizzata-e-dellincapacita-di-situarsi/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Il dominio della mentalità auto-colonizzata e dell&#039;incapacità di situarsi' data-link='https://sardegnamondo.eu/2025/02/06/il-dominio-della-mentalita-auto-colonizzata-e-dellincapacita-di-situarsi/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2025/02/06/il-dominio-della-mentalita-auto-colonizzata-e-dellincapacita-di-situarsi/">Il dominio della mentalità auto-colonizzata e dell&#8217;incapacità di situarsi</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2025/02/06/il-dominio-della-mentalita-auto-colonizzata-e-dellincapacita-di-situarsi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ondata nera che minaccia il mondo e la sorte della colonia sarda</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2025/01/21/londata-nera-che-minaccia-il-mondo-e-la-sorte-della-colonia-sarda/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2025/01/21/londata-nera-che-minaccia-il-mondo-e-la-sorte-della-colonia-sarda/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 13:40:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Todde]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[greenwashing]]></category>
		<category><![CDATA[neo-colonialismo]]></category>
		<category><![CDATA[politica sarda]]></category>
		<category><![CDATA[tecnocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[transizione ecologica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=5868</guid>

					<description><![CDATA[<p>Donald Trump si insedia alla Casa Bianca per il suo secondo mandato e nell’agro di Selargius viene dato alle fiamme il presidio anti-Tyrrhenianlink. Un evento globale e uno locale difficilmente collegabili, che tuttavia ci offrono una possibile chiave di lettura (per nulla consolatoria) circa i tempi che stiamo affrontando. Il nuovo successo elettorale di Trump,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2025/01/21/londata-nera-che-minaccia-il-mondo-e-la-sorte-della-colonia-sarda/">L&#8217;ondata nera che minaccia il mondo e la sorte della colonia sarda</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='L&#039;ondata nera che minaccia il mondo e la sorte della colonia sarda' data-link='https://sardegnamondo.eu/2025/01/21/londata-nera-che-minaccia-il-mondo-e-la-sorte-della-colonia-sarda/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="700" height="466" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/01/image-1-1-700x466.jpg" alt="" class="wp-image-5872" style="width:571px;height:auto" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/01/image-1-1-700x466.jpg 700w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/01/image-1-1-640x426.jpg 640w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/01/image-1-1-768x512.jpg 768w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/01/image-1-1-800x533.jpg 800w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2025/01/image-1-1.jpg 860w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading"><em>Donald Trump si insedia alla Casa Bianca per il suo secondo mandato e nell’agro di Selargius viene dato alle fiamme il presidio anti-Tyrrhenianlink. Un evento globale e uno locale difficilmente collegabili, che tuttavia ci offrono una possibile chiave di lettura (per nulla consolatoria) circa i tempi che stiamo affrontando.</em></h3>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il nuovo successo elettorale di Trump, lungi dall’essere la buona notizia che troppi compagni obnubilati affermano, è solo un momento di una più complessiva deriva reazionaria in corso nel civile e democratico Occidente. In questo, sempre meno difendibile rispetto ai regimi avversari (o presunti tali).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il guaio di chi intende opporsi al “Sistema” – negli USA e in Europa, ma anche per certi versi in America Latina e ad altre latitudini – è che il Sistema ha molti mezzi per garantire la propria sopravvivenza e anzi per accrescere il proprio dominio. Uno è quello di crearsi un finto nemico a destra come unica alternativa alla generalizzata egemonia tecnocratica e finanziaria. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non sto tirando in ballo mega-complotti-globali o altri deliri deresponsabilizzanti, ma meccanismi concreti delle relazioni sociali contemporanee, dentro la fase finale dell’era capitalista. Fase finale che può durare parecchi decenni, sia chiaro. Con esiti che si preannunciano spiacevoli su vasta scala.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non c’è solo Trump, infatti. In Europa, il governo finto centrista di Ursula von der Leyen ha presto mostrato una propensione tutt’altro che sofferta a cercare sostegno a destra. In Francia, pur di non affidare il governo a una compagine troppo sfacciatamente di sinistra (per i parametri attuali), il presidente Macron (emblema e campione del finto progressismo liberale) si dedica a sofisticate alchimie politico-istituzionali, confidando nel soccorso nero. In altri stati, Italia compresa, la destra governa serenamente ed egemonizza il discorso pubblico. Siamo messi così.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non esiste più alcun ambito della vita associata, nel democratico Occidente, che non sia sistematicamente aggredito e ri-orientato verso una società della paura e del controllo, dell’avversione per qualsiasi cosa disturbi il piatto conformismo reazionario. Le propensioni militariste sono esplicite, ma non è detto riguardino davvero pretesi nemici esterni: le misure repressive contro il dissenso e le proteste sociali sono sempre più evidenti e ampiamente rivendicate.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È uno scenario per troppi versi simile a momenti bui della storia novecentesca, pur con tutte le differenze del caso. Sapersi districare tra analogie e differenze, senza perdere la lucidità, dovrebbe essere uno dei compiti degli/lle intellettuali, se non fosse che questa categoria ormai da tempo è stata in larga misura cooptata dentro il perverso meccanismo egotico del successo mercenario e del consumismo culturale.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Contrastare il capitalismo globalizzato, sostenuto dall’ideologia ordo-liberista, serve a poco, se non si fonda su una visione realmente alternativa, radicalmente conflittuale, con degli obiettivi non retorici e non astratti. Che non possono ridursi a meri slogan estratti dalle memorie degli anni Settanta dello scorso secolo. Tanto meno ha senso se si accettano le ossessioni geo-politiche propagandate dall’intellettualità organica al blocco sociale dominante come unica chiave di lettura storica. E invece troppa “compagneria” ha interiorizzato tali ossessioni, altamente tossiche, e ne fa l’unico strumento di comprensione del mondo. Sbagliando sistematicamente analisi e bersagli.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Le dichiarazioni al limite del sincero affetto tra Trump e Putin dovrebbero far suonare un campanello di allarme in molte teste che fin qui hanno considerato i due autocrati (uno in potenza, l’altro in atto) quasi alla stregua di campioni del socialismo. Del resto, il giubilo incondizionato di tutta la fascisteria europea, già sostenitrice di Putin, per l’elezione di Trump qualcosa avrebbe già dovuto suggerire. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Siamo messi così, dunque, sballottati dai flutti sempre più neri e tempestosi di una storia che non promette nulla di buono.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Mi consolerei se, almeno a livello locale, si intravvedesse qualche spiraglio. Invece anche la derelitta isola sarda non se la passa affatto bene.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Facevo cenno al recentissimo episodio dell’<a href="https://www.unionesarda.it/news-sardegna/provincia-cagliari/selargius-bruciato-lultimo-presidio-contro-il-tyrrhenian-link-da-mano-anonima-ma-i-mandanti-sono-evidenti-lfvvoqhl" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >incendio a Selargius</a>, la devastazione di un luogo simbolico della resistenza popolare non alle fonti rinnovabili di energia in quanto tali, ma all’imposizione coloniale dell’ennesimo saccheggio estrattivo. Episodio di una gravità estrema, se fosse accertata la sua natura dolosa.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La Sardegna, da tempo, come altri “margini” geografici e politici dello stato italiano, è un luogo di sperimentazioni e di esternalizzazioni perniciose. Al disboscamento selvaggio ottocentesco, alle servitù minerarie, agrarie, industriali e militari, fino all’attuale aggressione speculativa sulle FER (fonti di energia rinnovabili) hanno corrisposto nel tempo varie forme di egemonia culturale e politica, idonee a tenere sotto controllo la situazione (ne ho già parlato in ogni dove, non mi ci dilungo ora). Oggi però siamo in un momento di crisi la cui gestione non è più così facile per la classe politica podataria chiamata a governarla.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Le crisi si risolvono in vari modi. Non esiste un modo che contempli e soddisfi tutti gli interessi e le aspettative in gioco. Non è mai esistito. La fanno sempre da padrone i rapporti di forza. Dovremmo chiederci, con tutta la preoccupazione del caso, quali soluzioni si prospettino per la crisi sarda attuale. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non possiamo escludere forme poco limpide di contrasto alle opposizioni politiche fuori dal Palazzo, dall&#8217;inquinamento manipolatorio del dibattito pubblico alla vera e propria strategia della tensione. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Di sicuro, al momento, per la Sardegna non c’è in campo alcun programma di democratizzazione e conquiste civili, di crescita culturale e progresso sociale. Non c&#8217;è nelle compagini che si contendono la maggioranza nel Consiglio regionale, protette da una legge elettorale disgustosamente anti-democratica. Tanto meno c&#8217;è nell’agenda di chi può influenzare in vari modi la nostra politica da strapazzo, ossia i governi di Roma e i centri di potere e di interesse che egemonizzano la politica italiana.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È tragicomico che nella stampa italiana, sia di destra sia sedicente progressista o addirittura di sinistra, la giunta Todde sia spacciata come avversaria dell’aggressione coloniale energetica in corso. È in parte un espediente propagandistico, in parte il frutto della solida &#8211; e stolida &#8211; misconoscenza dei fatti sardi oltre Tirreno. In Sardegna mi pare abbastanza assodato che la maggior parte delle persone non vincolate da interesse diretto o da propensione sentimentale (immagino ne esistano) verso il cetrosinistra (o campolargo che dir si voglia) non la vedano così.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La giunta Todde è stata in qualche modo imposta – con la complicità diretta o preterintenzionale delle destre – per garantire “gli investitori” (come dichiarato più di una volta da Alessandra Todde stessa). Il clamore suscitato dalla sua <a href="https://indip.it/todde-dichiarata-decaduta-le-sette-contestazioni-e-cosa-succede-ora/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >decadenza dalla carica, dichiarata dal Collegio regionale di garanzia elettorale</a> per mancati adempimenti legali in sede di campagna elettorale, deve far riflettere non tanto sugli aspetti giuridici e istituzionali della vicenda (su cui invece si sono soffermati pressoché tutti i commentatori, interessati e non), bensì soprattutto sul problema dell’opacità delle fonti di finanziamento della campagna elettorale stessa. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Io sono molto più curioso di sapere quanti soldi ha avuto a disposizione Alessandra Todde e, nel caso, dove li ha presi. Le sue contraddittorie dichiarazioni al riguardo &#8211; che restano agli atti e sono state più volte evidenziate &#8211; lasciano aperto ogni possibile scenario. Il dubbio in proposito non è lesa maestà – come sembra pensare lei insieme ai suoi spalleggiatori – bensì l’esercizio di un diritto/dovere democratico.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La protesta popolare, la mobilitazione conseguente, la frustrazione diffusa per aver visto respinto ogni tentativo di interlocuzione e di confronto, con lo smacco simbolico (più ancora che politico e giuridico) del rifiuto di discutere il progetto di legge di iniziativa popolare “Pratobello24”, sono acuite dalla constatazione della mancanza di soluzioni alle grane strutturali mai risolte. Una situazione completamente fuori controllo, per il blocco politico dominante. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Le trame di Palazzo che si intrecciano intorno alla vicenda della decadenza di Alessandra Todde (proclamata, possibile, <em>sub judice</em>, quel che è) non sono una risposta ai problemi concreti della Sardegna attuale. Sono solo giochi di potere all’interno di una stessa compagine sociale, distinta e aliena, spesso ostile, rispetto al resto della popolazione.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L’oligarchia clientelare, finto-autonomista, che domina la politica sarda si trova davanti a una situazione per cui non è preparata, né dispone della legittimazione sufficiente a garantire un minimo appoggio di massa alle proprie scelte. E nessun regime, anche il più autoritario, può reggersi senza un certo consenso, sia pure minoritario, nella società dominata.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Visti i guai in cui ci troviamo, non so quanto possa reggere ancora la finzione pseudo-democratica che fin qui ha occupato la scena. E tuttavia, al possibile crollo del sistema oligarchico-clientelare, in questo momento non corrisponde un’alternativa abbastanza strutturata da poterne prendere il posto. <em>In nuce</em> qualcosa c’è, ma non sarà facile tradurre la mobilitazione in corso e il materiale ideale che la anima in un progetto politico compiuto.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Questa debolezza è tanto più pericolosa, proprio in quanto a livello sovralocale non siamo in una situazione tranquilla, ordinaria. Gli interessi che stanno dietro l’aggressione coloniale in corso sono enormi. I grandi fondi di investimento e i gruppi finanziari globali non si cimentano in operazioni di questo tipo senza aver fatto bene i conti e senza essersi presi delle garanzie. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Se sulla Sardegna gravano richieste di autorizzazione per impianti di produzione energetica che superano di uno o più ordini di grandezza il fabbisogno locale non è solo un fatto di ingordigia suscitata e protetta da decisioni del governo italiano. O meglio, quest’ingordigia c’è e il governo italiano (quello Draghi così come quello Meloni, ma se fosse un altro sarebbe lo stesso) ha la sua precisa responsabilità. Dovremmo chiederci però a cosa diavolo serva tutta questa energia, se pure solo una frazione di quella progettata fosse alla fine prodotta.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La deriva destrorsa della politica mondiale non è un evenienza casuale, slegata da processi profondi di natura materiale. C’è una dialettica interna al capitalismo attuale, attriti vari, a volte forti, tra le sue diverse anime. Ma su un principio di base queste anime concordano tutte: il saccheggio deve continuare. È il meccanismo economico così com’è a spingere su questa china pericolosa (e non c’era bisogno di leggere <a href="https://www.einaudi.it/catalogo-libri/scienze-sociali/economia/il-capitale-nellantropocene-saito-kohei-9788806260088/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >Saitō Kōhei</a> per capirlo, ma, se non l’aveste capito, leggerlo non vi farà male).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">I massicci investimenti tecnologici si orientano ormai su pochi fronti strategici: le tecnologie della comunicazione e del controllo globale e l’ambito militare. Gli investimenti nella cosiddetta intelligenza artificiale e la stessa corsa allo spazio sono strettamente connessi a questi due ambiti, che a loro volta sono collegati tra loro e con l’ossessiva finanziarizzazione dei meccanismi di scambio, ormai orientati alle cripto-valute. (La faccenda delle cripto-valute dovrebbe essere studiata bene: a naso, mi pare la solita storia di una trovata apparentemente anti-sistema che finisce per diventare strumento potente di dominio a vantaggio del sistema.)</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Uno dei fattori decisivi di questa enorme partita economica è la disponibilità di energia, al riparo dalle fluttuazioni del mercato dei combustibili fossili o comunque in connubio con essi. La retorica sulla transizione energetica è pura propaganda colorata di verde. Non può esistere alcuna transizione energetica e tanto meno ecologica senza modificare radicalmente i modi di produzione, distribuzione e consumo dell&#8217;energia e dei beni e servizi necessari alla vita. Questo deve essere tenuto presente.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Per far funzionare i server potentissimi necessari all’intelligenza artificiale e alle transazioni finanziarie iperveloci, di energia ne serve parecchia. I gravami e i costi della sua produzione – secondo la tipica logica capitalista – devono essere scaricati da qualche parte. Esternalizzati, come si usa dire. Non c&#8217;è nulla di anche solo vagamente ecologico in tutto questo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">I vari “margini” geografici e socio-economici del mondo, ormai anche dentro i paesi ricchi, fanno comodo, in questo senso. Da tempo si è rotto l’argine interno che proteggeva i paesi colonialisti ed “esportatori di civiltà” dal subire le politiche che i loro governi riservavano ai paesi “sottosviluppati”.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il fenomeno del “colonialismo interno”, in realtà sempre esistito e mai venuto meno, oggi è in fase di accelerazione. I primi territori a pagare questa fase parossistica del neo-colonialismo sono appunto quelli tradizionalmente sottoposti a questo tipo di relazione asimmetrica.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La Sardegna ne fa parte a pieno titolo. Non illudiamoci che basteranno a sottrarci a un destino di subalternità accentuata, povertà, devastazione ambientale e decrescita demografica spinta i giochetti di palazzo interni alla scalcagnata politica nostrana.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Tanto meno suonano pertinenti e “a piombo” le espressioni di tifoseria geo-politica di troppe persone e di troppe compagini – più o meno formalizzate – del nostro scenario politico alternativo. Non credo sia più il tempo (posto che ce ne sia mai stato uno) di gingillarsi con questi diversivi. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ambientalisti, indipendentisti, anti-militaristi, anti-capitalisti e anti-colonialisti vari, attivisti dei comitati contro la speculazione energetica, cittadinanza attiva, associazionismo culturale, mondo del volontariato, ecc. ecc. dovrebbero provare a uscire dalle proprie zone di comfort e lasciar perdere slogan e settarismi per provare a comporre un blocco politico magari eterogeneo ma coeso su pochi, decisivi punti strategici.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non sarà Trump, da solo o in combutta con l’amico Putin, e nemmeno Xi Jinping per quello, a salvarci. Né qualsiasi governo salga in cattedra a Roma. Non sarà nemmeno qualsiasi giunta regionale venga fuori dalla lotteria coloniale della politica podataria sarda, centrosinistra o centrodestra che si chiami. Dovremmo averlo capito.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il problema è che lo si dice da anni e la situazione non è mai migliorata (tutt’altro). Secondo un noto detto popolare <em>s’apretu ponet su betzu a cùrrere</em> (l’urgenza fa correre persino il vecchio). Non vorrei che la nostra collettività umana, abitante il lembo di crosta terrestre emersa chiamato Sardegna, sia ormai troppo decrepita e debilitata per provarci.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='L&#039;ondata nera che minaccia il mondo e la sorte della colonia sarda' data-link='https://sardegnamondo.eu/2025/01/21/londata-nera-che-minaccia-il-mondo-e-la-sorte-della-colonia-sarda/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='L&#039;ondata nera che minaccia il mondo e la sorte della colonia sarda' data-link='https://sardegnamondo.eu/2025/01/21/londata-nera-che-minaccia-il-mondo-e-la-sorte-della-colonia-sarda/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2025/01/21/londata-nera-che-minaccia-il-mondo-e-la-sorte-della-colonia-sarda/">L&#8217;ondata nera che minaccia il mondo e la sorte della colonia sarda</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2025/01/21/londata-nera-che-minaccia-il-mondo-e-la-sorte-della-colonia-sarda/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La mobilitazione popolare, nemico pubblico numero uno (per il potere)</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2024/09/01/la-mobilitazione-popolare-nemico-pubblico-numero-uno-per-il-potere/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2024/09/01/la-mobilitazione-popolare-nemico-pubblico-numero-uno-per-il-potere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Sep 2024 19:18:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Todde]]></category>
		<category><![CDATA[colonialismo]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[mobilitazione popolare]]></category>
		<category><![CDATA[politica sarda]]></category>
		<category><![CDATA[speculazione energetica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=5781</guid>

					<description><![CDATA[<p>La mobilitazione popolare di questi ultimi anni (contro la speculazione energetica ma anche sulla sanità e su altre partite decisive) colpisce per dimensioni, durata e capacità di resistere alle tante trappole disseminate sul suo percorso. Soprattutto, sconvolge i facili schemi con cui il potere costituito e i suoi portavoce sono abituati a tenere a bada...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2024/09/01/la-mobilitazione-popolare-nemico-pubblico-numero-uno-per-il-potere/">La mobilitazione popolare, nemico pubblico numero uno (per il potere)</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='La mobilitazione popolare, nemico pubblico numero uno (per il potere)' data-link='https://sardegnamondo.eu/2024/09/01/la-mobilitazione-popolare-nemico-pubblico-numero-uno-per-il-potere/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="234" height="108" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2024/09/immagine.png" alt="" class="wp-image-5786" style="width:672px;height:auto"/></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading">La mobilitazione popolare di questi ultimi anni (contro la speculazione energetica ma anche sulla sanità e su altre partite decisive) colpisce per dimensioni, durata e capacità di resistere alle tante trappole disseminate sul suo percorso. Soprattutto, sconvolge i facili schemi con cui il potere costituito e i suoi portavoce sono abituati a tenere a bada la situazione.</h3>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La classe dirigente sarda, provinciale e subalterna appendice di quella italiana, fa fatica a comprendere, prima ancora che a gestire, una situazione per essa inedita. Essendo ignorantissima di storia e avendo perso ogni contatto con la vita reale delle comunità sarde, non trova appigli per affrontare una sollevazione popolare come quella attuale.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In realtà non è inedita affatto. È almeno dalla stagione rivoluzionaria di fine Settecento che la popolazione sarda ciclicamente cerca di reagire, mobilitandosi e agendo come può, contro problemi generali, guai strutturali mai risolti, prevaricazioni speculative e imposizioni dall&#8217;alto.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Persino chi fa politica da anni negli ambiti alternativi al Palazzo &#8211; indipendentisti, ambientalisti, sinistra extraparlamentare, anarchici, antimilitaristi ecc. &#8211; si trova spiazzato dalla natura spuria ma al contempo non ingenua né reazionaria della mobilitazione contro la speculazione energetica. Il fatto è che questo tipo di movimenti di massa ha sempre dei tratti spuri, non ideologicamente omogenei. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Detto tra noi, l&#8217;abbaglio leninista da un lato e le scorie idealiste di moltissima parte della sinistra sincera &#8211; ossia, non opportunista né venduta -, diffusi anche sul lato indipendentista, presentano il loro conto sotto forma di parziale incomprensione del fenomeno in corso.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ma questa incomprensione si sposa con la vicinanza e in molti casi con la partecipazione attiva. Invece, dalle parti del Palazzo e negli ambienti dell&#8217;informazione e dell&#8217;intellettualità &#8220;strutturata&#8221; il livello di incomprensione è altissimo e l&#8217;ostilità profonda.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Basti pensare alle reazioni, ai discorsi e agli argomenti della presidente Todde, in evidentissimo affanno davanti a una realtà che non si aspettava e che già in partenza non conosceva bene.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Abbiamo fatto &#8211; giustamente &#8211; le pulci al suo predecessore Solinas, oggi non ci si può esimere dal mostrare altrettanta attenzione. Alcune dichiarazioni di Todde sono davvero grossolane e imbarazzanti. Dubito che qualcuno dei suoi predecessori sarebbe incorso in tali &#8220;incidenti&#8221;. Non senza pagarne conseguenze pesanti.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non ho seguito la trasmissione televisiva in cui la presidente pare abbia sbagliato sul dato degli abitanti della Sardegna, quindi prendo la cosa con le pinze (pare abbia parlato di 1 milione e 800mila abitanti). Potrebbe essere stato un lapsus o un momento di confusione. Però ho letto e sentito sue dichiarazioni dirette decisamente più gravi.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La sua ricostruzione dell&#8217;origine, delle ragioni e della natura dell&#8217;autonomia sarda è non solo sbagliata ma anche politicamente aberrante. Intanto Todde dà l&#8217;idea di confonderla con l&#8217;insularità in costituzione. La trappola diversiva più di successo del decennio evidentemente ha confuso molte menti. Continuare a sostenere che l&#8217;autonomia sarda fu una concessione generosa dello Stato alla luce della povertà e dell&#8217;arretratezza della Sardegna è un&#8217;interpretazione fallace. La più alta carica pubblica della Regione Autonoma Sardegna dovrebbe avere le idee ben più chiare su quell&#8217;esito storico, le sue premesse, le sue connotazioni e anche i suoi limiti.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ma le idee chiare non abbondano nelle stanze del potere sardo. A dispetto della pletora di esperti e consulenti ingaggiati in tutti gli ambiti. &#8220;Battere le destre&#8221; non è un salvacondotto illimitato per la cialtroneria.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Fa specie che a nessuno, da Todde in giù, sia venuto in mente di coinvolgere tutta questa mobilitazione popolare in un grande momento di democrazia e anche &#8211; perché no? &#8211; di conflitto con lo Stato centrale. Evitando così una posizione debole come quella in cui si è auto-relegata la giunta Todde. Avrebbe potuto agire forte della spinta di un intero popolo e con ragioni piuttosto robuste, non solo giuridiche e tecniche ma anche politiche e storiche, a proprio favore. Invece, solo timore e avversione malcelata.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La mobilitazione in corso non è facilmente liquidabile come una sporadica e spontanea protesta di incolti o come una operazione artificiosamente messa su da qualche centro di interessi opaco ma potente. Né è facilmente eludibile. A eluderla ci hanno provato. A egemonizzarla e manovrarla anche. Ma credo che lo stesso gruppo Zuncheddu si stia rendendo conto che l&#8217;operazione non è così semplice.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il successo palese della raccolta di firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare denominata Pratobello 24 non è dovuto al carisma di Mauro Pili o alla potenza comunicativa dell&#8217;Unione Sarda. La maggior parte delle persone che hanno firmato lo ha fatto consapevole dei limiti di quel testo e anche della difficoltà a fargli superare lo sbarramento &#8211; già innalzato &#8211; dell&#8217;attuale maggioranza in Consiglio regionale. Perché l&#8217;obiettivo non è il contenuto del testo di legge, bensì la sua natura di strumento di pressione democratica dal basso.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Quella legge non vedrà mai la luce, lo sappiamo. È già successo alla proposta di legge di riforma della legge elettorale, presentata in Consiglio regionale nell&#8217;autunno scorso da un vasto schieramento politico e da centinaia di sottoscrittori, presa in carico da pressoché tutto il centrosinistra, salvo poi non depositarla nemmeno (per non correre il rischio che fosse messa in agenda dei lavori consiliari). In questo caso vedremo come riusciranno ad affossarla.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ma non è importante nemmeno questo. Perché l&#8217;aggressione speculativa tocca troppo in profondità le comunità sarde e non basterà bloccare questo tentativo per smontarne le preoccupazioni. Gli stessi sindaci legati ai centri di potere maggiori fanno fatica a prendere posizione netta contro la mobilitazione delle comunità amministrate. In molti casi la stanno appoggiando (per opportunismo o per convinzione, cambia poco al momento).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non è nemmeno vero che la mobilitazione è il frutto improvviso e avvelenato della disinformazione contro la transizione energetica. Moltissime persone dei comitati che si trovano in prima fila in questa circostanza sono anni che lottano contro questa ed altre forme di speculazione, sfruttamento del territorio, inquinamento.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Da parte dell&#8217;ambito indipendentista, per dire, la minaccia della speculazione eolica e solare è stata segnalata almeno da quindici anni fa (insieme alla contestazione dello sfruttamento militare dell&#8217;isola e di altre operazioni di natura speculativa e coloniale). Non per ostilità verso le fonti rinnovabili, ma in opposizione appunto all&#8217;approccio coloniale che sempre entra in gioco in queste faccende.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ed è qui che casca l&#8217;asino della politica di Palazzo sarda e dei suoi intellettuali organici. La negazione ostinata del rapporto asimmetrico e per troppi versi coloniale tra Stato italiano e Sardegna porta a non comprendere (o a non voler comprendere) la natura delle dinamiche in corso oggi, dunque a misconoscere le ragioni profonde di una protesta generalizzata basata sulla netta sensazione di un ennesimo caso di sfruttamento non contrastato dalla nostra politica.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La trappola discorsiva delle &#8220;aree idonee&#8221; sta creando dissapori e spaccature nel variegato movimento di opposizione alla speculazione energetica. È abbastanza inevitabile, ma è un errore. La trappola è efficace solo se ci si cade dentro.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Va rifiutata la cornice entro cui Todde e la sua maggioranza vogliono relegare il conflitto con lo Stato, ma al contempo bisogna andare a vederne le carte. Perché è un bluff. La maggioranza che guida la Regione e il Governo centrale fanno un gioco delle parti, ma di fatto legittimano gli stessi rapporti di forza e difendono gli stessi obiettivi. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Non ci si deve spaccare sulla questione &#8220;aree idonee sì, aree idonee no&#8221;: ci si va a sedere insieme e si vede fin dove arriva la finzione e fin dove sono in grado di reggere la parte. Ma la ragione di fondo della mobilitazione resta comunque del tutto intatta: il destino della Sardegna, non solo in termini energetici, non può essere stabilito da altri, altrove, per soddisfare interessi esterni all&#8217;isola. Su *questo* non si deve transigere.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Va benissimo la transizione energetica e va anche bene sfruttare in modo intelligente il vento e il sole di cui l&#8217;isola abbonda. Ma è il &#8220;come&#8221;, il &#8220;quanto&#8221;, il &#8220;perché&#8221; e il &#8220;per chi&#8221; che non possono essere decisi altrove, da altri e in nome di principi astratti (su cui però poi si basano scelte molto concrete).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Io sarei favorevole a fare della Sardegna uno hub energetico. A patto che siano soddisfatte prima di tutto le esigenze del territorio e della popolazione sarda, che alla base di questa scelta strategica ci sia una vasta partecipazione democratica e che il controllo, se non proprio la gestione, del processo decisionale prima e della produzione e distribuzione dell&#8217;energia poi siano in mani pubbliche sarde. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Se il Nord Italia ha bisogno di tanta energia e la Sardegna sarà in grado di produrla, niente in contrario a vendergliela. Hanno usato fin qui energia fatta col nucleare francese, col gas russo e col petrolio arabo, un domani la Sardegna potrebbe essere un nuovo fornitore. Guadagnandoci il giusto.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Invece dalle nostre parti non si parla di questo. Non nel Palazzo, di sicuro. Si sono persi almeno vent&#8217;anni, ignorando il problema e/o favorendo &#8211; più o meno tacitamente e/o intenzionalmente &#8211; le speculazioni più rapaci o bubboni parassitari come la Sarlux della SARAS. Diversi studiosi e tecnici, in Sardegna, già molti anni fa si applicavano a cercare maniere di implementare la capacità di produzione da fonti rinnovabili già esistenti o a cercarne di nuove, ma nessun piano energetico regionale ne ha mai tenuto conto. Nessun piano energetico regionale degno di questo nome ha mai davvero visto la luce.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Oggi è tardi, ma non *troppo* tardi. A patto che la politica sarda abbandoni la sua posizione attendista, quasi sempre eterodiretta e subalterna, e si faccia interprete finalmente delle reali esigenze della popolazione che amministra. Senza opacità, senza diversivi, senza ostilità verso le sacrosante mobilitazione dal basso. O così, o si assumerà una responsabilità storica gravissima.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='La mobilitazione popolare, nemico pubblico numero uno (per il potere)' data-link='https://sardegnamondo.eu/2024/09/01/la-mobilitazione-popolare-nemico-pubblico-numero-uno-per-il-potere/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='La mobilitazione popolare, nemico pubblico numero uno (per il potere)' data-link='https://sardegnamondo.eu/2024/09/01/la-mobilitazione-popolare-nemico-pubblico-numero-uno-per-il-potere/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2024/09/01/la-mobilitazione-popolare-nemico-pubblico-numero-uno-per-il-potere/">La mobilitazione popolare, nemico pubblico numero uno (per il potere)</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2024/09/01/la-mobilitazione-popolare-nemico-pubblico-numero-uno-per-il-potere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il conflitto inevitabile</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2024/06/05/il-conflitto-inevitabile/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2024/06/05/il-conflitto-inevitabile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 12:06:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[indipendentismo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Todde]]></category>
		<category><![CDATA[neo-colonialismo]]></category>
		<category><![CDATA[politica sarda]]></category>
		<category><![CDATA[speculazione energetica]]></category>
		<category><![CDATA[subalternità]]></category>
		<category><![CDATA[transizione ecologica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=5707</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra i tanti documenti del periodo rivoluzionario sardo, l&#8217;Achille della sarda liberazione spicca per forma e contenuti. Il titolo 1 si intitola &#8220;Analisi della sarda costituzione politica&#8221; ed è composto da 21 articoli. Vi si espone l&#8217;idea che la relazione tra il sovrano e la nazione sia di natura pattizia e paritetica, con reciproche obbligazioni....</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2024/06/05/il-conflitto-inevitabile/">Il conflitto inevitabile</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Il conflitto inevitabile' data-link='https://sardegnamondo.eu/2024/06/05/il-conflitto-inevitabile/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="564" height="292" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2024/06/immagine-1.jpg" alt="" class="wp-image-5711"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Tra i tanti documenti del periodo rivoluzionario sardo, l&#8217;<em>Achille della sarda liberazione</em> spicca per forma e contenuti. Il titolo 1 si intitola &#8220;Analisi della sarda costituzione politica&#8221; ed è composto da 21 articoli. Vi si espone l&#8217;idea che la relazione tra il sovrano e la nazione sia di natura pattizia e paritetica, con reciproche obbligazioni. </h2>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">(Scrivevano così, gli estensori: Nazione, con la maiuscola, mostrando di aver acquisito la nuova accezione del termine proveniente dalla Francia rivoluzionaria.) </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il ragionamento si concludeva con la dichiarazione che, laddove il sacro patto tra sovrano e nazione fosse stato &#8220;vulnerato&#8221;, la relativa sanzione sarebbe dovuta derivare dalla &#8220;forza coattiva&#8221; della parte lesa. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;articolo 21 recitava così: &#8220;La Nazione Sarda contiene in se stessa delle grandi risorse per potere sviluppare una grande forza coattiva, onde fare rispettare la sua costituzione politica&#8221;.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Era una minaccia bella e buona. Gli estensori del testo, elementi della leadership teorica e politica del partito novatore, avevano le idee chiare su cosa fosse necessario fare, in quelle circostanze. Lo dicevano apertamente, assumendosi un rischio enorme. Non esisteva la democrazia, nemmeno rappresentativa, non esistevano molti dei diritti di cittadinanza che diamo per scontati, compresa la libertà di parola. Esporre queste idee significava accettare di poter essere arrestati, processati, condannati per tradimento.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Perché faccio riferimento a questo testo e a quelle circostanze? Perché mi pare che sia sempre troppo poco chiaro, prima di tutto a chi le occupa, il ruolo delle istituzioni sarde e la responsabilità ad esse associata.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Quasi ottant&#8217;anni di autonomia regionale non sono bastati a far maturare nella classe politica sarda e nel suo bacino sociale di riferimento la consapevolezza circa la realtà geografica, storica, materiale e culturale della Sardegna.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Naturalmente, molte persone ci hanno guadagnato &#8211; personalmente, a livello familiare e di clan &#8211; dal proprio ruolo di mediocri intermediari. Il che però non significa che abbiano avuto ragione.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il problema del conflitto tra Sardegna e Stato italiano non è un tema astratto e nemmeno una postura ideologica. Non discende da posizionamenti di comodo né da ossessioni nazionaliste. È un dato di fatto insuperabile.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Che questo nodo non sia mai al centro dei dibattiti politici e tanto meno delle campagne elettorali dice molto sulla qualità della nostra classe dirigente e forse anche qualcosa sulla incompiutezza, ormai evidente e con risvolti patologici, della democrazia in Sardegna.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;ennesimo assalto speculativo al territorio sardo non è stato affrontato e nemmeno compreso da chi fa politica in conto terzi e ha l&#8217;attitudine podataria come stella polare pragmatica. Gente paracadutata in ruoli per cui non è all&#8217;altezza, priva di conoscenza dei luoghi e dei problemi, pretende di governare processi complicati e magari di avere pure dei riconoscimenti.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Lasciando stare quelli in mala fede, che fanno politica solo perché consente di sistemarsi confortevolmente nella vita, a spese dell&#8217;erario, anche le persone più presentabili tra quelle elette in consiglio regionale non sembrano avere la minima idea di cosa dovrebbero fare, di quale sia il senso del loro ruolo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Idem la compagine di governo: la giunta regionale e la presidente Todde (consulenti al seguito compresi). Sembrano alieni caduti dal cielo in un luogo mai conosciuto prima.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ci sono voluti mesi, ma finalmente ieri la presidente Todde si è resa conto che forse forse la faccenda della speculazione energetica non si risolve con effetti annuncio a proposito di provvedimenti privi di valore giuridico e di qualsiasi forza coercitiva. Parla lei stessa di <a href="https://www.sardiniapost.it/politica/aree-idonee-per-le-rinnovabili-todde-contro-il-governo-ci-ha-presi-in-giro-la-sardegna-e-sotto-attacco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >conflitto con lo stato</a>. Come se fosse una sorpresa sconvolgente.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Certo, immagino sia difficile gestire una situazione di estrema delicatezza, con potenziali risvolti drammatici, sapendo di aver contribuito a causarla. Nessuno in Regione, della maggioranza o della (ipotetica) opposizione, ha la coscienza a posto. Non è un caso se da dieci anni hanno blindato il portone di via Roma per evitare che il loro (non) lavoro sia disturbato da qualche persona eletta fuori dal loro giro e soprattutto fuori controllo. A tal proposito, va evidenziato che, come era fin troppo facile prevedere, della legge elettorale non se ne parla più. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Sarebbe bello che alle parole seguissero fatti conseguenti. Dice: cosa si può fare? la rivoluzione? A parte che, alle brutte, non la escluderei come opzione, in realtà di cose da fare, e pure d&#8217;urgenza, ce ne sarebbero. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Per esempio, Tonino Dessì, che cito perché persona molto ben informata su questi temi nonché su procedure e questioni giuridiche, dice quanto segue:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="479" height="437" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2024/06/immagine.png" alt="" class="wp-image-5708" style="width:643px;height:auto"/></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Insomma, non è che dobbiamo subire per forza il destino cinico e baro. Invece la politica sarda sembra sempre quella menzionata da Fabrizio De André nella sua <em>Don Raffae&#8217;</em>, quella che &#8220;si costerna, si indigna, si impegna, poi getta la spugna con gran dignità&#8221;. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Mettiamola così. La dignità ve la siete giocata da un pezzo e costernarsi e indignarsi non serve a nulla (oltre a non essere più credibile). Impegnarsi invece potrebbe essere utile, una volta tanto.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;assalto speculativo alla Sardegna non c&#8217;entra nulla con la transizione energetica e con le necessarie risposte ai mutamenti climatici e ai disastri ambientali. Se ci fate caso, di queste cose nessuno parla davvero in modo serio, competente, strategico. Ha invece tutte le caratteristiche di una pratica coloniale in grande stile. Per giunta, si somma alle mai risolte questioni dell&#8217;occupazione militare e alle possibili nuove aggressioni al territorio e alle risorse dell&#8217;isola (vedi faccenda delle <a href="https://www.unionesarda.it/economia/sardegna-scrigno-di-terre-rare-urso-presto-il-decreto-per-riaprire-le-miniere-m0324c03" target="_blank" rel="noreferrer noopener" rel="nofollow" >terre rare</a>). E non parliamo di tutto il resto (trasporti, infrastrutture, patrimonio storico-archeologico, questione linguistica, scuola, spopolamento, disagio socio-economico).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Sui gravami militari c&#8217;è stato anche quest&#8217;anno, a Cagliari, il 2 giugno alternativo organizzato da A Foras, a cui hanno preso parte diverse centinaia di persone di varia estrazione. Una manifestazione pacifica e colorata, con diverse presenze giovani, che però alla fine sapeva di rituale, non tanto di una vera azione di lotta.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Sia chiaro, i rituali sono importanti. Io c&#8217;ero e quando potrò ci sarò sempre. Con qualche compagna e compagno ci siamo detti, non senza una punta di amarezza, che alla fine ci si ritrova sempre tra le stesse persone. Il che è vero fino a un certo punto, e comunque pazienza: sempre meglio di niente.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ma il problema resta ed è enorme, a dispetto dell&#8217;undertatement con cui lo ha trattato la presidente Todde. La sua dichiarazione sulle servitù militari sostenibili è talmente ridicola che non merita nemmeno di essere commentata. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Anche qui, come nel caso dell&#8217;assalto speculativo energetico, maggioranza e opposizione giocano un ruolo da commedianti. Non sono state selezionate per affrontare davvero i problemi. Tanto meno per risolverli. Eppure il ruolo che ricoprono non è fittizio, è reale. La responsabilità che si sono prese, nel loro insieme e nelle loro componenti individuali, è concreta.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Tale responsabilità comporta che si facciano carico, ciascuna per la parte che le compete, dell&#8217;inevitabile e ineludibile conflitto con lo Stato centrale. Se mostreranno coraggio, troveranno più sostegno di quanto ne abbiano raccolto alle urne (dove quasi metà dell&#8217;elettorato ha rinunciato ad esprimersi). Forse perderanno qualche appoggio di peso oltre Tirreno, forse qualche grande portatore di interesse ci resterà male, ma è un nostro problema? </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ci sono loro, in quei ruoli. Il carico di rappresentare gli interessi collettivi della Sardegna è tutto loro. Se non si rendono conto che le circostanze sono particolari, che il momento storico è delicatissimo e non agiscono di conseguenza, dovranno assumersi la responsabilità di quanto succederà di qui in avanti.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nel frattempo, sarà bene non abbassare la guardia e rendere sempre più solida l&#8217;opposizione extra-consiliare. Non solo mobilitazioni locali e dedicate a un solo problema per volta, ma anche finalmente una visione politica complessiva, un quadro generale e una strategia in cui inserire le lotte settoriali.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In questo senso, le manifestazioni vanno bene, ma non bastano. E non bastano certo più le ossessioni metafisiche dell&#8217;indipendentismo fine a se stesso. L&#8217;imminente tornata elettorale &#8211; locale e insieme europea &#8211; ci dirà qualcosa su cosa aspettarci nel prossimo futuro. La situazione secondo me si complicherà ulteriormente. La Sardegna o trova il modo di esprimere una propria soggettività storica, o soccomberà malamente. Il primo interlocutore, a cui non possiamo più permetterci di fare sconti, è lo Stato italiano. Servirà uno scontro a grande livello? Bisogna essere pronti, coscienti delle possibilità e delle conseguenze.</p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Il conflitto inevitabile' data-link='https://sardegnamondo.eu/2024/06/05/il-conflitto-inevitabile/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Il conflitto inevitabile' data-link='https://sardegnamondo.eu/2024/06/05/il-conflitto-inevitabile/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2024/06/05/il-conflitto-inevitabile/">Il conflitto inevitabile</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2024/06/05/il-conflitto-inevitabile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Appropriazioni indebite di un&#8217;eredità politica ingombrante</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2023/11/12/appropriazioni-indebite-di-uneredita-politica-ingombrante/</link>
					<comments>https://sardegnamondo.eu/2023/11/12/appropriazioni-indebite-di-uneredita-politica-ingombrante/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2023 12:55:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Todde]]></category>
		<category><![CDATA[campagna elettorale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[dipendentismo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni regionali sarde]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sardegnamondo.eu/?p=5530</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mi ero ripromesso di non scrivere nulla sulla campagna elettorale già in corso. E tanto meno vorrei parlare di Michela, esattamente come ho evitato di farlo fin qui. Il secondo proposito forse riuscirò a mantenerlo, quasi del tutto. Al primo faccio un&#8217;eccezione, ma limitatamente a un aspetto (che però è piuttosto rilevante). Chiedo scusa per...</p>
<p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2023/11/12/appropriazioni-indebite-di-uneredita-politica-ingombrante/">Appropriazioni indebite di un&#8217;eredità politica ingombrante</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Appropriazioni indebite di un&#039;eredità politica ingombrante' data-link='https://sardegnamondo.eu/2023/11/12/appropriazioni-indebite-di-uneredita-politica-ingombrante/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h1 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><em>Mi ero ripromesso di non scrivere nulla sulla campagna elettorale già in corso. E tanto meno vorrei parlare di Michela, esattamente come ho evitato di farlo fin qui. Il secondo proposito forse riuscirò a mantenerlo, quasi del tutto. Al primo faccio un&#8217;eccezione, ma limitatamente a un aspetto (che però è piuttosto rilevante). Chiedo scusa per il tono più autoreferenziale del solito. Ma diciamo che c&#8217;è in ballo (anche) un &#8220;fatto personale&#8221;.</em></h1>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In questa fase preparatoria della campagna elettorale i vari schieramenti sono impegnati nelle consuete manovre tattiche preliminari. La disgregazione e la mediocrità del quadro politico sardo complica le cose anche agli aggregati politici più robusti, ormai ridotti a comitati elettorali e d&#8217;affari opachi, dediti al proprio mantenimento al potere, a spese dei cittadini. Il che vale sia per il centrodestra &#8211; oggi a guida sardo-leghista &#8211; sia per il centrosinistra a guida PD (grosso modo).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La distanza politica tra i due raggruppamenti è davvero vaga, a dispetto del ritornello, già immesso nel circuito dei media, sulla necessità di &#8220;battere le destre&#8221;. Sforzo di fantasia notevole, bisogna dire. Mai che chiariscano in nome di cosa e con quali obiettivi sia doveroso &#8220;battere le destre&#8221; (le destre altrui, sottinteso). La considerazione vale in Sardegna forse più che in Italia. La situazione ricorda dolorosamente quella descritta da Francesco Pais Serra nella sua relazione al governo, del 1896:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Meno che in pochi centri, e anche in una piccola minoranza, conservatori e liberali, democratici e radicali sono parole senza contenuto; […] eppure i partiti sono vivi, tenaci, intransigenti, battaglieri: ma non sono partiti politici, né partiti mossi da interessi generali o locali, sono partiti personali, consorterie nello stretto senso della parola. […]Si mettono alla dipendenza dei maggiori partiti, da cui ricevono in cambio protezione ed aiuto efficace nelle piccole contestazioni locali e soprattutto protezione personale per ottenere favori e per sfuggire alle conseguenze delle violazioni di legge e talvolta di delitti. […]È una specie di graduale vassallaggio, che con peggiori e più tristi conseguenze si è sostituito all’antica soggezione feudale.</p>
</blockquote>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Salvo occasionali eccezioni e parentesi poco durature, questo modello rappresenta la cifra precisa della politica nella Sardegna subalterna e dipendente degli ultimi due secoli. Compreso il nostro presente.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ma non intendo addentrarmi in analisi storico-politiche, che per altro <a href="https://sardegnamondo.eu/2023/06/27/unestate-pre-elettorale-cio-che-ce-cio-che-servirebbe/">ho già fatto</a>. In questa circostanza voglio soffermarmi su un aspetto al contempo tecnico (comunicativo, retorico) e etico della politica sarda di oggi. Soprattutto di quella che pretende di rappresentare ideali popolari, di sinistra, diritti civili e sociali, progressismo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Era già capitato in un incontro pubblico tra Renato Soru e Pierfranco Devias, a Nuoro, qualche giorno fa. La cosa si è ripetuta, più intenzionale e strumentale, in occasione del lancio ufficiale della candidatura di Alessandra Todde alla presidenza della RAS per conto dell&#8217;alleanza PD-M5S.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Todde, dopo la passerella mediatica di rito, scrive su FaceBook:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="700" height="451" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-1.png" alt="" class="wp-image-5538" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-1.png 700w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-1-640x412.png 640w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Le fa eco subito dopo Diego Loi:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="686" height="470" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-2.png" alt="" class="wp-image-5540" style="width:680px;height:auto" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-2.png 686w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-2-640x438.png 640w" sizes="(max-width: 686px) 100vw, 686px" /></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Profondo fastidio e disgusto sono stati le prime reazioni spontanee. Però una cosa salta subito all&#8217;occhio: la totale rimozione della vicenda di Francesca Barracciu, lei sì prima donna del centrosinistra (non in assoluto: Michela era già in campo) candidata per la presidenza della RAS. Già questa &#8220;dimenticanza&#8221; la dice lunga sull&#8217;onestà e la credibilità di certe dichiarazioni, dal suono vagamente femminista, rese in questi tempi più che sospetti.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Sul punto, ha risposto efficacemente Ivana Cucca, di Sardegna chiama Sardegna:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="699" height="471" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine.png" alt="" class="wp-image-5534" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine.png 699w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-640x431.png 640w" sizes="(max-width: 699px) 100vw, 699px" /></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Le due immagini in questione sono queste:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="700" height="516" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-1-700x516.jpg" alt="" class="wp-image-5535" style="width:638px;height:auto" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-1-700x516.jpg 700w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-1-640x472.jpg 640w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-1-768x567.jpg 768w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-1-800x590.jpg 800w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-1-80x60.jpg 80w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-1.jpg 1033w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>
</div>

<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="700" height="403" src="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-700x403.jpg" alt="" class="wp-image-5533" style="width:643px;height:auto" srcset="https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-700x403.jpg 700w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-640x369.jpg 640w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-768x443.jpg 768w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine-800x461.jpg 800w, https://sardegnamondo.eu/wp-content/uploads/2023/11/immagine.jpg 937w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La differenza salta all&#8217;occhio. Ma non è una percezione viziata dalla scelta arbitraria delle immagini. Si tratta di una differenza politica ed etica di fondo che nessuna millanteria e nessuna appropriazione indebita riusciranno a scalzare.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Perché il motivo più grave di indignazione è la totale mancanza di scrupoli morali e di banale decenza umana che spinge Todde e/o chi ne cura la comunicazione a tirare in ballo una persona che non c&#8217;è più, dunque impossibilitata a replicare, e che per giunta, in tutta la sua militanza politica e culturale, non ha fatto altro che ribadire la sua distanza dal centrosinistra, candidandoglisi contro quando è stato il caso, da indipendentista, democratica radicale e femminista qual è stata. Che per anni ha sempre rifiutato le (sfacciatissime) proposte di adesione e di candidatura da quella parte politica, anche dalle sue porzioni fintamente più presentabili.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Todde nei giorni scorsi ha dichiarato pubblicamente che è necessario evitare le parole chiave &#8220;resistenza&#8221; e &#8220;colonia&#8221;. Non so chi la stia consigliando, ma questa è una clamorosa dimostrazione di insipienza politica e di scarsissima conoscenza della Sardegna. È come rivendicare di non avere idea di dove poggino i propri piedi. Non c&#8217;è niente di più lontano da Michela Murgia. Non rendersene conto è un&#8217;ulteriore dimostrazione di ignoranza e di arroganza.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In nessun modo e da nessun punto di vista Alessandra Todde, il centrosinistra e qualsiasi forza politica che non ripudi apertamente la condizione subalterna e dipendente della Sardegna sono legittimate a rivendicare l&#8217;eredità di Michela Murgia e di Sardegna Possibile 2014. Nessuno che abbia vissuto quell&#8217;esperienza, che l&#8217;abbia animata e che abbia condiviso con Michela quel percorso darà mai il benestare per una cosa del genere. IO non glielo do di sicuro. E ritengo di avere titolo per farlo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Su cosa sia stata quella campagna, sulle sue motivazioni politiche, il suo svolgimento, i suoi retroscena e i suoi esiti ho scritto <a href="https://sardegnamondo.eu/2022/02/02/uscita-libro-nuovo-e-prime-presentazioni/">un libro</a>, apposta per non dover continuamente ritornare sull&#8217;argomento, per non dover rispondere alle stesse domande e obiezioni (a volte malevole o banalmente stupide, va detto) di questi ultimi dieci anni. Non pretendo che Todde e i suoi collaboratori lo acquistino, ma magari qualcuno glielo può prestare. Posto che basti leggere un libro per recuperare una dose minima di decenza politica e di limpidezza etica.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Sono altre le forze e le istanze che possono riconoscersi nel solco di Sardegna Possibile 2014. Non è detto che siano mature e già operative. Ma ci sono. E sono estranee alle nomenklature dei partiti &#8220;podatari&#8221; e alle varie consorterie coloniali che da troppo tempo si spartiscono il dominio della Sardegna (spesso in conto terzi, ma sempre a proprio vantaggio). Sono le persone giovani, precarie, &#8220;resistenti&#8221; in più di un senso, le/i militanti per i diritti civili e per la salvaguardia degli equilibri ecologici, le persone che difendono le minoranze, le categorie sociali discriminate e i diritti delle popolazioni oppresse, donne e uomini che non godono di privilegi e non difendono rapporti sociali iniqui e tanto meno la relazione asimmetrica e sbilanciata che lega la Sardegna allo Stato italiano. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Chiaramente non basta dichiararla, questa rivendicazione di eredità: bisogna praticarla. Bisogna essere conseguenti e riprendere i fili e il tracciato di quel progetto, anche con altri nomi, nuove parole d&#8217;ordine, nuove scelte tattiche, se e dove necessario.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In ogni caso, signore e signori dei partiti coloniali e dei gruppi di potere parassitari, <em>lasciate stare Michela Murgia</em>! Non vi appartiene. Non era dei vostri, a dispetto del poco che pensate di aver capito di lei. Non abbiamo dimenticato le bassezze che le avete riversato addosso prima, durante e dopo quella campagna elettorale. Non dovreste nemmeno nominarla. Vergognatevi e finitela qui. </p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Appropriazioni indebite di un&#039;eredità politica ingombrante' data-link='https://sardegnamondo.eu/2023/11/12/appropriazioni-indebite-di-uneredita-politica-ingombrante/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Appropriazioni indebite di un&#039;eredità politica ingombrante' data-link='https://sardegnamondo.eu/2023/11/12/appropriazioni-indebite-di-uneredita-politica-ingombrante/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://sardegnamondo.eu/2023/11/12/appropriazioni-indebite-di-uneredita-politica-ingombrante/">Appropriazioni indebite di un&#8217;eredità politica ingombrante</a> proviene da <a href="https://sardegnamondo.eu">SardegnaMondo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sardegnamondo.eu/2023/11/12/appropriazioni-indebite-di-uneredita-politica-ingombrante/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
