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	Commenti a: La guerra è iniziata ma non è quella che pensi	</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Aug 2026 12:25:34 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Omar Onnis		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 12:25:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cristiano Sabino, con cui intrattengo una duratura disputa dialettica su questi temi (per fortuna - caso raro - sempre nei limiti del rispetto reciproco), replica così a questo post (riprendo testualmente da FB, dove non intervengo):

&quot;Al netto di molte condivisibili osservazioni contenute in questo articolo di Omar, credo che sia necessario marcare le distanze sui seguenti punti. 
Vado semplificando:
-La NATO è morta;
-Il problema non è l&#039;imperialismo USA, ma l&#039;amministrazione Trump;
-Le forze per l&#039;autodeterminazione devono essere europeiste 
-Il riarmo europeo non ha il fine di preparare la guerra alla Russia ma di fare fare affari alle elites
Non ci siamo proprio, con queste premesse non solo non faremo un passo verso l&#039;autodeterminazione, ma non salveremo nemmeno la Sardegna dalla terza guerra mondiale.&quot;

Ora, va benissimo il dissenso e non c&#039;è nemmeno bisogno di accapigliarsi più di tanto: si può serenamente restare della propria opinione anche dopo un confronto argomentato. Tuttavia non vorrei che sorgessero equivoci su ciò che ho detto io e che difendo come una mia posizione legittima e ciò che interpreta chi legge (magari per portare acqua al proprio mulino retorico).
Perciò:
1) che la NATO sia morta lo attestano non solo l&#039;esaurimento definitivo della sua ragione di esistenza, ma ancora di più gli attriti insanabili tra le sue componenti, in particolare quella USA e quella europea (con distinguo tra stato e stato, ma grosso modo è così). Senza contare che della NATO fa parte la Turchia, nemica di Israele, che invece è partner blindato degli USA (con o senza Trump). Insomma, se la NATO non è morta, diciamo che è in come irreversibile. Aspettiamo il primo tentativo di occupazione dell&#039;Estonia da parte della Russia (possibile, ma al momento mi pare difficile) e vediamo cosa succede. Io scommetterei che gli USA se ne lavano le mani, alla faccia dell&#039;art. 5 del Trattato.
2) Mai detto che l&#039;imperialismo USA non sia un problema. Lo è da decenni e l&#039;ho sempre contrastato. Così come ho sempre contrastato la NATO e la sua funzione di gendarme del mondo nonché di minacciosa presenza &quot;protettiva&quot; sui suoi alleati. Con Trump si aggiunge una componente ideologica esplicita, marcatamente di destra, plutocratica, reazionaria, amichevole con tutti i fascismi, che aggrava la situazione e cambia anche le carte in tavola nello scacchiere internazionale, soprattutto europeo (che è quello dove viviamo noi).
3) Mi pare abbastanza inevitabile che, come scelta strategica, le forze dell&#039;autodeterminazione in ambito europeo debbano avere un orizzonte di solidarietà tra i popoli e di connessione tra loro, dentro uno spazio politico continentale, in cui siano contemperate le forti autonomie locali con il livello di governo delle questioni di ampia portata, da gestire in modo comune. Questo orizzonte è un orizzonte europeista (innanzi tutto), dato che l&#039;Europa è il nostro continente e i rapporti tra le popolazioni europee sono fortissimi e storicamente consolidati (al di là delle scelte e degli interessi dei singoli governi degli stati attuali). Chiaramente è una visione europeista non esclusiva (quindi con lo sguardo aperto alla sponda sud del Mediterraneo e a est) e non vincolata ai precetti ideologici neo-liberisti che informano l&#039;UE dalla sua nascita. Europeismo non vuol dire adesione acritica all&#039;UE attuale: spero di non doverlo precisare ancora.
4) Se gli attuali stati europei decidessero di muovere guerra contro la Federazione russa, sarei il primo ad oppormi. Se la Federazione russa attaccasse militarmente l&#039;Unione Europea, per quanto mi faccia schifo la guerra, non potrei criticare la scelta dei paesi UE di difendersi. Sono scenari possibili o anche solo plausibili, nei prossimi anni? Io dico di no. Dico che le élite europee, pavide e opportuniste, senza visione e vincolate a grossi centri di interesse economico e finanziario, giocano il loro miserabile gioco badando quasi esclusivamente alle proprie tasche. E gli stati nazionali ci sguazzano, partecipando anch&#039;essi a questa partita, a modo loro, come possono. Perché gli stati come sono oggi sono uno dei massimi problemi dei nostri tempi. Criticare l&#039;UE mi sta benissimo. Auspicarne la dissoluzione, entro certi limiti, anche. Ma da tempo vado chiedendo, a Cristiano e a chi ne condivide le posizioni: e poi? Qual è l&#039;esito auspicato? Qual è l&#039;orizzonte strategico di una visione come questa? Il ritorno agli stati nazione otto-novecenteschi con i loro nazionalismi feroci, la loro corsa agli armamenti (a quel punto sì, inevitabile e fatale), i loro colonialismi interni? Insomma, bisogna andare fino in fondo ai ragionamenti, quando si propongono posizioni così drastiche e storicamente impegnative.

Questo è quanto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cristiano Sabino, con cui intrattengo una duratura disputa dialettica su questi temi (per fortuna &#8211; caso raro &#8211; sempre nei limiti del rispetto reciproco), replica così a questo post (riprendo testualmente da FB, dove non intervengo):</p>
<p>&#8220;Al netto di molte condivisibili osservazioni contenute in questo articolo di Omar, credo che sia necessario marcare le distanze sui seguenti punti.<br />
Vado semplificando:<br />
-La NATO è morta;<br />
-Il problema non è l&#8217;imperialismo USA, ma l&#8217;amministrazione Trump;<br />
-Le forze per l&#8217;autodeterminazione devono essere europeiste<br />
-Il riarmo europeo non ha il fine di preparare la guerra alla Russia ma di fare fare affari alle elites<br />
Non ci siamo proprio, con queste premesse non solo non faremo un passo verso l&#8217;autodeterminazione, ma non salveremo nemmeno la Sardegna dalla terza guerra mondiale.&#8221;</p>
<p>Ora, va benissimo il dissenso e non c&#8217;è nemmeno bisogno di accapigliarsi più di tanto: si può serenamente restare della propria opinione anche dopo un confronto argomentato. Tuttavia non vorrei che sorgessero equivoci su ciò che ho detto io e che difendo come una mia posizione legittima e ciò che interpreta chi legge (magari per portare acqua al proprio mulino retorico).<br />
Perciò:<br />
1) che la NATO sia morta lo attestano non solo l&#8217;esaurimento definitivo della sua ragione di esistenza, ma ancora di più gli attriti insanabili tra le sue componenti, in particolare quella USA e quella europea (con distinguo tra stato e stato, ma grosso modo è così). Senza contare che della NATO fa parte la Turchia, nemica di Israele, che invece è partner blindato degli USA (con o senza Trump). Insomma, se la NATO non è morta, diciamo che è in come irreversibile. Aspettiamo il primo tentativo di occupazione dell&#8217;Estonia da parte della Russia (possibile, ma al momento mi pare difficile) e vediamo cosa succede. Io scommetterei che gli USA se ne lavano le mani, alla faccia dell&#8217;art. 5 del Trattato.<br />
2) Mai detto che l&#8217;imperialismo USA non sia un problema. Lo è da decenni e l&#8217;ho sempre contrastato. Così come ho sempre contrastato la NATO e la sua funzione di gendarme del mondo nonché di minacciosa presenza &#8220;protettiva&#8221; sui suoi alleati. Con Trump si aggiunge una componente ideologica esplicita, marcatamente di destra, plutocratica, reazionaria, amichevole con tutti i fascismi, che aggrava la situazione e cambia anche le carte in tavola nello scacchiere internazionale, soprattutto europeo (che è quello dove viviamo noi).<br />
3) Mi pare abbastanza inevitabile che, come scelta strategica, le forze dell&#8217;autodeterminazione in ambito europeo debbano avere un orizzonte di solidarietà tra i popoli e di connessione tra loro, dentro uno spazio politico continentale, in cui siano contemperate le forti autonomie locali con il livello di governo delle questioni di ampia portata, da gestire in modo comune. Questo orizzonte è un orizzonte europeista (innanzi tutto), dato che l&#8217;Europa è il nostro continente e i rapporti tra le popolazioni europee sono fortissimi e storicamente consolidati (al di là delle scelte e degli interessi dei singoli governi degli stati attuali). Chiaramente è una visione europeista non esclusiva (quindi con lo sguardo aperto alla sponda sud del Mediterraneo e a est) e non vincolata ai precetti ideologici neo-liberisti che informano l&#8217;UE dalla sua nascita. Europeismo non vuol dire adesione acritica all&#8217;UE attuale: spero di non doverlo precisare ancora.<br />
4) Se gli attuali stati europei decidessero di muovere guerra contro la Federazione russa, sarei il primo ad oppormi. Se la Federazione russa attaccasse militarmente l&#8217;Unione Europea, per quanto mi faccia schifo la guerra, non potrei criticare la scelta dei paesi UE di difendersi. Sono scenari possibili o anche solo plausibili, nei prossimi anni? Io dico di no. Dico che le élite europee, pavide e opportuniste, senza visione e vincolate a grossi centri di interesse economico e finanziario, giocano il loro miserabile gioco badando quasi esclusivamente alle proprie tasche. E gli stati nazionali ci sguazzano, partecipando anch&#8217;essi a questa partita, a modo loro, come possono. Perché gli stati come sono oggi sono uno dei massimi problemi dei nostri tempi. Criticare l&#8217;UE mi sta benissimo. Auspicarne la dissoluzione, entro certi limiti, anche. Ma da tempo vado chiedendo, a Cristiano e a chi ne condivide le posizioni: e poi? Qual è l&#8217;esito auspicato? Qual è l&#8217;orizzonte strategico di una visione come questa? Il ritorno agli stati nazione otto-novecenteschi con i loro nazionalismi feroci, la loro corsa agli armamenti (a quel punto sì, inevitabile e fatale), i loro colonialismi interni? Insomma, bisogna andare fino in fondo ai ragionamenti, quando si propongono posizioni così drastiche e storicamente impegnative.</p>
<p>Questo è quanto.</p>
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