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	Commenti a: Giganti, conflitti di competenze, cattiva politica e occasioni mancate	</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
	<lastBuildDate>Fri, 19 Feb 2021 13:28:58 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Omar Onnis		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2021 13:28:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://sardegnamondo.eu/2021/02/12/giganti-conflitti-di-competenze-cattiva-politica-e-occasioni-mancate/#comment-780&quot;&gt;Aldo Cesare Cauli&lt;/a&gt;.

Commento approvato giusto come esempio di &lt;strong&gt;modo sbagliato di interloquire&lt;/strong&gt;.

Aldo Cesare Cauli, neanche io so chi tu sia, ma riesco a collegare il tuo commento al nome che lo accompagna. Avrò forse qualche superpotere? Non che io sappia e comunque non credo. 

Non ti sei accorto che stavi scrivendo un commento in un sito non anonimo, bensì intestato chiaramente a una persona con nome e cognome? Strana svista. In ogni caso, approccio sbagliato.

Nel merito, che dire, forse mi sono spiegato male. Magari è colpa della lunghezza del testo o dell&#039;intima complessità della faccenda. Chissà. In ogni caso, non c&#039;è ragione al mondo per cui io sia tenuto a sostenere una decisione di un sindaco solo in quanto sardo (sardo sia io sia il sindaco, in questo caso). Questo richiamo di stampo etnicista, chiaramente sgangherato e fuori focus, si commenta da sé. 

Per altro, quello che penso delle Soprintendenze è piuttosto chiaro e si evince anche da questo post. Così come è chiara e nota la mia opinione sui rapporti di natura coloniale tra Stato italiano e Sardegna. A cosa serve osservare che i Comuni, così come la Regione Sardegna, sono essi stessi articolazioni dello stato? Bisognerebbe dedurne che si tratta solo di un conflitto di competenze tra enti statali? Non mi sembra che la vicenda sia inquadrabile in questo modo, ma, se lo fosse, risulterebbe in contraddizione con la pretesa di contrapporre la Sardegna e l&#039;Italia, in termini nazionalisti. Come vedi, Aldo Cesare, impantanarsi in discorsi confusi e poco pertinenti è un attimo, in queste faccende.

Posso solo invitarti, se hai voglia, a rileggere con maggiore attenzione e senza preconcetti la mia disamina. È possibile che ci trovi qualcosa che ti era sfuggito, nella foga della polemica. Ci sono circostanze in cui in una disputa nessuna delle due parti abbia pienamente ragione. Capita. E capita anche che, discutendo di una questione complessa, vengano fuori e siano commentati aspetti accessori e marginali, perdendo così di vista il nucleo principale. Facciamo che ci ragioniamo su tutt* quant* con più pazienza e maggiori informazioni, prima di emettere giudizi definitivi e semplicistici? Magari così ci si ritrova su un terreno di confronto più costruttivo, anche se non necessariamente tutt* d&#039;accordo. È un invito che faccio a te ma che vale anche per me e per chiunque altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://sardegnamondo.eu/2021/02/12/giganti-conflitti-di-competenze-cattiva-politica-e-occasioni-mancate/#comment-780">Aldo Cesare Cauli</a>.</p>
<p>Commento approvato giusto come esempio di <strong>modo sbagliato di interloquire</strong>.</p>
<p>Aldo Cesare Cauli, neanche io so chi tu sia, ma riesco a collegare il tuo commento al nome che lo accompagna. Avrò forse qualche superpotere? Non che io sappia e comunque non credo. </p>
<p>Non ti sei accorto che stavi scrivendo un commento in un sito non anonimo, bensì intestato chiaramente a una persona con nome e cognome? Strana svista. In ogni caso, approccio sbagliato.</p>
<p>Nel merito, che dire, forse mi sono spiegato male. Magari è colpa della lunghezza del testo o dell&#8217;intima complessità della faccenda. Chissà. In ogni caso, non c&#8217;è ragione al mondo per cui io sia tenuto a sostenere una decisione di un sindaco solo in quanto sardo (sardo sia io sia il sindaco, in questo caso). Questo richiamo di stampo etnicista, chiaramente sgangherato e fuori focus, si commenta da sé. </p>
<p>Per altro, quello che penso delle Soprintendenze è piuttosto chiaro e si evince anche da questo post. Così come è chiara e nota la mia opinione sui rapporti di natura coloniale tra Stato italiano e Sardegna. A cosa serve osservare che i Comuni, così come la Regione Sardegna, sono essi stessi articolazioni dello stato? Bisognerebbe dedurne che si tratta solo di un conflitto di competenze tra enti statali? Non mi sembra che la vicenda sia inquadrabile in questo modo, ma, se lo fosse, risulterebbe in contraddizione con la pretesa di contrapporre la Sardegna e l&#8217;Italia, in termini nazionalisti. Come vedi, Aldo Cesare, impantanarsi in discorsi confusi e poco pertinenti è un attimo, in queste faccende.</p>
<p>Posso solo invitarti, se hai voglia, a rileggere con maggiore attenzione e senza preconcetti la mia disamina. È possibile che ci trovi qualcosa che ti era sfuggito, nella foga della polemica. Ci sono circostanze in cui in una disputa nessuna delle due parti abbia pienamente ragione. Capita. E capita anche che, discutendo di una questione complessa, vengano fuori e siano commentati aspetti accessori e marginali, perdendo così di vista il nucleo principale. Facciamo che ci ragioniamo su tutt* quant* con più pazienza e maggiori informazioni, prima di emettere giudizi definitivi e semplicistici? Magari così ci si ritrova su un terreno di confronto più costruttivo, anche se non necessariamente tutt* d&#8217;accordo. È un invito che faccio a te ma che vale anche per me e per chiunque altro.</p>
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		Di: Aldo Cesare Cauli		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2021/02/12/giganti-conflitti-di-competenze-cattiva-politica-e-occasioni-mancate/#comment-780</link>

		<dc:creator><![CDATA[Aldo Cesare Cauli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 18:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://sardegnamondo.eu/2021/02/12/giganti-conflitti-di-competenze-cattiva-politica-e-occasioni-mancate/#comment-769&quot;&gt;Giuseppe Mariano Delogu&lt;/a&gt;.

Io non so chi è il signore che ha scritto: «Esiste un rapporto irrisolto, scisso, tra noi e la nostra storia e questo si manifesta in modo molto forte laddove questa storia ha lasciato tracce visibili e tangibili di sé. Su molte epoche ha gioco facile l’ignoranza dei più (quasi sempre incolpevole) e le mistificazioni che hanno costruito il nostro mito identitario, tramite elementi pseudo- o para-storici di comodo. Circa la preistoria e la protostoria dell’isola, la grandiosità monumentale dei lasciti dei nostri lontani antenati indebolisce l’egemonia delle narrazioni sminuenti e subalterne.», 
e poi fa seguire un lungo capitolo di motivazioni, cause, situazioni e ragioni  che sembrano coprire l&#039;atteggiamento dello Stato, ne accettano le decisioni e in definitiva lo giustificano, pur attribuendogli di sfuggita e forse diplomaticamente un comportamento colonialista. Nella vicenda delle quattro statue dei Giganti da restaurare, Cabras, in persona del suo Sindaco, si oppone ad un comportamento colonialista dello Stato tramite la Sovrintendenza di Cagliari. Dite che Cabras è inadempiente? E’ Cabras l’inadempiente?  Siamo sempre noi Sardi inadempienti? Spiacente, signore, chiunque sia stato a scrivere quelle righe, non ci stiamo più. Non accettiamo più che il più forte sia sempre nel giusto e chi non può affermarsi con la forza sia sempre nel torto. E non vogliamo nemmeno essere sempre quelli ‘non all’altezza’ dei compiti e delle competenze, giacché lei stesso, signore, riconosce che “l’ignoranza dei più” - che siamo noi Sardi, - é  “quasi sempre incolpevole”. Quell’ignoranza, signore, non è stata una nostra libera scelta, e lei sa molto bene chi ci ha voluto e ci vuole “ignoranti”.  
Mi sarei aspettato una difesa ed un appoggio e perfino un suggerimento opportuno al sindaco di Cabras, da un signore, Sardo mi pare di capire, che cerca e trova le cause delle molte carenze dei Sardi, a partire dai nanopolitici e/o nano accaparratori regionali e perfino dei sottocittadini Sardi, e poi assolve i comportamenti “colonialistici” dello Stato centrale nei confronti della Sardegna in generale, e di un singolo Comune col suo Sindaco nello specifico, che non accetta passivamente una sua ‘imposizione’. Tutti i beni culturali del territorio dello Stato appartengono allo Stato, è vero, per la Costituzione. Il Comune col suo Sindaco, con i suoi cittadini – specie se in Sardegna, -  dunque, nella sua visione non sono lo Stato?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://sardegnamondo.eu/2021/02/12/giganti-conflitti-di-competenze-cattiva-politica-e-occasioni-mancate/#comment-769">Giuseppe Mariano Delogu</a>.</p>
<p>Io non so chi è il signore che ha scritto: «Esiste un rapporto irrisolto, scisso, tra noi e la nostra storia e questo si manifesta in modo molto forte laddove questa storia ha lasciato tracce visibili e tangibili di sé. Su molte epoche ha gioco facile l’ignoranza dei più (quasi sempre incolpevole) e le mistificazioni che hanno costruito il nostro mito identitario, tramite elementi pseudo- o para-storici di comodo. Circa la preistoria e la protostoria dell’isola, la grandiosità monumentale dei lasciti dei nostri lontani antenati indebolisce l’egemonia delle narrazioni sminuenti e subalterne.»,<br />
e poi fa seguire un lungo capitolo di motivazioni, cause, situazioni e ragioni  che sembrano coprire l&#8217;atteggiamento dello Stato, ne accettano le decisioni e in definitiva lo giustificano, pur attribuendogli di sfuggita e forse diplomaticamente un comportamento colonialista. Nella vicenda delle quattro statue dei Giganti da restaurare, Cabras, in persona del suo Sindaco, si oppone ad un comportamento colonialista dello Stato tramite la Sovrintendenza di Cagliari. Dite che Cabras è inadempiente? E’ Cabras l’inadempiente?  Siamo sempre noi Sardi inadempienti? Spiacente, signore, chiunque sia stato a scrivere quelle righe, non ci stiamo più. Non accettiamo più che il più forte sia sempre nel giusto e chi non può affermarsi con la forza sia sempre nel torto. E non vogliamo nemmeno essere sempre quelli ‘non all’altezza’ dei compiti e delle competenze, giacché lei stesso, signore, riconosce che “l’ignoranza dei più” &#8211; che siamo noi Sardi, &#8211; é  “quasi sempre incolpevole”. Quell’ignoranza, signore, non è stata una nostra libera scelta, e lei sa molto bene chi ci ha voluto e ci vuole “ignoranti”.<br />
Mi sarei aspettato una difesa ed un appoggio e perfino un suggerimento opportuno al sindaco di Cabras, da un signore, Sardo mi pare di capire, che cerca e trova le cause delle molte carenze dei Sardi, a partire dai nanopolitici e/o nano accaparratori regionali e perfino dei sottocittadini Sardi, e poi assolve i comportamenti “colonialistici” dello Stato centrale nei confronti della Sardegna in generale, e di un singolo Comune col suo Sindaco nello specifico, che non accetta passivamente una sua ‘imposizione’. Tutti i beni culturali del territorio dello Stato appartengono allo Stato, è vero, per la Costituzione. Il Comune col suo Sindaco, con i suoi cittadini – specie se in Sardegna, &#8211;  dunque, nella sua visione non sono lo Stato?</p>
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		Di: Giuseppe Mariano Delogu		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2021/02/12/giganti-conflitti-di-competenze-cattiva-politica-e-occasioni-mancate/#comment-769</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Mariano Delogu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2021 15:29:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto ben focalizzato, riporti bene i termini del problema alla vera essenza del conflitto in atto. E giustamente estendi il ragionamento anche al tema del paesaggio: su questo da anni si fronteggiano da una parte i fautori del cemento (dico per semplificare) e dall&#039;altra chi, in virtù di una visione &quot;urbana&quot; dell&#039;intoccabilità dello spazio - che non è semplicemente cagliaricentrica - costruiscono alleanze innaturali autolesioniste e comunque improprie con gli organi dello Stato (cito non solo il caso Marganai ma anche per es.  la vicenda del monte Amiata dove la Sovrintendenza ha acriticamente sposato una lettera di Italia Nostra per imporre un tipo di taglio nel castagneto che storicamente non è mai esistito invocandone però la &quot;storicità&quot; - inutile dire che l&#039;Ufficio Statale si è dovuto letteralmente rimangiare il pronunciamento). Tornando in Sardegna, sarebbe tempo che, soprattutto in ambito di cultura e idee di autodeterminazione, si lavori ad uno scenario di modelli realmente sostenibili (tra i due citati estremi insostenibili) per l&#039;uso delle risorse coerente con la conservazione. E si sappia soprattutto che in Sardegna esistono progettualità, professionalità e visioni che lo consentono, anche quando le si pone a confronto con una penosa gestione delle politiche  regionali. E ciò che si dovrebbe fare, per iniziare - come già sta facendo la Regione Toscana senza entrare in tematiche di autogoverno spinto - è obbligare lo Stato a sedersi a parlare e sottoscrivere accordi paritetici evitando di tornare a gerarchie antistoriche e prevaricatrici o, se vogliamo, ad atteggiamenti colonialisti tout court.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto ben focalizzato, riporti bene i termini del problema alla vera essenza del conflitto in atto. E giustamente estendi il ragionamento anche al tema del paesaggio: su questo da anni si fronteggiano da una parte i fautori del cemento (dico per semplificare) e dall&#8217;altra chi, in virtù di una visione &#8220;urbana&#8221; dell&#8217;intoccabilità dello spazio &#8211; che non è semplicemente cagliaricentrica &#8211; costruiscono alleanze innaturali autolesioniste e comunque improprie con gli organi dello Stato (cito non solo il caso Marganai ma anche per es.  la vicenda del monte Amiata dove la Sovrintendenza ha acriticamente sposato una lettera di Italia Nostra per imporre un tipo di taglio nel castagneto che storicamente non è mai esistito invocandone però la &#8220;storicità&#8221; &#8211; inutile dire che l&#8217;Ufficio Statale si è dovuto letteralmente rimangiare il pronunciamento). Tornando in Sardegna, sarebbe tempo che, soprattutto in ambito di cultura e idee di autodeterminazione, si lavori ad uno scenario di modelli realmente sostenibili (tra i due citati estremi insostenibili) per l&#8217;uso delle risorse coerente con la conservazione. E si sappia soprattutto che in Sardegna esistono progettualità, professionalità e visioni che lo consentono, anche quando le si pone a confronto con una penosa gestione delle politiche  regionali. E ciò che si dovrebbe fare, per iniziare &#8211; come già sta facendo la Regione Toscana senza entrare in tematiche di autogoverno spinto &#8211; è obbligare lo Stato a sedersi a parlare e sottoscrivere accordi paritetici evitando di tornare a gerarchie antistoriche e prevaricatrici o, se vogliamo, ad atteggiamenti colonialisti tout court.</p>
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