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	Commenti a: A vele spiegate verso la modernità	</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
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		<title>
		Di: Omar Onnis		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2015/11/13/a-vele-spiegate-verso-la-modernita/#comment-210</link>

		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2015 10:27:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://sardegnamondo.eu/2015/11/13/a-vele-spiegate-verso-la-modernita/#comment-208&quot;&gt;Sebastiano Ghisu&lt;/a&gt;.

All&#039;ultimo tuo quesito rispondo senz&#039;altro di sì: è triste e anche molto preoccupante. Ma non sorprendente. 

E qui vengo anche all&#039;altra tua considerazione. Tu parli di &quot;sardismo&quot;, ma ritengo in modo improprio. Non si tratta di una visione politica strutturata, tanto meno ha a che fare con il processo di autodeterminazione della Sardegna. Si tratta invece di magagne tipiche della nostra classe dirigente. O meglio, dominante. Non una caratteristica congenita e generalizzata dei Sardi, in quanto tali, ma un limite storico della élite socio-economica e intellettuale che ha le redini della politica, della cultura e dell&#039;informazione sull&#039;isola. La mediocrità e l&#039;oggettiva pericolosità di questa consorteria, sempre divisa al suo interno ma molto compatta contro qualsiasi cosa la minacci dall&#039;esterno, hanno fondamenti storicamente individuabili. Gli ultimi duecento anni della nostra storia in questo senso sono una sorta di libro aperto, solo che si abbia la voglia e il tempo (ed anche lo stomaco) di leggerlo.

Sulla questione specifica di Cagliari, come detto anche nel post, è vero che la sua area urbana ha bisogno di nuove soluzioni amministrative. Non so se lo strumento adatto sia la Città metropolitana. Non lo so perché a oggi non ne esiste una, in tutto il territorio dello stato italiano, e perché - già detto anche questo - si tratta di una formulazione rispondente a fattori geografici, socio-produttivi e demografici estranei alla realtà sarda. Come tale, non facilmente replicabile in automatico dalle nostre parti, nemmeno nella situazione di Cagliari (in effetti diversa da tutte le altre, sull&#039;isola). 
Ma sono questioni di cui si può discutere serenamente e pragmaticamente. 
Quello che non tollero è il rumore che se ne sta traendo, la confusione stupida, la piccolezza e la fallacia delle argomentazioni tirate in ballo, la miopia politica e l&#039;ignoranza crassa che vedo diffondere sul tema anche da parte di operatori istituzionali. Il dubbio che almeno in parte sia pura fuffa, usata per distoglierci da altre questioni, rimane tutto, purtroppo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://sardegnamondo.eu/2015/11/13/a-vele-spiegate-verso-la-modernita/#comment-208">Sebastiano Ghisu</a>.</p>
<p>All&#8217;ultimo tuo quesito rispondo senz&#8217;altro di sì: è triste e anche molto preoccupante. Ma non sorprendente. </p>
<p>E qui vengo anche all&#8217;altra tua considerazione. Tu parli di &#8220;sardismo&#8221;, ma ritengo in modo improprio. Non si tratta di una visione politica strutturata, tanto meno ha a che fare con il processo di autodeterminazione della Sardegna. Si tratta invece di magagne tipiche della nostra classe dirigente. O meglio, dominante. Non una caratteristica congenita e generalizzata dei Sardi, in quanto tali, ma un limite storico della élite socio-economica e intellettuale che ha le redini della politica, della cultura e dell&#8217;informazione sull&#8217;isola. La mediocrità e l&#8217;oggettiva pericolosità di questa consorteria, sempre divisa al suo interno ma molto compatta contro qualsiasi cosa la minacci dall&#8217;esterno, hanno fondamenti storicamente individuabili. Gli ultimi duecento anni della nostra storia in questo senso sono una sorta di libro aperto, solo che si abbia la voglia e il tempo (ed anche lo stomaco) di leggerlo.</p>
<p>Sulla questione specifica di Cagliari, come detto anche nel post, è vero che la sua area urbana ha bisogno di nuove soluzioni amministrative. Non so se lo strumento adatto sia la Città metropolitana. Non lo so perché a oggi non ne esiste una, in tutto il territorio dello stato italiano, e perché &#8211; già detto anche questo &#8211; si tratta di una formulazione rispondente a fattori geografici, socio-produttivi e demografici estranei alla realtà sarda. Come tale, non facilmente replicabile in automatico dalle nostre parti, nemmeno nella situazione di Cagliari (in effetti diversa da tutte le altre, sull&#8217;isola).<br />
Ma sono questioni di cui si può discutere serenamente e pragmaticamente.<br />
Quello che non tollero è il rumore che se ne sta traendo, la confusione stupida, la piccolezza e la fallacia delle argomentazioni tirate in ballo, la miopia politica e l&#8217;ignoranza crassa che vedo diffondere sul tema anche da parte di operatori istituzionali. Il dubbio che almeno in parte sia pura fuffa, usata per distoglierci da altre questioni, rimane tutto, purtroppo.</p>
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		Di: Sebastiano Ghisu		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2015/11/13/a-vele-spiegate-verso-la-modernita/#comment-208</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sebastiano Ghisu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2015 13:06:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non condivido. Si ha comunque bisogno di una nuova sistemazione amministrativa dell&#039;area urbana del Cagliaritano - una sistemazione che tenga finalmente conto dell&#039;effettiva presenza di un&#039;unica città. In ogni caso, la Città Metropolitana è un passo avanti (e trovo giusto, ad esempio che la si limiti ai comuni limitrofi  al capoluogo e non la si sia estesa all&#039;intero territorio dell&#039;ex provincia). Forse sarebbe stato meglio istituire un unico comune - con le dovute autonomie municipali, ma un certo campanilismo (è innegabile che esista!) lo impedisce.
Che poi la Città Metropolitana non sia una panacea... non v&#039;è dubbio. L&#039;enfasi, senz&#039;altro eccessiva, è stata data (mi pare che di ciò non si tenga conto nel tuo intervento)  soprattutto da chi rivendicava anche per il Sassarese il medesimo statuto amministrativo.
Un riflessione (amara) andrebbe fatta: proprio quest&#039;ultima rivendicazione, accompagnata e nutrita da una forte rivalità nei confronti di Cagliari, mostra come i Sardi siano ancora divisi, che non si riconoscano come unità. Dietro un certo &quot;sardismo&quot; (lo intendo in senso lato) si è assai spesso celato un certo &quot;localismo&quot;. Ma è mai possibile che i sindaci (e addirittura una parte dell&#039;intellettualità) del Sassarese facciano una gran cagnara per avere una città metropolitana e non per denunciare i gravi problemi che attraversano quei territori e l&#039;intera Sardegna? Non è triste assistere a questo spettacolo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non condivido. Si ha comunque bisogno di una nuova sistemazione amministrativa dell&#8217;area urbana del Cagliaritano &#8211; una sistemazione che tenga finalmente conto dell&#8217;effettiva presenza di un&#8217;unica città. In ogni caso, la Città Metropolitana è un passo avanti (e trovo giusto, ad esempio che la si limiti ai comuni limitrofi  al capoluogo e non la si sia estesa all&#8217;intero territorio dell&#8217;ex provincia). Forse sarebbe stato meglio istituire un unico comune &#8211; con le dovute autonomie municipali, ma un certo campanilismo (è innegabile che esista!) lo impedisce.<br />
Che poi la Città Metropolitana non sia una panacea&#8230; non v&#8217;è dubbio. L&#8217;enfasi, senz&#8217;altro eccessiva, è stata data (mi pare che di ciò non si tenga conto nel tuo intervento)  soprattutto da chi rivendicava anche per il Sassarese il medesimo statuto amministrativo.<br />
Un riflessione (amara) andrebbe fatta: proprio quest&#8217;ultima rivendicazione, accompagnata e nutrita da una forte rivalità nei confronti di Cagliari, mostra come i Sardi siano ancora divisi, che non si riconoscano come unità. Dietro un certo &#8220;sardismo&#8221; (lo intendo in senso lato) si è assai spesso celato un certo &#8220;localismo&#8221;. Ma è mai possibile che i sindaci (e addirittura una parte dell&#8217;intellettualità) del Sassarese facciano una gran cagnara per avere una città metropolitana e non per denunciare i gravi problemi che attraversano quei territori e l&#8217;intera Sardegna? Non è triste assistere a questo spettacolo?</p>
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		Di: Omar Onnis		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2015/11/13/a-vele-spiegate-verso-la-modernita/#comment-207</link>

		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2015 20:20:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://sardegnamondo.eu/2015/11/13/a-vele-spiegate-verso-la-modernita/#comment-205&quot;&gt;stefano p.c.&lt;/a&gt;.

Non essendo un tecnico posso solo avventurarmi in ipotesi molto generiche.
Naturalmente tutto parte dalla modalità di approvvigionamento energetico e dalla sua efficienza. Oggi come oggi la Sardegna produce più energia di quella che consuma, ma a vantaggio dell&#039;Italia. L&#039;isola è una specie di batteria attaccata, tramite il megacavo SAPEI, al continente. Ma il sistema di produzione è vecchio, dipendente dalle fonti fossili e tarato su forme di consumi dei decenni scorsi (produzione accentrata e distretti industiali enegivori).
In un&#039;ottica di produzione di energia diversa, decentrata e più virtuosa, ma anche più tarata sui consumi e sulle necessità produttive della Sardegna, non sarebbe affatto assurdo ipotizzare una rete ferroviaria elletrificata che soddisfi la domanda di trasporto pubblico e anche di trasporto merci su rotaia. Ma bisogna ragionare in termini sistemici e di largo respiro. Cosa che è obiettivamente al di là della portata dell&#039;attuale classe politica sarda e della classe dirigente sarda nel suo complesso. Che si possa fare, però, secondo me è indubbio. Studiando soluzioni tecnologiche idonee e pianificando in termini intelligenti l&#039;intera rete dei trasporti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://sardegnamondo.eu/2015/11/13/a-vele-spiegate-verso-la-modernita/#comment-205">stefano p.c.</a>.</p>
<p>Non essendo un tecnico posso solo avventurarmi in ipotesi molto generiche.<br />
Naturalmente tutto parte dalla modalità di approvvigionamento energetico e dalla sua efficienza. Oggi come oggi la Sardegna produce più energia di quella che consuma, ma a vantaggio dell&#8217;Italia. L&#8217;isola è una specie di batteria attaccata, tramite il megacavo SAPEI, al continente. Ma il sistema di produzione è vecchio, dipendente dalle fonti fossili e tarato su forme di consumi dei decenni scorsi (produzione accentrata e distretti industiali enegivori).<br />
In un&#8217;ottica di produzione di energia diversa, decentrata e più virtuosa, ma anche più tarata sui consumi e sulle necessità produttive della Sardegna, non sarebbe affatto assurdo ipotizzare una rete ferroviaria elletrificata che soddisfi la domanda di trasporto pubblico e anche di trasporto merci su rotaia. Ma bisogna ragionare in termini sistemici e di largo respiro. Cosa che è obiettivamente al di là della portata dell&#8217;attuale classe politica sarda e della classe dirigente sarda nel suo complesso. Che si possa fare, però, secondo me è indubbio. Studiando soluzioni tecnologiche idonee e pianificando in termini intelligenti l&#8217;intera rete dei trasporti.</p>
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		<title>
		Di: fabio		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2015/11/13/a-vele-spiegate-verso-la-modernita/#comment-206</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2015 19:35:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bellissimo articolo, lucido e intelligente!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo articolo, lucido e intelligente!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stefano p.c.		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2015/11/13/a-vele-spiegate-verso-la-modernita/#comment-205</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano p.c.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2015 17:16:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ottimo, Omar!
Da tempo mi chiedo: che possibilità ci sono di progettare una rete ferroviaria interna per la Sardegna, come investimento per un futuro caratterizzato da scarsità di idrocarburi, come scommessa di interconnessione tra tutti i centri, e non solo quelli grandi, per sostituire le comunicazioni su gomma; qualcosa che ci faccia assomigliare un po&#039; di più a quel &quot;cantone svizzero&quot; su cui si scherza tanto (ma solo col retropensiero di beneficiarci delle loro banche, non certo di imparare dalle cose che hanno saputo fare bene...). Cosa ne pensi? Un abbraccio!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo, Omar!<br />
Da tempo mi chiedo: che possibilità ci sono di progettare una rete ferroviaria interna per la Sardegna, come investimento per un futuro caratterizzato da scarsità di idrocarburi, come scommessa di interconnessione tra tutti i centri, e non solo quelli grandi, per sostituire le comunicazioni su gomma; qualcosa che ci faccia assomigliare un po&#8217; di più a quel &#8220;cantone svizzero&#8221; su cui si scherza tanto (ma solo col retropensiero di beneficiarci delle loro banche, non certo di imparare dalle cose che hanno saputo fare bene&#8230;). Cosa ne pensi? Un abbraccio!</p>
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