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	Commenti a: Scorie nucleari e scorie politiche	</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
	<lastBuildDate>Sun, 18 Oct 2015 10:28:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Omar Onnis		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2015/10/13/scorie-nucleari-e-scorie-politiche/#comment-189</link>

		<dc:creator><![CDATA[Omar Onnis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2015 10:28:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://sardegnamondo.eu/2015/10/13/scorie-nucleari-e-scorie-politiche/#comment-188&quot;&gt;Francesco Masia&lt;/a&gt;.

Hai colto bene il senso della mia obiezione. La ridicolaggine, o la debolezza logica, sta proprio nell&#039;addurre una appartenenza, una identificazione soggettiva (io mi sento sardo ma anche italiano), come argomentazione contro il percorso di autodeterminazione della Sardegna. Tuttavia - se vogliamo essere lineari e coerenti - seguendo lo stesso ragionamento non si può sostenere che il sentirsi (culturalmente? storicamente?) anche italiani minerebbe la possibilità di conquistare o di pretendere una soggettività politica &quot;in quanto sardi&quot;. 
I due aspetti stanno su piani diversi. La necessità storica della nostra autodeterminazione a mio avviso non discende da questioni meramente identitarie (come invece sostiene chi professa un&#039;idea nazionalista pura, o etnica, della questione). Secondo me questo aspetto è molto in secondo piano rispetto a fattori materiali e strutturali decisamente più stringenti. Fattori economici, sociali e politici che hanno un peso concreto maggiore dei soli fattori puramente culturali. Che esistono e non si possono rimuovere, beninteso.
Naturalmente questa mia posizione anti-essenzialista mi pone in contrasto con una buona parte dell&#039;ambito cosiddetto indipendentista (ma anche con molti nazionalisti non indipendentisti e buona parte del sardismo; che vi sia in queste posizioni una contraddizione interna, non è un problema mio :-) ). Ma così la vedo io. Probabilmente è una questione di fondamenti teorici. Del resto non ho mai nascosto il mio debito verso il marxismo, Gramsci, strutturalismo e poststrutturalismo. :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://sardegnamondo.eu/2015/10/13/scorie-nucleari-e-scorie-politiche/#comment-188">Francesco Masia</a>.</p>
<p>Hai colto bene il senso della mia obiezione. La ridicolaggine, o la debolezza logica, sta proprio nell&#8217;addurre una appartenenza, una identificazione soggettiva (io mi sento sardo ma anche italiano), come argomentazione contro il percorso di autodeterminazione della Sardegna. Tuttavia &#8211; se vogliamo essere lineari e coerenti &#8211; seguendo lo stesso ragionamento non si può sostenere che il sentirsi (culturalmente? storicamente?) anche italiani minerebbe la possibilità di conquistare o di pretendere una soggettività politica &#8220;in quanto sardi&#8221;.<br />
I due aspetti stanno su piani diversi. La necessità storica della nostra autodeterminazione a mio avviso non discende da questioni meramente identitarie (come invece sostiene chi professa un&#8217;idea nazionalista pura, o etnica, della questione). Secondo me questo aspetto è molto in secondo piano rispetto a fattori materiali e strutturali decisamente più stringenti. Fattori economici, sociali e politici che hanno un peso concreto maggiore dei soli fattori puramente culturali. Che esistono e non si possono rimuovere, beninteso.<br />
Naturalmente questa mia posizione anti-essenzialista mi pone in contrasto con una buona parte dell&#8217;ambito cosiddetto indipendentista (ma anche con molti nazionalisti non indipendentisti e buona parte del sardismo; che vi sia in queste posizioni una contraddizione interna, non è un problema mio 🙂 ). Ma così la vedo io. Probabilmente è una questione di fondamenti teorici. Del resto non ho mai nascosto il mio debito verso il marxismo, Gramsci, strutturalismo e poststrutturalismo. 🙂</p>
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		<title>
		Di: Francesco Masia		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2015/10/13/scorie-nucleari-e-scorie-politiche/#comment-188</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco Masia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2015 15:31:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Omar, mi sono lanciato in un lungo commento in difesa di quella che mi stava sembrando tu avessi bollato come asserzione ridicola, &quot;io sono sardo, sì, ma anche italiano&quot; (asserzione nella quale posso tranquillamente riconoscermi, in compagnia, ritengo, della maggioranza dei sardi, chi più consapevole chi meno). Poi, però, ho creduto di capire che tu non intendessi l&#039;asserzione in sé ridicola, ma solo in quanto addotta a motivare un rifiuto ad ammettere, anche solo in via teorica, la possibilità di conquistarci una soggettività politica collettiva in quanto sardi. Cioè, cambiando l&#039;ordine dei fattori, se chi ammettesse questa possibilità teorica asserisse anche di sentirsi sardo e italiano, allora non troveresti l&#039;asserzione ridicola, perché in sé, appunto, non lo sarebbe. Questo significherebbe, però, che una soggettività politica in quanto sardi non contraddirebbe un&#039;appartenenza anche italiana, e qui le cose forse si complicano, per cui aspetto la tua interpretazione autentica. 
Se risulterà che alla fine l&#039;ho capita bene ci eviteremo la pubblicazione di un pistolotto (il mio) allora perfettamente inutile (ma forse, come ogni nostro sforzo, inutile in ogni caso).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Omar, mi sono lanciato in un lungo commento in difesa di quella che mi stava sembrando tu avessi bollato come asserzione ridicola, &#8220;io sono sardo, sì, ma anche italiano&#8221; (asserzione nella quale posso tranquillamente riconoscermi, in compagnia, ritengo, della maggioranza dei sardi, chi più consapevole chi meno). Poi, però, ho creduto di capire che tu non intendessi l&#8217;asserzione in sé ridicola, ma solo in quanto addotta a motivare un rifiuto ad ammettere, anche solo in via teorica, la possibilità di conquistarci una soggettività politica collettiva in quanto sardi. Cioè, cambiando l&#8217;ordine dei fattori, se chi ammettesse questa possibilità teorica asserisse anche di sentirsi sardo e italiano, allora non troveresti l&#8217;asserzione ridicola, perché in sé, appunto, non lo sarebbe. Questo significherebbe, però, che una soggettività politica in quanto sardi non contraddirebbe un&#8217;appartenenza anche italiana, e qui le cose forse si complicano, per cui aspetto la tua interpretazione autentica.<br />
Se risulterà che alla fine l&#8217;ho capita bene ci eviteremo la pubblicazione di un pistolotto (il mio) allora perfettamente inutile (ma forse, come ogni nostro sforzo, inutile in ogni caso).</p>
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