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	Commenti a: Cultura popolare in Sardegna, patrimonio misconosciuto	</title>
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	<description>storia, cultura, politica e attualità, non necessariamente in quest&#039;ordine</description>
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		Di: Giuanne Masala		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2014/11/17/cultura-popolare-in-sardegna-patrimonio-misconosciuto/#comment-7</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuanne Masala]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2014 16:28:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E a proposito del teatro lirico di Cagliari va aggiunto che la musica lirica e sinfonica di ispirazione sarda non viene assolutamente presa in considerazione, se non sporadicamente da questa istituzione &quot;sarda&quot;. Certo, nel coro e nell&#039;orchestra del teatro lirico della capitale sarda cantano e suonano eccellenti maestri sardi e di tanto in tanto altri vengono ingaggiati per cantare in parti importanti come ad esempio in queste settimane la parte di Alfredo nella Traviata è cantata dal nostro grande Francesco Demuru. Ma allo stesso tempo esistono sinfonie di grandissimo spessore che nel passato sono state eseguite in tutto il mondo, per non parlare di opere liriche di cui oggi nessuno conosce l&#039;esistenza. Le sinfonie &quot;Sardegna&quot;, &quot;Nuraghi&quot;, l&#039;opera lirica &quot;I Shardana&quot; sono pressoché sconosciute, eppure sono capolavori che potrebbero catalizzare l&#039;attenzione di decine e decine di migliaia di turismi (colti e meno colti) se fossero eseguite spesso e in contesto di turismo veramente culturale. Eppure quest&#039;anno la Turandot di Puccini (ambientata in Cina) è stata messa in scena al teatro lirico per ben 14 volte (a luglio e agosto) e ha attirato sicuramente tanti turisti e curiosi. Bel lungi dal criticare un&#039;operazione del genere (sicuramente meritevole) mi domando e chiedo perché &quot;I Shardana&quot; (ambientata in Sardegna) non venga rappresentata, anche all&#039;aperto, anche d&#039;estate contestualizzandola nei luoghi del mito: Monte Prama, Nora, Santu Antine, Barumini. Il turismo culturale è anche e soprattutto questo. Mi diceva tempo fa un amico tedesco grande conoscitore della storia e della cultura sarda: &quot;ma è mai possibile che da noi in Germania ogni anno nascano come funghi festival operistici dedicati a questo o a quel compositore in paesini sperduti senza nessuna tradizione operistica e voi non riusciate a portare sui palcoscenici dell&#039;isola, anche all&#039;aperto, una grandissima opera lirica come I Shardana che canta la Sardegna e che fu definita &quot;la più importante di questo dopoguerra&quot; (F. Karlinger, 1962). Adesso, finalmente, pare si siano svegliati, e nel settembre del 2013 è stata rappresentata, dopo &quot;cinquantatré&quot; anni di assenza, nel teatro lirico della capitale sarda... con scenografie, costumi e una regia di grande spessore del regista piemontese Davide Livermore... ma poi rimessa attentamente nel cassetto... come i Giganti... Ah dimenticavo, non vorrei essere troppo di parte, ma l&#039;estate scorsa I Shardana è stata eseguita a Nora e a Santa Cristina, ma naturalmente senza scenografia e senza costumi e della durata di 45 minuti anziché di 2 ore come prevede l&#039;opera originale, ma vabbè, sardità sempre a piccole dosi, altrimenti i sardi si &quot;esaltano&quot; e dichiarano &quot;l&#039;indipendenza&quot;... per gli interessati eccoli i costumi, le scene e, soprattutto, la musica... ma ascoltate anche cosa dice Livermore il regista... piemontese... http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9f3d7992-1117-4b7a-a465-fb033e1714b0.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E a proposito del teatro lirico di Cagliari va aggiunto che la musica lirica e sinfonica di ispirazione sarda non viene assolutamente presa in considerazione, se non sporadicamente da questa istituzione &#8220;sarda&#8221;. Certo, nel coro e nell&#8217;orchestra del teatro lirico della capitale sarda cantano e suonano eccellenti maestri sardi e di tanto in tanto altri vengono ingaggiati per cantare in parti importanti come ad esempio in queste settimane la parte di Alfredo nella Traviata è cantata dal nostro grande Francesco Demuru. Ma allo stesso tempo esistono sinfonie di grandissimo spessore che nel passato sono state eseguite in tutto il mondo, per non parlare di opere liriche di cui oggi nessuno conosce l&#8217;esistenza. Le sinfonie &#8220;Sardegna&#8221;, &#8220;Nuraghi&#8221;, l&#8217;opera lirica &#8220;I Shardana&#8221; sono pressoché sconosciute, eppure sono capolavori che potrebbero catalizzare l&#8217;attenzione di decine e decine di migliaia di turismi (colti e meno colti) se fossero eseguite spesso e in contesto di turismo veramente culturale. Eppure quest&#8217;anno la Turandot di Puccini (ambientata in Cina) è stata messa in scena al teatro lirico per ben 14 volte (a luglio e agosto) e ha attirato sicuramente tanti turisti e curiosi. Bel lungi dal criticare un&#8217;operazione del genere (sicuramente meritevole) mi domando e chiedo perché &#8220;I Shardana&#8221; (ambientata in Sardegna) non venga rappresentata, anche all&#8217;aperto, anche d&#8217;estate contestualizzandola nei luoghi del mito: Monte Prama, Nora, Santu Antine, Barumini. Il turismo culturale è anche e soprattutto questo. Mi diceva tempo fa un amico tedesco grande conoscitore della storia e della cultura sarda: &#8220;ma è mai possibile che da noi in Germania ogni anno nascano come funghi festival operistici dedicati a questo o a quel compositore in paesini sperduti senza nessuna tradizione operistica e voi non riusciate a portare sui palcoscenici dell&#8217;isola, anche all&#8217;aperto, una grandissima opera lirica come I Shardana che canta la Sardegna e che fu definita &#8220;la più importante di questo dopoguerra&#8221; (F. Karlinger, 1962). Adesso, finalmente, pare si siano svegliati, e nel settembre del 2013 è stata rappresentata, dopo &#8220;cinquantatré&#8221; anni di assenza, nel teatro lirico della capitale sarda&#8230; con scenografie, costumi e una regia di grande spessore del regista piemontese Davide Livermore&#8230; ma poi rimessa attentamente nel cassetto&#8230; come i Giganti&#8230; Ah dimenticavo, non vorrei essere troppo di parte, ma l&#8217;estate scorsa I Shardana è stata eseguita a Nora e a Santa Cristina, ma naturalmente senza scenografia e senza costumi e della durata di 45 minuti anziché di 2 ore come prevede l&#8217;opera originale, ma vabbè, sardità sempre a piccole dosi, altrimenti i sardi si &#8220;esaltano&#8221; e dichiarano &#8220;l&#8217;indipendenza&#8221;&#8230; per gli interessati eccoli i costumi, le scene e, soprattutto, la musica&#8230; ma ascoltate anche cosa dice Livermore il regista&#8230; piemontese&#8230; <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9f3d7992-1117-4b7a-a465-fb033e1714b0.html" rel="nofollow ugc">http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9f3d7992-1117-4b7a-a465-fb033e1714b0.html</a></p>
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		Di: Giuanne		</title>
		<link>https://sardegnamondo.eu/2014/11/17/cultura-popolare-in-sardegna-patrimonio-misconosciuto/#comment-6</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuanne]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2014 15:39:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non posso che essere d&#039;accordo con Omar. Poche settimane fa nell&#039;ambito di un simposio internazionale dedicato alla vocalità il conservatorio di Stoccarda ha invitato i tenores di Bitti &quot;Mialinu Pira&quot; che si sono esibiti come ospiti d&#039;onore nella sala concerti dello stesso conservatorio. Ebbene, anche se si trattava di un pubblico di specialisti della musica e soltanto alcuni conoscevano la polifonia vocale sarda, i tenores hanno suscitato un tale entusiasmo tra il pubblico presente che di rado ho potuto vedere altrove. Certamente lo stesso entusiasmo che suscitò questa musica nello spirito del giovane tedesco Felix Karlinger quando per la prima volta negli anni Cinquanta arrivò in Sardegna e ascoltò i tenores di Mamoiada, Orgosolo, Austis ecc. http://www.sardinnia.de/it/i-libri/volume-11-felix-karlinger-sa-musica-sarda-1955/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non posso che essere d&#8217;accordo con Omar. Poche settimane fa nell&#8217;ambito di un simposio internazionale dedicato alla vocalità il conservatorio di Stoccarda ha invitato i tenores di Bitti &#8220;Mialinu Pira&#8221; che si sono esibiti come ospiti d&#8217;onore nella sala concerti dello stesso conservatorio. Ebbene, anche se si trattava di un pubblico di specialisti della musica e soltanto alcuni conoscevano la polifonia vocale sarda, i tenores hanno suscitato un tale entusiasmo tra il pubblico presente che di rado ho potuto vedere altrove. Certamente lo stesso entusiasmo che suscitò questa musica nello spirito del giovane tedesco Felix Karlinger quando per la prima volta negli anni Cinquanta arrivò in Sardegna e ascoltò i tenores di Mamoiada, Orgosolo, Austis ecc. <a href="http://www.sardinnia.de/it/i-libri/volume-11-felix-karlinger-sa-musica-sarda-1955/" rel="nofollow ugc">http://www.sardinnia.de/it/i-libri/volume-11-felix-karlinger-sa-musica-sarda-1955/</a></p>
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